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30.
Quest’umanesimo del sommo poeta trae origine da un aspetto della dottrina di
san Tommaso d’Aquino, e si distingue per il suo carattere ottimistico. Si basa
su sicuri fondamenti, cioè che la grazia non distrugge la natura, ma la risana
e la perfeziona, e che "persona est nomen dignitatis".14
Si oppone diametralmente ad alcune tesi ascetiche e mistiche secondo cui tutti
dovrebbero aspirare al contemptus mundi come unica forma di vita
perfetta.
31.
Dante Alighieri non solo approva tutti i valori umani — intellettuali, morali,
affettivi, culturali, civili —, ma addirittura li esalta. E ciò che va
soprattutto tenuto presente è che questi beni vengono apprezzati e stimati
quando egli s’immerge nel divino, dove la contemplazione delle cose celesti
avrebbe potuto rendere senz’altro vuoti e inutili i beni terreni. Anzi, la sua
umanità si delinea lì ancor più pienamente e si perfeziona nel vortice
dell’amore divino; anche in seno alla splendente immensità dei cieli egli si
sente preso dall’urgenza del messaggio di verità e di bontà che
"l’aiuola che ci fa tanto feroci",15 quel lontanissimo
punto della nostra infelice terra, attende da lui.
32.
Per quanto riguarda l’antichità classica, egli ritiene che sia stata una
provvidenziale preparazione alla religione cristiana e che ne abbia spesso
offerto allegorie; diversamente rispetto a quanto accadde nel cosiddetto
Rinascimento, o almeno presso molti uomini di quel periodo, che valutava i beni
umani indipendentemente da Dio; nel medesimo periodo poi l’umanesimo si volgeva
alle istituzioni e ai costumi pagani, e veniva inficiato dall’errore pelagiano.
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