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1.
Le interne opposizioni interessanti i vari settori della vita ecclesiale,
qualora si stabilizzano in uno stato di dissidenza, portano a contrapporre
all’unica istituzione e comunità di salvezza una pluralità di "
istituzioni o comunità del dissenso ", che non sono secondo la natura
della chiesa, la quale con la creazione di opposte frazioni e fazioni, fissate
su posizioni inconciliabili, perderebbe il suo stesso tessuto costituzionale.
Avviene allora la polarizzazione del dissenso in forza della quale tutto
l’interesse è concentrato sui rispettivi gruppi, praticamente autocefali,
ognuno dei quali ritiene di rendere onore a Dio. Questa situazione porta in sé
e introduce per quanto può, nella comunione ecclesiale, i germi della
disgregazione.
2.
Auspichiamo vivamente che la voce della coscienza induca i singoli individui a
un processo di riflessione che li porti ad una più consapevole scelta. Noi a
questo, tutti e ciascuno, esortiamo: "Scruta l’intimo segreto del tuo
cuore e penetra, da diligente esploratore, nei meandri della tua anima". E
in ciascuno vorremmo risvegliare la nostalgia di quanto ha perduto: "
Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima "
(cf. Ap 2,5). E vorremmo esortare ciascuno a riconsiderare il prodigio divino
che in lui s’è compiuto e ad avvertirne le condizionanti esigenze davanti al
Signore: " Di nient’altro deve avere paura il cristiano che di essere
separato dal corpo di Cristo. Se, infatti, viene separato dal corpo di Cristo,
non è suo membro; se non è suo membro, non è alimentato dal suo Spirito. E se
qualcuno - dice l’apostolo - non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene
".
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