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| Paulus PP. VI "Il signore dell'altissimo canto": Dante Alighieri IntraText CT - Lettura del testo |
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3. [Il fine della "Divina Commedia" è soprattutto pratico e trasformante]18. Il fine della Divina Commedia è anzitutto pratico ed è volto a trasformare e a convertire. Essa in realtà non si propone solo di essere poeticamente bella e moralmente buona, ma soprattutto di cambiare radicalmente l’uomo e di condurlo dal disordine alla sapienza, dal peccato alla santità, dalle sofferenze alla felicità, dalla considerazione terrificante dei luoghi infernali alle beatitudini del Paradiso. E il sommo vate l’afferma chiaramente nella lettera a Cangrande della Scala: "Il fine del tutto e della parte potrebbe essere molteplice, ossia prossimo e remoto; ma, tralasciando un esame minuzioso, si può dire brevemente che il fine del tutto e della parte è allontanare i viventi in questa vita dallo stato di miseria e condurli allo stato di felicità".8 19. Stando così le cose, la Divina Commedia può essere chiamata un itinerarium mentis in Deum, dalle tenebre della dannazione eterna alle lacrime della penitenza purificatrice e, di grado in grado, da una luminosa chiarezza a una ancor più lucente, da un amore fiammante a uno ancor più fiammante, su su fino alla Fonte della luce, dell’amore e della dolcezza eterna: "Luce intellettüal, piena d’amore; / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore".9 20. E i temi della poesia in effetti sono offerti come testimonianze sicure e moniti perché si ascenda a Dio. La natura e l’ordine soprannaturale, la verità e gli errori, il peccato e la grazia, il bene e il male, le opere degli uomini e gli effetti che ne conseguono, tutti sono considerati, giudicati, valutati al cospetto di Dio, e mostrano il loro vero valore nella prospettiva dell’eternità. E questa ascesa, rivolta a ciò che più è segreto ed eccelso, diventa epos di vita interiore, epos di grazia celeste, epos di viva esperienza mistica, di virtù multiforme; diventa teologia della mente e teologia del cuore. |
8 Ep. XIII, 15. 9 Par. XXX, 40-42. |
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