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Leon Battista Alberti
De iciarchia

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-caval | cavas-diluv | diman-gonfi | gover-minor | minut-prend | prepa-scriv | scurr-venis | venit-vulgo

                                                      grassetto = Testo principale
     Parte,  Capoverso                                grigio = Testo di commento
1003 2, 19| della società fra gli omini, dimandando per imparare e dicendo per 1004 1, 7 | orecchie e mani. Non ridete; dimandatene me, se io vorrei essere 1005 2, 26| concerti, o componere qualche dimensione e finizione di qualche tempio, 1006 1, 60| non meno che iracundi si dimenticano mostrarsi osservatori de' 1007 3, 55| abbandonati, ma dove e' dimentichino le delizie e depongano e' 1008 1, 57| raro ci venni e poco ci dimorai. Circa i fatti publici si 1009 1, 34| che questo sia da te ben dimostrato.~ 1010 2, 21| e castigati, e con molta dimostrazione che voi amate e reverite 1011 3, 38| conducerai gli altri a buono diporto, se a te non sarà la via 1012 2, 28| arde certa candela di cera diputato a quello studio. E' Pittagorici 1013 2, 33| sia questo gratificare, direi che fusse far cose grate 1014 2, 26| forse come primo duttore e direttor della cosa, simile al prefetto 1015 3, 40| si porgerà moderatore e direttore. E sopra tutto in costui 1016 3, 58| saranno curiosi e operosi direttori e gastigatori quelli della 1017 1, 77| voi quando qui e quivi e dirimpetto sederanno mille e mille 1018 2, 4 | fraude, atta a nuocere e diritta a male. E aviemmi non raro 1019 2, 12| dell'animo bene pararsi, e dirizzarsi con ragione a buone opere 1020 1, 6 | Dirottelo io che in parte tutto intesi. 1021 1, 1 | maravigliosa utilità? - Dirotti per ora, Paulo mio, - dissi 1022 1, 17| più acuto ch'io mi sia. Dirovvi quello che mi move, se prima 1023 1, 2 | terra, e avea battuto e dirupato il muro grosso qual prima 1024 2, 9 | vero principio, onde tu discerna senza alcuna dubitazione 1025 2, 8 | essistimazione inconsiderata, ma discerne le cose da' suoi princìpi 1026 2, 19| viene testé in bocca senza discernere quello che importino le 1027 1, 51| crescono le gare, seguono e' discidi. Perturbagli la invidia 1028 3, 38| custodita. La natura fece l'omo disciplinabile, prono ad umanità. El crescere 1029 3, 53| moglie, el precettore a' discipuli, el fratello ancora a' minori; 1030 3, 53| Al precettore, quanto el discipulo più sarà cupido d'imparare, 1031 2, 36| in via a' suoi maggiori e discoprissero la testa: segno di reverenza 1032 3, 59| questo bisogni ritrarsi e discordare e repugnare, quando così 1033 3, 59| concordarsi tutti a far bene, che discordarsi per non fare male. Nelle 1034 3, 45| solo per le contenzioni e discordie, né saranno unite solo per 1035 2, 17| cose ottime sempre fu el discorrere e riconoscere el male. E 1036 2, 15| Dicemmo de' pensieri: ora discorreremo breve quali siano e' gesti 1037 2, 20| facile el credere che il discredere. Malignità essecrabile! 1038 3, 36| diligenza e modo de' più discreti. E porgesi questo nostro 1039 2, 44| dica il vero. E qual sarà discreto che non iudichi essere meglio 1040 2, 4 | Onde con questa sua mala disgrazia el misero omo rimane escluso 1041 3, 48| niuna dissimilitudine, niuna disgregazione e alienazione d'animi e 1042 1, 51| inverecundo, atto a ogni disonesta improbità e maleficio, costui 1043 2, 34| sogliono essere familiari e disonestar gli altri, non dubitate 1044 2, 4 | natura inique e iniuste e disoneste, sanza duri e molesti incitamenti 1045 1, 59| a te, che quello che sia disonesto a lui. Ma molti sono malconsiderati 1046 3, 23| conducerla. Ma, come io feci disopra, così ora di cosa in cosa, 1047 2, 44| in sé altro che molestia, dispendio, sollecitudine, sdegni e 1048 1, 52| altri mostrano la copia dispersa per tutta la casa, nulla 1049 2, 43| e punto dagli oltraggi e dispetti. Ma non però bisogna per 1050 1, 5 | BATTISTA. Non ti dispiaccia, Paulo. Domanda quello che 1051 2, 20| gravissima punizione. A Dio dispiace sopra tutto la iniquità, 1052 1, 51| pazza; errano per la terra dispiacendo e iniuriando qualunque e' 1053 3, 57| forse ora per l'avvenire gli dispiacerà conoscendo quanto e' sia 1054 2, 45| e un'altra risposta non dispiacerebbe, pur ch'ella uscisse in 1055 2, 9 | far stima de' piaceri e dispiaceri tuoi più che la cosa in 1056 2, 20| quando che sia, non mostri dispiacerli tanta improbità. Non dirò 1057 1, 2 | qual prima lo sostenea. Dispiacqueci. Io mi volsi a Paulo e dissi: - 1058 2, 43| fermando lo stato tuo, parte disponendo quel che bisogni, e conducendo 1059 3, 26| adonque, facendo quanto vi disponesti per essere attissimi a tanta 1060 1, 33| ben aversi in vita, e voi disponetevi sequire quanto voi udirete. 