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Leon Battista Alberti
Deifira

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abagl-gitta | giuca-satis | savio-vulca

                                                   grassetto = Testo principale
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502 dei, 38| e poi aresti con chi ora giucando dimenticarti ogni altra 503 dei, 12| degni d'essere amati, subito giudicano ogni minimo sguardo venire 504 dei, 13| m'impauriva, onde forse giudicasti che io fuggissi te, Deifira 505 dei, 6 | alla ragione che al suo giudicio e falso gusto.~ 506 dei, 32| adirate, e poi, per mostrarsi giustamente crucciate, perseverano e 507 | gliene 508 dei, 41| presto ad amarti, o piacciati gloriarti d'avere amante chi per niuno 509 dei, 38| omai essere giuoco a chi gode d'ogni tuo dolore e miseria.~ 510 dei, 42| ella, non dubitare, mai goderebbe così straziarti. Pigliane 511 dei, 56| contento chi del mio male godessi. E si vuol fingere non curare 512 dei, 4 | Vedi una minima ferita non governata quanto non rado diventi 513 dei, 29| quanto servire e non essere gradito. E ora quale speranza a 514 dei, 42| ricchezza, non fama, non grado o dignitate alcuna, quali 515 dei, 32| vengono fra curucciati amanti grandissimi scandali e calamità. E certo 516 dei, 63| di così tue carissime e gratissime cose? Ohimè, amare troppo 517 dei, 34| amici ragionando posare la gravezza delle sue cure. E che fai, 518 dei, 8 | destinata questa una infermità gravissima certo e molestissima, quale 519 app, 1 | Vulcano né di Cariddi, né li gridi della dolorosa Dido, foro 520 dei, 15| cresciuto abaglia chi lo guarda. Così io da primo scorsi 521 dei, 13| mai ti pareva se non poco guardarmi in fronte ridendo e ragionarti 522 dei, 26| essercitarsi solo per essere guardate da molti e lodate. Né sa 523 dei, 38| arte aresti quegli amori guidati, quanto quello di Deifira, 524 dei, 49| qualunque altra bella; tu una guidi me e mia vita; tu, Deifira, 525 dei, 8 | soprapesa, né lascia te gustare parte alcuna della tua grande 526 dei, 6 | al suo giudicio e falso gusto.~ 527 | hanno 528 dei, 52| FILARCO. Hau! Anzi una sola femmina a 529 dei, 8 | vedi in che modo la fortuna immetta quel che disturbi ogni tua 530 dei, 55| mio, nulla più vi si può immettere che non facci sopratraboccare 531 dei, 8 | imprese poco nuoceno i piccoli impacci. E benché forse da qualche 532 dei, 8 | ne' teneri anni provando impara fuggire amore. Sogliono 533 pro, 1 | voi possa amore. E credo imparerete qualche utilità a vivere 534 dei, 13| miei ch'ora soffero mali m'impauriva, onde forse giudicasti che 535 dei, 23| aggravandovi in sul ferro che vi impiaga. Piacciavi piuttosto donare 536 dei, 2 | tu a me, come ad amico, imponessi parte di questi tuoi incarchi, 537 dei, 43| Io mai a te fui grave o importuno se non forse in troppo amarti 538 dei, 42| seguire lungo l'amorosa impresa. Stolti amanti, stolti, 539 dei, 2 | imponessi parte di questi tuoi incarchi, quali così te atterrano 540 dei, 24| vederti, onde a poco a poco s'incenda e acresca in loro amore. 541 dei, 58| nonne il dolersene. E alcuni incendi sono quali meglio si spengono 542 dei, 1 | da lungi il mira? Quello incendio certo conviene sia pur grandissimo, 543 dei, 4 | sfogano le fiamme della sua incesa ira e cocente dolore. Tu 544 dei, 2 | dubitava quel ferro fussi inceso, ma per più certificarsi 545 dei, 1 | quale dentro a più muri inchiuso ancora nuoce a' prossimi 546 dei, 31| ferma, in molti modi lo incita a muoversi, e così lo infesta 547 dei, 61| a me tanto sia nato uno incredibile fastidio verso tutte le 548 dei, 4 | sappino quanto e' sieno indegni di tanta calamità, e in 549 dei, 32| cuore della femmina sdegnato indura per lacrime di chi l'ama, 550 dei, 39| Filarco? Io mai potrei indurmi nell'animo fare o dire cosa 551 dei, 19| al tutto provai ogni mia industria ivi essere perduta, Deifira 552 dei, 8 | animo destinata questa una infermità gravissima certo e molestissima, 553 dei, 6 | doglia ti prema. Benché all'infermo dispiaccia quello che lo 554 dei, 31| incita a muoversi, e così lo infesta perfino che volge la fune 555 dei, 44| femminile ad amore; molto più s'infiamma presto di crucci e odio, 556 dei, 59| altrui: e col mio cruccio infiammare l'ira a chi può in me quanto 557 dei, 42| Deifira non ricevessi pure infiniti dispiaceri. Ché se forse 558 dei, 6 | non si fida teme essere ingannato, né si può amare colui in 559 dei, 19| quant'io conoscea, tanto m'ingegnava che tu amassi con modo e 560 dei, 42| tu a quelle tuo tempo e ingegno tanto consumassi. El tempo 561 dei, 58| mostrarsi cruccioso verso chi te ingiuri che addolorato. E parmi 562 dei, 23| faccia e 'l petto per troppe ingiurie benché sanza ragione e cagione 563 dei, 63| soffrendo in te pene della ingiustizia d'altrui. E questi nostri, 564 dei, 29| acquista nulla altro che ingratitudine? Cosa si truova niuna tanto 565 dei, 44| dispiaceranno, e più te ne inimicherà.