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Leon Battista Alberti
De iciarchia

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-caval | cavas-diluv | diman-gonfi | gover-minor | minut-prend | prepa-scriv | scurr-venis | venit-vulgo

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1504 3, 35| moltitudine avere chi la governi.~ 1505 1, 57| adunque non vorrà essere gracchiuola simile alle femminelle, 1506 1, 80| sono commendati e primari gradi in le faccende publiche. 1507 1, 56| tempo quadruplicata, tutto o grana o seta: spese gravi e subito 1508 3, 21| ambiziosi quali contano grandirsi, e non conoscono in che 1509 1, 76| espone la vita sua a molti e grandissimi pericoli, soffre in mare 1510 1, 51| republica riceve da simili omini grandissimo detrimento. Agiugni che 1511 2, 17| in mensa tutto parato a grappirlo e aboccarlo come se fusse 1512 1, 45| per essere biondo, bianco, grasso; faccende e pensiere vile 1513 2, 32| virtù; amando, amicizia; gratificando, grazia.~ 1514 3, 50| insurgerà: solo concerteranno a gratificarsi e benificarsi insieme. Questo 1515 2, 33| modo sia da usare questa gratificazione. A' buoni, in qualunque 1516 2, 12| altri molto che parere. E gratificherà l'onore all'animo generoso, 1517 2, 3 | che molto porge suave e gratissima la presenza dell'omo costumato 1518 2, 31| piaceno a costoro, e a me sono gratissime più che qualunque cosa quale 1519 2, 10| men danno si può. Poco ti graverà la fortuna avversa o non 1520 1, 76| seno, in parte niuna ti gravezza, e possedila senza niuna 1521 2, 19| spesso ricevettero molti gravissime pene. Vorrebbesi poter pesare 1522 3, 43| Pogniàngli nome tolto da' Greci, iciarco: vuol dire supremo 1523 2, 44| malefichi. Fu usitato in Grecia che legavano el fieno al 1524 1, 78| li vuole lavare il capo: gridano e piangono prima che sentano 1525 2, 44| che uno salariato publico gridasse dopo loro continuo: «fuggite, 1526 2, 17| impeto del divorare gli gronda il naso e viso di sudore; 1527 1, 2 | battuto e dirupato il muro grosso qual prima lo sostenea. 1528 2, 9 | può parere, non accedere; guarda. Niuna cosa può esser buona 1529 1, 60| servi negligenti: perderono, guastorono. Stimali quello che e' sono. 1530 2, 17| che porgersi simile a un guattero affamato pieno di lordura. 1531 2, 21| la eloquenza quanto nelle guerre el ferro: l'altra si è indagatrice 1532 2, 20| dalle voluttà, libidini, gulosità e simili. Ma tu da questi 1533 2, 17| parere a chi gli vede? Sta el guloso prono, e pende con gli occhi 1534 2, 33| facendo bene, simile al gusto de un febricoso. Quelle 1535 2, 25| piene le case de' fortunati. Hau, nocivi animali! L'avoltoio, 1536 3, 18| Hen!... non altro...~ 1537 2, 26| che in mare non navica chi iace e dorme supino, senza cura, 1538 1, 51| tanto che sono stracchi di iacere, lievansi, e mentre che 1539 2, 8 | piggiore avversario sarà la iattanza pervicace di chi gli pare 1540 3, 43| padre. In questa nostra iciarchia la intenzione nostra sarà 1541 1, 45| più tosto da ringraziarne Idio che da molto desiderarli. 1542 1, 56| verdi, celesti. Ora qual ignobile artefice sarà che non voglia 1543 1, 57| senza premeditarvi, né delle ignote senza riguardo. Amoniscono 1544 2, 25| male in assenza de' noti e ignoti, degni e indegni, sempre 1545 2, 22| lui, e spesso afferma cose ignotissime a lui, e ostinato nella 1546 | II 1547 | III 1548 3, 45| età maturi, repetere la ilarità e festività qual fu in noi 1549 2, 28| si lascia commovere alle illecebre e lusinghe delle cose voluttuose, 1550 3, 55| nell'animo dell'omo pronte a illuminare la mente co' radî della 1551 2, 42| che e' danno splendore e illustrano la virtù quale sta in te. 1552 2, 36| acciò che simili deboluzzi, imbecilli, bisognosi d'ogni aiuto, 1553 3, 43| costui domestico essemplo a imitarlo per molto meritar colla 1554 3, 43| conducerai gli altri ad imitarti.~ 1555 2, 21| questi ultimi quanto meno imiteranno que' primi, tanto saranno 1556 2, 18| da non preterirlo, che tu imiti il vestire de' paesani per 1557 3, 48| sarebbe peggio ch'una fera immanissima. Le bestie crudelissime 1558 2, 10| fugarle da sé tutte, sarebbe immanità: dedicarsi a esser simile 1559 1, 78| se la natura non avesse immesso all'omo lo 'ngegno attissimo 1560 1, 71| gli conceda la natura, né immettervi bontà e dottrina se non 1561 2, 8 | posto come segno certo, immobile, dove ogni nostro desiderio 1562 1, 3 | conviene. Così a me pare, le immoderate voluntà quasi il più delle 1563 2, 25| cape in sé. E quelli risi immoderati, e quella inconsiderata 1564 1, 9 | porge severissimo censore e immoderato moderatore della vita e 1565 3, 55| conversazione de' voluttuosi, immodesti, petulanti, insolenti, arroganti, 