1061 2, 6 | luogo, in qualunque tempo disporrà esser simile a' buoni e 1062 2, 7 | Così faremo noi e questo: disporremo l'animo virile e generoso, 1063 3, 34| io basterà se al tutto vi disporrete essere fra la moltitudine 1064 1, 78| Spesso interverrà che 'l disporsi a far le cose laboriose 1065 2, 22| repreensione. Sempre si contrapone, disputa di ciò che si ragiona, e 1066 1, 51| senza modo el vizio suo. Disputano di cose oscene o inettissime 1067 1, 77| piacere sarebbe el mio vedervi disputare insieme di quella cosa, 1068 1, 80| utili a vivere bene e beato; disputate ovunche acade insieme cercando 1069 2, 8 | loro effetti, ed elegge con disquisizione ben digesta e con ragione 1070 1, 10| grande e ricco principe. Diss'io il vero? Ma che domandiamo 1071 1, 4 | indizio di severità paterna, e disseli: - Tu più solevi altrove 1072 3, 6 | BATTISTA. Dissemi qui Niccolò che in sanato 1073 3, 59| per non fare male. Nelle dissensione e contenzioni de' tuoi consigliano 1074 1, 3 | sospetti, fingendo, simulando, dissimulando, sofferendo, temendo più 1075 3, 57| qualche volta sarà meglio dissimulare e fingere di non vedere 1076 2, 43| sente di servitù. Alcuni dissimularebbono forse ostinati aspettando 1077 2, 43| più virilità. La troppa dissimulazione a fine di malignare sente 1078 3, 36| violenza, rapine, simulazioni, dissimulazioni, crudelità. Questo nostro 1079 1, 46| perturbazione d'ogni bene. Nulla dissipa e consuma e' sussidi della 1080 1, 51| lascivo, più garulo, più dissoluto, incontinente, insolente, 1081 1, 77| vari argomenti, suadendo e dissuadendo questa e quell'altra parte, 1082 2, 12| accede alla volontà, ma distingue, iudica, elegge con ragione 1083 2, 8 | le cose da' suoi princìpi distinguendo e riconoscendo le parti 1084 3, 29| multitudini da natura sono distinte in due ragioni di persone, 1085 2, 28| dormendo come più soluto, meno distratto vede cose degnissime quali 1086 2, 31| passati. Dicono e' savi: distribuisci il tempo atto e decente 1087 3, 44| vostra. Mai niuno potrà disturbare lo stato vostro più che 1088 3, 10| nuove opinioni insegnano disubbidire alle antiche leggi. Niuna 1089 1, 33| condizione che punisca chi disubidisse allo instituto della patria?~ 1090 2, 8 | essaminata ragione. La pravità disvia il iudicio dalla dovuta 1091 2, 26| operazioni. El fine e quasi segno diterminato dove s'addirizzino le tue 1092 2, 20| promulghi; qual turpitudine de' ditti tuoi più impone lordura 1093 3, 47| breve voluttà, o questo diuturno sollazzo?~ 1094 1, 51| possono quel che vorrebbono, diventano rattori, ottrettatori, calunniatori, 1095 3, 40| dar ragione agli altri a diventar pur buoni e a perseverare 1096 1, 45| fermamento della felicità. Molti diventarono per le ricchezze insolenti, 1097 2, 3 | di sé amenità e grazia. Diventasi virtuoso imitando e assuefacendosi 1098 2, 44| mediante qualche voluttà, diventerà lascivo corruttore di sé 1099 1, 60| restasse forse men buono, se tu diventerai migliore. Ultimo, non mancherà 1100 1, 59| e così vincendo spesso diventeremo insuperabili.~ 1101 2, 44| cose lodate, onde tuttora diventiate più studiosi, più dotti, 1102 3, 52| pochi, raro che questi non diventinosuperchiosi e contumeliosi. Non però 1103 2, 9 | voluttà sue. Molti omini diventorono scellerati e iniquissimi, 1104 2, 45| apparecchiatore mi pare divenuta osteria piena di gulosi 1105 2, 28| hanno in sé molta parte di divinità, né sono la notte in ombra 1106 2, 31| stessi. Indi accresce questo divino bene a te d'ora in ora più 1107 3, 48| l'altro povero, e arai divisa fra loro l'amicizia. Questo, 1108 3, 45| E non sono divise le famiglie solo per le 1109 2, 25| animali! L'avoltoio, si dice, divora e' corpi morti: questi consumano 1110 1, 51| di golosità. Indi a poco divorano ciò che loro sia posto in 1111 2, 17| petto, e pell'impeto del divorare gli gronda il naso e viso 1112 1, 51| tengonne conto, scorron divulgando i malefici altrui, godono 1113 2, 43| elle siano, conosciute e divulgate spesso perturbano ogni tuo 1114 3, 23| qui non è di referire e' documenti atti al governo publico: 1115 3, 15| vendicarsi tanto principato, solo dodeci brevissime tabule. Noi abbiamo 1116 1, 45| gravi. Accederono in noi doglie, succederono debolezze. 1117 2, 27| negligenza che ti bisogni dolerti e dire: oggi imparai nulla, 1118 2, 14| che per suo errore e' si dolesse o pentisse.