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| Paulus PP. VI Paterna cum benevolentia IntraText CT - Lettura del testo |
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INTRODUZIONE.1. Ci rivolgiamo con affetto, con fiducia e con speranza a tutti voi, confratelli nell’episcopato, membri amatissimi del clero, delle famiglie religiose e del laicato cattolico, all’inizio ormai della celebrazione dell’anno santo a Roma, presso le basiliche degli apostoli, dopo che, in pietà e in concordia di sentimenti e di propositi, voi avete già celebrato il giubileo nel cuore delle singole chiese locali. 2. È un momento di grande importanza per tutto il mondo, che guarda alla chiesa; ma lo è principalmente per i figli della chiesa stessa, i quali sono consapevoli della ricchezza del suo mistero di santità e di grazia, che il recente concilio ha opportunamente lumeggiato. E perciò ad essi ci rivolgiamo per un caldo invito alla carità, alla unione reciproca, nello spirito della riconciliazione proprio dell’anno santo, nel vincolo dell’unica carità di Cristo. 3. Infatti, fin dal momento in cui noi, il 9 maggio 1973, manifestammo la nostra deliberazione di celebrare l’anno santo nel 1975, dichiarammo anche la finalità primaria di questa celebrazione spirituale e penitenziale: la riconciliazione che, fondata sulla conversione a Dio e sul rinnovamento interiore dell’uomo, risanasse le rotture e i disordini, di cui soffre oggi l’umanità e la stessa comunità ecclesiale. 4. Iniziatasi, poi, per nostra decisione, la celebrazione giubilare nelle chiese particolari fin dalla pentecoste del 1973, noi non abbiamo tralasciato alcuna occasione per accompagnarne lo svolgimento con i nostri interventi dottrinali e pastorali e con pressanti richiami a detta finalità, ritenendola in perfetta coerenza con lo spirito più autentico del vangelo e con le linee di rinnovamento tracciate dal concilio Vaticano II a tutta la chiesa. Questa, istituita da Cristo come permanente attestazione della riconciliazione da lui compiuta in adempimento della volontà del Padre, ha il compito di " rendere presenti e quasi visibili Dio Padre e il Figlio suo incarnato, rinnovando se stessa e purificandosi senza posa sotto la guida dello Spirito santo ". È parso, perciò, a noi necessario, perché a quel compito sia data sempre migliore soddisfazione, accentuare l’urgenza che tutti nella chiesa promuovano la " unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace " (Ef 4.3). 5. Nell’imminenza, quindi, della solennità del natale del Signore - data da noi stabilita per l’apertura del giubileo universale a Roma -, rivolgiamo questa nostra esortazione ai pastori e ai fedeli della chiesa, affinché tutti si facciano attori e promotori di riconciliazione con Dio e con i fratelli, e il prossimo natale dell’anno santo sia davvero, per il mondo, il " natale di pace" come lo fu quello del Salvatore. |
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