Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Leon Battista Alberti
De amore

IntraText CT - Lettura del testo

  • A Paolo Codagnello.
    • -6-
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

-6-

 

Tu qui forse teco dirai degli uomini alcuni più essere che gli altri d'animo forte e robusto a più leggiere portare queste gravezze amatorie. E forse come altre volte, così testé a me risponderesti te con le parole quale usava dire io, solo e con guardi amare dilettarti e 'l vedere, ragionando costumato e con gentile onestà appresso di chi a te si mostra grata e dolce affezionata. Niuna cosa può a me parere meno dubbia che te essere d'animo rettissimo, fermissimo e valentissimo, di ingegno nobile e quasi divino, ornato d'ogni civiltà e costume. Ma non però qui lasserò te, dalle grandi fiamme e ardori d'amore abagliato e occecato, essere cauto meno che a te bisogni. Paulo mio, stima questo essere da me in vera e buona parte ditto. Guarda, per Dio, a te non intervenga come intervenne al nostro Pallimacro, quale non sanza necessaria e utile cagione mostrando sé esser non freddo, a chi poi, dove ello così fingendo e con arte simulandomisero accese e arse, la sua Deifira avea, iniqua e ingrata verso di lui imparato essere di marmo. Tristo Pallimacro, che tanto piange il suo non meritato infortunio e male, che tanto si duole della sua grandissima ricevuta iattura, in quale ruppe il prospero e felice allora corso de' suoi studi a meritare migliore fortuna e gloria, e perdette sé stesso a servire quello superbo, ostinato, crudele e sempre in peggio volubile animo e mente perversa di quella importuna e iniquissima femmina Deifira. Ricordami che leggendo la sua troppa miseria tu per piatà lacrimasti. Saranno adunque i suoi scritti, ivi mali, a te maestri, e aiuto molto a ridurti e fermarti a miglior mente. E se tu ora poco oppresso dal grave imperio del villano e crudele amore, non raro meco ti dolesti, sarà tuo officio provedere non avere più lungi a dolerti sanza fine, ove tu più sia vinto e mal distretto. Né a omo paiaessere cauto e prudente, che per avere piacere di vedere e ragionarsi con chi si sia nobile e leggiadra donna, non seco tema fingere e simularsi amante, però che così seguendo poco se avvederà della ruina sua, se non quando a lui ella starà sì grave in capo, che molto pesandoli troppo lo premerà e dorragli, onde poi vorrebbe lungi fuggire in qualunque altra secura e onesta solitudine per mai vedere in fronte femmina alcuna.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License