~ 1119 3, 57| suo, che cercare che a lui dolgano le morsure tue. E saranno 1120 3, 45| in sé due voluttà e due dolori: l'uno dura breve tempo, 1121 1, 5 | Non ti dispiaccia, Paulo. Domanda quello che e' diceano.~ 1122 1, 10| Diss'io il vero? Ma che domandiamo noi? Eccoti, ponvi mente... 1123 3, 55| Non ogni pianta si può domesticare, né ogni fera si può far 1124 2, 21| ragionerete delle cose familiari e domestice, delle lettere, perizie, 1125 1, 57| nostri qui ragionamenti domestichi s'acconfa, dico, in qualunque 1126 1, 60| umili amici». E con questi domestici sarà bello essercitarci 1127 3, 21| intollerabile, e verrà da dominio violento e tirannesco. E 1128 1, 9 | invidia e odio verso chi dona da chi non assegue quanto 1129 3, 45| amati che temuti. Se tu donandomi insegni a me referirti cortesia 1130 1, 68| ricco solo per murare e donare». Degna risposta. Acquistasi 1131 1, 64| elle siano, da prestarne, donarne, gittarne, nasconderne, 1132 2, 40| membra vostre. A questo donque bisognava aiuto di chi vi 1133 2, 9 | successi felici ed espettati doppia voluttà: ciò sarà avere 1134 2, 28| resta più utile. Quelli dormeno senza agitazion di mente 1135 2, 28| filosofi soleano, prima che dormissero, componere la mente sua 1136 1, 52| non ti crucceresti, non ti dorrebbe vedermi ben voluta da molti 1137 1, 3 | occupando, e rapisce quel che si dovea all'ozio e quiete degli 1138 3, 55| un revocarli a salute. E doveratti meno dolere che in mensa 1139 3, 51| negare. E dicesti quello che doverebbono e' maggiori, e quello che 1140 3, 59| miseri, dove tanta infelicità doverrebbe, come agli altri buoni, 1141 2, 29| per sé sì degne ch'elle dovessero in qualunque modo dette 1142 1, 45| corpo nostro. E molto ancora dovrà essere meno circa i beni 1143 1, 59| cumulo di sassi lutosi? Dovrei io ringraziare costui quale 1144 1, 69| dalla fortuna. E in questo dovresti spendere tutto el patrimonio, 1145 1, 78| ignoranza! Dissi degli studi dovuti alle dottrine. Non so quanto 1146 3, 45| insieme col tempo, e ne' casi dubbi vi reggerete con prudenza. 1147 2, 33| Utile ricordo: nelle cose dubbie reggetevi con prudenza, 1148 2, 43| ogni suspizione avversa. Dubiosissima incostanza quella de' tempi! 1149 2, 9 | tu discerna senza alcuna dubitazione le successioni di quel che 1150 | dunque 1151 1, 59| stima nulla quanto la virtù, duo'gli solo quelle cose per 1152 1, 49| incontro ch'io non intenerisca. Duolmi la infelicità loro; ritengonsi 1153 1, 59| lui ritornerà il dolore duplicato, e sarà bello usurpare a 1154 1, 56| non voglia veste pel verno dupplicata, per la state triplicata, 1155 1, 76| soffristi freddo, fame, sete, durasti fatica molte e molte ore, 1156 2, 31| intrapreendesti, e in quel tempo dùravi quanto fatica vi bisogna; 1157 2, 6 | quello ch'egli è, che non durerebbe in essere quello che non 1158 1, 23| dede ad alcuni come al duttor dello essercito, al prefetto 1159 1, 52| ch'io sia un'altra volta ebbra come io fui quando e tu 1160 1, 59| gesti e moti simile a uno ebbro furioso; anzi, vero, più 1161 3, 15| resse tutta la nazione ebrea cento e cento e più volte 1162 2, 34| virtù tanto eccederà quanto eccede quello che sempre sarà ottimo 1163 2, 45| bene considerato instituto, eccedeno. Dicesi che l'uso vero delle 1164 2, 34| suoi costumi e virtù tanto eccederà quanto eccede quello che 1165 3, 56| cosa tanto pestifera ed eccidiosa a una città quanto sono 1166 2, 28| ch'ella accresca tuttora eccitandola. Se si potesse, mai si vorrebbe 1167 1, 4 | a que' nostri nipoti ed eccitandoli a moderarsi e terminare 1168 1, 31| condizione: comandare, dico, eccitare, ricordare, aiutare che 1169 1, 77| essercitatevi in simili cose, eccitate, sollecitate l'uno l'altro, 1170 2, 47| e studio, confortati ed eccitati da' ragionamenti transcorsi 1171 1, 47| né da altri commosso ed eccitato si perduce in la via lodata, 1172 3, 55| fama, quando tu assiduo lo ecciterai a mirare e riconoscere la 1173 3, 54| comanderà non come a' servi, ma ecciteralli, comoveralli come carissimi 1174 2, 45| del . Ne' giovani questa ecciterebbe furore. Non voglio sia il 1175 1, 14| differenza non vi fusse, eccone una molto grande: el principe 1176 1, 8 | Niccolò e agli altri quali edificorono queste nostre case, onestamento 1177 3, 53| comandare, crudeli nello sdegno, effeminati ne' pericoli, e simili: 1178 3, 57| superfluità de' prodighi effessori e gittatori della roba presertim 1179 2, 8 | componendo le cause co' loro effetti, ed elegge con disquisizione 1180 3, 43| grazia, e produce buono effetto; e certo l'animo sordido 1181 2, 32| imposta dalla natura nella effigie, lineamenti e forma del 1182 3, 40| voglio ami quanto più possa effundere la pietà d'uno vero buono 1183 1, 9 | Questo vorrebbe largissi, effundessi, alienassi da te dove e 1184 2, 20| a colui verso cui tu la effundi con tanto veneno, senza 1185 2, 2 | ottimi instituti a essere egregi omini, dissimili da' volgari, 1186 3, 46| PAULO. Eia! E che ridete voi giovani?