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Tu qui forse teco dirai degli
uomini alcuni più essere che gli altri d'animo forte e robusto a più leggiere
portare queste gravezze amatorie. E forse come altre volte, così testé a me
risponderesti te con le parole quale usava dire io, solo e con guardi amare
dilettarti e 'l vedere, ragionando costumato e con gentile onestà appresso di
chi a te si mostra grata e dolce affezionata. Niuna cosa può a me parere meno
dubbia che te essere d'animo rettissimo, fermissimo e valentissimo, di ingegno
nobile e quasi divino, ornato d'ogni civiltà e costume. Ma non però qui lasserò
te, dalle grandi fiamme e ardori d'amore abagliato e occecato, essere cauto
meno che a te bisogni. Paulo mio, stima questo essere da me in vera e buona parte
ditto. Guarda, per Dio, a te non intervenga come intervenne al nostro
Pallimacro, quale non sanza necessaria e utile cagione mostrando sé esser non
freddo, a chi poi, dove ello così fingendo e con arte simulando sé misero
accese e arse, la sua Deifira avea, iniqua e ingrata verso di lui imparato
essere di marmo. Tristo Pallimacro, che tanto piange il suo non meritato
infortunio e male, che tanto si duole della sua grandissima ricevuta iattura,
in quale ruppe il prospero e felice allora corso de' suoi studi a meritare
migliore fortuna e gloria, e perdette sé stesso a servire quello superbo,
ostinato, crudele e sempre in peggio volubile animo e mente perversa di quella
importuna e iniquissima femmina Deifira. Ricordami che leggendo la sua troppa
miseria tu per piatà lacrimasti. Saranno adunque i suoi scritti, ivi mali, a te
maestri, e aiuto molto a ridurti e fermarti a miglior mente. E se tu ora poco
oppresso dal grave imperio del villano e crudele amore, non raro meco ti
dolesti, sarà tuo officio provedere non avere più lungi a dolerti sanza fine,
ove tu più sia vinto e mal distretto. Né a omo paia sì essere cauto e prudente,
che per avere piacere di vedere e ragionarsi con chi si sia nobile e leggiadra
donna, non seco tema fingere e simularsi amante, però che così seguendo poco se
avvederà della ruina sua, se non quando a lui ella starà sì grave in capo, che
molto pesandoli troppo lo premerà e dorragli, onde poi vorrebbe lungi fuggire
in qualunque altra secura e onesta solitudine per mai vedere in fronte femmina
alcuna.
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