1566 1, 51| rise inettissime, gesti immodestissimi. Dopo cena escono di casa 1567 2, 4 | incomparabile, cioè gloria e immortal fama. Questa memoria in 1568 2, 45| a esser pari gloriosi e immortali. A me canti, suoni, festività, 1569 2, 12| meritar per sua virtù gloria e immortalità. E siavi quasi come summa 1570 2, 10| deliberata deliberazione e immutabile. Proporci di fugarle da 1571 3, 20| che sollicita sé e altri immutando, rinovando, introducendo 1572 3, 8 | quello ch'io dicea: questo immutare ogni novo modo e circa 1573 2, 27| bisogni dolerti e dire: oggi imparai nulla, oggi acquistai niuna 1574 1, 45| essere sempre giovani, e imparammo non desiderare in noi quella 1575 3, 38| leziosi parte provani, onde imparano superare la onestà colle 1576 2, 17| ubriachezze loro, acciò ch'egli imparassero biasimare, odiare e fuggire 1577 1, 77| benché poco sia quello che tu imparasti, domani saprai quello che 1578 1, 41| cominci dal men difficile, e impari essere e sia buon moderatore 1579 1, 57| diligenza le investigò e imparolle. Adonque prima lode e ultimo 1580 3, 53| sotto quella ubbidienza imparon da piccioli ubbidire el 1581 3, 57| attutare el fervore della sua impazienza e concederli ch'ello sfoghi 1582 1, 51| invidia se altri consegue, impazzano se non possono quel che 1583 1, 41| BATTISTA. Anzi sarà impedimento e disturbo di quel magistrato. 1584 2, 6 | Niuna cosa estrinseca potrà impedire a te questo concetto. E 1585 3, 53| il consigliare: el marito impera alla moglie, el precettore 1586 1, 36| addicato farsi ubbidire imperando.~ 1587 1, 59| instituto a chi propuose bene imperare a sé stessi: la ira e la 1588 3, 40| temerità e acerbità e con imperiosa arroganza, e dove e quando 1589 3, 55| porgeremo in tempo el fronte imperioso e pieno di maiestà religiosa. 1590 1, 11| paressero alla multitudine imperita e stolta principi, ma fussero.~ 1591 3, 38| si concederebbe che uno imperito in musica fusse duttore 1592 2, 42| voi chiedesti da Dio nollo impetrando da' mortali. E torniamo 1593 2, 33| grande animo, vien pur da impetuosa superbia. L'uomo ben composto 1594 2, 29| impotenti e destituti, sarebbe impio, inumano. L'omo nacque per 1595 1, 23| principato non concede arbitrio d'imponere nuova servitù agli altri, 1596 1, 9 | pur poco, se già tu non imponessi a te stessi quella servitù 1597 2, 47| altri a voi importano e impongono obligo e incitamento a imitare 1598 3, 59| conservarsi dignità che imporsi nuova sollecitudine. Gli 1599 2, 26| publiche el fin loro sarà importare, augumentare, conservare 1600 2, 43| de' tuoi, e qualche volta importate ancora a te da certi invidiosi 1601 2, 20| so che niuno di voi ce la importerà. Ma abbiatevi riguardo: 1602 2, 19| senza discernere quello che importino le tue parole. Per questo 1603 1, 9 | molti le ricchezze spesso importorono calamità ed eccidio miserabile. 1604 2, 18| simulatori con odiosa gravità e importuna santimonia: ma da ogni parte 1605 3, 15| parole mie solo circa queste imposizioni censuarie, quanto a simile 1606 3, 36| de' superiori quasi sarà impossibile ch'ella possa vivere altro 1607 2, 31| conceputa e parata non come cosa impóstavi e collocata, ma come innata 1608 3, 21| mortali dal summo principe imposte le vere sempiterne legge 1609 1, 31| così è: a ciascuno li sta imposto e innato da chi governa 1610 3, 23| in famiglia nobile, non impotente, non abietta, allevato con 1611 3, 52| sogliono apportare e' casi impremeditati. Adonque a me piacerà se 1612 2, 19| ignoranti, temerari, insolenti, impudenti, così accade loro che peccano 1613 1, 51| detto, niuno fatto se non impudentissimo piace loro. L'uscio aperto 1614 1, 52| consentirti». Raro sarà femina impudica qual non sia cupida e incontinente 1615 3, 54| a' suoi, ma seguene che impulso dalle necessità impara appetire 1616 1, 3 | volte sono coniunte con la impunita licenza, e quinci e' pensieri 1617 3, 20| introducendo nuove leggi e inaudite consuetudini, solo in mostrarsi 1618 3, 40| revochiamo quello e quell'altro incauto quale via sotto la ruina 1619 1, 59| postergati. Ma donde s'incenda l'ira, e quale ella sia 1620 3, 45| festività e amenità per quale s'incende el desiderio, porge sollazzo 1621 1, 9 | Del resto, s'tu le tieni inchiuse, elle a te sono come alienate 1622 2, 40| ch'egli sperino, stanno inchiusi repetendo e desiderando 1623 1, 3 | fa traboccare le voglie e incita gl'impeti delle nostre imprese. 