'l-caval | cavas-diluv | diman-gonfi | gover-minor | minut-prend | prepa-scriv | scurr-venis | venit-vulgo
grassetto = Testo principale
Parte, Capoverso grigio = Testo di commento
1 | 'l
2 2, 19| all'omo. El cane, dicono, abaia per la fame, urla per desiderio,
3 2, 29| imparare quello che non sa, abandonasse il padre e gli altri suoi
4 2, 33| con fortitudine; non vi abandonate nelle prospere, sopra tutto
5 1, 46| acquistarti prospera fortuna, ma abandonato non da altri che da te stessi,
6 2, 26| la sera, e lasciarsi in abandono errar l'animo suo in servitù
7 2, 40| per fortunati che siano, abastanza tutti e' sovvenimenti loro
8 1, 59| ira, che se un catellino abbaia, rompiàno a cruccio. Conviensi
9 3, 55| dove e' vivano miseri e abbandonati, ma dove e' dimentichino
10 1, 46| altri ma in prima a te, abbandonato, rifiutato da tutti, pallido
11 | abbia
12 2, 20| voi ce la importerà. Ma abbiatevi riguardo: fuggite la familiarità
13 3, 57| trattassi simile a' fanciugli, abbino da pigliarne da sé sdegno.
14 2, 9 | disonestà, fuggila, e al tutto abdica da te ogni speranza di celare
15 3, 23| nobile, non impotente, non abietta, allevato con ottima disciplina,
16 2, 16| simili a sé, non vili e abiette, ma rare e preclare; e queste
17 1, 51| in famiglia non al tutto abiettissima.~
18 1, 51| contenzioni di cose vane, vili e abiettissime e massime amatorie. Quinci
19 2, 4 | tedioso in sé, negletto, abietto, svilito dagli altri. Fuggono
20 1, 43| mortali a niuno potrai più abile comandare che a te stessi.
21 2, 36| vivuti siano, quanto meno abili alle fatiche, tanto più
22 3, 40| esperienza delle cose qual abisogna non s'acquista senza spazio
23 1, 72| parte dell'animo in quale abitano le perturbazioni, alcuni
24 2, 17| tutto parato a grappirlo e aboccarlo come se fusse cosa fuggitiva
25 2, 21| adattezza e ragione non abrutta, fuor di proposito, e inconsiderata,
26 3, 23| nostro ragionamento sia non abrutto, non disciolto, non confuso,
27 1, 9 | fecero tanto stima di queste abundanze delle cose caduche quanta
28 3, 28| picciola città. E quella in cui abunderanno le cose atte a felicità,
29 2, 10| pensieri circa le cose quali acaggiono d'ora in ora, moderate e
30 1, 57| costumi della terra mai accadde a me altrove ragionarne;
31 2, 34| cosa rara e mirabile, e accadendo t'adoperaresti in farli
32 2, 14| che in tutta la vita mai accaderebbe che per suo errore e' si
33 3, 45| Racconteremo casi rari accaduti in la venazione; diremo
34 2, 43| che fra 'l vivere civile accaggiono le inimicizie prese non
35 2, 12| cede alla opinione, non accede alla volontà, ma distingue,
36 2, 9 | forse ti può parere, non accedere; guarda. Niuna cosa può
37 1, 45| per età stracchi e gravi. Accederono in noi doglie, succederono
38 3, 55| mala impressione, facile accenderà voglia e ardore ad acquistare
39 3, 55| e quell'altro virtuoso e accendere in loro cupidità di gloria.
40 1, 4 | ambizione e cupidità meno s'accendino. In questo, uno de' giovani
41 3, 19| PAULO. Tu accennasti pur voler dire qualche cosa.
42 1, 13| affluenza di superchie delizie, accerchiato da molti assentatori, temuto
43 3, 28| della famiglia el primo accesso fu amore, e indi el primario
44 2, 19| la rende insuave e male accetta. Saranno pertanto e' nostri
45 2, 9 | mai fra' pensieri suoi accetterà deliberazione alcuna quale
46 3, 40| summo magistrato e imperio s'accomandassi a' virtuosi e integri, e
47 1, 74| colui in chi ella sia, più accommodata alla nostra investigazione,
48 3, 57| convinceremoli colle ragioni aperte e accommodate. Castigamento severissimo
49 1, 9 | BATTISTA. Ottima e accommodatissima risposta. Voglio che di
50 3, 40| provederà quello che sia utile e accommodato a qualunque de' suoi, e
51 2, 3 | gratificare a tutti contribuendo e accomodando a ciascuno secondo el poter
52 1, 57| ragionamenti domestichi s'acconfa, dico, in qualunque famiglia
53 1, 72| assequire quanto desideriamo. Acconsentimmo noi nel discurso fatto di
54 3, 29| non è solo lo adiungere e accostare questo a quello, ma ène
55 2, 28| sintilla di virtù, ch'ella accresca tuttora eccitandola. Se
56 1, 80| all'altro con instituto de accrescere publica utilità alla famiglia
57 2, 36| verso di lui el debito tuo, accrescesti biasimo e vizio, ausando
58 2, 43| coniunta a molti periculi e accrescimento di più dannose inimicizie.
59 2, 12| più eccellente. La virtù accresciuta splende, e non li bisogna
60 1, 71| necessario alla vita posso io accumulare e lasciare loro, e debbo».~
61 3, 15| adiritte in costui a fine de accumularsi pecuglio, in quell'altro
62 2, 2 | tenere scola filosofica accurata e da ogni parte circunspetta.
