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| Paulus PP. VI "Il signore dell'altissimo canto": Dante Alighieri IntraText CT - Lettura del testo |
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1. [Catarsi e afflato religioso nella "Divina Commedia"]13. E che ciò si esiga dal genere stesso del poema di Dante Alighieri risulta manifesto. Ogni poema degno di questo nome infatti eccita e solleva gli animi a pensieri e a sentimenti nuovi e possenti grazie a quella forza detta catarsi, forza propria della vera arte e della vera poesia. E questa elevatezza e sublimità, che risplende nella Divina Commedia in modo notevolissimo e singolare, scaturisce e deriva dal senso religioso, e più distintamente dalla fede cattolica. 14. Certamente la fede, che "come stella in cielo in me scintilla",3, e che Dante Alighieri possiede in modo tale da non considerare nulla maggiore a essa, "[...] questa cara gioia / sopra la quale ogni virtù si fonda",4 riempie — dal fondamento alla sommità, in tutte le sue parti — di luce e di calore questo tempio di poesia, che è tempio di fede. Per questo, da ciò su cui si fonda, il poema è detto sacro: "Se mai continga che ‘l poema sacro, / al quale ha posto mano e cielo e terra, / sì che m’ha fatto per più anni macro, / vinca la crudeltà che fuor mi serra / del bello ovile ov’io dormi’ agnello, / nimico ai lupi che li danno guerra; / con altra voce omai, con altro vello / ritornerò poeta, ed in sul fonte / del mio battesmo prenderò ‘l cappello".5 |
3 Par. XXIV, 147. 4 Ibid., 89-90. 5 Par. XXV, 1-9. |
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