1624 2, 4 | disoneste, sanza duri e molesti incitamenti d'animo, gravi sospetti, 1625 2, 7 | più atto e da natura più inclinato, e delle cose degne qual 1626 3, 23| questo quanto voi vorresti, incolpatene la dottrina: approverrete 1627 3, 54| mostreranno col raccontare gl'incommodi sequiti agli altri simili 1628 1, 3 | sanza publico e privato incommodo e poco da volerla. E come 1629 2, 4 | fatte, e acquistane premio incomparabile, cioè gloria e immortal 1630 2, 16| sciocco, non bisogna tanta incomposta gravità per parere al popolo 1631 1, 57| femine di loro natura sono inconsiderate, e raro dicono cose non 1632 1, 51| amatorie. Quinci temulenti, inconsiderati, precipitosi adoperano fra 1633 3, 8 | della terra forse viene da inconsulta levità o forse altronde, 1634 1, 45| ricchezze insolenti, libidinosi, inconsultissimi. Restaci adunque solo imporre 1635 2, 17| E della incontinenza, alcuni alla mensa (spurcizia 1636 1, 49| natura non infimi; ma' gl'incontro ch'io non intenerisca. Duolmi 1637 3, 55| resistesse. Questi tali incorretti si vogliono esterminare 1638 2, 46| Irreverenti, insolenti, incorrettissimi, reputano biasimo a sé non 1639 1, 31| supplizio a' contumaci e incorrigibili. E voi giovani, quali vorresti 1640 2, 43| suspizione avversa. Dubiosissima incostanza quella de' tempi! Vario 1641 2, 21| bello persuadere le cose incredibili. E se pure accade referire 1642 1, 57| il vero? E se tu mi stimi incredulo, che giova darmi occasione 1643 1, 59| bestia feroce percossa e incrudelita dice e fa cose, non tanto 1644 1, 78| inculpar l'ingegno tuo: inculpane la propria desidia e poca 1645 1, 78| mai errerà. Adonque, non inculpar l'ingegno tuo: inculpane 1646 2, 6 | bona volontà, non aremo da inculparne altri che solo te. Molte 1647 3, 59| sua natura gravi e quasi incurabili. Così fra gli omini per 1648 2, 21| guerre el ferro: l'altra si è indagatrice della verità; l'altra si 1649 3, 40| ricevere a me subiezione indegna e servile. Sì che adonque 1650 2, 17| macula per tutta la vita indelebile. Quinci el bomba, el succione, 1651 2, 43| gloria superare in te la indignazione e ira tua, che suprastare 1652 2, 25| l'omo di lascivia e molta indiscrezione, e non cape in sé. E quelli 1653 3, 54| bisogna ne' primi cenni e indizi usarvi ogni arte e ragione 1654 2, 22| persevera continuare, e indomito contra la ragione getta 1655 2, 2 | da' volgari, ignoranti, indotti, imperiti, inetti; e adatterenci 1656 2, 9 | non verisimile, ma certa e indubitata ragione e vero principio, 1657 3, 15| qualche publica ragione non induce costoro a simili innovazioni, 1658 2, 3 | sdegno o molestia mai lo inducerebbe a far cosa iniqua, nociva 1659 3, 40| ubbidito. Via espeditissima a inducermi ch'io ti ubbidisca sarà 1660 3, 57| voglia ritrattando la ferita inducervi dolore. Anzi vi agiugneremo 1661 3, 52| possiede. Dicono che quanto io indugio a farti bene, tanto non 1662 2, 43| generoso più molto essere indulgente per acquistar grazia, che 1663 3, 38| tanto male più dalla troppa indulgenza de' maggiori che altronde, 1664 3, 12| da preporli a quelli che indussero e' nostri constitutori. 1665 1, 51| del , quando gli altri industriosi tornano a desinare, questa 1666 2, 21| voluttà di favellare, ma come indutta quasi da necessità e ordine 1667 1, 60| famigli, se non fussero omini inerti e gulosi, non patirebbono 1668 2, 18| troverrete che non sia o inertissimo o barattiero. Gli uccelli 1669 2, 8 | spesso molto vili e al tutto inette. Sarà certo meglio pensare 1670 1, 9 | servitù in quale alcuni inettissimi si gloriano d'avere a pascere 1671 2, 36| senza niuna civilità: «O omo inettissimo, non vedi tu el tuo errore? 1672 3, 21| per dapocaggine patisce la inezia e fastidiose saccenterie 1673 3, 15| publica a' suoi cittadini infatto sia pur quel medesimo in 1674 1, 3 | diminuire a te que' sussidi infedelissimi del tuo stato. Godiànci 1675 2, 26| questo altro che miseri e infelicissimi. E possiamo dire a questo 1676 2, 9 | costoro rimase misero e infelicissimo. Prossime, ne' ragionamenti 1677 3, 34| moltitudine per bontà nulla inferiori a qualunque prestantissimo, 1678 2, 9 | fu ambigua, inconstante, inferma. La ragione sequita la verità, 1679 2, 4 | piacesse più mantenere in sé la infermità del corpo suo che la buona 1680 3, 53| della nave, el medico allo infermo, el duttore dello essercito 1681 2, 43| tua contro la insolenza e infestamenti di chi per sua natura e 1682 2, 43| raro stracca el coruccio e infestamento del cielo. L'ira in noi 1683 1, 60| essercitarci contro alla infestazione dell'ira, però che la contenzione 1684 1, 46| tanto fra le mercennarie infima, quale in un giovane non 1685 1, 56| femmine el vino. Oggidì qual infimo sarà che non voglia esser 1686 1, 64| richieste dalla natura, sono infinite. Adonque all'omo in questa 1687 2, 40| voi fanciugli ricevesti infiniti benefici da' vostri maggiori: 1688 2, 27| servitù, e sarà spezie d'infirmità iunta con fastidiosa leziosità 1689 3, 21| nell'animo dell'omo sia infisso certo appetito d'essere 1690 3, 55| omini per età non ancora infusi d'alcuna mala impressione, 1691 1, 51| loro sia posto in mensa con ingluvie pari a bracchi affamati. 