63 2, 16| di tutta la persona con accuratissimo riguardo e con arte molto
64 2, 29| ch'io recitai, ordine più accurato. Ma dicendo pareva a me
65 2, 27| e lascivia. In quella tu accusi forse la imbecillità della
66 2, 4 | d'animo, gravi sospetti, acerbe cure e turbulentissima instabilità
67 3, 53| alcuni sdegnosi, provani, acerbi; alcuni umani, trattevoli,
68 2, 4 | scellerate, lo tien in perpetuo e acerbissimo tormento. Agiugni, se l'
69 2, 27| irrecuperabile pentimento. O duro e acerbo riprenditore della vita
70 3, 54| splendidi e godono essere acerchiati da molti assentatori, e'
71 3, 40| autorità e bontà e modo acetto a chi lui si porgerà moderatore
72 1, 7 | e se 'l desiderio mio s'aconfà col vostro. Or ditemi, voi
73 1, 48| questi giovani e questo aconsentire col fronte e co' gesti alle
74 3, 23| maestri fabricatori dello acquedutto, prima ch'egli aprano onde
75 2, 27| oggi imparai nulla, oggi acquistai niuna bona grazia, oggi
76 2, 4 | piace le cose ben fatte, e acquistane premio incomparabile, cioè
77 2, 32| vuolsi dare ogni opera per acquistarla. Giovani, udite: e così
78 1, 77| qualunque cosa rende la via ad acquistarvi lode e fama ogni dì più
79 1, 68| donare». Degna risposta. Acquistasi col benificare mediante
80 3, 40| maturità, gravità e prudenza acquistata a sé, e insieme l'opere
81 3, 50| e generosità d'animo, e acquistila non con malignità, ma solo
82 2, 47| perizia e singular dottrina acquistò a non pochissimi di loro
83 1, 80| maggiori quali constituirono e acrebbero sì questa sì l'altre republiche,
84 3, 17| offirmata, e sempre operosa in acrescere e prescrivere tranquillità,
85 1, 76| consigli e con emolumento e acrescimento di grata memoria e fama.
86 1, 3 | mortali nulla cosa troppo acresciuta e troppo ingrandita fu mai
87 1, 68| Le ricchezze sopra modo acumulate sono più gravi e moleste
88 3, 53| facili a misericordia; alcuni acuti, suspiziosi; alcuni creduli,
89 3, 12| quali omini circunspetti, acutissimi, vigilantissimi, constituirono
90 2, 10| El modo in gran parte s'adatta dalle occasioni de' tempi,
91 3, 38| la linea, lo stile; altro adattarlo bene al tuo lavoro. In teatro
92 3, 38| amministrazione ora per ora bisogna adattarvi nuovo temperamento. Preterea,
93 3, 53| medesimo moderamento, ma adatterà la varietà degli imperi
94 2, 44| Le cose dissimili mai s'adatteranno ad essere bene adiunte insieme.
95 2, 2 | indotti, imperiti, inetti; e adatterenci ad acquistare in noi ora
96 3, 57| Del resto bisognerà che tu adatti te allo ingegno di costui
97 1, 36| collo imperio sia innato e addicato farsi ubbidire imperando.~
98 2, 26| segno diterminato dove s'addirizzino le tue operazioni private,
99 1, 45| due animi. Ma dilettici adducere essemplo delle cose notissime
100 2, 16| verso parte alcuna senza adducervi insieme tutto el petto:
101 1, 4 | non savi stimano troppo; e addussi loro essemplo che mai sarà
102 2, 4 | alla sua audacia. Ultimo, adempiuto el concetto suo, ehi misero
103 1, 41| intrapreenda maggiore opera adestrando gli altri più noti a sé,
104 1, 50| e' figliuoli, né curano adestrarli a qualche industria; vengono
105 2, 40| aiuto di chi vi sostenesse e adestrasse. E' vecchi gravi d'anni,
106 3, 34| dici il vero. E così noi adestreremo ciascuno di costoro in quella
107 1, 59| punizione. E vediamo in uno adirato molti movimenti terribili,
108 3, 15| animi, si sa ch'elle sono adiritte in costui a fine de accumularsi
109 2, 21| vostra parola o cenno mai s'adirizzerà a biasimare altrui per inimico
110 2, 8 | ogni nostro desiderio s'adirizzi. Dicono: «chi non sa pensare
111 1, 45| fortuna. A niuna cosa dobbiamo adiudicarci se non a quelle per quali
112 1, 23| ubidisce, e sono ministri adiudicati a susservire alla republica,
113 3, 56| se tu lo vedi dedicato e adiudicato a quella bruttissima pravità
114 3, 29| resonante, non è solo lo adiungere e accostare questo a quello,
115 2, 44| adatteranno ad essere bene adiunte insieme. Chi forse studierà
116 2, 18| barattiero. Gli uccelli s'adobbano le penne adosso; l'omo non
117 2, 11| s'elle ti suppeditano, adoperale in benificenza e magnificenza».~
118 2, 31| te stessi facendo bene e adoperandoti in virtù, potrò io chiamarla
119 1, 77| spero farete, investigando e adoperandovi continuo con ogni studio,
120 3, 43| assiduità e diligenza s'adoperarà, che solo in far gli altri
121 2, 34| mirabile, e accadendo t'adoperaresti in farli bene. Così interverrà
122 1, 59| materia di assuefarmi e adoperarmi in essere e parere modesto
123 1, 46| scola imparando virtù, o adoperarti in qualche essercizio degno
124 3, 57| conoscere da sé il modo de adoperarvi gli strumenti suoi. Del
125 1, 46| di te stessi che se tu t'adoperassi in qualche utilità. Fastìdiati
126 1, 76| sollecitudine. L'altre cose adoperate scemano: questa una solo,
127 1, 77| amato da' nostri cittadini e adoperato in le amministrazione della
128 3, 48| s'e' padri della gioventù adopereranno quanto si richiede, non
129 2, 47| condizione de' vostri passati adoperò che voi sete fra' nostri
130 2, 31| merita essere molto amato e adorato, e godine. Questo incredibile
131 2, 18| uccelli s'adobbano le penne adosso; l'omo non al tutto desidiosissimo
132 3, 57| tutte le cure tue sarà in aducere onestà in costui quale tu
133 2, 44| sarà non amico, ma callido adulatore, e come lui servile in sé,
134 1, 51| sognerai posdomani. Niuno adulterio, niuno strupo si fa in tutta
135 3, 28| coniunzione di molti insieme adunati e contenuti per qualche
136 3, 12| vigilantissimi, constituirono e adussero in summo grado questa republica.