~ 1187 3, 54| saranno aspri e ritrosi ed elati, forse perché e' sono più 1188 3, 36| quanto el nostro è più in sé elegante e degno, tanto vi bisogna 1189 3, 12| riconosciute. E pur fusse in questi eleganti oratori in su quel pulpito 1190 3, 47| Quale eleggeresti voi, o quella breve voluttà, 1191 2, 10| e' sia per questo da più eleggerlo. Saranno adonque, insomma, 1192 1, 77| publiche. Credetemi, uno omo eloquente facile farà che gli altri 1193 3, 57| biasimeremo chi amonendo ed emendando si porgerà contro gli errori 1194 1, 77| e quell'altra parte, ed emendar l'un l'altro con carità 1195 1, 60| restituisce quel che manca. E per emendarli che faccino l'officio loro, 1196 2, 28| rare, degne, escogitate, emendate, iocunde, utili; e spesso 1197 2, 31| vedevi. Agiugni che della emendazione degli amici arai utilità, 1198 2, 17| carpendo per volta quanto se n'empia ambo le mascelle, e per 1199 2, 25| ingrassare. Credolo, però ch'egli empie l'omo di lascivia e molta 1200 1, 51| bono pensiere, facile s'empieno di voglie vituperose, vanno 1201 1, 51| si vestono, pur beono ed empionsi di golosità. Indi a poco 1202 3, 50| risplende ancora a sé? Quella emulazione per quale tu cerchi meritar 1203 3, 29| accostare questo a quello, ma ène el vincolo insolubile in 1204 1, 51| la notte; chi esce, chi entra ognora forse con qualche 1205 2, 21| per levare un vizio che tu entri in un contrario vizio, - 1206 | entro 1207 2, 3 | mansuetudine, umanità, equabilità, affabilità in gesti, detti, 1208 2, 33| difficili osserva in sé equanimità, nello stato superiore agli 1209 3, 54| usarvi ogni arte e ragione in eradicarli. Meno faccenda sarà contenere 1210 | eravate 1211 1, 69| letigi a' suoi che beni ereditari! Voglio, sì, che il tuo 1212 | eri 1213 1, 4 | in te molto mi piacea ed erine lodato. -~ 1214 3, 60| che questi mie' capelli eron biondi, persino a questa 1215 1, 52| io fui quando e tu e io errammo. Testé ch'io sono sobbria 1216 1, 78| attissimo ad imparare, arebbe errato. Qual cosa chi dicesse, 1217 2, 43| tolleranza de ora in ora più errava. E se pur fussero le offese 1218 2, 10| mente, t'avederai che tu erravi. Dannosa negligenza per 1219 1, 61| da grande imprudenza, ed érravisi in due modi. El primo si 1220 1, 78| natura per sé mai errò, mai errerà. Adonque, non inculpar l' 1221 1, 60| questo non solo dove egli errino, ma e dove e' mostrino di 1222 2, 45| ragionamenti d'un omo prudente ed erudito, qual cose raro si trovano 1223 1, 51| uscio aperto la notte; chi esce, chi entra ognora forse 1224 1, 46| gli altri ben consigliati, esci di questo covile, pròvati 1225 2, 9 | pensier tuoi tu in prima escluda la opinione, sequiti la 1226 2, 11| numero degli omini. E vincesi escludendo e' desideri con poco stimar 1227 2, 8 | rettitudine, e le perturbazioni escludeno la ragione. Di questi sorgono 1228 3, 55| stato; e sarà questo non escluderli a servitù, ma sarà un revocarli 1229 2, 4 | omini la recusino, anzi la escludino da sé. Error pieno di nequizia 1230 2, 35| faccende publice, meno stimati, esclusi quasi come indegni d'esser 1231 2, 4 | disgrazia el misero omo rimane escluso da ogni onestamento e aministrazione 1232 2, 28| continuo cose rare, degne, escogitate, emendate, iocunde, utili; 1233 1, 51| immodestissimi. Dopo cena escono di casa ebbri di vino e 1234 1, 1 | mirando questo fiume già molto escresciuto e 'nviato a crescere ancora 1235 2, 40| vestiti, educati da loro, esculti, instrutti con dottrina, 1236 1, 76| opera fare da ogni parte più esculto, non è dubbio, supera tutte 1237 3, 22| principato, e qual via sia la più espedita a pervenirvi. Non ti sia 1238 3, 40| ascoltato e ubbidito. Via espeditissima a inducermi ch'io ti ubbidisca 1239 3, 23| corso e derivazione atto ed espeditissimo. Così bisognerebbe a noi 1240 2, 31| benivoli e coniunti, massime esperti e dotti in quella cosa qual 1241 3, 53| se crederà che sia bene esperto. Gli operari sono obligati 1242 2, 9 | questo ne' successi felici ed espettati doppia voluttà: ciò sarà 1243 2, 9 | instituimmo esser simile a loro, esplicaremo a noi stessi e' pensieri 1244 1, 77| accaderà, a profferirle ed esplicarle in publico. E così diventerete 1245 1, 33| ragionamenti sino a qui esplicati statuire che 'l principe, 1246 3, 5 | Tu, Battista, esplicherai meglio la intenzione tua. 1247 1, 45| laborioso connumerarli. Ma noi esplicheremo e' più