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Leon Battista Alberti
De amore

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-fusco | fusti-retti | revoc-vuoi

                                                       grassetto = Testo principale
     Capitolo,  Paragrafo                              grigio = Testo di commento
1 | 'l 2 | 1 3 | 10 4 1, 11| 11-~ ~E soglio io fare di loro 5 | 12 6 | 13 7 | 14 8 | 15 9 | 16 10 | 2 11 | 3 12 | 4 13 | 5 14 | 6 15 | 7 16 | 8 17 | 9 18 1, 6| fiamme e ardori d'amore abagliato e occecato, essere cauto 19 1, 4| cani quali a te pur corrano abbaiando. Non dico degli altri pericoli, 20 | abbia 21 | abbiamo 22 | abbiate 23 1, 16| queste mie lettere poco te abbino commosso ad assentirmi con 24 1, 13| femminelle, o simile genterelle abiette e infame, quale elle sotto 25 1, 13| trovorono altro disusato abito e mai prima veduta livrea. 26 1, 5| tempi lieti e festivi rari accaggiono, tu con grandissimo desiderio 27 1, 12| volesti? Non dicesti?»; e accanirsi contro chi non li portò 28 1, 6| arte simulando sé misero accese e arse, la sua Deifira avea, 29 1, 5| tuo, benché poco d'amore acceso. Quale medesimo se tu cognoscerai 30 1, 4| e meno mostrando averti accetto, misero te, vedi ivi nuove 31 1, 2| seguito quanto m'è occorso accomodato per levarti da questa tua 32 1, 13| apparata a sé stessi non acconcia e pulita sarà dissimilissima, 33 1, 3| quella materia mi parve acconvenirsi. E in queste credo non bisognerà 34 1, 5| troppa audacia tua e temerità accusi e penti? E così in te mai 35 1, 8| te amando sieno copie di acerbissime cure e gravissime molestie; 36 1, 4| premendo tutto in dolore e acerbissimi lamenti. O maravigliosi 37 1, 14| fra te ripenserai quante acerbità e gravissime molestie in 38 1, 8| quale cagione troppo brutte acolorate. Vergognomi seguire l'altre 39 1, 12| fuligine stemperata con acqua. Che più? Al tutto, mai 40 1, 14| studi, e darci seguendo ad acquistar fama e laude, qual cosa 41 1, 4| in sul qualche poco t'addormenti, ancora vegghia il tuo animo 42 1, 12| ieri in via scontrasti sì addornata e pulita, oggi in casa poco 43 1, 13| quale in pruova a sé e te adduca estremi pericoli?~ 44 1, 3| intendere, né breve a non adducere ed esplicare ciascuna argumentazione 45 1, 11| similitudine. Sai troppo a me piace addurre scrivendo qualche similitudine, 46 1, 11| all'ultimo te a sé tira adosso. E se forse li viene così 47 1, 15| per lei sofferti danni e affanni satisfacesse? Che diletto, 48 1, 14| suggetto amando. E se meco così affermerai tutte le operazioni delle 49 1, 6| si mostra grata e dolce affezionata. Niuna cosa può a me parere 50 1, 16| mi piace reputi me molto affezionato. Così te aviso alla nostra 51 1, 4| quella che più te amando affligga e consumi. Troverai in te 52 1, 12| merceria, chiavi, borsi, aghieri, coltellini, e insieme quel 53 1, 15| amplissimo, che potrebbe ella agiugnere alla fortuna, alla fama, 54 1, 13| vegghiano curiose e operose. Agiugni qui che per le sue scale 55 | agli 56 1, 5| bizzarria non uscì in pubblico. Ahimè! puossi egli esprimere con 57 1, 16| 16-~ ~Aimè, Paulo mio, stima quello 58 1, 2| quanto per le tue veggo, poco aiutai, se tu non però bene resti 59 1, 16| lettere, quali te meco insieme aiuteranno a molto lungi fuggire in 60 1, 6| ivi mali, a te maestri, e aiuto molto a ridurti e fermarti 61 1, 5| pensiero e mente altrove alienata? E se ella forse ivi con 62 | allo 63 1, 11| vero amante, sedessi in alto sopra a qualche discesa 64 1, 10| natura impudiche, nulla amano; ché ben sai non potrebbono 65 1, 9| liberali a credere loro e ad amarle, che subito, guardati da 66 1, 14| credere, che chi quando amasse mostrerebbe non amarti, 67 1, 6| portare queste gravezze amatorie. E forse come altre volte, 68 1, 5| fu mai alcuno tuo gaudio amatorio non brevissimo e pieno d' 69 1, 2| e verecondo non meno che amicissimo a te e cupido d'ogni tuo 70 1, 10| amare a quanti si mostrano amorose, ma fingono amare, ché troppo 71 1, 15| industria e arte volesse essere amplissimo, che potrebbe ella agiugnere 72 1, 9| femmina questo, che