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50.
E certamente in Dante Alighieri la forza come di fiamma e l’ispirazione sono le
cause che animano la sua opera e la sollevano a una mirabile altezza quasi in
un abbraccio di tutto il mare dell’essere: "[...] I’ mi son un,
che quando / Amor mi spira, noto, e a quel modo / ch’e’ ditta dentro vo
significando".21
51.
Nella Divina Commedia si trovano tutti i generi poetici: vi sono infatti
l’epico, il lirico, il didascalico, il satirico, il drammatico, e di
quest’ultimo sia quello di carattere che quello d’azione; e ciò viene ottenuto
con un continuo combinare elementi diversi e molteplici, conservando l’armonia
di una splendida unità architettonica. E tutti i sentimenti e i toni vi sono
chiamati a risuonare: dolci e bellicosi, tristi e lieti, pieni di sprezzo e di
ammirazione, esprimenti ira, terrore, paura, amore, preghiera, adorazione,
dolce riso, estasi.
52.
Con il suo stile tutto proprio, il sommo poeta canta le realtà più misteriose e
sublimi della vita, i misteri di Dio e i più alti pensieri degli uomini. Quella
fonte da cui sgorga un così largo fiume di eloquenza appare cosa grandiosa e
straordinaria, sol che si pensi che si serve di quella lingua italiana allora
neonata e informe, senza alcuna esperienza di espressione artistica. E proprio
essa, "pane orzato [...] [e] sole nuovo"22 —,
che di fronte a Dante Alighieri potrebbe dire: "da mia natura /
trasmutabile son per tutte guise"23 —, gli si offre come
strumento docile per esprimere — ora con dignità aristocratica, ora con una
certa rozzezza popolare, ora con forza, ora con delicatezza — con molteplice
timbro e colorito musicale tutto quanto muove il suo animo o rapisce la sua
mente, accessi d’ira e slanci d’amore, rimproveri e lodi, le grida dei dannati
nell’Inferno e le preghiere dei santi in Paradiso, visioni, sogni, presagi,
decisioni, le sottigliezze della filosofia e le vette della teologia.
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