~ 566 dei, 42| animo verso te non molto inimicissimo, ella, non dubitare, mai 567 dei, 4 | femminile, accusare o la iniquità di suoi nimici, o la perfidia 568 dei, 8 | però che il tuo sospetto insegna sospettare altrui. Sempre 569 dei, 13| scuse, Deifira mia, così t'insegnai quanto ora sai troppo straziarmi. 570 dei, 25| documenti are' io saputo insegnare ad altri. Ma che giova sapere 571 dei, 9 | te piace. Così amore m'ha insegnato offerirmi a qualunque oltraggio. 572 dei, 23| tanto più vi si assiede e insiste. Non adunque sia chi insuperbisca 573 dei, 24| vostra disaventura o loro instabile natura, come femmine sempre 574 dei, 23| insiste. Non adunque sia chi insuperbisca contro amore, però ch'amore 575 | Intanto 576 dei, 42| nimistà. Comincia adunque a interlasciare una ora, poi intermetti 577 dei, 42| interlasciare una ora, poi intermetti un , e così accresci ogni 578 dei, 23| tuoi e gli altrui errori. E intervienci, oh miseri amanti, come 579 dei, 49| Ahimè, Filarco mio, a me interviene come a chi ne porta in petto 580 dei, 3 | più si trassina, più si intorbida e meno si scorge a ritrovarlo. 581 dei, 11| né cercava né mi piaceva intrare sotto questa servitù, quale 582 dei, 8 | che quasi troverai niuno invecchiato sanza averli in sé provati, 583 dei, 8 | quasi da natura disidera più investigare quello che sia occulto. 584 dei, 37| petti ascosi, acciò che invidia alcuna non ve li possa perturbare. 585 dei, 35| contraponi, tanto più si carca e irrompe ove mai aresti dubitato, 586 dei, 63| adunque, Pallimacro, in istrani paesi fuggirai errando solo 587 dei, 24| non dico spregiarle né isvilirle, però che la femmina offesa 588 dei, 38| Stolto chi tende tutti i lacci suoi a uno solo varco. Vuolsi 589 pro, 1 | forse qualche sospiro o lacrima vi tiene, siavi conforto 590 pro, 1 | ancora sarà chi me leggerà lacrimando. Ma provate, amanti, e meco 591 dei, 31| sanza spesso rivedermi, lacrimasti, tu ora in pruova mi fuggi 592 app, 1 | condolermi con grave pene, e lamentareme della iniqua e perfida fortuna 593 dei, 10| udirti, e rimirarti, sempre lasciarli che pensare di te cosa pur 594 dei, 42| chiamarti in nave e poi lasciarti solo in alto e tempestoso 595 dei, 40| dello amore nasce inimistà. Lascino e' gentili amanti usare 596 dei, 32| l'amore sia fatto come il latte, quale tanto piace quanto 597 dei, 2 | prudente, studioso, e in ogni laude e gentilezza tale, che io 598 dei, 25| sapere schermire a chi abbi legate le mani? Io così ora mi 599 pro, 1 | prudenti a fuggire amore. E se leggendo forse qualche sospiro o 600 pro, 1 | sospirare; ancora sarà chi me leggerà lacrimando. Ma provate, 601 pro, 1 | conoscere amore, se può tutto leggermi senza qualche poco sospirare; 602 pro, 1 | ancora pruova quel che voi leggete. Né sia chi stimi conoscere 603 pro, 1 | Leggetemi, amanti, e riconoscendo 604 dei, 60| una di tante bellissime e leggiadrissime donne, quali così tutto 605 dei, 38| commiata, Né può correre se non lento chi non arà con chi e' gareggi. 606 dei, 52| che per dodici. Ma pure a levare dall'animo tanti tuoi pensieri 607 dei, 2 | tanto più a te desidero levarla. Non è solo utile, ma più 608 dei, 46| FILARCO. Anzi sarà libera d'ogni cura e sollicitudine 609 dei, 26| chi t'ama, pare officio di liberalità e cortesia piuttosto che 610 dei, 23| amando cerchi di sé avere libertate alcuna. Chi non può servire, 611 dei, 58| sdegno per non dare di me licenza ad altri più che a me stessi.~ 612 dei, 23| aspreggiare e più tardi licenziare i contumaci, che chi umile 613 dei, 63| nostri, Deifira mia, fra noi lietissimi risi e copertissimi motteggi 614 dei, 2 | tuo, sempre in altro tempo lietissimo, ora subito così fosse tanto 615 dei, 24| troppo seguita amata non lievi sé in superbia, ove poi 616 dei, 10| restano tra se stessi pregare, lodare e dolersi a chi non l'ode, 617 dei, 13| lungi; tu mai eri sazia di lodarmi a tutti e proferirmi; tu, 618 dei, 8 | ella ti fussi in presenza lodata?