in una andata alla chiesa potrà a casa 73 1, 15| confirmassono così essere gli animi femminili ingiusti, iniqui, 74 1, 4| ciascuno tuo così amando, e annovera se di tutte le perturbazioni 75 1, 10| fra le sue prime felicità annumerano sospiri, lacrime, ultime 76 | Anzi 77 1, 5| e troppo tormentato? Che aparecchi, suoni o giuochi, cose ivi 78 1, 7| se non prima salutata e apellata tre volte. Pur poi sogghigna, 79 1, 7| gli occhi e con la bocca aperta, e vienti persino con le 80 1, 8| gioveranno, ché già debbi apertissimo scorgere quanto in te amando 81 1, 3| dottissimo, più diffuso e aperto mostrare l'amore venereo, 82 1, 13| dissimile, quanto una femmina apparata a sé stessi non acconcia 83 1, 12| con ciascuno sempre avere apparecchiata lunga materia di litigare, 84 1, 4| preterirli. Solo qui te, Paulo, appello: tu stessi essamina fra 85 1, 4| buona parte tua volontà e appetiti amatori non raffreni e con 86 | appresso 87 1, 16| sentirai queste lettere a te aranno giovato, stracciale, ché 88 1, 4| vendette, e bene che tu arda di cruccio, non però ivi 89 1, 5| sollecitudine, quale e notte ardendo te spesso muova a pietà 90 1, 9| frascheggiare, sia il tuo pieno e ardente desiderio. E pur ch'ella 91 1, 4| e volentieri tiene. Non ardisci domandarne per non palesarti, 92 1, 13| odio la stoltizia di una ardita femmina, quale in pruova 93 1, 1| quanti modi questo lascivo ardore dell'amore disturbi e perverta 94 1, 6| te, dalle grandi fiamme e ardori d'amore abagliato e occecato, 95 1, 12| le diede e' capelli non argentei e chiari quale ella te li 96 1, 10| il primo amore fortunato, argomentansi più ne' seguenti essere 97 1, 16| dotto ingegno copiosa d'argomentazioni e facilissima a convincerla, 98 1, 3| adducere ed esplicare ciascuna argumentazione ed essemplo, quanto a quella 99 1, 3| nell'altre mie compresi argumenti. Ma in quelle non fui oscuro 100 1, 10| casta. Siati ottimo qui argumento, che mai femmina vive sì 101 1, 13| fuori si porge da ogni parte armata di fizioni e decezioni, 102 1, 6| simulando sé misero accese e arse, la sua Deifira avea, iniqua 103 1, 8| seguire l'altre parti più ascose e più inoneste e oscene; 104 1, 14| memoria quant'elle, tuttora aspettando in grembo quello che sopra 105 1, 4| te assai essere stato ad aspettare, e il sonno e stracchezza 106 1, 5| ami, fue mai che tu non aspettassi quella festa posdomani e 107 1, 5| con grandissimo desiderio aspettasti quella da te amata venissi 108 1, 16| m'incitasti a scriverti. Aspetto mi risponda queste lettere 109 1, 15| non carico di sospetto, assediato di paure, rotto da mille 110 1, 4| torni a circuire il tuo assedio, onde a casa ti riduci tardi 111 1, 3| espettazione fa ciascuno massaio e assegnato animo sanza lode esser prodigo 112 1, 14| quanto si possa poco e raro asseguire.~ 113 1, 16| queste lettere teco avere asseguito buon frutto. Fra pochi 114 1, 16| poco te abbino commosso ad assentirmi con opera, come estimo pure 115 1, 15| odorato, e ivi lasciarti assetato tanto pure che ella deliberassi 116 1, 1| oppresso da quella molestia assidua certo e grandissima dell' 117 1, 13| altre facci una femmina con assiduità e diligenza, certissimo 118 1, 15| grandissimi, tormentoassiduo e inestimabile, dispetti 119 1, 12| di litigare, e garrendo assordire tutta la vicinanza; poi 120 1, 2| potea cosa alcuna degna o atta a uno ingegno libero e virile. 121 1, 11| strascinare, e talora s'attiene a uno qualche cespuglio 122 1, 14| forse in parte non in tutto atto raccontare a quanto in altre 123 1, 10| sua cosa. Così richieste, audace, ben consigliate, e da natura 124 1, 5| poi te stessi di troppa audacia tua e temerità accusi e 125 | avea 126 | aveano 127 1, 15| volta conoscerti uomo, e avederti di tanto errore, che tu, 128 | aver 129 1, 5| quali, se non amassi, certo averesti in odio altri dicessi in 130 | averne 131 1, 12| catinuzzo, non meno che se avesser morto el marito; e così 132 | avessi 133 | avevi 134 1, 4| casa, tu così bizzarro t'avii sdrucciolando in questa 135 1, 16| molto affezionato. Così te aviso alla nostra amicizia da 136 1, 11| per muoverti in più modi s'avolge; all'ultimo te a sé tira 137 1, 8| non di colore di pettine d'avorio molto vecchio e ben sucido. 