dannosi e contrari 1248 3, 29| diremo succinte. Ma prima esplicherò quello che a tutti sia comune 1249 1, 59| gioventù. Ora sequita che noi esplichiamo certi altri vizi più gravi, 1250 3, 53| nostro prudente iciarco esplori, tenti, ricognosca ora per 1251 1, 76| acquistar qualche pecuglio espone la vita sua a molti e grandissimi 1252 1, 77| fatiche nostre! Chi non esponesse, non che il sudore, ma più 1253 1, 52| per quali tutti gli altri espongono el sudore, el sangue, la 1254 3, 56| rapisce quello d'altri per esporlo in arbitrio del caso qual 1255 3, 23| disciplina, osservando quanto noi esporremo, e perseverando in ben moderar 1256 2, 31| espettazione. E prima si vuole esporsi che tutte le nostre opere, 1257 1, 69| tutto el patrimonio, ed esporvi tutte le sollecitudini e 1258 2, 36| acquistarsi buona fama e grazia esposero la roba, el sudore, el sangue: 1259 1, 52| a necessità, cose tutte esposte a testificare la poca modestia 1260 2, 31| referirò quasi come suco espresso da tutti e' prossimi ragionamenti 1261 1, 80| difendere e propulsare ed espugnare inimici e simili. Queste 1262 1, 72| consiglio. Ma torniamo. Noi espurgammo da quella parte dell'animo 1263 1, 45| non li ricevere a sé, ed espurgarli se forse vi fussero. La 1264 1, 6 | intesi. Non lodano questa tua esquisita mediocrità. Vorrebbono essere 1265 | essa 1266 1, 74| le cagioni delle cose, ed essaminare quanto sia questo che ora 1267 2, 8 | mente, e ben maturata e ben essaminata ragione. La pravità disvia 1268 2, 7 | per età esser maturo, egli essaminò in sé quello che e' potesse, 1269 2, 31| summa felicità? Dio ottimo essaudisca el desiderio mio e la espettazione 1270 2, 20| il discredere. Malignità essecrabile! Omini sopra tutti gli altri 1271 1, 51| vizi pessimi, abominevoli, essecrabili, nati pur da questo voler 1272 | essendo 1273 1, 37| prudente, dotto, buono, e sappi essequire quanto importa lo officio 1274 3, 40| integri, e sforzassergli ad essequirlo. Quello onde consentirono 1275 2, 26| solo a noi, e non con altri essequite che per noi soli: come dare 1276 1, 80| onestamento. Giovani, sequite essercitandovi, leggendo, udendo e' precettori, 1277 1, 60| questi domestici sarà bello essercitarci contro alla infestazione 1278 2, 28| perché sempre non si può essercitare lo ingegno, non biasimaremo 1279 1, 1 | uso non raro conscendere a essercitarmi. In via sul ponte presso 1280 1, 77| fatelo, figlioli, fatelo, essercitatevi in simili cose, eccitate, 1281 3, 30| alcuni circunspetti, pronti, essercitati in le navigazioni seconde 1282 2, 8 | dalla opinione o vincere di essistimazione inconsiderata, ma discerne 1283 1, 25| me sarà non altro che uno essortarli, confermarli, sollecitarli 1284 1, 25| fanno. E sarà, dico, questa essortazione officio di vera amicizia 1285 3, 55| tali incorretti si vogliono esterminare lungi dagli altri, non dove 1286 3, 44| domestiche contenzioni ultimo esterminio. Quinci hanno e' nimici 1287 2, 34| industria, e per questo saranno estimati. Ma in costui lo splendore 1288 2, 20| possi rendere, e insieme estingue e' primari frutti della 1289 3, 15| se già non dicessi che lo estirpare pecunia delle borse private 1290 3, 29| sua parte etiam ultima ed estrema mossa da piacere, o vuoi 1291 1, 4 | nulla offendino, e alle estuazioni dell'animo nostro l'ambizione 1292 | et 1293 3, 29| fu sempre vincolo della eternità. Adonque, l'officio di tutti 1294 1, 23| stabili di sua natura ed etterne, e nulla subiette alla volubilità 1295 2, 23| quando nega quello che sia evidente solo per sdegnarti, e a 1296 3, 53| comanda a' suoi operari fabbri, el nocchiere in mare agli 1297 3, 43| in sé stessi. Quelli sono fabri che fanno l'opere fabrili, 1298 2, 28| qualche volta, come forse fabricare qualche instrumento matematico, 1299 3, 23| ordine alcuno. E' maestri fabricatori dello acquedutto, prima 1300 3, 43| fabri che fanno l'opere fabrili, e buoni quando e' le fanno 1301 3, 20| consuetudini, solo in mostrarsi faccendoso e sapere e valere troppo 1302 1, 77| quello che noi non eravamo, e facciam sì che questo giovi agli 1303 | facciano 1304 | facciate 1305 1, 60| manca. E per emendarli che faccino l'officio loro, sarà utile 1306 2, 20| saette, ma co' funali e face infiammate, e brustulati 1307 | facessi 1308 1, 3 | confederazion d'ingegni fallaci, maligni, petulanti. Poi 1309 2, 4 | alle cose molto lodate, falle con ottima speranza di felice 1310 1, 80| insegnano conoscere il vero dal falso ed eleggere il meglio. Senza 1311 1, 60| un filosofo. E simile i famigli, se non fussero omini inerti 1312 2, 18| posi mente lungo tempo: un famiglio co' panni stracciati e lordi 1313 2, 33| disturba la buona affezione e familiar coniunzione quanto la contenzione. 