1692 2, 17| parte alcuna simile a uno ingluvioso. Voglionsi fuggire da' primi 1693 1, 3 | troppo acresciuta e troppo ingrandita fu mai sanza publico e privato 1694 2, 25| Dicono ch'el pan d'altri fa ingrassare. Credolo, però ch'egli empie 1695 3, 23| attitudine e facilità non ingrata. Non succederà questo quanto 1696 2, 17| così a molti altri costumi ingrati agli omini, el pispiglia, 1697 1, 3 | ossequente in più cose quali sono ingratissime a' buoni e a te imprima 1698 2, 44| troppa assiduità fa che l'omo ingrato diventa inimico. Non hanno 1699 3, 23| resta, repetirò e' primi ingressi nostri in questa causa. 1700 3, 28| tuttora proviamo, dal primo ingresso a questa luce sino all'ultimo 1701 2, 17| sentesisazio né stracco d'ingurgitare se non quando la copia de' 1702 2, 3 | lo inducerebbe a far cosa iniqua, nociva ad altri o brutta 1703 2, 4 | ad altri, e di sua natura inique e iniuste e disoneste, sanza 1704 2, 9 | diventorono scellerati e iniquissimi, e molti, contro, perché 1705 2, 20| agli altri. Dicea quello iniquissimo calunniatore: «Mordi pur 1706 1, 51| per la terra dispiacendo e iniuriando qualunque e' possono; ritornano 1707 3, 54| appetire gli altri, e diventa iniurioso e dannoso a tutta la famiglia. 1708 1, 3 | vedesti oggi el fiume troppo innaltato danneggia e' culti, e lieva 1709 1, 50| l'imperio paterno, sono innoffiziosi e negligenti verso e' figliuoli, 1710 1, 77| iungere nuove collegazioni o innovar qualche legge e simili: 1711 1, 78| convito, e che crucci siano innovati fra Mirzia e chi l'ama, 1712 3, 56| Detestabile cosa el giuoco! Vita inquietissima quella del giucatore, sentina 1713 3, 45| temuti. Se tu donandomi insegni a me referirti cortesia 1714 1, 51| ottrettatori, calunniatori, insidiatori, perfidi, e fanno in sé 1715 3, 55| gloria. E contro, bisogna insistere mostrando quanto sia brutto, 1716 2, 36| lui. Non vi sia tedio s'io insisto in questa causa molto condecente 1717 1, 9 | invero, e che male è questo insito e innato nelle ricchezze? 1718 3, 38| superare la onestà colle insolenze e caparbità. Degni di biasimo, 1719 3, 29| quello, ma ène el vincolo insolubile in quale l'uno sustenta 1720 | insomma 1721 2, 10| caduco, fragile, e per sé instabile, e per questo non lo stimavi 1722 2, 23| gomito, e in molti modi instiga che tutti beffino chi favella, 1723 2, 9 | e nimici. E così noi che instituimmo esser simile a loro, esplicaremo 1724 2, 36| consigliare. Per questo bene instituirono ch'e' giovani per età più 1725 3, 45| amore. S'e' giovani in tutto instituissero essere in ogni costume simili 1726 3, 40| virtù, e per questo ben fu instituito in alcune onoratissime republiche 1727 3, 43| suoi aranno lui non solo instruttore e duttore, ma tutti lo miraranno 1728 1, 69| mancassero e' ricordi e instruzioni vostre e degli altri ottimi 1729 2, 19| di chi la porge, la rende insuave e male accetta. Saranno 1730 1, 51| essere portati in qualche insula deserta a ciò che tanta 1731 1, 57| piena di levità, e sino insulse dicono parolacce da beffarle, 1732 1, 59| Apparecchiànci per questo sul primo insulto della offensione a essere 1733 2, 28| e gode essere in questo insuperabile e sempre vincitore. Fugaremo, 1734 1, 59| vincendo spesso diventeremo insuperabili.~ 1735 1, 59| crucciarsi. Lo sdegno pare che insurga quando tu ricevi quello 1736 3, 55| la carità e splendore che insurge dalla virtù. Adonque in 1737 3, 50| niuna mala contenzione vi insurgerà: solo concerteranno a gratificarsi 1738 3, 15| privata. Le voglie, onde elle insurgono ne' nostri animi, si sa 1739 2, 31| tu, qual sia questa virtù integra, fatto virtuoso, certo lo 1740 3, 59| mansuetudine, massime la integrità e fortitudine. Apresso di 1741 1, 74| ancora que' che sono meno intelligenti: l'uomo nacque non per essere 1742 3, 54| pestiferi alla gioventù. L'omo intemperato e dedicato alla voluttà 1743 2, 44| sanno che tu litighi: pochi intendano chi di voi dica il vero. 1744 2, 8 | quanto bisogna cose che non intende, e stima il iudizio suo 1745 3, 30| pratico in mare, inerte, nulla intendente, a cui o per sorte o per 1746 2, 2 | spero come e' sono parati a intender da me il ben loro, così 1747 2, 32| considerremo lo stato suo, pronto intenderemo ch'e' primi suoi collegati 1748 3, 45| Alcune altre cose utili a intenderle, danno alle famiglie unione 1749 3, 40| tutte quelle cose quali io intenderò che conferiscano alla salute 1750 1, 13| consista, s'i' prima non intendessi da' suoi veri principi che 1751 3, 55| interlassino