138 1, 6| che così seguendo poco se avvederà della ruina sua, se non 139 1, 8| femmina linguacciuta e male avvenente. Mira che in donna troverai 140 1, 4| si dice possono all'animo avvenire, alcuna mai a te qualche 141 1, 7| eccola venire dondoloni e avventata, con la voce quale chi gridando 142 1, 12| e ingombrata le tavole, banche, deschetti e tutta la casa; 143 1, 11| fusse ivi presso giuso a basso, e una fune non molto lunga 144 1, 10| desiderata. Né loro apresso basta lo specchio, in quale mille 145 1, 15| ella deliberassi ridendo e beffandoti solo dirti: «Abbi pazienza».~ 146 1, 9| in te sia, rendere fede e benevolenza. Se tu da costei te conosci 147 1, 13| altiera, insolente, rissosa, bestiale, e da ogni parte incomportabile. 148 1, 12| insieme quel panicello tanto bianco e mondissimo.~ 149 1, 16| sieno state troppo lunghe, biasimane te che così m'incitasti 150 1, 2| benivolenza, non da cupidità di biasimare alcuno, in queste lettere 151 1, 9| guardassi te; né fu meno da biasimarla, se ella, guardando gli 152 1, 7| istorie; né sa ristare di biasimarti quella e quell'altra, e 153 | bisogna 154 1, 2| caduto e abandonato, ove bisognava, con molto studio, cura 155 1, 3| acconvenirsi. E in queste credo non bisognerà estendermi a convincer quello 156 1, 6| essere cauto meno che a te bisogni. Paulo mio, stima questo 157 1, 5| per altro caso o per sua bizzarria non uscì in pubblico. Ahimè! 158 1, 4| ricacci a casa, tu così bizzarro t'avii sdrucciolando in 159 1, 12| bella merceria, chiavi, borsi, aghieri, coltellini, e 160 | breve 161 1, 1| piacquono, le tue ultime brevissime lettere furono non ingioconde. 162 1, 8| so quale cagione troppo brutte acolorate. Vergognomi seguire 163 1, 8| se non forse el viso, non bruttissima e laidissima. E la più in 164 | buon 165 1, 13| pare più meriti apresso de' buoni biasimo e odio che laude. 166 1, 14| sempre riputarle fingarde e busarde. Non dubitare, adunque, 167 1, 5| di chi tu ami fusse per cadere in voce di molti ivi maledici 168 1, 2| dalla tua singulare prudenza caduto e abandonato, ove bisognava, 169 1, 5| opera coperto potere dolce cambiare con quella tuoi guardi, 170 1, 12| vizza soppanno, e tiene in cambio di sangue in sue vene fuligine 171 1, 12| masserizuole, e irne in camera con quella cioppetta piena 172 1, 12| quale tu vedi con arte fatto candido troppo e splendido. Le gote 173 1, 4| combattere con sassi contro a' cani quali a te pur corrano abbaiando. 174 1, 4| da ottimi musici e poeti cantare in presenza le laude tue 175 1, 12| vedi. La natura le diede e' capelli non argentei e chiari quale 176 1, 13| qualche duro ivi e continuo cappio non le traesse e in proposito 177 1, 10| dotte. Né mai loro manca la cara madre, insieme e qualche 178 1, 15| preziosissime certo e da tenerle care! Parti poco, dopo tanta 179 1, 9| le femmine usare queste carezze e moine molto più quando 180 1, 5| ingegno troppo sempre furono, carissimi. Né meno, se io bene te 181 1, 5| spettaculo, ed ella per altro caso o per sua bizzarria non 182 1, 10| truovi alcuna continente o casta. Siati ottimo qui argumento, 183 1, 12| chi non li portò presto il catinuzzo, non meno che se avesser 184 1, 16| nudo d'eloquenza in questa causa a ogni dotto ingegno copiosa 185 1, 7| persino con le mani e col ceffo in suso el viso, e comincia 186 1, 11| trista seco e mesta, subito cercare ed entrare in nuovo coruccio. 