1314 3, 44| me contro a uno meno suo familiare, quella medesima fuggirà 1315 | fammi 1316 2, 16| in sé e presso agli altri famoso e immortale. E contro, così 1317 2, 32| amata fra 'l numero delle fanciulle se non solo quella qual 1318 2, 26| occupazioni sono trastulli fanciulleschi, concessi qualche ora agli 1319 2, 18| agli omini maturi l'abito fanciullesco. Ricordano e' savi, e parmi 1320 1, 79| a quelli che ancora sono fanciulli.~ 1321 1, 56| pari a' ricchissimi, e la fante, e la tavola posta due volte 1322 1, 21| fanciugli, la madre di casa alle fanti dicono: «fa e non fare». 1323 | farci 1324 1, 9 | delle cose caduche quanta farebbe chi si persuadesse essere 1325 1, 60| Dove i servi non fussero, faremmo noi molte cose tediose e 1326 | farvi 1327 1, 51| giungonsi a' simili a sé; fassi principe, duttore di tutta 1328 1, 46| adoperassi in qualche utilità. Fastìdiati la propria casa; vai per 1329 3, 21| dapocaggine patisce la inezia e fastidiose saccenterie degli insolenti. 1330 2, 27| quando lui a sé stessi è fastidioso e odioso? El pescatore, 1331 1, 51| comesse la notte ivi mi fastidirebbe raccontarle. Niuno di loro 1332 3, 48| arà forza la inumanità a fastidirsi e odiarsi insieme. Omo allevato 1333 2, 33| modestia, escludete lungi ogni fasto e superbia. E gioveratti, 1334 3, 38| cura de' suoi perché ella è faticosa, viene da lentezza d'animo 1335 2, 29| poco necessarie e molto faticose tempo, studio e assiduità, 1336 | fatta 1337 | fatte 1338 2, 19| molto favellare e nelle fatue e subite risposte. E sono 1339 2, 21| altro ben dette. Sia el favellar vostro libero, espedito; 1340 3, 54| licenza concessa a chi te ama: favellaremo aperto, libero, in modo 1341 1, 57| non faccia come loro, né favelli delle cose note a sé senza 1342 3, 55| gastigarli. Di natura sono certe faville nell'animo dell'omo pronte 1343 1, 57| linguacciuto, difendere le sue favole con molti periuri e busie, 1344 2, 4 | speranza di felice successo col favor degli omini e ancor di Dio, 1345 3, 44| così sia che male possa omo favoreggiare la causa mia senza offendere 1346 2, 3 | molti modi e ancora ne' febricitosi apparere altronde che da 1347 2, 33| bene, simile al gusto de un febricoso. Quelle che molto dispiaceno 1348 3, 43| dell'acqua e vetro sordido e fecciosa non si effunde el razzo 1349 2, 32| niuna macula di vizi, niuna fèce di brutti costumi, spesso 1350 2, 25| spurcizie di simili omini fedissimi, acciò che la reverenza 1351 1, 59| dicesi che il savio non ha fele. E noi tanto siamo teneri 1352 3, 23| si trovi beata, onorata e felicissima. Raro, figliuoli, anzi mai 1353 1, 52| consentirti». Raro sarà femina impudica qual non sia cupida 1354 1, 57| Questo perché? Però che le femine di loro natura sono inconsiderate, 1355 1, 57| gracchiuola simile alle femminelle, non faccia come loro, né 1356 1, 31| ogni umanità, simili alle fere nate in la selva, vivute 1357 3, 57| chi voglia ritrattando la ferita inducervi dolore. Anzi vi 1358 2, 43| fatta con disonestà riporta ferite mortali alla fama, e perde 1359 1, 1 | lassù a ritrovarti. Però ci fermammo qui per aspettarti mirando 1360 2, 43| adoperando el consiglio, parte fermando lo stato tuo, parte disponendo 1361 3, 57| costui quale tu ami, e indi fermare dignità a tutta la famiglia. 1362 2, 45| comunione a confederarsi con fermissima carità. E per questo dire' 1363 2, 31| corpo animato e per essa ben fermo e valido. E tu, qual sia 1364 1, 59| più simile a una bestia feroce percossa e incrudelita dice 1365 2, 43| senza arme spesso vince e' ferocissimi armati, e non raro stracca 1366 2, 21| eloquenza quanto nelle guerre el ferro: l'altra si è indagatrice 1367 3, 53| trattevoli, ossequiosi; alcuni festerecci, aperti, goditori; alcuni 1368 2, 17| degli antichi, certo festivo dell'anno, e' padri della 1369 3, 57| fastidiosa. Molte cose più fetide e stomacose tratta chi cura 1370 2, 20| presenza di questi fracidi e fetidi ollocutori linguacciuti, 1371 1, 46| setosa, piena di sucidume e fetore, co' panni laceri, muffati, 1372 2, 12| con premiarli, costui si fida in la fede e constanza d' 1373 2, 32| conseguene che curano el ben tuo, fidansi di te, e reputanti degno 1374 2, 33| cose contenziose. E molto fidarsi della prosperità sua, e 1375 2, 10| non lo stimavi né te ne fidavi.