~ 619 dei, 26| essere guardate da molti e lodate. Né sa amare chi non può 620 dei, 62| maggiori tue e molto eterne lode. Ma poiché qui non dài luogo 621 dei, 63| porgerai tu ornata? Chi ti loderà? Chi quanto io mai ti renderà 622 dei, 40| FILARCO. Lodoti Pallimacro, e certo in questo 623 dei, 37| se altri accendeva i suoi lumi al nostro fuoco. Ohimè, 624 dei, 52| amici in villa seguitare o 'lupo o l'orso, e così fuggire 625 dei, 62| oda ricordare Deifira, né madre né sorelle né de' suoi alcuno. 626 dei, 37| questo già fatto essere maestro. Fuggite tanto male. Tenete 627 dei, 8 | giovinile sanza perdere le sue magnifiche imprese e ottimi principiati 628 app, 1 | li mei non fossero molto maiori. Ma cognosco veramente, 629 dei, 8 | fu il sospetto indizio di mala mente. Mostrare d'amare 630 dei, 24| in loro subito vederete mancato lo sdegno, ritornato l'amore.~ 631 dei, 55| vaso pien d'acqua, che e' manco forse traboccassi? In uno 632 dei, 25| schermire a chi abbi legate le mani? Io così ora mi truovo, 633 dei, 10| facilità, costume e leggiadra maniera, e piacerli in qualunque 634 dei, 44| alcuna la femmina se non in mantenere gare e crucci. E rammentoti, 635 dei, 2 | potea, Pallimacro mio, non maravigliarmi molto, disiderando sapere 636 dei, 42| solo in alto e tempestoso mare, e sé ridursi al sicuro; 637 dei, 55| credi, Filarco, per metter margherite e gemme in uno vaso pien 638 app, 9 | non la morte agli aspri martiri?~ 639 dei, 5 | effunderai, tanto più mi darai materia da ricoprire quello ch'io 640 dei, 20| femmina? Tu in tutto sì matto stimasti pietà fare a te 641 | medesime 642 | mei 643 dei, 42| ti dolerà tagliare quel membro quale al continuo troppo 644 dei, 28| del passato solo ridursi a memoria le cose felici e liete, 645 dei, 13| amanti: non ubidite amore men che vi chiegga. Più che 646 dei, 8 | sospetto indizio di mala mente. Mostrare d'amare dolce 647 dei, 8 | più pare s'accechino le menti ferme e virili che le puerili 648 | mercé 649 dei, 6 | Sempre me arai pronto a meritare da te benivolenza e grazia. 650 dei, 9 | Deifira mia, non, Deifira, non meriti essere amata da me. Tu bella, 651 dei, 42| più e più e e ancora mesi sanza vedere chi t'è inimica.~ 652 dei, 34| amanti, i quali, afflitti e mesti, subito si richiudono in 653 dei, 55| Che credi, Filarco, per metter margherite e gemme in uno 654 dei, 19| disciolto amore, ora con metterti uno e un altro pure utile 655 dei, 44| accetta ogni cosa sempre in migliore parte. Vero e così sempre 656 dei, 40| chiedono, subito con sdegno e minacci vendicandosi, non si vergognano 657 dei, 5 | tanto più si coprono di minuta ghiaia. Tu con questo argumentare, 658 app, 6 | abbi mercé al mïo gran dolore.~ 659 dei, 43| troppo amarti con fede e mirabile pazienza. E che più poss' 660 dei, 42| ami lei, troppo ti duole mirarla se non lieta e contenta. 661 dei, 61| posso sanza grave stomaco mirarne alcuna. Solo tu, Deifira 662 dei, 15| medesimo sole, quale tu fiso miravi stamani quando e' surgeva, 663 dei, 34| fai, Pallimacro, che pur miri a terra fiso e muto? Rispondi, 664 dei, 40| non si vergognano rendere misere e afflitte le infelici amate, 665 dei, 3 | conoscere le mie profonde miserie, tanto più a me rimescolerai 666 dei, 2 | levarsi dall'animo le cose moleste; e dove il dolore superchi 667 dei, 2 | essere qualche non piccola molestia e ardentissima cura d'animo, 668 dei, 8 | infermità gravissima certo e molestissima, quale possa niuno quando 669 app, 1 | grazia, ché senza la quale al mondo non voria stare.~ 670 dei, 1 | come cosa feroce e troppo mordace, quanto più dentro al mio 671 dei, 49| ferro, onde con esso vive morendo in dolore, né dubita che 672 dei, 4 | quanto non rado diventi mortale, e qual si sia ferita profonda 673 dei, 9 | mentre ch'io viva; ancora e morto ti seguirò amando. Ma tu 674 dei, 19| gravi, tanto, benché tardi mossi, meno si possono in suo 675 dei, 6 | riputarti non amico, se tu mosterrai poco fidarti di me. Chi 676 dei, 58| a torto, certo a ragione mosterrei mio sdegno per non dare 677 dei, 26| se chi voi amate forse si mostra verso di voi meno facile 678 dei, 24| la muova; ma ben giova, mostrandosi d'animo libero e a maggiori 679 dei, 8 | sospetto indizio di mala mente. Mostrare d'amare dolce e onesto mai 680 dei, 10| qualunque virtù di te possi mostrarli, profferirteli tale ch'ella 681 dei, 19| utile sospetto, ora con mostrarti uno e un altro pericolo, 682 dei, 40| Pallimacro, e certo in questo mostri quanto in te sia gentilezza 683 dei, 63| lietissimi risi e copertissimi motteggi ora, tua ingiuria, così 684 dei, 37| l'animo risiede. Né mai movete l'usato seggio al già fermo 685 dei, 31| in molti modi lo incita a muoversi, e così lo infesta perfino 686 dei, 1 | grandissimo, il quale dentro a più muri inchiuso ancora nuoce a' 687 dei, 42| Deifira ostinata o solo tace muta o risponde cose che t'adolorano. 