187 1, 4| odio la casa tua, e fuori cerchi ogni luogo per trovare e 188 1, 4| 4-~ ~Cerchiamo adunque quali in amore si 189 1, 11| s'attiene a uno qualche cespuglio per bene vedere tesa la 190 1, 12| e' capelli non argentei e chiari quale ella te li mostra, 191 1, 9| che in una andata alla chiesa potrà a casa ritornare con 192 1, 11| prenderla, quella fugge alla china; se tu vuoi rivenire ove 193 1, 12| sbadigliare, grattarsi dove la chioma gli piove in qua e in , 194 1, 4| intera la notte sanza punto chiudere l'occhio; e se pur lasso 195 1, 12| vedendola, com'è loro usanza, chiuso l'uscio, sedersi oziosa, 196 | ci 197 1, 8| maggiori faccende per starsi in ciancie contemplando le bellezze 198 1, 4| di quanto dovevi prendere cibo e ristoro. Ancora, indi 199 1, 12| cominciare uno gracchiamento, che cieco gaglioffo non si truova 200 1, 12| irne in camera con quella cioppetta piena d'infinite nuote, 201 1, 4| estenuato e debile, torni a circuire il tuo assedio, onde a casa 202 1, 8| quando tu, Paulo mio, uomo civilissimo e pulitissimo, incontri 203 1, 6| quasi divino, ornato d'ogni civiltà e costume. Ma non però qui 204 1 | A Paolo Codagnello.~ 205 1, 5| acceso. Quale medesimo se tu cognoscerai non poco essere d'ogni passion 206 1, 4| meno di me tutti questi cognoscere; tale che volendo essere, 207 1, 9| scala. Poco prudenti, se non cognosciamo quanto ciascuna femmina 208 1, 12| sedere, lasciare quivi e colà parte delle sue masserizuole, 209 1, 2| ti spiace averti vinto e colligato con Cupidine, che né possi 210 | collo 211 1, 12| chiavi, borsi, aghieri, coltellini, e insieme quel panicello 212 | com' 213 1, 12| e con rimbrotti gridando comandare cose nulla necessarie a 214 1, 12| bene a drento il naso, e cominciare uno gracchiamento, che cieco 215 1, 13| quale sempre adoperano o in commetter rissa e odio fra tutta la 216 1, 7| bene stracca di domandare commiato. E se da te pure ella convinta 217 1, 4| molestato e tormentato da quelle commosse furie, e così ti desti sognando 218 1, 16| mie lettere poco te abbino commosso ad assentirmi con opera, 219 1, 8| prorumpa in lacrime, mosso a compassione di lui e di te stesso, che 220 1, 3| que' tutti nell'altre mie compresi argumenti. Ma in quelle 221 1, 10| consigliano. E così uno solo primo comune piacere di ciascuna femmina 222 1, 4| tormento mesi, mesi e anni? Concederotti sì, ché cognosco la tua 223 1, 4| non essere te così punto e concitato da questi venenati stimoli 224 1, 4| nuove torme di vari teco concorrenti amanti; cresce sospetto 225 1, 3| raro piangendo, sai, lo confessasti, e dolestiti. Pertanto solo 226 1, 15| verissime trascorse ragioni non confirmassono così essere gli animi femminili 227 1, 2| già più mesi distratto, e confirmato libero de' tuoi usati e 228 1, 4| imperio e signoria; e però ti conforto, quanto puoi presto, in 229 1, 9| amore. Ché già per pruova conosce ciascuna femmina questo, 230 1, 13| copia de' domestici amici e conoscenti in dare a tutti legge, noglie, 231 1, 14| d'infinita fizione, certo conoscerai te da lei nulla essere amato. 232 1, 15| Paulo mio, qualche volta conoscerti uomo, e avederti di tanto 233 1, 4| essere ivi sopragiunto o conosciuto; ora combattere con sassi 234 1, 10| tu molto l'ami, quando te conoscono a sé molto essere suggetto, 235 1, 8| inoneste e oscene; a quali considerando troppo mi maraviglio, quando 236 1, 10| parentado: con costei si consiglia sempre, mostrando troppo 237 1, 10| ogni sua frasca molto si consigliano. E così uno solo primo comune 238 1, 10| Così richieste, audace, ben consigliate, e da natura impudiche, 239 1, 4| a' freddi, e così poco consigliato irne te stesso consumando, 240 1, 13| riputiamo subito e testé nato consiglio: l'altra a me pare più meriti 241 1, 14| lasciato e perso della mia consuetudine e buona grazia quale, come 242 1, 4| consigliato irne te stesso consumando, e poi quelle ore, in quali 243 1, 8| faccende per starsi in ciancie contemplando le bellezze d'una femmina 244 1, 2| bisognasse non se non turbato contendere? E voglio me, quale tu in 245 1, 13| le traesse e in proposito contenesse. Che diremo noi dello ingegno, 246 1, 14| quanto mi sarà voluttà e contentamento ancora con mio danno averti 247 1, 3| in questa calamità forse contiene che tu pur giudichi a te 248 1, 10| femmina si truovi alcuna continente o casta. Siati ottimo qui 249 1, 5| al petto tuo vivere una continua cura e sollecitudine, quale 250 1, 13| tanto sanno, e piacegli contraffarsi. E come ella in questi portamenti 251 1, 13| più che l'altre strane e contraffatte. Non racconto quanti danari 252 1, 5| mai non in tutto altri e contrari a quanto avevi a te persuaso! 