le lascivie, e intendino quanto possa la industria 1752 1, 7 | vorrei! Ma vediamo se io intendo bene, e se 'l desiderio 1753 1, 49| ma' gl'incontro ch'io non intenerisca. Duolmi la infelicità loro; 1754 2, 3 | animo constante senza vera e intera virtù. Occorremi un'altra 1755 2, 40| moleste osservazioni. Veggonsi interditto ogni voluttuosa recreazione, 1756 3, 55| delizie e depongano e' vezzi e interlassino le lascivie, e intendino 1757 2, 18| In Perusia a' nostri interlassorono l'abito de' loro antiqui 1758 2, 9 | nel prodursi a più virtù, intermisero l'opere virili e gloriose, 1759 1, 7 | saresti pur grandi! Uno intero arbero di pino sarebbe in 1760 1, 23| BATTISTA. Principe adunque s'interpetra superiore non comandatore, 1761 2, 31| ben costumati. Ma prima interponerò quello che ora qui mi torna 1762 3, 45| approveremoli senza assentazione; interporremo qualche discettazione atta 1763 3, 44| amici hanno meno addito a interporvi l'opera sua. L'inimico nostro 1764 1, 57| repreensione, ciò ch'elle odono interpretano a suo modo, e tutto voglionlo 1765 2, 23| e con poco sale, quando interroga per farti versare parole 1766 2, 21| necessarie agli omini: l'una sarà interrogare per imparare, l'altra el 1767 2, 23| parole non corrette, quando interrumpe la risposta di quello che 1768 2, 21| sarà grave se forse sarete interrutti; e daravvi occasione di 1769 3, 20| utilità), dico, pare che quasi intervenga a tutti questo, che sollicita 1770 2, 43| animo riposte in te, non intese da altri, nulla altronde 1771 3, 57| mitigare el concitamento intimo onde egli di fuori troppo 1772 3, 56| non stima onore, s'ello intrapreende ogni biasimo per avere luogo 1773 2, 42| gesti modesto, grave, umano, intrapreenderà opporsi a chi ti sia molesto 1774 1, 46| qualche cosa c'invita a intrapreendere maggiori faccende. Non ti 1775 2, 31| qual tu ben consigliato intrapreendesti, e in quel tempo dùravi 1776 3, 39| PAULO. Io intrapresi essere interprete per questi 1777 2, 43| quella de' tempi! Vario intricamento quello de' successi umani! 1778 3, 37| opera molto laboriosa, molto intricosa.~ 1779 3, 20| altri immutando, rinovando, introducendo nuove leggi e inaudite consuetudini, 1780 2, 29| destituti, sarebbe impio, inumano. L'omo nacque per essere 1781 3, 54| mitigare que' suoi costumi inurbani, persuadera'gli che la facilità 1782 1, 80| dotto, non perito a una inutilissima bestia? E hanno in sé questo 1783 2, 40| offirmati, e per questo invalidi a movere espedito le membra 1784 2, 36| siamo noi obligati a' primi inventori di tante utili e commodissime 1785 1, 76| vecchiezza tuttora fioriscono e inverdiscono. Che ci bisogni fatica, 1786 1, 51| incontinente, insolente, inverecundo, atto a ogni disonesta improbità 1787 1, 51| fatti altrui, solleciti investigano da' servi, da' noti, da' 1788 2, 44| questi assiduo ragionare, investigare, adoperarsi in cose lodate, 1789 3, 30| quanto io proposi: noi non investigheremo co' nostri ragionamenti 1790 1, 57| con studio e diligenza le investigò e imparolle. Adonque prima 1791 2, 43| importate ancora a te da certi invidiosi rattori e malefici. Difficil 1792 1, 46| uso di fare qualche cosa c'invita a intrapreendere maggiori 1793 2, 45| Voglio ti piaccino fra gl'invitati più que' che sono modesti, 1794 2, 45| nulla sordide, ma tali ch'io invitato possa pari e facile retribuirle. 1795 3, 45| costumi in questi giovani c'inviti a pigliarne voluttà e recrearci, 1796 2, 45| Da costui udirete cose ioconde piene di gravità e piene 1797 2, 45| più tosto per adoperar la iocondità del vivere ragionando e 1798 3, 36| benignità e facilità; porgesi iocondo, ameno, suave; rende contro 1799 2, 28| degne, escogitate, emendate, iocunde, utili; e spesso ti dirà 1800 1, 80| per assequirlo, faccenda iocundissima, degnissima, utilissima 1801 1, 60| negligenti non meno che iracundi si dimenticano mostrarsi 1802 2, 27| stessi pieno di perpetuo e irrecuperabile pentimento. O duro e acerbo 1803 2, 46| curano e' primi magistrati. Irreverenti, insolenti, incorrettissimi, 1804 3, 57| per circuizioni dette e irronia che alla scoperta; saranno 1805 1, 46| disagi e fame, colle cigle ispide, colla barba setosa, piena 1806 3, 15| qualche volta molestino tutta Italia? Dieci leggi, non più a 1807 2, 21| modestia. Niuna pertinacia o iterazione rissosa o superflua loquacità. 