688 dei, 10| stessi, stupefanno, diventano muti, o solo dicono cose di che 689 dei, 34| pur miri a terra fiso e muto? Rispondi, pregoti, e ragionando 690 dei, 34| ruina amorzarsi. Piacciati narrarmi ogni cosa. Non fare quale 691 dei, 15| scorsi il mio male quando e' nasceva, quale medesimo fatto grande 692 dei, 32| gelosie, e dalle gelosie nascono sdegni, e di qui crescono 693 dei, 1 | starà rinchiuso e in oscuro nascoso, tanto forse dismetterà 694 dei, 61| so donde a me tanto sia nato uno incredibile fastidio 695 | ne' 696 dei, 1 | mentre che io viva, sarà necessario continuo essercitarmi, acciò 697 dei, 32| dare quello che più elle negano.~ 698 dei, 2 | cosa sì cara della quale negassi me esserne, quanto io volessi, 699 | negli 700 | nella 701 | nello 702 dei, 45| essere a me, Deifira mia, nimica. E che vita sarà la mia 703 dei, 4 | accusare o la iniquità di suoi nimici, o la perfidia di chi si 704 app, 5 | ninfa mia bella e pace del mio 705 dei, 19| ragione alcuna. E come il nocchiero, se mai vento superchio 706 dei, 8 | amare dolce e onesto mai fu nocivo e mai dispiacque, ma mostrarsi 707 dei, 40| da tutte le cose vietato, nollo volere; delibera, quando 708 | nonne 709 app, 1 | dell'anima mia, la quale se notrica per voi ne lo amoroso foco, 710 dei, 49| al mio petto; teco e notte fra me mi ragiono; te sola 711 dei, 57| vestirsi d'ortica che mostrarsi nudo?~ 712 dei, 24| piglierà più facile e più numero d'uccelli chi sa allettarli, 713 dei, 8 | alle grandi imprese poco nuoceno i piccoli impacci. E benché 714 dei, 10| porgono gli occhi a qualche nuova ferita?~ 715 dei, 24| femmine sempre apparecchiate a nuove gare, forse accennano di 716 dei, 8 | suggetto, ogni porgono nuovo dolore. Ma dimmi, questa 717 dei, 62| perseguitarti. L'amore non molto nutrito in ozio di lieti sguardi 718 dei, 9 | preziosissima gemma la 'nvilisce, e un atto sdegnoso disonesta 719 dei, 8 | quello che e' cercano più occultare, quel medesimo con loro 720 dei, 24| libero e a maggiori cose occupato, farsi richiedere. E rammentivi, 721 dei, 62| lungi, dove tu né vegga né oda ricordare Deifira, né madre 722 dei, 10| lodare e dolersi a chi non l'ode, e poi in presenza dimenticano 723 dei, 44| sa solo o amare o troppo odiare. Presto s'incende uno cuore 724 dei, 42| ella molto merita essere odiata. Chi sanza ragione ingiuria 725 dei, 9 | Così amore m'ha insegnato offerirmi a qualunque oltraggio. Quando 726 dei, 41| gli altri, quanto vorrai, offiziosi e pronti. Una ora medesima 727 dei, 29| pronte e utili, tristo me, ohi tristo me, quelle medesime 728 dei, 35| fa te verso di me essere ombrosa e schifa. E bene presentii 729 dei, 4 | avversità gli altri, per onestare il dolore suo e non parere 730 dei, 43| offesa; tu sempre da me onorata e adorata. Io mai a te fui 731 app, 11| superna Diana, stella de orïente,~ 732 dei, 63| amando? A chi ti porgerai tu ornata? Chi ti loderà? Chi quanto 733 dei, 32| e possente, furono Atene ornatissime e famosissime, e Roma fu 734 dei, 3 | PALLIMACRO. Ohimè, Filarco! Né orogemme né qual si sia 735 dei, 52| villa seguitare o 'lupo o l'orso, e così fuggire quest'altra 736 dei, 57| forse meglio vestirsi d'ortica che mostrarsi nudo?~ 737 dei, 28| creduli, col credere troppo ostinati. E si vuole del passato 738 dei, 8 | sue magnifiche imprese e ottimi principiati studi. Beato 739 dei, 35| acqua, quanti più rivi gli otturi, tanto con più impeto rompe 740 dei, 41| mio, che poss'io di me, ov'io tutto sono d'altrui? 741 dei, 50| maggiori dimenticano gli ozi dell'amore.