253 1, 9| dissimulare, e a tutti mostrare el contrario di quello che ella senta 254 1, 8| ciascuno studioso indegni e non convenienti.~ 255 1, 3| non bisognerà estendermi a convincer quello quale tu né sai né 256 1, 16| argomentazioni e facilissima a convincerla, che queste mie lettere 257 1, 7| commiato. E se da te pure ella convinta forse ragiona a' tuoi propositi, 258 1, 5| perturbato quanto davi opera coperto potere dolce cambiare con 259 1, 8| quanto in te amando sieno copie di acerbissime cure e gravissime 260 1, 16| causa a ogni dotto ingegno copiosa d'argomentazioni e facilissima 261 1, 1| quanto estimava, assai copioso recitai quanto a ogni nobile 262 1, 10| non veggono continuo una coppia de' suoi amanti, in vicinanza 263 1, 13| consumi in frangie, ricami e coprimenti di capo, e simile leggerezze, 264 1, 12| labbri erano non di colore di corallo e rose, quanto ora tinti 265 1, 4| contro a' cani quali a te pur corrano abbaiando. Non dico degli 266 1, 13| instabile e precipitose correrebbono a rompere e mutare sue prese 267 1, 11| tenesse legati. Ivi, se tu corri per prenderla, quella fugge 268 1, 10| Proverbio delle astute mamme: «Corucciati, figliuola mia; i corucci 269 1, 11| cercare ed entrare in nuovo coruccio. Né mai di loro alcuno sdegno 270 | costì 271 | costui 272 1, 6| e 'l vedere, ragionando costumato e con gentile onestà appresso 273 1, 16| vengano in altre mani di chi creda me aver voluto essere teco 274 1, 4| teco concorrenti amanti; cresce sospetto di questo, credi 275 1, 12| e forse credi sieno suoi crini, quali furono di quell'altra 276 1, 4| vendette, e bene che tu arda di cruccio, non però ivi resti di tremare 277 1, 2| averti vinto e colligato con Cupidine, che né possi sanza stomaco 278 1, 2| vera benivolenza, non da cupidità di biasimare alcuno, in 279 1, 2| meno che amicissimo a te e cupido d'ogni tuo bene e onore, 280 1, 8| sieno copie di acerbissime cure e gravissime molestie; piaceri 281 1, 13| quali continuo vegghiano curiose e operose. Agiugni qui che 282 1, 10| d'amore, quale sia poco curiosissima e non sempre infaccendata 283 1, 14| tutte l'altre cose loro si dolcissimo, gratissimo, 284 | dai 285 | dalle 286 1, 13| contraffatte. Non racconto quanti danari ella consumi in frangie, 287 1, 15| de' tuoi per lei sofferti danni e affanni satisfacesse? 288 1, 14| contentamento ancora con mio danno averti giovato. E se tu 289 1, 14| li nostri ottimi studi, e darci seguendo ad acquistar fama 290 1, 9| suggetto, certo mai così darebbe palesi e tali segni del 291 1, 9| ella reputa e scorge a sé dato e suggetto, certo mai così 292 1, 5| tanto più perturbato quanto davi opera coperto potere dolce 293 | De 294 1, 4| leviti palido, estenuato e debile, torni a circuire il tuo 295 1, 13| parte armata di fizioni e decezioni, così voglio ti sia persuaso 296 1, 16| lieto.~ ~Ex Venetiis die decima Ianuarii.~ ~- FINE -~ 297 1, 16| niuno più crudele saprei dedicare chi fusse a me capitale 298 1, 8| e servendo a lei abbiate dedicato ogni vostro pensiero, opera 299 1, 16| tu non paia ostinato in dedignare la tua libertà e dolce ozio, 300 1, 8| piaceri non puerili e poco degni. E sopra gli altri mi spiace 301 1, 15| assetato tanto pure che ella deliberassi ridendo e beffandoti solo 302 1, 8| le guance lentigginose; i denti, miracolo che in femmina 303 | dentro 304 1, 12| ingombrata le tavole, banche, deschetti e tutta la casa; e con rimbrotti 305 1, 10| meriti essere richiesta e desiderata. Né loro apresso basta lo 306 1, 5| volesti, quale tu troppo desideravi. E se pure qualche assai 307 1, 5| dure espettazioni, molesti desideri, poco, raro e brevissimo 308 1, 4| commosse furie, e così ti desti sognando cose terribili, 309 1, 16| fuggi' parere, maledico e detrattore. E anche non vorrei a chi 310 1, 1| tacea, pure a me, a cui tuoi detti e fatti sempre piacquono, 311 1, 11| forse li viene così fatto o detto cosa quale a te non come 312 1, 12| fai? Anzi non volesti? Non dicesti?»; e accanirsi contro chi 313 1, 16| libero e lieto.~ ~Ex Venetiis die decima Ianuarii.