137 1, 79| costoro: queste ragioni adutte da te molto mi dilettorono
138 2, 26| per recreare l'animo in aere libero e luoghi amenissimi,
139 2, 44| lui servile in sé, così aesca te a susservire a lui. Nulla
140 2, 33| essere riputato umano e affabile e costumato. Questo non
141 3, 45| porgerannosi umani, facili, affabili, quanto indi apparisca che
142 1, 51| ingluvie pari a bracchi affamati. Non molto doppo a desinare
143 2, 17| porgersi simile a un guattero affamato pieno di lordura. Bella
144 2, 40| vecchi d'ora in ora più affannati, meno sullevati da cosa
145 3, 57| dobbiamo con più diligenza affaticarci, e saracci concesso usarvi
146 1, 51| pur da questo voler poco affaticarsi e molto satollarsi: furto,
147 1, 78| timidità puerile e fuga d'affaticarti». Inerzia dannosa, desidia
148 2, 21| favellare conviensi mai affermare cosa quale a te non sia
149 1, 1 | alla religione, parte per affermarmi a sanità, era mio uso non
150 1, 79| Dirò di me, e così credo affermerà qui Paulo e costoro: queste
151 1, 9 | Ultimo la prudenza loro gli affermò in bene e in stato dovuto
152 2, 16| oltre il pie' con certa affettata gravità senza piegare il
153 1, 64| che sempre cresce. L'altro affetto di sua natura non può avere
154 2, 36| E conviensi molto essere affezionato a chi ama te. E dovete credere
155 1, 45| della patria e de' suoi, affine d'essere ben voluto e lodato
156 1, 52| così vederlo al continuo afflitto e perturbato simile a chi
157 1, 13| trovarsi in quella copia e affluenza di superchie delizie, accerchiato
158 3, 57| consoliamo nel merore gli animi aflitti per imminuire loro el dolore.
159 1, 13| qualunque sia stato che aggiudicarsi nato per servire al ventre
160 1, 31| gloriose. Al principe vero s'aggiunge oltre a questo certa molestia
161 2, 25| malgrado e odio. E potre' io aggiungere a questi alcuni altri molto
162 2, 25| consumano e' vivi a' quali essi aggiunsero sé con biandizie e assentazione.
163 1, 77| sono belli, tanti che sono agilissimi del corpo e robustissimi,
164 1, 45| desiderare in noi quella agilità e nervosità quale fra gli
165 2, 28| questo ancora dormendo agita in sé cose onestissime e
166 1, 3 | mantenerla continuo ti conviene agitar te stessi concitando in
167 2, 16| occupazioni, non li bisogna molto agitarsi, né molto essere frettoloso
168 2, 19| cui la mente sempre furia agitata dalle perturbazioni, continuo
169 2, 28| utile. Quelli dormeno senza agitazion di mente col sonno profondo
170 3, 57| inducervi dolore. Anzi vi agiugneremo qualche scusa in mitigare
171 2, 33| conciliarci agli altri, e agiungercegli che siano ossequenti a'
172 2, 30| frutto del vivere; ultimo, agiungesti qual ragione e modo sia
173 2, 32| corpo, onde aviene che t'agrada mirare una bella criatura.
174 1, 71| e dottrina se non quanto agradi a lui: questo sussidio delle
175 2, 40| lustro del cielo spesso li agrava. E seguire l'usitato suo
176 3, 45| indi apparisca che degnino aguagliarsi alla gioventù senza levità.