~ 742 dei, 62| amore non molto nutrito in ozio di lieti sguardi e dolci 743 app, 5 | ninfa mia bella e pace del mio cuore;~ 744 dei, 63| Pallimacro, in istrani paesi fuggirai errando solo e 745 app, 1 | valerosa ed accorta mia donna, palesemente cridare e piangere in questa 746 dei, 8 | chi cerchi sapere le cose palesi. Vero, ma ciascuno quasi 747 dei, 42| tormenta. So io, sì, a te parerà aspro lasciare quanto hai 748 dei, 4 | onestare il dolore suo e non parere d'animo enervato o femminile, 749 dei, 13| era dove tu fussi, mai ti pareva se non poco guardarmi in 750 dei, 10| giocondo: tacere non troppo, parlare non superbo, chiedere gentile, 751 dei, 37| i dolci spassi d'amore. Parseti, Deifira mia, da credere 752 dei, 57| PALLIMACRO. Part'egli forse meglio vestirsi 753 dei, 2 | esserne, quanto io volessi, participe, qui, se questo tuo dolore 754 app, 10| Pöi che mi convien<e> pur partire,~ 755 dei, 10| tale ch'ella non ti sdegni, partirsi tale ch'ella ti disideri, 756 dei, 23| benché spregiato, e spesso partirti con repulsa benché ingiusta, 757 dei, 42| virile animo di te e buon partito. Una sola volta ti dolerà 758 dei, 10| amorosa, e così sempre seguire pascendo amore di dolci e giocondi 759 dei, 29| tanta tristezza e dispiacere passati? Oh fortuna mia acerbissima! 760 dei, 26| Né sa amare chi non può patire due ciglia crucciose in 761 | pel 762 dei, 3 | anello di mano in quello pelago, quale quanto più si trassina, 763 dei, 29| truova niuna tanto molesta e penosa, quanto servire e non essere 764 dei, 17| perché io ami altrui, sì penoso, come potevo io non avere 765 dei, 32| ciascuna permise. Né tu adunque pensa se non dovuto, se uno animo 766 dei, 34| stracchi escono sanza aver pensato a nulla. Agli animi affannati 767 dei, 29| quelle persone, quali io mi pensava fussero alle nostre espettazioni 768 dei, 39| me, quando che sia, se ne pentirà e doleralli. Intanto io 769 dei, 13| nostro durassi sanza averci a pentire di cosa alcuna.~ 770 dei, 20| Tu adunque in un tratto perdesti quello di che più volte 771 dei, 21| PALLIMACRO. Perdetti sì, Deifira mia. Se tu così 772 dei, 19| mia industria ivi essere perduta, Deifira mai tu sai, quant' 773 app, 1 | lamentareme della iniqua e perfida fortuna e crudel mio destino 774 dei, 31| muoversi, e così lo infesta perfino che volge la fune a qualche 775 dei, 19| mostrarti uno e un altro pericolo, ritardava il troppo ardito 776 dei, 62| sguardi e dolci ragionamenti perisce.~ 777 dei, 32| cielo e sua sorte a ciascuna permise. Né tu adunque pensa se 778 dei, 24| sa allettarli, che chi sa perseguirli. Conviensi co' be' costumi, 779 dei, 62| si straccherà l'amore a perseguitarti. L'amore non molto nutrito 780 dei, 32| mostrarsi giustamente crucciate, perseverano e crescono ad inimistà. 781 dei, 21| Deifira mia. Se tu così perseveri verso di me essere ingrata, 782 dei, 42| più il dimenticarla, persino che tu stesso aùsi te a 783 | Pertanto 784 dei, 37| invidia alcuna non ve li possa perturbare. E stieno gli occhi vostri 785 dei, 19| accomandare a poppa qualche peso, quale trainato ritenga 786 dei, 5 | discopre e muove le piccole petroline; le grandi stanno, e quanto 787 dei, 37| amorosi drento a' vostri petti ascosi, acciò che invidia 788 dei, 23| sul ferro che vi impiaga. Piacciavi piuttosto donare voi stessi 789 dei, 62| l'altre tutte meno a te piacciono che Deifira, così tanto 790 dei, 38| giocose e liete, quanto a lei piacea, e a te non dispiacea. E 791 dei, 63| pregi le tue bellezze, o te piacerà donare a nuovi amanti, poiché 792 dei, 14| disiderare. Amando, a me né molto piacerebbe chi mi saziassi; e certo 793 dei, 19| feci, qualunque cosa a te piacessi.~ 794 dei, 63| dolcissime e vere dolcissime piacevolezze ora così per tua impietà 795 dei, 37| volete poi com'io adolorati piagnere il vostro errore. E s'io 796 dei, 37| vostro errore. E s'io così piango, non avendo errato in altro 797 dei, 17| come potevo io non avere piatà di chi amando me ardeva?~ 798 dei, 23| benché ingiusta, e spesso picchiarti la faccia e 'l petto per 799 dei, 29| e quanto amore fugge in piccol tempo!~ 800 dei, 5 | sasso, discopre e muove le piccole petroline; le grandi stanno, 801 dei, 8 | grandi imprese poco nuoceno i piccoli impacci. E benché forse 802 dei, 2 | sotto la quale stia il piede tuo premuto. Ma poiché a 803 dei, 42| modo che si rompa in su' piedi tuoi in vendetta e nimistà. 804 dei, 55| margherite e gemme in uno vaso pien d'acqua, che e' manco forse 805 dei, 40| poiché gentilezza sempre fu piena d'umanità e facilità. Gentilezza 806 dei, 9 | troppo sospettosa, poco pietosa. Uno piccolo ghiaccio in 807 dei, 28| ditti, atti e fatti pure in piggiore parte, e sempre argumenta 808 dei, 32| prima satisfarti che l'amore pigli suo' vizi. E conviensi col 809 dei, 32| fresco; poi soprastando piglia troppi vizi. Così in amare, 810 dei, 42| goderebbe così straziarti. Pigliane argumento da te stesso. 