~ ~- FINE -~ 314 | dieci 315 1, 12| occhi vedi. La natura le diede e' capelli non argentei 316 1, 14| maravigliare che io, quale sempre difesi onore e fama di ciascuna 317 1, 6| solo e con guardi amare dilettarti e 'l vedere, ragionando 318 1, 8| stessi infastidire. Io netto dilibero uscirne, per non mi stendere 319 1, 4| certo, se tu arai l'animo diligente a ricognoscere la tua calamità, 320 1, 10| suggetto, tanto allora più dimostrano amare qualche altri, tanto 321 1, 6| parte ditto. Guarda, per Dio, a te non intervenga come 322 1, 12| naturale, prima che ella el dipignesse, era pallido, rugoso e vizzo 323 1, 6| 6-~ ~Tu qui forse teco dirai degli uomini alcuni più 324 1, 15| piacere degno o certo diletto; disagi sì molti e troppo grandissimi, 325 1, 11| in alto sopra a qualche discesa d'uno monte, e la tua amata 326 1, 5| cognosco prudente e molto discreto, a te dolea così la fama 327 1, 13| intelletto, ragione o minima discrezione, elle in suoi fatti sarebbono 328 1, 16| non vorrei a chi male te disidera, le nostre lettere prestassono 329 1, 14| dolcissimo, gratissimo, disideratissimo, pur non restano dirti: « 330 1, 15| assiduo e inestimabile, dispetti sì, e onte all'animo tuo 331 1, 11| quale a te non come l'usato dispiaccia, ella troppo se ne pente, 332 1, 4| nascono ivi subito che 'l dispiacere scema, come sedare la sete, 333 1, 4| sono oppositi contro a' dispiaceri, come uscire di cura e di 334 1, 3| come teco in mie lettere disputai, così essere inutile e dannoso 335 1, 15| come nell'altre mie lettere disputammo. E che potrebbe ella mai 336 1, 4| filosofia assai potrei lungo disputando stendermi, ma cognosco te 337 1, 4| servitù. Potrebbesi qui disputare se alcuni sono piaceri propri 338 1, 7| quella predica sua, che così disse e così fece, ed eravi il 339 1, 13| niuna tanto a un'altra sarà dissimile, quanto una femmina apparata 340 1, 13| non acconcia e pulita sarà dissimilissima, tanto sanno, e piacegli 341 1, 9| in vita, sempre ogni cosa dissimulare, e a tutti mostrare el contrario 342 1, 13| altro che in gittarle e dissiparle. Ancora non riebbero dal 343 1, 5| 5-~ ~Ma né dubito, a distorti da questa tua amatoria impresa, 344 1, 2| non averti già più mesi distratto, e confirmato libero de' 345 1, 6| ove tu più sia vinto e mal distretto. Né a omo paiaessere 346 1, 1| lascivo ardore dell'amore disturbi e perverta qualunque pubblica 347 1, 13| ch'elle trovorono altro disusato abito e mai prima veduta 348 1, 7| si fiuta le sommità delle dita e volgeti la guancia, e 349 1, 6| me in vera e buona parte ditto. Guarda, per Dio, a te non 350 1, 14| però più che l'altre essere divina e sanza macula, e se fra 351 1, 6| di ingegno nobile e quasi divino, ornato d'ogni civiltà e 352 1, 2| non potrei dire quanto mi doglia non averti già più mesi 353 1, 4| sedare la sete, freddo, fame, doglie e simile cose moleste al 354 1, 4| gustando cose a noi soave e dolci. Forse ancora sarebbe chi 355 1, 14| l'altre cose loro si dà dolcissimo, gratissimo, disideratissimo, 356 1, 5| prudente e molto discreto, a te dolea così la fama di chi tu ami 357 1, 3| ricomperare la sua libertate, dolendosi subietto al duro imperio, 358 1, 14| femmine, a me non tanto dolerà avere così scrivendo lasciato 359 1, 2| te stesso, posso io non dolermi del nostro infortunio? Paulo 360 1, 7| mille cose, o comincia a dolersi di te, non dico sanza ragione 361 1, 6| amore, non raro meco ti dolesti, sarà tuo officio provedere 362 1, 3| sai, lo confessasti, e dolestiti. Pertanto solo qui, se io 363 1, 10| lacrime, ultime fatiche e dolori di chi amando e servendo 364 1, 7| quando l'arai bene stracca di domandare commiato. E se da te pure 365 1, 4| volentieri tiene. Non ardisci domandarne per non palesarti, credo 366 1, 13| impudica. Adopera la copia de' domestici amici e conoscenti in dare 367 1, 7| familiare, eccola venire dondoloni e avventata, con la voce 368 | dopo 369 1, 4| e senza molestia libero dormire, ivi fuora allora sederti 370 1, 6| pesandoli troppo lo premerà e dorragli, onde poi vorrebbe lungi 371 1, 10| seguenti essere astute e dotte. Né mai loro manca la