Capitolo, Capoverso
1 dei, 1 | miei altrove che ivi sempre essere ove in me arde il mio dolore;
2 dei, 2 | ove io pure stimava in te essere qualche non piccola molestia
3 dei, 6 | me. Chi non si fida teme essere ingannato, né si può amare
4 dei, 6 | amare colui in cui tu tema essere perfidia. E chi non ama
5 dei, 6 | non ama per certo non può essere amato. Il seme dell'amicizia
6 dei, 6 | frutto quando pari te senti essere amato. E chi conosce sé,
7 dei, 8 | un minimo pensiere tanto essere grave e molesto, che soprapesa,
8 dei, 8 | fidarsi di chi loro può essere molto utile. Né so come
9 dei, 8 | quale tu ami, merita ella essere amata da te, però che sarebbe
10 dei, 9 | non, Deifira, non meriti essere amata da me. Tu bella, tu
11 dei, 9 | qual sia, qual mai possi essere. Mai fu, Deifira mia, mai
12 dei, 11| quale non amassi sentendo sé essere amato, quanto certo io in
13 dei, 11| molti modi conobbi me molto essere amato?~
14 dei, 12| quali stimandosi degni d'essere amati, subito giudicano
15 dei, 15| in questo mi facea così essere restio. Quel medesimo sole,
16 dei, 16| quel che tu tanto prevedevi essere dannoso?~
17 dei, 19| provai ogni mia industria ivi essere perduta, Deifira mai tu
18 dei, 20| fare a te uno umile servo essere signore? Non è pietà così
19 dei, 21| così perseveri verso di me essere ingrata, e se in queste
20 dei, 26| egli ama, tanto sente sé essere amato. Né vuolsi d'ogni
21 dei, 26| femmine essercitarsi solo per essere guardate da molti e lodate.
22 dei, 29| penosa, quanto servire e non essere gradito. E ora quale speranza
23 dei, 32| chi crede in femmina mai essere costanza alcuna. E certo,
24 dei, 32| degli amanti si pruovano essere acerbissime. E sono le femmine,
25 dei, 35| fortuna così fa te verso di me essere ombrosa e schifa. E bene
26 dei, 37| hanno in questo già fatto essere maestro. Fuggite tanto male.
27 dei, 38| resta, quando che sia, essere a te stessi inimico, e giudica
28 dei, 38| servire a chi non voglia essere servito. Non può se non
29 dei, 38| lasciare quello che a te solea essere grato e caro. Ma vinci te
30 dei, 38| drento a sé ti bestemmia. Non essere servo a chi non ti sa essere
31 dei, 38| essere servo a chi non ti sa essere umano signore. Resta omai
32 dei, 38| umano signore. Resta omai essere giuoco a chi gode d'ogni
33 dei, 41| Deifira mia, e tuo voglio essere. Tu, quanto di me vuoi,
34 dei, 42| vendicarsi, certo poco merita essere amata. Amore non vuole vendetta.
35 dei, 42| certo ella molto merita essere odiata. Chi sanza ragione
36 dei, 42| Pallimacro, ti credi da costei essere amato. Credimi, Pallimacro,
37 dei, 43| come ti crederò io mai essere a Pallimacro tuo inimica?
38 dei, 45| che io possa credere te essere a me, Deifira mia, nimica.
39 dei, 56| addolorato; e questo per non essere grave a chi me ama, e per
40 dei, 63| ingrata fa me così troppo essere infelice. Ehi, meschino
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