811 dei, 24| rammentivi, amanti, che piglierà più facile e più numero 812 app, 10| Pöi che mi convien<e> pur partire,~ 813 dei, 24| proverbio appresso i comici poeti qual si dice: «Ove tu vuoi, 814 dei, 21| commise il cielo grande errore ponendo fra tanti beni un male sì 815 dei, 19| scoglio, suole accomandare a poppa qualche peso, quale trainato 816 dei, 6 | amato, per certo erra non si porgendo amico e aperto a chi l'ama. 817 dei, 63| te molto amando? A chi ti porgerai tu ornata? Chi ti loderà? 818 dei, 32| quanto gli amanti studiano porgersi accetti e benveduti, tanto 819 dei, 14| certo arei in odio chi mi si porgessi troppo acerba.~ 820 dei, 49| interviene come a chi ne porta in petto fitto il ferro, 821 dei, 59| che giovi, Filarco, no, portare in mano accese le braci 822 dei, 38| varco. Vuolsi avere più porti dove ridursi da' contrari 823 app, 1 | che me ha condotto, non possendo scusarla. Ve supplico, regina 824 dei, 32| alta, Babillonia fu ricca e possente, furono Atene ornatissime 825 dei, 9 | amare e non amare a sua posta! Io né potei fare ch'io 826 | potei 827 dei, 6 | qual sarà in te cosa da non poterla comunicare con chi t'ama? 828 | potesse 829 dei, 42| ubbiditi i signori, se non potessino dare e torre a' suoi dimolti 830 | potevo 831 | potrai 832 dei, 42| avere. E vero costei, che potrebb'ella mai darti cosa degna 833 | potrebbe 834 | potrei 835 | potremo 836 dei, 35| schifa. E bene presentii e predissi questa ruina, quale ora 837 dei, 10| mai restano tra se stessi pregare, lodare e dolersi a chi 838 app, 1 | de questa mia partita, ma pregate Dio che me riduca alla vostra 839 pro, 1 | utilità a vivere amati e pregiati da' vostri cittadini~ 840 dei, 34| terra fiso e muto? Rispondi, pregoti, e ragionando dimenticherai 841 dei, 23| pronto servigio aspetta due premi, de' quali non sarà minore 842 dei, 63| gli altri fedelissimo, in premio è dato sdegno, odio ed essilio. 843 dei, 1 | seno tornano onde furono premute al cuore. E questo mio dolore 844 dei, 2 | quale stia il piede tuo premuto. Ma poiché a te mai fu cosa 845 dei, 6 | sempre fu amare, onde poi si prende frutto quando pari te senti 846 dei, 31| forse, quanto certo dovea, prendevo a ingiuria una e un'altra 847 dei, 42| omai esci di tanta servitù; prendi virile animo di te e buon 848 dei, 13| me, non so quale allora presagio di miei ch'ora soffero mali 849 dei, 2 | per più certificarsi il prese e molto si cosse la mano. 850 dei, 28| cose felici e liete, e al presente prendere quanto el tempo 851 dei, 35| ombrosa e schifa. E bene presentii e predissi questa ruina, 852 dei, 42| un . Ma quella via sarà prestissima quale sia sicura. Conviensi 853 dei, 16| tutto quel che tu tanto prevedevi essere dannoso?~ 854 dei, 17| PALLIMACRO. Previdi, sì, Deifira mia, tutto 855 dei, 9 | piccolo ghiaccio in una preziosissima gemma la 'nvilisce, e un 856 dei, 42| in terra, se esso male te prieme, e non gittarlo in modo 857 dei, 24| pregi uno amante fra le prime carissime cose. Onde avviene 858 dei, 27| ogni cosa mal volentieri principiata mal si finisce.~ 859 dei, 8 | magnifiche imprese e ottimi principiati studi. Beato chi ne' teneri 860 dei, 63| qual tuo vizio tanto te priva di così tue carissime e 861 dei, 13| sazia di lodarmi a tutti e proferirmi; tu, quanto io era dove 862 dei, 37| bella di lei troppo a me si proferisse, quale essa in parte ad 863 dei, 14| cosa, che i doni troppo proferiti fastidiano, e i dinegati 864 dei, 37| essa in parte ad altri si proferiva. Parsegli, tristo me, ingiuria 865 dei, 19| ora consumano me, io ti profersi fare e dire, quanto poi 866 dei, 14| quel che tanto a te era proferto. Ma sempre pare, non in 867 dei, 10| virtù di te possi mostrarli, profferirteli tale ch'ella non ti sdegni, 868 dei, 24| vuoi, ella in pruova ti si profferisce», e questo certo non per 869 dei, 60| tutto il a te molto si profferiscono? E' nuovi piaceri discacceranno 870 dei, 38| sarebbe a te, se chi ti si profferiva, avessi da serbare caro 871 dei, 4 | mortale, e qual si sia ferita profonda con aiuto e studio altrui 872 dei, 5 | gravi, tanto più stanno profondi e meno li posso risollevare. 873 pro | Prologus.