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Non mi stendo più oltre, ma certo
affermo questo, che cosa niuna tanto a un'altra sarà dissimile, quanto una
femmina apparata a sé stessi non acconcia e pulita sarà dissimilissima, tanto
sanno, e piacegli contraffarsi. E come ella in questi portamenti di fuori si
porge da ogni parte armata di fizioni e decezioni, così voglio ti sia persuaso
ogni loro opera e pensiero mai essere vacuo di simile arte e fraude; e ciò che
in loro a te forse pare da lodare, molto per loro pessima natura merita biasimo,
e ciò che tu in loro credi vertuoso, sempre fu a fine di vizio. Adopera la
femmina la fama e nome de' suoi maggiori solo in essere troppo superba,
altiera, insolente, rissosa, bestiale, e da ogni parte incomportabile. Adopera
la femmina le sue laudate bellezze solo in essere quanto più che l'altre
formosa, tanto più incontinente e impudica. Adopera la copia de' domestici
amici e conoscenti in dare a tutti legge, noglie, e molestia; adopera la
fortuna e le ricchezze non in altro che in gittarle e dissiparle. Ancora non
riebbero dal sarto quella nuova vesta, ch'elle trovorono altro disusato abito e
mai prima veduta livrea. E tanto loro pare di sue bellezze essere pregiate,
quanto sono più che l'altre strane e contraffatte. Non racconto quanti danari ella
consumi in frangie, ricami e coprimenti di capo, e simile leggerezze, a quali
continuo vegghiano curiose e operose. Agiugni qui che per le sue scale continuo
troverai salire e scendere, con sua sportula e fiasconi pieni, vilissime
femminelle, o simile genterelle abiette e infame, quale elle sotto spezie di
religiosa piatà adoperano in sue altre inoneste trame. E guarda, Paulo, punto
non dubitare che cosa qual più che l'altre facci una femmina con assiduità e
diligenza, certissimo lo fa mossa da vizio, o per ritrarsi dalla incorsa
infamia, o per sodisfare a qualche suo lascivo desiderio; ché ben sai la loro
in altre cose instabilità non permetterebbe sì lungo perseverare in cosa
alcuna, se qualche duro ivi e continuo cappio non le traesse e in proposito contenesse.
Che diremo noi dello ingegno, intelletto e simile laude dello animo, quale
sempre adoperano o in commetter rissa e odio fra tutta la famiglia, o in
secondare a' suoi levissimi e lascivi pensieri e instituti? Quantunque in
femmina seppi mai scorgere alcuna vera virtù; e certo, se in loro fusse spezie
di vero intelletto, ragione o minima discrezione, elle in suoi fatti sarebbono
non quanto sono inconsulte e subite a principiarlo, né sì instabile e
precipitose correrebbono a rompere e mutare sue prese oppinioni e propositi.
Solo odo in femmina dal vulgo laudare la malizia e l'animo fiero e immane in
seguire le scellerate imprese. Quale cose reputo l'una non maravigliosa, però
che esse da ciascuno altro pensiero vacue, in ozio mai pensano ad altro che in
questo quale poi noi riputiamo subito e testé nato consiglio: l'altra a me pare
più meriti apresso de' buoni biasimo e odio che laude. Chi può troppo avere in
odio la stoltizia di una ardita femmina, quale in pruova a sé e te adduca
estremi pericoli?
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