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Paulus PP. VI
Ad pascendum

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II.

Più tardi, gli antichi scrittori della chiesa, nell’elogiare la dignità dei diaconi, non tralasciano di esaltare le doti spirituali e le virtù che si richiedono per assolvere lo stesso ministero, e cioè la fedeltà a Cristo, l’integrità morale e la sottomissione al vescovo. Sant’Ignazio di Antiochia afferma chiaramente che l’ufficio del diacono non è altro che " il ministero di Gesù Cristo, il quale prima dei secoli era presso il Padre ed è apparso alla fine dei tempi ", ed osserva: " È necessario che anche i diaconi, i quali sono i ministri dei misteri di Gesù Cristo, riescano in ogni modo di gradimento a tutti. Essi, infatti, non sono diaconi che distribuiscono cibi e bevande, ma ministri della chiesa di Dio ". San Policarpo di Smirne esorta i diaconi ad essere " in tutto continenti, misericordiosi, zelanti, ispirati nella loro condotta alla verità del Signore, il quale si è fatto servo di tutti ". E l’autore dell’opera, che ha per titolo. Didascalia apostolorum, ricordando le parole di Cristo: " Chiunque vorrà essere più grande tra voi, sia vostro servo ", rivolge ai diaconi questa fraterna esortazione: "Bisogna dunque che anche voi diaconi facciate così, per cui, trovandovi nella necessità di dover dare anche la vita per il fratello nell’esercizio del vostro ministero, abbiate a darla... Se dunque il Signore del cielo e della terra si è fatto nostro servitore ed ha sofferto pazientemente ogni sorta di dolori per noi, quanto più non dovremo far questo per i nostri fratelli noi, poiché siamo i suoi imitatori ed abbiamo ricevuto la missione stessa del Cristo?".




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