~ 1376 2, 12| altre volte. Adonque si fiderà ne' meriti suoi più che 1377 2, 16| innato dalla natura». Non fie senza biasimo in un omo 1378 2, 45| uscisse in tempo e senza fiele. Questi che pongono ogni 1379 2, 44| in Grecia che legavano el fieno al corno del bue maligno, 1380 2, 16| la fronte, e' moti e la figura di tutta la persona con 1381 2, 27| meglio essere una statua figurata simile all'omo, che ozioso 1382 2, 27| ngegno e artificio di chi la figurò. Questo ozioso, come può 1383 2, 2 | proposito nostro tenere scola filosofica accurata e da ogni parte 1384 1, 60| comperasti il servo per avere un filosofo. E simile i famigli, se 1385 2, 26| grazia; e delle publiche el fin loro sarà importare, augumentare, 1386 3, 44| giovani, quale e' poeti fingono che avea molte mani, molti 1387 2, 29| condurre con prontezza, e finirle con fermezza d'animo e virilità. 1388 2, 21| udirà. E simile arete al finirli modo, e darete luogo agli 1389 3, 55| stampare monete tutte simili finite e da ogni parte perfette. 1390 2, 19| che in qualche parte siano finittimi mancamenti; ma e' mi sarà 1391 2, 26| componere qualche dimensione e finizione di qualche tempio, o scrivere 1392 1, 31| spero vedervi, persuadonvi fino a qui le ragioni nostre?~ 1393 3, 45| festività qual fu in noi in quel fiore della gioventù, massime 1394 1, 76| della vecchiezza tuttora fioriscono e inverdiscono. Che ci bisogni 1395 2, 3 | gesti e parole simulate e fitte qualche fallace potrà in 1396 2, 18| abito, le parole, in essere fitti simulatori con odiosa gravità 1397 2, 31| credono essere in te non fittizio da farne stima. Tu vero 1398 2, 20| denudate, acciò che niuna fizione possa più in quel mostro 1399 2, 35| moltitudine occecata dalle fizioni e simulazioni de' fraudolenti 1400 3, 36| disposizione sua. Questo nostro fondato in certa generosità d'animo 1401 1, 7 | Niccolò costì testé quella forchetta. E per essere dissimili 1402 2, 17| in mensa. Una sposa, per formosa ch'ella sia, e non servi 1403 2, 28| inimico, ma certo sarà più fortezza el superarlo. Così nelle 1404 2, 29| nulla più grato e utile che fosse, mai si stimasse quanto 1405 2, 20| familiarità e presenza di questi fracidi e fetidi ollocutori linguacciuti, 1406 1, 68| benefichi agli altri, ma e' frauda sé stessi, e ripolle forse 1407 2, 33| iniquo e violento e malefico fraudolente. E questo perseverare ostinato 1408 2, 35| fizioni e simulazioni de' fraudolenti meno ascoltò el vero, tanto 1409 1, 51| venefici, conducere con fraudolenza e tradimento persone a farli 1410 2, 9 | opinione, sequiti la ragione, freni l'appetito. La ragione per 1411 1, 72| questi quali crebbero senza freno e buon consiglio. Ma torniamo. 1412 1, 77| acquistar dottrina, cercando, frequentando omini e cose onde tu ritorni 1413 1, 54| benché quella via paia più frequentata», e simili. Questa opera 1414 2, 4 | da tutta la multitudine, frequentato, richiesto, e appresso qualunque 1415 2, 17| ambo le mascelle, e per la fretta ne cade molta parte sul 1416 2, 28| chi ragiona spesso di cose frivole e di niun pregio. Da costui, 1417 1, 77| senti nulla, el premio loro frutterà sino dopo la vita. Adunque, 1418 2, 11| senza frutto, che quella fruttuosa senza splendore di qualche 1419 2, 28| insuperabile e sempre vincitore. Fugaremo, adonque, l'ozio, e vinceremo 1420 2, 10| immutabile. Proporci di fugarle da sé tutte, sarebbe immanità: 1421 1, 31| ricordare, aiutare che fuggano il biasimo e pericoli della 1422 2, 28| nelle voluttà, chi sempre le fugge, né mai ardisce trovarsi 1423 2, 27| adonque, l'ozio da noi, fuggendolo e cacciandolo con qualche 1424 1, 59| la quiete della famiglia. Fuggi pari tu essere a te stesso 1425 2, 9 | sentirà d'iniuria o disonestà, fuggila, e al tutto abdica da te 1426 2, 28| fuggirla. Sarà forse più sicuro fuggir l'insidie dello inimico, 1427 1, 46| poveri sono pestifere e da fuggirle, anzi da pugnare assiduo 1428 2, 17| aboccarlo come se fusse cosa fuggitiva e lungo tempo sequitata; 1429 1, 45| benché di sua natura continuo fuggitivi. Fummo giovani, ora siamo 1430 | fui 1431 1, 59| a chi si cruccia. In lui fulmina lo sguardo, le ciglia, el 1432 3, 2 | trovai qui questi giovani. Fummi voluttà udirli referire 1433 | Fummo 1434 2, 20| arco e colle saette, ma co' funali e face infiammate, e brustulati 1435 2, 8 | tradimento superare. El vero fundamento della prudenza si è la buona 1436 2, 3 | come altrove così in le funerali collaudazioni, annumerano 1437 2, 19| in cui la mente sempre furia agitata dalle perturbazioni, 1438 2, 43| altro che vapor d'animo furiato, onde suole susseguire che 1439 1, 51| cupidità sfrenata, audacia furiosa, apparecchiata a ogni rapina 1440 1, 59| moti simile a uno ebbro furioso; anzi, vero, più simile 1441 1, 68| custodire dalle mani de' furoni. Molestia laboriosa e dannosa 1442 1, 46| sustentarti essere simile a' gaglioffi; vedera'ti sfastidito, odioso 1443 1, 1 | navale, dar modo che le galee salissero cariche sino qua 1444 1, 68| che sia altro che solo uno gareggiare stolto contro a sé stessi?