~ ~ 874 dei, 20| Non dando quello che tu prometti, acquisti odio; e dove il 875 dei, 20| promesse non sono più di chi le promise? Non dando quello che tu 876 dei, 29| disideri, quanto doveano, pronte e utili, tristo me, ohi 877 dei, 41| quanto vorrai, offiziosi e pronti. Una ora medesima finirà 878 dei, 1 | inchiuso ancora nuoce a' prossimi edifici. E non volere, Filarco 879 dei, 19| ubidirli. E poiché io al tutto provai ogni mia industria ivi essere 880 dei, 8 | Beato chi ne' teneri anni provando impara fuggire amore. Sogliono 881 dei, 41| tanto sia. O piacciati provare la pazienza mia vendicandoti, 882 pro, 1 | me leggerà lacrimando. Ma provate, amanti, e meco scorgete 883 dei, 8 | invecchiato sanza averli in sé provati, così pare a me sia all' 884 dei, 37| in altro che solo in non provedere a ogni altrui sospetto, 885 dei, 24| qui nasce quello antico proverbio appresso i comici poeti 886 dei, 19| quello furore quale, io provo, non è in nostra libertà 887 dei, 32| inimicizie degli amanti si pruovano essere acerbissime. E sono 888 dei, 11| questa servitù, quale ora pruovo e prima da te avea udito 889 dei, 8 | menti ferme e virili che le puerili e leggieri. Una medesima 890 dei, 42| più la stringete, più vi pugne. Forse ancora tu, sciocco 891 dei, 4 | Quale stimolo te tanto punge ad urtare te stesso con 892 dei, 37| altrui sospetto, quanta sarà punizione in colui, el quale del suo 893 dei, 35| soppresso in tanta calamità. Ma puossi mai chiudere tutte le vie 894 dei, 40| usare dispetti e sdegni a' puri villani, poiché gentilezza 895 | quand' 896 | quant' 897 | quell' 898 dei, 42| quanto si conviene, libertà e quiete, disponi non volere da costei 899 dei, 1 | dismetterà suo impeto e rabbia.~ 900 dei, 12| col sguardo dolce a terra, raccorsi sospirando.~ 901 dei, 4 | non governata quanto non rado diventi mortale, e qual 902 dei, 19| così darti, affanno, ma per raffrenare il tuo disciolto amore, 903 dei, 49| teco e notte fra me mi ragiono; te sola veggo negli occhi 904 dei, 35| quella furia quale in più rami prima si sfogava.~ 905 dei, 4 | Pallimacro! Non piangere più. Rammentati in quanti modi tu hai altrove 906 dei, 24| occupato, farsi richiedere. E rammentivi, amanti, che piglierà più 907 dei, 44| troppo amore. E tanto ti rammento, Pallimacro, che la femmina 908 dei, 44| mantenere gare e crucci. E rammentoti, Pallimacro, che alla femmina, 909 dei, 8 | quale a pena abronza uno ramo verzoso. E si vuole in questa 910 dei, 36| niuno caso avverso mai valse rapire la benivolenza di chi veramente 911 app, 8 | Qual serà mio redutto,~ 912 dei, 20| sarebbe, donandolo, stata referita grazia.~ 913 app, 1 | possendo scusarla. Ve supplico, regina del mio cuore, che non ve 914 dei, 63| loderà? Chi quanto io mai ti renderà onore? Tu, giovinetta e 915 dei, 23| animo fermo e ostinato a repugnarli, tanto più vi si assiede 916 dei, 26| FILARCO. Reputi tu miseria servire chi, 917 dei, 10| piccolo in chi ama, che mai restano tra se stessi pregare, lodare 918 dei, 9 | ch'io non amassi, né posso restare di dolermi amando. Non, 919 dei, 11| facea e dicea. Né però io restava di seguire dove la fortuna 920 dei, 56| fallito il suo pensiero, resterà d'esserti in quella parte 921 dei, 15| questo mi facea così essere restio. Quel medesimo sole, quale 922 dei, 62| resta, el quale te possa restituire in libertà. Fuggi, Pallimacro, 923 dei, 56| in oscuro tendere le suo rete.~ 924 dei, 63| peccato a te qui mai a te retribuisce tanta infelicità? Ohimè, 925 dei, 32| grande e alta, Babillonia fu ricca e possente, furono Atene 926 dei, 8 | patria, parenti, amici, ricchezze, grazia, e fra queste vedi 927 dei, 2 | dolore. Tu giovine, bello, ricco, gentile, destro, virtuoso, 928 dei, 13| le genti con gli occhi mi ricercavi da lungi; tu mai eri sazia 929 dei, 38| amare mi piace avere chi me riceva se altri forse mi commiata, 930 dei, 44| Vero e così sempre sdegna e riceve a dispetto e interpetra 931 dei, 42| da questa tua Deifira non ricevessi pure infiniti dispiaceri. 932 dei, 63| Iddio! Gli altri amando ricevono di loro fede qualche grazia, 933 dei, 38| dimenticarti ogni altra ricevuta ingiuria. Ma poiché la fortuna 934 dei, 23| sanza ragione e cagione ricevute, e non raro piangere e' 935 dei, 24| prima si parte, prima è richiesto. E se pure, loro superbia 936 dei, 34| afflitti e mesti, subito si richiudono in solitudine, donde col 937 pro, 1 | Leggetemi, amanti, e riconoscendo qui meco i vostri errori, 938 dei, 5 | più mi darai materia da ricoprire quello ch'io né voglio né 939 dei, 24| la femmina offesa mai si ricorda dimenticarsi la ingiuria 940 dei, 44| Ella così vorrebbe mai ricordarsi di te se non quanto ti vede, 941 dei, 31| luogo, onde poi, scostatosi, ride vedendo el toro legato solo 942 dei, 13| poco guardarmi in fronte ridendo e ragionarti meco. E quanto 943 dei, 42| chiamano