177 1, 46| l'uno all'altro in vita aiutandosi insieme a' bisogni umani,
178 1, 31| dico, eccitare, ricordare, aiutare che fuggano il biasimo e
179 1, 1 | Oratorio postovi da' nostri Alberti trovai Niccolò Cerretani
180 3, 13| tuo avo messer Benedetto Alberto: la legge chiamata «specchio».~
181 1, 8 | essere, non dico simile ad Alessandro Macedone o a Cesare (non
182 3, 55| in questo modo levarli e alienarli dalla conversazione de'
183 1, 9 | vorrebbe largissi, effundessi, alienassi da te dove e come pare a
184 1, 9 | inchiuse, elle a te sono come alienate e rebuttate dal fine e condizione
185 3, 48| dissimilitudine, niuna disgregazione e alienazione d'animi e volontà mai sarà
186 1, 31| pessimi cittadini e omini alieni da ogni umanità, simili
187 1, 51| e furore; danno risposte alienissime; dicono parole villane;
188 2, 31| ragionamenti passati, e ancora non alieno da questi che ora sequivano;
189 2, 26| Così non sarà vita in noi l'alitare solo aspettando la sera,
190 2, 20| nuoceno ad altri, e questi allegano lo sdegno prima conceputo,
191 2, 32| certa cosa divina, quale alletta e trae e vince a farsi amare
192 3, 21| servitù tollerabile succede allettala dalla voluttà, e questa
193 3, 45| facilità, benignità nostra alletterà questi ad amarci. E dobbiamo
194 | alquanto
195 3, 57| per ogni cosa si concede alterarsi; sì bene, quando presso
196 1, 51| parole villane; sentesi l'altercazione e convizio loro per tutta
197 2, 22| la ragione getta le mani, alza la voce, e quando mancano
198 1, 77| luminosa. Chi conosce il bene e amalo quanto e' merita, e fra
199 3, 45| e dicesi le risse degli amanti rinuovano l'amore; l'altro
200 3, 45| nostra alletterà questi ad amarci. E dobbiamo desiderare da
201 2, 29| onestà. La onestà dobbiamo amarla, l'utile non lo perdere;
202 3, 43| mai niuno scalderà te ad amarlo come padre, se in lui non
203 2, 20| non consentire. S'tu mi amassi, tu non diresti male di
204 2, 21| molta dimostrazione che voi amate e reverite chi favella con
205 2, 31| qual sete voi, buono e amatore della virtù. Al musico deletta
206 2, 9 | La oppinione sempre fu ambigua, inconstante, inferma. La
207 3, 45| lascivi nulla, ma ben iocosi, ameni, consentani a' diletti iuvenili.
208 2, 26| in aere libero e luoghi amenissimi, e raffermarsi a buona valitudine
209 3, 36| facilità; porgesi iocondo, ameno, suave; rende contro le
210 2, 44| essere amato quanto lui amerà altri. La suavissima conversazione
211 3, 54| sarà migliore, tanto lo amerai più, e lui pari a te retribuirà
212 3, 58| alla patria, alla famiglia, ameremo esser conosciuti splendidi,
213 1, 3 | figliuoli, questa medioclità amica della quiete, vincolo della
214 3, 45| ossequente, trattevole e amichevole, riceverai domestichezza
215 2, 4 | escluso da ogni onestamento e aministrazione publica, nulla reputato.
216 3, 43| benificando e' suoi, tutti amino lui, e tutti lo reputino
217 2, 6 | tanto male, non ti bisogna amminicoli o argumenti altronde che
218 3, 57| maggiori, non biasimeremo chi amonendo ed emendando si porgerà
219 3, 15| osservazione della onestà, equità e amor della patria. A' Romani
220 3, 40| grave, prudente, integro, amorevole, curioso del ben mio, quale
221 3, 15| patria. A' Romani bastò per amplificare la sua republica, vendicarsi
222 3, 23| questa materia di sua natura amplissima, gravissima, diffusissima,
223 | anch'
224 2, 10| in mare provede con molte ancore, sartie e armamenti, più
225 2, 16| cavalcare, el danzare, l'andar per via, e simili. Ma vi
226 1, 55| della terra nostra, per andare in villa caricavano in qualche
227 1, 68| altri el peggio trattevole animale che sia. Summa ignoranza
228 1, 80| differenza faremo noi da uno omo annoso, non dico a un fanciullo,
229 1, 51| Vita bestiale! Non sequirò annotando alcuni altri vizi pessimi,
230 2, 3 | funerali collaudazioni, annumerano fra le virtù ancora le perizie
231 1, 59| BATTISTA. Sino a qui anotammo alcuni errori familiari
232 1, 41| stolto lo iudicherà degno de anteporlo a questi per pochi che siano?
233 3, 10| insegnano disubbidire alle antiche leggi. Niuna cosa tanto
234 2, 17| senza misura. Appresso degli antichi, certo dì festivo dell'anno,
235 3, 43| cose dovute a' padri, e in aoperarsi come padre. In questa nostra
236 3, 34| In questa causa quanto apartenga a voi, giovani, credo io
237 2, 21| buone, delle facultà che apartengono allo ingegno, della republica.
238 1, 46| nesti, frutti, pecugli, ape, palombi e altre delizie
239 1, 9 | domestico, e la virtù gli aperse publico addito e luogo onorato
240 3, 57| convinceremoli colle ragioni aperte e accommodate. Castigamento
241 3, 53| ossequiosi; alcuni festerecci, aperti, goditori; alcuni subdoli,
242 3, 43| splendore, e danno lume apertissimo, diffusissimo. Contro, dell'
243 1, 46| capere. Udite l'oraculo d'Apolline, giovani. Tu che ora atto
244 2, 18| Per questo molti periron d'apoplesia; a un numero maggiore mancoron
245 2, 18| abito giovanile, in quale appaia non venustà effeminata,
246 1, 46| L'arte dovute alla vita s'apparano facendo. Chi non se adopera
247 1, 59| d'essere simili a' savi. Apparecchiànci per questo sul primo insulto
248 1, 51| sfrenata, audacia furiosa, apparecchiata a ogni rapina e violenza?