~ 1445 2, 12| moderando le voglie sue, gastigando le opinioni, preponendosi 1446 3, 55| concitarli, e in luogo di busse a gastigarli. Di natura sono certe faville 1447 1, 59| poi non ti pentisse e teco gastigassi il tuo errore? Tu vendesti 1448 1, 60| avenire, più che renderli gastigati per quello che fu fatto. 1449 3, 12| senza ottima ragione e ben gastigato modo di vivere. Né troverrete 1450 3, 58| curiosi e operosi direttori e gastigatori quelli della famiglia omini 1451 1, 52| ne portano più che dovuta gastigazione e pentimento. Mai aresti 1452 3, 45| troppo, e questo si è la gelosia. Delle voluttà, quella quando 1453 1, 59| parole d'un savio simili alle gemme, qual ben consigliato le 1454 2, 7 | pensieri dell'omo alcuni sono generali circa tutta la ragione del 1455 3, 44| a proposito. Dicemmo in genere qual sia el nostro iciarco, 1456 1, 7 | mia! che questa voluntà generosa e degna di molta lode fussi 1457 2, 25| del favellare con simili gesticulazioni, in loro non può essere 1458 1, 52| consequirle e conservarle, tu le getti, e perdi la roba, la libertà, 1459 2, 17| omini, el pispiglia, el ghigna, el vespa, el tempione, 1460 2, 23| sdegnarti, e a questo porge un ghigno, a quello tenta el piè, 1461 2, 16| gravità senza piegare il ginocchio passeggiando: non volgono 1462 2, 18| Piacerammi in un giovane l'abito giovanile, in quale appaia non venustà 1463 1, 72| a miglior grado le menti giovanili tènere e atte a ogni impressione. 1464 3, 40| l'opera sua possa molto giovare benificando a tutti. Questo 1465 2, 43| concederanno che a te nulla più giovava la pazienza tua contro la 1466 3, 45| deponere el gaudio e letizia giovenile e fingere in sé la durezza 1467 1, 60| E gioveracci in le cose minori assuefarci 1468 2, 33| ogni fasto e superbia. E gioveratti, se quanto tu più potrai, 1469 1, 68| pecunia. La vera ricchezza, giovini, sta in essere copioso di 1470 3, 45| pigliassero abito e movimenti giovinili, sarebbe all'uno e all'altro 1471 2, 44| provedere ch'elle molto giovino, nulla rapportino danno. 1472 2, 18| forestiere. E qualche volta giovò non parere forestiere; e 1473 1, 64| da prestarne, donarne, gittarne, nasconderne, smarrirne, 1474 3, 57| de' prodighi effessori e gittatori della roba presertim in 1475 2, 17| verso la bocca, l'altra in giù al catino spesseggiando 1476 3, 56| avarizia el furore e rabbia del giucare, e dal giuoco arde l'avarizia. 1477 1, 74| di questo ne lascerò il giudizio a voi.~ 1478 1, 57| quanto crede per questo giugnermi sproveduto e tradirmi. Io 1479 1, 57| giovani sarà il tacere. E giugni a ogni parola, questo perché? 1480 2, 40| ancora meno loro succederebbe giungersi a familiarità. Adonque infelici 1481 1, 51| mordacissimi, trovono e giungonsi a' simili a sé; fassi principe, 1482 1, 3 | moto. Quello adunque che giunse al summo e non può in alto 1483 2, 16| porgersi con molta modestia giunta con leggiadria e aria signorile 1484 2, 18| altri sempre come testé giunto forestiere. E qualche volta 1485 2, 21| contrario vizio, - ma come chi giuoca alla palla a vicende, quando 1486 2, 18| potrà domani, purché no' gli giuochi. Piacerammi in un giovane 1487 1, 57| dicessi: «non ti credo, giura», so ti sdegneresti, e diresti: « 1488 2, 20| nulla, e più mai sarà che tu gliel possi rendere, e insieme 1489 | glielo 1490 1, 51| qualunque e' possono; ritornano gloriandosi de' malefici loro, e ricenano 1491 1, 9 | quale alcuni inettissimi si gloriano d'avere a pascere molti 1492 1, 77| e sarà niuno che non si gloriasse nominare fra' suoi un simile 1493 2, 47| figliuoli, riconoscetevi e gloriatevi esser quanto noi diciavamo 1494 2, 45| cresce, essemplo a esser pari gloriosi e immortali. A me canti, 1495 1, 77| incredibile contentamento! O gloriosissima remunerazione agli studi 1496 3, 44| desiderava a me. E simile goderò sia l'uno pell'altro in 1497 1, 3 | infedelissimi del tuo stato. Godiànci adunque, figliuoli, questa 1498 2, 31| molto amato e adorato, e godine. Questo incredibile piacere 1499 3, 53| alcuni festerecci, aperti, goditori; alcuni subdoli, solitari, 1500 2, 16| aprono le ciglie: spandono le gomite; e ogni loro moto par fatto 1501 2, 23| a quell'altro sommove il gomito, e in molti modi instiga 1502 2, 16| le spalle ad amplitudine: gonfiano il collo: stringano e' labbri: 1503 1, 1 | tanta acqua fusse sopra modo gonfiata. Qui disse Paulo: - E quanto


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