1808 2, 8 | assequire il meglio, che da iudicarli instituto determinato e 1809 3, 59| ogni causa esservi come iudicatore che esservi come parte, 1810 2, 44| sta bene, e a chi bisogna iudice, sta pur male. Raro accaderanno 1811 1, 41| un solo, qual stolto lo iudicherà degno de anteporlo a questi 1812 2, 44| e grazia, però che tutti iudicheranno che tu sia simile a questi 1813 1, 74| e per questo forse molti iudicherebbono ch'el primo nostro officio 1814 2, 4 | giovani, di costui che iudicheresti voi? Che fusse molto savio 1815 2, 44| qual sarà discreto che non iudichi essere meglio qualche volta 1816 3, 40| riverenza, e ch'e' suoi lo iudichino degno d'essere ascoltato 1817 2, 8 | ragione. La pravità disvia il iudicio dalla dovuta rettitudine, 1818 1, 77| di prendere l'arme o di iungere nuove collegazioni o innovar 1819 2, 27| sarà spezie d'infirmità iunta con fastidiosa leziosità 1820 1, 57| credere senza sforzarmi a iuramento?». Giovani, io ben fanciullo 1821 3, 40| populi a stare sotto la iuridizione di chi gli regga, fu per 1822 3, 21| prontezza del gratificare, la iusta retribuzione del premio, 1823 3, 45| ameni, consentani a' diletti iuvenili. Racconteremo casi rari 1824 2, 16| gonfiano il collo: stringano e' labbri: aprono le ciglie: spandono 1825 1, 78| l disporsi a far le cose laboriose eccita la virtù in noi, 1826 1, 45| multiplice: sarebbe prolisso e laborioso connumerarli. Ma noi esplicheremo 1827 2, 20| non se' e non lo sai, ti lacera, e quanto in lui sia, ti 1828 1, 46| sucidume e fetore, co' panni laceri, muffati, sfidati; e converratti 1829 1, 57| negare. E quanti sarebbono ladri ove e' credessero potere 1830 1, 57| mancò mai che non fusse ladro, traditore o pazzo glorioso 1831 1, 9 | costumi tuoi. Questo vorrebbe largissi, effundessi, alienassi da 1832 1, 69| E' non sarà poco, s'tu lascerai loro quello che fa ricchi 1833 1, 74| dottrina. Ma di questo ne lascerò il giudizio a voi.~ 1834 1, 52| giovani le cure amatorie lasciànle adietro, quando essi ne 1835 3, 38| negligenti non curano e lascianlo' ausarsi a costumi parte 1836 2, 20| dannosi sol a sé quanto e' si lasciano vincer dalle voluttà, libidini, 1837 2, 26| solo aspettando la sera, e lasciarsi in abandono errar l'animo 1838 1, 69| quello che molto gioverà, lasciate loro copia d'amici sotto 1839 2, 45| modera la licenza quale suole lascivire forse doppo el vino. Dicea 1840 2, 28| modo, se alcun vizio forse latita in noi, che sia ogni 1841 3, 52| ricchezze tutto posto da un lato si porta con molto male 1842 1, 51| dica; niuno tace, tutti latrano a uno impeto e furore; danno 1843 1, 51| satollarsi: furto, sacrilegio, latrocinio, lenocini, venefici, conducere 1844 2, 20| gli altri pessimi! Niuno latrone, niuno pirata, niuno tiranno 1845 2, 4 | Error pieno di nequizia laudare e pregiare in altri quello 1846 2, 45| amorevolezza. Questo apparecchio e lautizie della mensa ha in sé venerazione, 1847 1, 78| quando la mamma li vuole lavare il capo: gridano e piangono 1848 1, 46| proccura le semente, e' lavori, le ricolte; piglia piacere 1849 3, 38| altro adattarlo bene al tuo lavoro. In teatro non si concederebbe 1850 1, 52| assentatori, e le più volte lecconi e usi scorrere per le case 1851 3, 28| le coniunzioni familiari legate da consanguinità hanno insieme 1852 2, 44| susservire a lui. Nulla legato con vincolo di sua natura 1853 2, 44| Fu usitato in Grecia che legavano el fieno al corno del bue 1854 2, 28| costumi, quanto assiduo leggere dotti scrittori antiqui. 1855 2, 34| moveranno altri verso di te. Tu leggesti nelle istorie come colui 1856 2, 16| molta modestia giunta con leggiadria e aria signorile tale ch' 1857 1, 51| sacrilegio, latrocinio, lenocini, venefici, conducere con 1858 1, 55| maggiore insania, più e più letti che non bisogna per lui 1859 1, 25| alla quiete degli altri levando di mezzo la corruttela e 1860 2, 10| avversa o non ti dando o levandoti quello che tu conoscevi 1861 1, 1 | pare, che sarà il meglio levarci da questa brezza e crudità 1862 2, 42| Sì, figliuoli, sì. A loro levarete molestia, a voi accrescerete 1863 2, 17| animo nobile più tosto vorrà levarsi con fame che porgersi simile 1864 2, 20| potrà quanto la calunnia levarti cosa da stimarla e da mettervi 1865 2, 1 | Levati adonque da desinare, tornammo 1866 1, 78| intendere etiam le cose levissime, e chi fia questo forestiere, 1867 2, 43| stimar nulla gli omini levissimi, acquista a noi autorità 1868 2, 28| men suave questa nostra lezione a costui, che fusse a coloro 1869 3, 38| ausarsi a costumi parte leziosi parte provani, onde imparano 1870 2, 27| infirmità iunta con fastidiosa leziosità e pazzia. E certo e' dicono 1871 1, 57| fra' suoi cittadini: essere lezioso, sdegnoso, borioso, linguacciuto, 1872 3, 59| la famiglia rimanerà né libera né salva. Ma nell'altre 1873 2, 3 | coloro quali sono iusti, liberali, magnifichi, magnanimi, 1874 2, 20| lasciano vincer dalle voluttà, libidini, gulosità e simili. Ma tu 1875 1, 45| le ricchezze insolenti, libidinosi, inconsultissimi. Restaci 1876 3, 1 | Noi