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Così posso non fare ch'io non ti
nieghi che in femmina alcuna a te siano piaceri non puerili e poco degni. E
sopra gli altri mi spiace chi lascia le sue altre maggiori faccende per starsi
in ciancie contemplando le bellezze d'una femmina linguacciuta e male
avvenente. Mira che in donna troverai parte alcuna, se non forse el viso, non
bruttissima e laidissima. E la più in quello vagheggiata parte, gli occhi pur
sono al continuo frolli e maccaticci, e 'l fronte e le guance lentigginose; i
denti, miracolo che in femmina si veggano se non di colore di pettine d'avorio
molto vecchio e ben sucido. E sempre gli vedrai l'unghie mal nette, né so quale
cagione troppo brutte acolorate. Vergognomi seguire l'altre parti più ascose e
più inoneste e oscene; a quali considerando troppo mi maraviglio, quando tu,
Paulo mio, uomo civilissimo e pulitissimo, incontri uno altro amante penoso e
mesto, tu non subito rida delle sue inezie, o piuttosto prorumpa in lacrime,
mosso a compassione di lui e di te stesso, che sì viviate subietti a una
vilissima e sporcissima femmina, e lei seguiate con sì pronta fede, e servendo
a lei abbiate dedicato ogni vostro pensiero, opera e ingegno. Esco in pruova di
questa materia, in quale te lascio ripensare, e pensando te stessi infastidire.
Io netto dilibero uscirne, per non mi stendere in quello, per quale io, volendo
al tutto nulla trattarne, in tutte mie di sopra a te scritte lettere questa
intera materia volentieri e in pruova tacea. Ora, quanto m'è suto tedio averne
fatto parola, tanto mi sarà sollazzo e gaudio queste lettere a te giovino,
quanto stimo non poco gioveranno, ché già debbi apertissimo scorgere quanto in
te amando sieno copie di acerbissime cure e gravissime molestie; piaceri veri
niuno, non in tutto a te e a ciascuno studioso indegni e non convenienti.
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