spesso a ragionarti e ridersi teco, quando la tua Deifira 944 dei, 31| tu subito cominciasti a riderti e pigliare giuoco d'ogni 945 app, 1 | partita, ma pregate Dio che me riduca alla vostra grazia, ché 946 dei, 23| sarà minore quello che si riferisca alla volontà, che quello 947 dei, 19| corso contenere. Non però rimase da me con ogni astuzia e 948 dei, 3 | miserie, tanto più a me rimescolerai l'animo, e meno da me le 949 dei, 10| allegri vederti, udirti, e rimirarti, sempre lasciarli che pensare 950 dei, 1 | dentro al mio petto starà rinchiuso e in oscuro nascoso, tanto 951 dei, 34| solitudine, donde col troppo ripensare stracchi escono sanza aver 952 dei, 8 | disturbi ogni tua dolce vita e riposo d'animo, e fa in te un minimo 953 dei, 23| amare. Convienti spesso ripregare benché spregiato, e spesso 954 dei, 32| ruina maggiore. E vuolsi riputare in buona parte, se qui sia 955 dei, 6 | all'amico? Abbi ch'io potrò riputarti non amico, se tu mosterrai 956 dei, 63| mia, fra noi lietissimi risi e copertissimi motteggi 957 dei, 37| altrove se non dove l'animo risiede. Né mai movete l'usato seggio 958 dei, 5 | profondi e meno li posso risollevare. L'onda che surge fuori 959 dei, 42| ostinata o solo tace muta o risponde cose che t'adolorano. Ma 960 dei, 34| miri a terra fiso e muto? Rispondi, pregoti, e ragionando dimenticherai 961 dei, 2 | io la sento in questa tua risposta tale ch'ella troppo mi cuoce, 962 dei, 19| uno e un altro pericolo, ritardava il troppo ardito tuo correre 963 dei, 19| qualche peso, quale trainato ritenga il troppo furioso corso 964 dei, 15| ragione e consiglio. Né mi ritenni salire quella erta, onde 965 dei, 19| fracassando, a nulla si ritiene. Uno piccolo e leggiero 966 dei, 53| e tanto con più impeto ritorna qual prima era.~ 967 dei, 10| tale ch'ella ti disideri, ritornare ch'ella s'allegri vederti, 968 dei, 24| vederete mancato lo sdegno, ritornato l'amore.~ 969 dei, 3 | intorbida e meno si scorge a ritrovarlo. Quanto più cercherai conoscere 970 dei, 13| cagioni non raro fingesti per ritrovarti dove io fossi. E quanto 971 dei, 31| qualche giorni sanza spesso rivedermi, lacrimasti, tu ora in pruova 972 dei, 32| famosissime, e Roma fu temuta, riverita e ubbidita, quanto tempo 973 dei, 2 | fortuna amato da tutti e riverito; cognoscoti prudente, studioso, 974 dei, 35| come all'acqua, quanti più rivi gli otturi, tanto con più 975 dei, 31| gittandosi a terra se gli si rivolge, e se si ferma, in molti 976 dei, 32| ornatissime e famosissime, e Roma fu temuta, riverita e ubbidita, 977 dei, 42| gittarlo in modo che si rompa in su' piedi tuoi in vendetta 978 dei, 35| otturi, tanto con più impeto rompe in altro corso, così l'avversa 979 dei, 8 | corpi umani sono vaiuoli, rosolie e simili mali comuni tanto 980 dei, 32| cosa in che possa uscirne rossore, loro molto giova potere 981 dei, 19| volge, ma poi che comincia a rotolare alla china fracassando, 982 dei, 2 | tenere il corso a quella ruota, sotto la quale stia il 983 dei, 15| consiglio. Né mi ritenni salire quella erta, onde ora stracco 984 dei, 24| superbia e stoltizia, elle saliscono in fastidirvi, voi, fermatevi 985 dei, 38| te mira con dispetto. Non salutare chi drento a sé ti bestemmia. 986 dei, 42| quell'altra ora vederla e salutarla. Ma stima che niuno incarco 987 dei, 63| sarà la tua? Chi verrà a salutarti? Chi tornerà spesso a farti 988 dei, 6 | dispiaccia quello che lo sana, pure si vuole prima sodisfare 989 dei, 32| chi l'ama, e a pena col sangue cancella uno suo conceputo 990 dei, 4 | studio altrui spesso si sani. Io sento in sue avversità 991 dei, 4 | alle femmine, le quali solo sanno fingere e lacrimare. Vedi 992 dei, 19| Ohimè, che ancora io non sapea quanto amando mai si possa 993 dei, 8 | teneva a non volere ch'io sapessi quello che ora gioverà avermi 994 dei, 20| per compiacere altrui. Non sapevi tu che le cose promesse 995 dei, 4 | caro che più e più persone sappino quanto e' sieno indegni 996 dei, 2 | gentilezza tale, che io in me mai saprei desiderare felicità altra 997 dei, 25| altri documenti are' io saputo insegnare ad altri. Ma che 998 dei, 54| tutti gli altri diletti. Sarebbeti utile così al continuo darti 999 dei, 42| in questi tormenti? Non sarebbono ubbiditi i signori, se non 1000 dei, 19| Uno piccolo e leggiero sassetto, poca cosa lo muove e poco 1001 dei, 32| vedi potere subito prima satisfarti che l'amore pigli suo' vizi.


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