eravamo fra' nostri libri, e se io sapevo prima che 1877 1, 3 | volere ancora più che non si lice né si conviene. Così a me 1878 3, 45| ritrovino spesso co' giovani in lieta familiarità, massime alle 1879 1, 51| sono stracchi di iacere, lievansi, e mentre che e' si vestono, 1880 1, 3 | segue ch'ello transcende e' limiti della equità e onestà, e 1881 2, 19| perché ella in sé è pura e limpida, così la buona mente rende 1882 3, 38| tenere in mano la squadra, la linea, lo stile; altro adattarlo 1883 2, 32| dalla natura nella effigie, lineamenti e forma del corpo, onde 1884 2, 20| fracidi e fetidi ollocutori linguacciuti, acciò che non paia che 1885 1, 57| lezioso, sdegnoso, borioso, linguacciuto, difendere le sue favole 1886 2, 44| biasimo. Tutti sanno che tu litighi: pochi intendano chi di 1887 2, 44| diventa inimico. Non hanno e' litigi in sé altro che molestia, 1888 1, 75| PAULO. E' litterati, vero, certo sono molto 1889 2, 20| collo; almeno vi si vedrà el livore e macula della morsura». 1890 2, 23| certo sa, quando conferma e loda in chi favella quello che 1891 2, 25| patisce che tu sia inetto lodando te stessi; non patisce che 1892 1, 6 | parte tutto intesi. Non lodano questa tua esquisita mediocrità. 1893 2, 21| sarà mai circunflessa a lodar voi stessi. L'oraculo d' 1894 1, 68| Summa ignoranza sapere lodare altro nulla che la pecunia. 1895 3, 52| sarebbe indi forse non meno da lodarli quando e' volessero ancora 1896 2, 29| voglie nostre. Ma non però lodarò chi nelle cose sarà più 1897 2, 45| conciliarti salutatori assai. Lodarotti se tu li farai con modo 1898 2, 9 | che la cosa in sé meriti. Lodasi quel prudente omo qual dicea: « 1899 2, 9 | l'animo a cose ottime e lodatissime, e modera le voglie, e ritien 1900 2, 19| che circa el favellare. Lodavasi altrove chi disse più, altrove 1901 3, 45| della piscazione, natazione; loderemo chi si portò nel certame 1902 2, 44| verso di te quello che si lodi in un buon omo. Sopra tutto 1903 2, 30| operazione. Piacqueci e lodiànti. Sequita.~ 1904 2, 35| condizione qualche presuntuoso, loquace, ardito, e contro, quelli 1905 | lor 1906 2, 18| famiglio co' panni stracciati e lordi mai lo troverrete che non 1907 1, 77| più aperta, equabile e luminosa. Chi conosce il bene e amalo 1908 2, 40| offende. Non dico altro, el lustro del cielo spesso li agrava. 1909 1, 59| un gran cumulo di sassi lutosi? Dovrei io ringraziare costui 1910 2, 28| matematico, componere qualche macchina utile alla republica nelle 1911 2, 8 | tutissimo, quale non si può con macchine prosternere, né con perfidia 1912 1, 8 | dico simile ad Alessandro Macedone o a Cesare (non voglio tanto 1913 2, 20| profferite alle inimicizie maculando la fama altrui e lo onore 1914 3, 23| senza ordine alcuno. E' maestri fabricatori dello acquedutto, 1915 3, 21| e quando e come tu, non maestro, no, ma ministro iudica 1916 2, 3 | iusti, liberali, magnifichi, magnanimi, prudenti, constanti, e 1917 3, 59| virile, integro, dedicato a magnanimità, sente che l'officio suo 1918 3, 59| tanto con più fervore l'omo magnanimo aiuterà e difenderà chi 1919 1, 13| lauto e splendido, la casa magnifica, ben parata, molti salutatori, 1920 2, 3 | quali sono iusti, liberali, magnifichi, magnanimi, prudenti, constanti, 1921 3, 58| esser conosciuti splendidi, magnifici, prontissimi. Ma in questo 1922 3, 59| Affermano e' fisici che le malattie nate ne' mesi dell'anno 1923 1, 59| disonesto a lui. Ma molti sono malconsiderati e dicono: «Patirò io che 1924 3, 54| sequiti agli altri simili malconsigliati, che la vera gloria e degna 1925 3, 56| propri cittadini improbi e malcorretti. E sopra tutti e' vizi, 1926 3, 40| offensione di qualche fera malefica, e mostrànli el periculo 1927 2, 44| lascivi, inetti, voluttuosi malefichi. Fu usitato in Grecia che 1928 1, 51| ogni disonesta improbità e maleficio, costui fra loro è el più 1929 2, 33| diventa iniquo e violento e malefico fraudolente. E questo perseverare 1930 2, 9 | celare e occultare le cose malfatte. L'omo grave, circunspetto, 1931 | malgrado 1932 2, 27| oltre agli altri seco innati mali, odio contro a te stessi. 