cara 372 1, 3| uomo intendentissimo e dottissimo, più diffuso e aperto mostrare 373 1, 16| eloquenza in questa causa a ogni dotto ingegno copiosa d'argomentazioni 374 1, 15| falsità e fellonie, pure non doveresti tu, Paulo mio, qualche volta 375 1, 3| te stesso persuadi così doversi verso chi tu credi te pur 376 1, 9| non ti storrò da questo dovuto officio di amare chi ami 377 1, 9| a casa ritornare con due dozzine di nuovi amanti. Così siamo 378 1, 12| graziose stuzzicarsi bene a drento il naso, e cominciare uno 379 1, 6| cosa può a me parere meno dubbia che te essere d'animo rettissimo, 380 1, 11| tiri, ella ti seconda, ché dubita in quello modo el vostro 381 1, 4| già udisti o teco non poco dubitavi, né puoi non persuadere 382 1, 9| e amore, voglio non però dubiti, se ella vero amassi, per 383 1, 5| 5-~ ~Ma né dubito, a distorti da questa tua 384 | due 385 1, 9| mi soppresse il piede con duoi suoi piedi». Ehi, Paulo 386 1, 5| sarebbe lungo perseguire: dure espettazioni, molesti desideri, 387 1, 16| uscito e libero di questi duri e molesti pensieri tuoi 388 | ebbi 389 1, 2| e diligenza mia non bene eccitai e ripresi. Che poi diremo 390 | eccola 391 | egli 392 | Eh 393 1, 6| freddo, a chi poi, dove ello così fingendo e con arte 394 1, 16| te e sì in tutto nudo d'eloquenza in questa causa a ogni dotto 395 1, 11| tu forse ostinato con più empito e forza tiri, ella ti seconda, 396 1, 11| mesta, subito cercare ed entrare in nuovo coruccio. Né mai 397 | entro 398 1, 11| quale in questa familiare epistola in pruova lassai. Così mi 399 | erano 400 1, 7| così disse e così fece, ed eravi il tale, sopragiunse, partissi, 401 | eri 402 1, 3| Pertanto solo qui, se io non erro, te in questa calamità forse 403 1, 15| uomo, e avederti di tanto errore, che tu, uomo d'animo altrove 404 1, 15| tu, uomo d'animo altrove erto e prestantissimo, nobile, 405 1, 10| poi tanti che, quando ella esce ornata in pubblico, non 406 1, 8| pensiero, opera e ingegno. Esco in pruova di questa materia, 407 1, 5| te essere sospeso. Unde escono que' tuoi talora gravi e 408 1, 5| te stessi, desiderando, espettando varie e molte cose quali, 409 1, 4| finire paura, sperare ed espettare sanza sollecitudine cose 410 1, 5| questi tempi tanto da te espettati, vennero essi mai non in 411 1, 16| più potere essere grato ed espettato che vederti uscito e libero 412 1, 3| satisfare a una piccola espettazione fa ciascuno massaio e assegnato 413 1, 5| sarebbe lungo perseguire: dure espettazioni, molesti desideri, poco, 414 1, 3| breve a non adducere ed esplicare ciascuna argumentazione 415 1, 5| pubblico. Ahimè! puossi egli esprimere con parole quale in quel 416 1, 4| Paulo, appello: tu stessi essamina fra te e riconosci quale 417 | esse 418 1, 3| ciascuna argumentazione ed essemplo, quanto a quella materia 419 1, 3| qualunque onesto e laudato essercizio sia l'amore nocivo e grave, 420 1, 14| verratti in tedio tanto esserli suggetto amando. E se meco 421 | essi 422 1, 3| queste credo non bisognerà estendermi a convincer quello quale 423 1, 4| dolerti, leviti palido, estenuato e debile, torni a circuire 424 1, 1| Nell'altre mie, quanto estimava, assai copioso recitai quanto 425 1, 16| assentirmi con opera, come estimo pure credi col tuo animo 426 1, 13| pruova a sé e te adduca estremi pericoli?~ 427 1, 7| ti guarda se non con lo estremo d'uno occhio, né ti risponde 428 1, 9| gratificarti; ché già in quella età elle non hanno a imparare 429 | Ex 430 1, 4| vai a letto maladicendo e fabricando vendette, e bene che tu 431 1, 1| privata impresa e onorata faccenda. Né credo indi fusse da 432 1, 8| lascia le sue altre maggiori faccende per starsi in ciancie contemplando 433 1, 13| cosa qual più che l'altre facci una femmina con assiduità 434 1, 9| giuramento che ella poi faccia in vita, sempre ogni cosa 435 1, 14| perturbino, certo a te stessi facile persuaderai questo, che 436 1, 16| copiosa d'argomentazioni e facilissima a convincerla, che queste 437 | fai 438 1, 15| quale a te porse una vana e falsa femmina? E potrebbe ancora, 439 1, 12| altra femmina, quanto sia falsato ciò che in lei tu con tuoi 440 1, 15| iniqui, ingrati, pieni di falsità e fellonie, pure non doveresti 441 1, 4| sedare la sete, freddo, fame, doglie e simile cose moleste 442 1, 13| rissa e odio fra tutta la famiglia, o in secondare a' suoi 443 1, 12| altra già più anni morta fanciulla. El viso suo naturale, prima 444 1, 4| sdrucciolando in questa pozza di fango, percuoti in quel sasso. 