249 1, 60| preludio, bene instrutti e apparecchiati, potremo uscire a maior
250 2, 45| questo prodigo e sollecito apparecchiatore mi pare divenuta osteria
251 2, 40| dottrina, ornati di virtù; apparecchioronvi con sue fatiche e sudore
252 2, 4 | altri. Fuggono e' cittadini apparentarsi con lui, fuggono crederli,
253 2, 3 | e ancora ne' febricitosi apparere altronde che da sanità,
254 1, 49| infelicità loro; ritengonsi d'apparire fra gli altri cittadini,
255 3, 45| facili, affabili, quanto indi apparisca che degnino aguagliarsi
256 2, 20| contro a tanta offesa non apparisse altro vendicatore che Dio,
257 1, 45| imporre a noi stessi quanto appartenga alla cura dell'animo, e
258 2, 32| operazioni nostre civili, quali appartengono alla comunione e società
259 3, 30| onde poi depende quanto s'appartiene al resto della multitudine
260 2, 44| conversazioni civili quale comune s'appellano amicizie, molto bisogna
261 3, 54| ventosi e cupidi d'essere appellati splendidi e godono essere
262 1, 46| stesso indegno d'essere appellato omo, chi ti reputerà degno
263 2, 3 | questa bontà da quel che noi appelliamo buon costume. Non mi viene
264 3, 54| impulso dalle necessità impara appetire gli altri, e diventa iniurioso
265 3, 55| non piaccia el bello e non appetisca il bene. Nulla si trova
266 2, 21| voi stessi. L'oraculo d'Appolline, a chi domandò in che modo
267 3, 52| te a quello che sogliono apportare e' casi impremeditati. Adonque
268 1, 46| Chi non se adopera per appreendere el suo bisogno, non lo assequisce
269 2, 19| delle parole el silenzio, e apprenderà dal tempo norma del suo
270 2, 16| essere molte. E chi non apprese varie occupazioni, non li
271 2, 4 | tutte sono inutili, niuno le approva, niuno le conferma. E quello
272 2, 35| la loro sentenza subito approvata, e otteneano e' supremi
273 3, 45| ascolteremo poeti e musici, approveremoli senza assentazione; interporremo
274 3, 23| incolpatene la dottrina: approverrete la intenzione mia in ubbidirvi.
275 3, 23| acquedutto, prima ch'egli aprano onde si riceve l'acqua,
276 3, 40| grazia; mostra, insegna, apre ogni addito e via di pervenire
277 1, 76| diligenza presso a dotti in apreendere le cose di più pregio! E
278 1, 76| pasce della investigazione e aprensione delle cose degne; e quando
279 2, 16| collo: stringano e' labbri: aprono le ciglie: spandono le gomite;
280 2, 45| dire che la mensa sia come ara sacrata alla umanità, e
281 1, 7 | saresti pur grandi! Uno intero arbero di pino sarebbe in mano
282 3, 1 | che tu ci fussi, tu ottimo arbitro diffinivi certo dubbio mio
283 2, 20| el populo, non dirò con l'arco e colle saette, ma co' funali
284 1, 59| questo saranno e' giovani più ardenti e meno rattenuti a crucciarsi.
285 3, 43| come padre, se in lui non arderanno princìpi di vero amore paterno.
286 2, 33| della prosperità sua, e ardir quanto gli porge la sua
287 3, 45| cureremo ch'e' minori d'età ardiscano teco esplicare e' pensieri
288 1, 3 | tutto ciò che tu puoi, e ardisci e usiti a volere ancora
289 1, 50| mentre che i minori suoi non ardiscono per età recusare l'imperio
290 2, 35| qualche presuntuoso, loquace, ardito, e contro, quelli che in
291 2, 6 | la tua bona volontà, non aremo da inculparne altri che
292 1, 52| gastigazione e pentimento. Mai aresti sì capitale inimico a cui
293 2, 36| Questo sarà vostro onore: aretene piacere quando gli altri
294 3, 55| può far mansueta. Questo argentario con questi instrumenti,
295 1, 77| quella cosa, e producere vari argomenti, suadendo e dissuadendo
296 1, 57| fatti publici si potrebbe argumentare qualche pronostico da' costumi
297 2, 10| con molte ancore, sartie e armamenti, più a' casi avversi che
298 3, 15| tabule. Noi abbiamo sessanta armari pieni di statuti, e ogni
299 2, 26| l'altra sua multitudine armata; e queste si chiamino publiche
300 2, 28| puote e vale, ma come male armato si ritiene e teme troppo
301 1, 1 | nostra città, se questo Arno sequisse perpetuo così pieno.