1933 2, 43| dissimulazione a fine di malignare sente in parte fraude e 1934 2, 44| el fieno al corno del bue maligno, acciò ch'e' cittadini lo 1935 2, 20| puoi fingere d'essere non malivolo, quando in cosa dove a te 1936 1, 13| molti nimici. E a chi sia malvoluto e odiato, suo debito, gli 1937 1, 54| la selva, non volgere a man manca, benché quella via 1938 2, 9 | repetendo che a me non può mancare cose ch'io cerchi». E certo, 1939 2, 28| nulla desiderare quello che mancasse circa le voluttà, e confirmata 1940 1, 69| vostre, che a' vostri non mancassero e' ricordi e instruzioni 1941 2, 7 | potesse, e quello che gli mancava, e quello che a lui si condiceva 1942 1, 46| lacrime al gran dolore tuo ti mancheranno. O miseria! Ehi, miseria 1943 1, 46| luogo i ricordi nostri. Mancheratti ogni cosa; persino le lacrime 1944 1, 64| innata sua paura che no' gli manchi, o da stultizia per essere 1945 1, 57| el vero: «Niuno busardo mancò mai che non fusse ladro, 1946 2, 18| apoplesia; a un numero maggiore mancoron e' denti. Non senza ragione 1947 2, 21| palla a vicende, quando mandarla, quando aspettarla. E nel 1948 1, 56| sollecitar l'arte sue. La donna mandava un piccolo vasetto di vino 1949 2, 17| el bomba, el succione, el mangione; e così a molti altri costumi 1950 1, 9 | meriti loro. Ma quanto io manifesto potrei pe' gesti e vita 1951 3, 55| né ogni fera si può far mansueta. Questo argentario con questi 1952 1, 3 | maligni, petulanti. Poi per mantenerla continuo ti conviene agitar 1953 3, 59| e pugni per ottenerle e mantenerle. E sono in prima dignissime 1954 1, 37| ma conservarli libertà, mantenerli in quiete, conducerli a 1955 2, 42| opera e ossequio aiuto e mantenimento contro le oppressioni della 1956 3, 57| degno d'essere onorato. Manterrete adonque autorità e gravità, 1957 1, 3 | cittadini; concedili te stessi, mantieni e' loro errori per non diminuire 1958 1, 1 | Ferma'mi ancora io con loro, maravigliandoci così subito tanta acqua 1959 1, 77| agli altri. Reverisconlo e maravigliansi di lui. Seguiamo adunque, 1960 2, 10| simile a un cavallaccio, e marcire e perdersi nella voluttà, 1961 1, 46| intelletto e ragione perché e' marcisse in ozio e desidia. Nacque 1962 3, 30| costoro sarà in questa cosa marittima omo più eccellente e prestante, 1963 2, 17| quanto se n'empia ambo le mascelle, e per la fretta ne cade 1964 1, 56| del pane; desinavano e' maschi in bottega, la donna in 1965 2, 43| e maturità. La pazienza, massima virtù, quieta e senza arme 1966 2, 21| volere parere filosofi, masticando le parole e porgendole con 1967 2, 28| fabricare qualche instrumento matematico, componere qualche macchina 1968 | meco 1969 3, 55| quale adopera al bisogno medicamenti mordaci, e saremo, quanto 1970 1, 3 | adunque, figliuoli, questa medioclità amica della quiete, vincolo 1971 1, 6 | lodano questa tua esquisita mediocrità. Vorrebbono essere grandi 1972 2, 29| assiduità, come chi con assidua meditazione e lunghe vigilie, ostinato 1973 1, 46| covile, pròvati con l'arme in melizia, navica, cerca con qualche 1974 1, 72| rende a miglior grado le menti giovanili tènere e atte 1975 1, 57| non vedo perché bisogni mentire più che tacere, se non quanto 1976 1, 57| occasione di reputarti e mentitore insieme e periuro? Se forse 1977 2, 17| ne cade molta parte sul mento e in sul petto, e pell'impeto 1978 1, 57| millantatori». Chi dice la menzogna, se non è insolente, lo 1979 2, 27| odioso? El pescatore, el mercante e simili, se torna senza 1980 1, 76| avere in vita. Che più? Il mercatante per acquistar qualche pecuglio 1981 2, 44| con qualche utilità quasi mercaterà la benivolenza tua, costui 1982 | mercé 1983 1, 46| Niuna arte sarà tanto fra le mercennarie infima, quale in un giovane 1984 1, 51| beono; indi a poche ore merendano, anzi desinano un'altra 1985 2, 12| superiore agli altri quanto meritarlo per virtù, e vorrà più tosto 1986 2, 40| allevati, che allora vi meritassi voi sendo fanciugli da loro? 1987 2, 36| assuefacessero a reverire chi lo meritava, e d'altra parte si confermassero 1988 2, 12| della patria tua, tanto meriterai più onore. L'onore, cosa 1989 2, 44| difende le cose iniuste meriterebbe punizione, però ch'egli 1990 1, 57| parli se non di cose qual meritino esser non taciute. Questo 1991 2, 45| virtù e beneficio molto meritorono esser nominati e amati. 1992 3, 57| molto sforzo consoliamo nel merore gli animi aflitti per imminuire 1993 3, 59| che le malattie nate ne' mesi dell'anno atti a sanità 1994 2, 40| viveno in solitudine, miseri, mesti: niuno lieto pensiere se 1995 2, 29| cercano potere trasmutare e' metalli ad altra più depurata e 1996 3, 57| costui quale tu curi. Alcuno metallo si conduce meglio caldo 1997 2, 20| levarti cosa da stimarla e da mettervi la vita per recuperarla. 1998 1, 68| cui suppediteranno le cose migliori in tutta la vita. Le ricchezze 1999 3, 53| al medico. La disciplina militare può sopra e' suoi armati: 2000 2, 26| prefetto dello essercito in milizie, quale per sé solo non può 2001 1, 57| simile ad alcuni cacciatori e millantatori». Chi dice la menzogna, 2002 1, 1 | dal tempio su alto di San Miniato dove parte per satisfare 2003 2, 28| in noi, che sia ogni minore, o almen meno noto agli


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