445 | fanno 446 | farai 447 | farmi 448 | farsi 449 1, 11| ella gode lasciarsi con tua fatica e suo sconcio strascinare, 450 1, 10| sospiri, lacrime, ultime fatiche e dolori di chi amando e 451 | fece 452 1, 4| sanza sollecitudine cose felici, e poi così con modo e ragione 453 1, 10| ami. E fra le sue prime felicità annumerano sospiri, lacrime, 454 1, 15| ingrati, pieni di falsità e fellonie, pure non doveresti tu, 455 1, 13| fiasconi pieni, vilissime femminelle, o simile genterelle abiette 456 1, 15| confirmassono così essere gli animi femminili ingiusti, iniqui, ingrati, 457 1, 6| aiuto molto a ridurti e fermarti a miglior mente. E se tu 458 1, 11| legame non si rompa; e se ti fermi, ella per muoverti in più 459 1, 6| essere d'animo rettissimo, fermissimo e valentissimo, di ingegno 460 1, 4| essere vero alcuno o ben fermo piacere, se già non riputassi 461 1, 5| tu non aspettassi quella festa posdomani e poi quell'altra, 462 1, 5| desiderio tempi lieti e festivi rari accaggiono, tu con 463 1, 6| lasserò te, dalle grandi fiamme e ardori d'amore abagliato 464 1, 13| scendere, con sua sportula e fiasconi pieni, vilissime femminelle, 465 1, 10| succedette felice, così si fida del secondo e di molti altri. 466 1, 13| laudare la malizia e l'animo fiero e immane in seguire le scellerate 467 1, 10| astute mamme: «Corucciati, figliuola mia; i corucci racrescono 468 1, 4| in questi simili spazi di filosofia assai potrei lungo disputando 469 1, 4| gli occhi in qua a questa finestra, in a quello uscio, su 470 1, 14| amarti, mostrando amarti non finga per straziarti. E così subito 471 1, 14| da non sempre riputarle fingarde e busarde. Non dubitare, 472 1, 14| adunque, questa tua così teco finge d'amarti; però che subito 473 1, 6| chi poi, dove ello così fingendo e con arte simulando sé 474 1, 7| quella e quell'altra, e mai finisce quella predica sua, che 475 1, 1| io in altre mie, quali da Firenze a te scrissi, lettere, solo 476 1, 11| fatti, con arte simulati e fitti.~ 477 1, 12| vedrai in loro nulla non fitto a meraviglia e simulato 478 1, 7| tutto muta, ella prima si fiuta le sommità delle dita e 479 1, 14| essere piene d'infinita fizione, certo conoscerai te da 480 1, 10| forse meno fu il primo amore fortunato, argomentansi più ne' seguenti 481 1, 5| meritassi biasimo, se poco da te fosse servata integrità e fede 482 1, 13| quanti danari ella consumi in frangie, ricami e coprimenti di 483 1, 10| matrone del paese d'ogni sua frasca molto si consigliano. E 484 1, 9| altrove che in questo così frascheggiare, sia il tuo pieno e ardente 485 1, 13| essere vacuo di simile arte e fraude; e ciò che in loro a te 486 1, 4| al sereno, a' venti, a' freddi, e così poco consigliato 487 1, 8| occhi pur sono al continuo frolli e maccaticci, e 'l fronte 488 1, 10| religiosa, né mai sì sazia de' frutti d'amore, quale sia poco 489 1, 16| teco avere asseguito buon frutto. Fra pochi mi piacerà, 490 1, 5| gota? Mentre che tu ami, fue mai che tu non aspettassi 491 1, 11| corri per prenderla, quella fugge alla china; se tu vuoi rivenire 492 1, 16| essere teco quello che sempre fuggi' parere, maledico e detrattore. 493 1, 7| ridendo simile a chi dell'orto fughi gli stornelli; salùtati 494 | fui 495 1, 12| cambio di sangue in sue vene fuligine stemperata con acqua. Che 496 | fummo 497 1, 4| in casa sanza lume, sanza fuoco, molto più tardo che mezza 498 1, 4| molestia libero dormire, ivi fuora allora sederti in su' marmi, 499 1, 4| tormentato da quelle commosse furie, e così ti desti sognando 500 1, 12| pallido, rugoso e vizzo e fusco, quale tu vedi con arte


'l-fusco | fusti-retti | revoc-vuoi

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