302 1, 68| omo bono. La cupidità de arricchire fa gli omini violenti. Dicesi
303 1, 25| compiuta carità più che arrogante elazione, cupidità d'imporre
304 3, 57| onde egli di fuori troppo arrossisce. Forse sarà chi responderà
305 2, 35| cose quelli sono conosciuti artificiosi perturbatori dell'ozio publico,
306 2, 23| ammirazione piena di stupore artificioso a quello che tu dici, quando
307 2, 45| buone arti e dottrine non ascendano col tempo in grado onoratissimo
308 1, 3 | summo e non può in alto più ascendere, né molto così starsi, certo
309 1, 56| bottega, la donna in casa asciolvea; non conosceano le femmine
310 2, 21| in modo che spesso niuno ascolta le parole loro, benché elle
311 3, 40| resta inducere quelli che lo ascoltano a vivere secondo la virtù
312 2, 16| mi piacea il cavalcare, e ascoltavo attento chi ragionava de'
313 3, 45| con virilità e fermezza; ascolteremo poeti e musici, approveremoli
314 2, 28| dotti scrittori antiqui. Tu ascolti con voluttà chi ragiona
315 3, 57| ubbidischino come servi, ma che te ascoltino senza fastidio, senza contumacia,
316 2, 35| simulazioni de' fraudolenti meno ascoltò el vero, tanto poi al tempo
317 1, 76| fatiche, se ben cavassi tesoro ascoso e inchiuso in qualche muro
318 1, 50| crede. E questa colpa io la ascrivo in molta parte a' padri
319 1, 80| alla famiglia vostra. Così asequirete in voi mirabile contentamento,
320 1, 68| pregio che non gli costò l'asino. Ove troverrai tu omo più
321 2, 26| succederà quanto egli sperano e aspettan da' buoni cittadini, utile
322 1, 51| forse con qualche furto. Aspettano la cena; bevazzando in cena
323 2, 21| quando mandarla, quando aspettarla. E nel processo del favellare
324 1, 1 | Però ci fermammo qui per aspettarti mirando questo fiume già
325 2, 1 | Or sì, Battista, noi aspettavamo il resto de' ragionamenti
326 2, 29| E posso credere che voi aspettavi da me, in quello ch'io recitai,
327 1, 60| Compensa in te il frutto che tu aspetti da lei, che ella ti facci
328 2, 47| voi siete di presenza e aspetto civile e pieno di dignità.
329 3, 54| Con quegli che saranno aspri e ritrosi ed elati, forse
330 2, 19| bilance e minutoli di chi assaggia l'oro, e forse non basterebbe
331 2, 16| diffinite con buon ordine e assegnata deliberazione. E a questa
332 1, 9 | verso chi dona da chi non assegue quanto e' chiedea, che grata
333 2, 3 | e religioso, e pertanto asseguirà forse presso a molti buona
334 1, 74| queste sia più facile ad asseguirla, più utile a colui in chi
335 1, 77| sudore, ma più el sangue per asseguirlo! E che monta delle fatiche
336 2, 45| dove qui e' pagano costui d'assentazioni. Paionmi troppo care le
337 1, 76| men fortunati. E simile assenterei che la imbecillità del corpo
338 2, 25| in presenza e dir male in assenza de' noti e ignoti, degni
339 2, 26| di sé stessi; e insieme assequirai buon nome, favore e grazia,
340 2, 31| a chi s'adopera in bene. Assequiremolo con quelle cose per quali
341 1, 76| pregio! E quanto frutto assequiresti, quanto contentamento! Non
342 1, 76| la tratti con desiderio d'assequirla. Voi giovani alle cacce
343 1, 46| appreendere el suo bisogno, non lo assequisce mai. Così chi non saprà,
344 1, 59| dove e' si trova. Tu contro asserena la faccia tua, componti
345 3, 52| si porta con molto male assetto; e quando le ricchezze pervengono
346 2, 29| assiduità, come chi con assidua meditazione e lunghe vigilie,
347 2, 44| iniquità. Contro, circa le assidue familiarità e conversazioni
348 2, 28| instituto nostro sia per assimigliarci a' virtuosi e ben costumati,
349 2, 36| trovato acciò che i giovani se assuefacessero a reverire chi lo meritava,
350 1, 60| gioveracci in le cose minori assuefarci per meglio potere poi moderarci
351 1, 59| quale mi porge materia di assuefarmi e adoperarmi in essere e
352 2, 8 | meglio pensare a nulla, che assuefarsi trattare in sé cose vili
353 2, 28| continenza e vera temperanza, assuefatta a nulla desiderare quello
354 2, 18| senza ragione ciascuna gente assuefece i suoi al proprio abito
355 3, 29| insieme sarà colligarsi e astringersi a una intenzione con ferma
356 2, 6 | esser poeti, non essere astronomi, e simili; ma senza aver
357 1, 60| ti facci padre. El resto atribuiscilo alla natura loro. Chi fuga
358 3, 54| fabulatori. Con quelli che troppo atribuiscono alle voglie sue e troppo
359 3, 39| opera perviene a noi più attempati. E piacemi. Seguita.~
360 1, 76| la veemenza e impeto non attemperato. E troverrete in questo
361 2, 43| è molesto, nulla bisogna attentare senza diligenza e maturità
362 2, 42| vedervi qui presso di noi attenti, parati e cupidi satisfare
363 2, 2 | massime perché qui li vedo attentissimi; e spero come e' sono parati
364 1, 78| immesso all'omo lo 'ngegno attissimo ad imparare, arebbe errato.
365 1, 60| dell'ira sua, in molta parte attuta quella dell'avversario.
366 3, 57| Vuolsi quasi non udendo attutare el fervore della sua impazienza
367 2, 18| essere simili agli omini audaci, arroganti, ostentatori;
368 3, 40| pervenire a onore e felicità; augmenta in bene ciascuno quanto
369 2, 26| fin loro sarà importare, augumentare, conservare salute, dignità
370 3, 56| adonque se uno giucatore s'ausa essere decettore, rubatore,
371 2, 36| accrescesti biasimo e vizio, ausando te stessi in questa parte
372 1, 64| poche cose, però ch'egli s'auserebbe vivere col poco, e a chi
373 3, 54| fanciugli e le femmine s'ausino a mantenere le voglie sue.
