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| Leon Battista Alberti De amore IntraText CT - Lettura del testo |
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-5-Ma né dubito, a distorti da questa tua amatoria impresa, gioverà insieme rimirando trascorrere quale testé sia l'animo tuo, benché poco d'amore acceso. Quale medesimo se tu cognoscerai non poco essere d'ogni passion carico, tanto potrai di te stimare quanto di dì in dì ti senta più sommesso e men forte a reggere tanta ruina di te stesso; e così subito prudente provederai, Paulo mio, a vendicarti in dolce libertà. E negherai tu forse entro al petto tuo vivere una continua cura e sollecitudine, quale dì e notte ardendo te spesso muova a pietà di te stessi, desiderando, espettando varie e molte cose quali, se non amassi, certo averesti in odio altri dicessi in quelle punto te essere sospeso. Unde escono que' tuoi talora gravi e tanto incesi sospiri? Unde rompono dal tuo petto que' gemiti tuoi? Unde si muovono que' tuoi tanti, quando solo siedi o giaci, avolgimenti ora in su questa, ora in su quell'altra gota? Mentre che tu ami, fue mai che tu non aspettassi quella festa posdomani e poi quell'altra, e poi in quel dì quell'ora e quella ancora? E questi tempi tanto da te espettati, vennero essi mai non in tutto altri e contrari a quanto avevi a te persuaso! E se pur così a tuo desiderio tempi lieti e festivi rari accaggiono, tu con grandissimo desiderio aspettasti quella da te amata venissi in mezzo allo spettaculo, ed ella per altro caso o per sua bizzarria non uscì in pubblico. Ahimè! puossi egli esprimere con parole quale in quel dì fussi il tuo animo al tutto misero e troppo tormentato? Che aparecchi, suoni o giuochi, cose ivi maravigliose e agli altri giocondissime, te mossono il dì se non a dolerti desiderando quella, in cui era ogni tuo pensiero e mente altrove alienata? E se ella forse ivi con l'altre venne, ehi quanti sospetti torno te aveano in mille modi sollicito, e tanto più perturbato quanto davi opera coperto potere dolce cambiare con quella tuoi guardi, cenni e parole! Quale occasione e licenza se a te forse era pòrta, perché raro così avviene sanza qualche mezzo di vera amicizia, però tu non in tutto temerario ritemevi trascorrere in cosa meritassi biasimo, se poco da te fosse servata integrità e fede verso tuoi amici, quali a te sono, e a ogni liberale ingegno troppo sempre furono, carissimi. Né meno, se io bene te cognosco prudente e molto discreto, a te dolea così la fama di chi tu ami fusse per cadere in voce di molti ivi maledici rimiratori; e così più e più cose per suo più che per tuo rispetto non volesti, quale tu troppo desideravi. E se pure qualche assai coperta e ben sicura occasione ti si prestava, fu mai alcuno tuo gaudio amatorio non brevissimo e pieno d'infinita paura e certissimo pericolo, tale che poi te stessi di troppa audacia tua e temerità accusi e penti? E così in te mai non mancheranno queste e più altre assai molestie, quale sarebbe lungo perseguire: dure espettazioni, molesti desideri, poco, raro e brevissimo gaudio, triste recordazioni, continuo sospetto e grave dolore. |
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