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| Paulus PP. VI Ad pascendum IntraText CT - Lettura del testo |
Tuttavia, col passare dei tempi, si verificarono dei mutamenti nella disciplina relativa a questo ordine sacro. Divenne, certo, più rigida la proibizione di conferire le ordinazioni saltando i gradi intermedi, ma diminuì a poco a poco il numero di coloro che, anziché ascendere a un grado più alto, preferivano rimanere diaconi per tutta la vita. Fu così che, nella chiesa latina, scomparve quasi del tutto il diaconato permanente. È appena il caso di ricordare quanto fu stabilito dal concilio di Trento, il quale si era proposto di ripristinare gli ordini sacri secondo la loro propria natura, quali originarie funzioni della chiesa; sta di fatto che molto più tardi maturò l’intenzione di restaurare questo importante ordine sacro, come un grado realmente permanente. Alla questione ebbe occasione di accennare fugacemente anche il nostro predecessore di v. m. Pio XII. Finalmente, il concilio Vaticano II venne incontro ai voti ed alle preghiere di veder restaurato - qualora ciò favorisse il bene delle anime - il diaconato permanente come ordine intermedio tra i gradi superiori della gerarchia ecclesiastica ed il resto del popolo di Dio, perché fosse in qualche modo interprete delle necessità e dei desideri delle comunità cristiane, animatore del servizio, ossia della diaconia della chiesa presso le comunità cristiane locali, segno o sacramento dello stesso Cristo Signore, "il quale non venne per esser servito, ma per servire".