374 3, 53| alcuni subdoli, solitari, austeri; alcuni amano esser lodati,
375 3, 57| commuova sdegno a essere molto austero verso di lui. Quello sviamento
376 1, 29| re ma tiranno, cagione e autore e come operatore colle mani
377 3, 56| avarizia. Gli altri sono avari per serbare e sé e il suo
378 2, 10| riponendovi meglio mente, t'avederai che tu erravi. Dannosa negligenza
379 3, 54| aperto, libero, in modo che s'avederanno quanto ci piacerebbe che
380 1, 68| avaro le ripone solo per averle a custodire dalle mani de'
381 | averne
382 | avete
383 2, 4 | nuocere e diritta a male. E aviemmi non raro ch'io mi maraviglio,
384 2, 32| e forma del corpo, onde aviene che t'agrada mirare una
385 2, 36| desidia o stultizia rusticana, avilisci la condizione tua, e de'
386 3, 50| suoi. Niuna invidia vi si avolgerà, niuna mala contenzione
387 2, 25| Hau, nocivi animali! L'avoltoio, si dice, divora e' corpi
388 2, 8 | argumenti quello che possa avvenirne; e questo si chiama prudenza,
389 2, 10| e armamenti, più a' casi avversi che a secondare la facile
390 1, 46| terra simile a chi sogna baloccando, e consumi el dì perdendo
391 2, 18| non sia o inertissimo o barattiero. Gli uccelli s'adobbano
392 1, 46| colle cigle ispide, colla barba setosa, piena di sucidume
393 2, 2 | ogni parte circunspetta. Basterammi in questi ragionamenti familiari
394 2, 19| assaggia l'oro, e forse non basterebbe al riguardo qual bisogna
395 1, 64| all'omo circa il corpo basterebbon poche cose, però ch'egli
396 1, 3 | certo si debba, sì certo. E bastici essere in questa riputazione
397 3, 15| della patria. A' Romani bastò per amplificare la sua republica,
398 3, 57| alcuno soffera più e più battiture freddo. Dicono che l'altre
399 1, 2 | presso alla terra, e avea battuto e dirupato il muro grosso
400 1, 57| insulse dicono parolacce da beffarle, e raffermano el detto suo
401 2, 23| molti modi instiga che tutti beffino chi favella, e spesso rompe
402 1, 68| E costui, non che e' non benefichi agli altri, ma e' frauda
403 3, 28| sé stessi che per punto benificar gli altri, li congregasse.
404 3, 50| concerteranno a gratificarsi e benificarsi insieme. Questo farà che
405 2, 44| presti favore, e co' doni si benifichi, niuna sarà opera più utile,
406 3, 45| merito, certo dandoti a me benigno, ossequente, trattevole
407 1, 1 | prudenti e moderati e a me benivolentissimi. Salutammoci insieme, e
408 2, 31| che del iudizio de' tuoi benivoli e coniunti, massime esperti
409 1, 13| furore fia questo degli animi bestiali, se vorranno più essere
410 1, 52| ossequente e subietto a una vile bestiola piena di voglie, sdegno
411 2, 17| bene inzuppati del vino beuto senza misura. Appresso degli
412 1, 51| furto. Aspettano la cena; bevazzando in cena si caricano di molta
413 1, 51| seconda volta e perseverano bevendo perfin che 'l bollor del
414 3, 60| questa che ora sono canuti e bianchi, sempre desiderai, sempre
415 1, 45| nostre, per essere biondo, bianco, grasso; faccende e pensiere
416 2, 25| quali essi aggiunsero sé con biandizie e assentazione. Ma scludiamo
417 1, 3 | riposo. E quello che più si biasima da chi conosce il vivere,
418 1, 59| degne a te, e spesso più da biasimar le tue che le sue. Chi ripreende
419 2, 29| per servire agli omini. E biasimarebbono e' savi chi ponesse nelle
420 2, 28| essercitare lo ingegno, non biasimaremo però chi forse darà opera
421 1, 58| PAULO. E sarebbono da biasimarli, s'e' ragionamenti pe' quali
422 2, 28| cosa lodata o almeno nulla biasimata.~
423 2, 19| chi disse meno. Sarà non biasimato chi dirà cose convenienti
424 2, 29| del circulo. E molto più biasimerebbero chi ponesse ogni opera e
425 3, 57| verso e' suoi maggiori, non biasimeremo chi amonendo ed emendando
426 2, 6 | studi occultare e' suoi biasimi. E se ci penseremo, lo vederemo
427 2, 19| pesare ogni sillaba colle bilance e minutoli di chi assaggia
428 2, 32| solo quella qual fusse ben bionda e ben sucosa, l'altre tutte
429 3, 60| questi mie' capelli eron biondi, persino a questa che ora
430 1, 45| membre nostre, per essere biondo, bianco, grasso; faccende
431 2, 27| pensiere; summa felicità bisognarli far nulla. Errano. Dicemmo
432 2, 45| de' giovani e' vecchi vi bisognassero in luogo del sacerdote,
433 2, 43| ragione, tempo e modo. Bisógnavi adonque più molto prudenza
434 2, 36| simili deboluzzi, imbecilli, bisognosi d'ogni aiuto, siano difesi
435 1, 52| cena con qualche buffonia e blando concitamento a riso. A questi
436 3, 57| concederli ch'ello sfoghi el bollimento dell'animo onde e' s'infiamma.
437 1, 51| perseverano bevendo perfin che 'l bollor del vino gli soppozza nel
438 2, 17| vita indelebile. Quinci el bomba, el succione, el mangione;
439 1, 74| suoi siano da reputarli boni. Questo non è altro che
440 1, 57| essere lezioso, sdegnoso, borioso, linguacciuto, difendere
441 3, 15| estirpare pecunia delle borse private con l'autorità publica
442 1, 51| mensa con ingluvie pari a bracchi affamati. Non molto doppo
443 1, 1 | meglio levarci da questa brezza e crudità dell'acqua, e
444 3, 44| loro sta simile a quello Briareo vostro, giovani, quale e'
445 1, 51| tornano a desinare, questa brigatella ancora sonnefora oppressa
446 2, 20| funali e face infiammate, e brustulati tanto che l'ossa rimangono
447 1, 51| gli soppozza nel sonno. Le bruttezze e scellerataggine lor comesse
448 3, 56| dedicato e adiudicato a quella bruttissima pravità del giuoco, ponvi
449 2, 44| legavano el fieno al corno del bue maligno, acciò ch'e' cittadini
450 1, 52| proccurando la cena con qualche buffonia e blando concitamento a
451 1, 51| sole; anzi perduto in quel buio gran parte del dì, quando
452 1, 57| e' disse el vero: «Niuno busardo mancò mai che non fusse
453 3, 55| concitarli, e in luogo di busse a gastigarli. Di natura
454 1, 76| assequirla. Voi giovani alle cacce e altrove soffristi freddo,
455 2, 27| ozio da noi, fuggendolo e cacciandolo con qualche assiduo essercizio.~
456 2, 25| volgo chiama nobilità furono cacciate di cielo, però che come
457 1, 68| tosto gravi che utili, mai caderà in un savio e prudente.
458 2, 11| con poco stimar le cose caduce e fragili e adiudicate alla
459 2, 10| quello che tu conoscevi caduco, fragile, e per sé instabile,
460 1, 51| non posso stimare che mai caggino in alcun ben nato e allevato
461 1, 51| per tutta la vicinanza; caggiono fra loro le contenzioni
462 1, 59| voce e spirito simile a una cagna mordace. Tu contro racquieta
463 2, 44| costui sarà non amico, ma callido adulatore, e come lui servile
464 2, 20| tiranno mai potrà quanto la calunnia levarti cosa da stimarla
465 1, 51| diventano rattori, ottrettatori, calunniatori, insidiatori, perfidi, e
466 2, 19| perverse, ottrettazioni, calunnie, raportamenti e simile altre
467 1, 55| apparecchio in una sola camera e di più spesa che allora
468 2, 28| republica nelle espedizione campestre, in mare, e simili, o essercitarsi
469 2, 28| poeta, quanto arde certa candela di cera diputato a quello
470 2, 19| ragione che all'omo. El cane, dicono, abaia per la fame,
471 2, 45| antiqui in cena udire chi cantava le laude di quelli che per
472 2, 45| gloriosi e immortali. A me canti, suoni, festività, alacrità
473 1, 13| rinchiuggono in qualche cantuccio della casa solitari. E non
474 3, 60| persino a questa che ora sono canuti e bianchi, sempre desiderai,
475 3, 38| onestà colle insolenze e caparbità. Degni di biasimo, più studio
476 3, 60| quella età che questi mie' capelli eron biondi, persino a questa
477 1, 46| niuno buon pensiere vi può capere. Udite l'oraculo d'Apolline,
478 2, 31| più nota e pertanto più cara che a te. Agli altri vien
479 2, 45| assentazioni. Paionmi troppo care le blandizie degli ubbriachi,
480 1, 21| dicea: «dà mano alla poggia, carica quella orza»; e simile el
481 1, 51| cena; bevazzando in cena si caricano di molta crapula, parole
482 1, 55| nostra, per andare in villa caricavano in qualche soma il letto,
483 1, 1 | modo che le galee salissero cariche sino qua su. Che dici tu,
484 3, 52| l'uno all'altro pari. El carico delle ricchezze tutto posto
485 3, 54| ecciteralli, comoveralli come carissimi figliuoli a fare quelle
486 2, 17| spesseggiando senza intermissione e carpendo per volta quanto se n'empia
487 1, 60| dignità tua per negligenza. Castiga l'errore de' tuoi quando
488 3, 57| ragioni aperte e accommodate. Castigamento severissimo a chi non ubbidisce
489 2, 43| consigliato deliberasti castigare la iniquità di chi t'è molesto,
490 1, 68| al guadagno; improbità da castigarla! Chi vendessi il figliuolo
491 1, 60| onde e' non pecchi più, che castigarli con severità. E dobbiamo
492 2, 16| riguardo e con arte molto castigata al tutto, che nulla ivi
493 2, 21| gesti siano accommodati e castigati, e con molta dimostrazione
494 1, 59| ogni umanità, e meritano castigazione e grave punizione. E vediamo
495 3, 15| el nome e chiamisi quando catasto, quando ventina, quando
496 1, 59| precipiti all'ira, che se un catellino abbaia, rompiàno a cruccio.
497 1, 51| principe, duttore di tutta la caterva el più temerario, audace,
498 2, 17| bocca, l'altra in giù al catino spesseggiando senza intermissione
499 2, 8 | e iudica componendo le cause co' loro effetti, ed elegge
500 2, 10| dedicarsi a esser simile a un cavallaccio, e marcire e perdersi nella
501 1, 13| copie della fortuna, molti cavalli, bella famiglia, suntuoso
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