abagl-gitta | giuca-satis | savio-vulca
grassetto = Testo principale
Capitolo, Capoverso grigio = Testo di commento
1002 dei, 21| conobbi il danno mio, e savio e prudente entrai sotto '
1003 dei, 14| molto piacerebbe chi mi saziassi; e certo arei in odio chi
1004 dei, 59| accese le braci per più scaldare altrui: e col mio cruccio
1005 dei, 32| curucciati amanti grandissimi scandali e calamità. E certo sempre
1006 dei, 42| cresce per uso, e per disuso scema, né si può, no, un lungo
1007 dei, 24| pensieri, tanto ch'elle scendano d'ogni alterigia e superbo
1008 dei, 15| onde ora stracco posso né scendere né affermarmi.~
1009 dei, 25| altri. Ma che giova sapere schermire a chi abbi legate le mani?
1010 dei, 13| Pallimacro sfortunato! Che sciagura fu la tua fabbricare e porre
1011 dei, 42| pugne. Forse ancora tu, sciocco Pallimacro, ti credi da
1012 dei, 19| quello impeto in qualche scoglio, suole accomandare a poppa
1013 dei, 56| Sia così, né io però mi scoprirei tanto addolorato; e questo
1014 dei, 32| sdegno. Però si vuole non mai scoprirsi amante, se non quando vedi
1015 dei, 3 | più si intorbida e meno si scorge a ritrovarlo. Quanto più
1016 pro, 1 | provate, amanti, e meco scorgete quanto in voi possa amore.
1017 dei, 8 | FILARCO. Ora bene in tutto scorgo io vero quel che si dice,
1018 dei, 52| pigliare altra faccenda e scostarti dall'animo queste fiamme
1019 dei, 31| qualche fermo luogo, onde poi, scostatosi, ride vedendo el toro legato
1020 dei, 62| suoi alcuno. Quanto più te scosterai, tanto più si straccherà
1021 dei, 53| Filarco, che quanto più scosti la corda dall'arco teso,
1022 dei, 41| meco gentilezze. Stannomi scritti drento al mio petto e' tuoi
1023 dei, 37| del suo peccato arà niuna scusa!~
1024 app, 1 | ha condotto, non possendo scusarla. Ve supplico, regina del
1025 dei, 13| infelice me! Io dandoti più scuse, Deifira mia, così t'insegnai
1026 dei, 31| tu subito cominciasti a sdegnarmi. Tu, Deifira mia, qual prima
1027 dei, 32| solo il cuore della femmina sdegnato indura per lacrime di chi
1028 dei, 9 | la 'nvilisce, e un atto sdegnoso disonesta ogni bel volto.
1029 dei, 40| e dispettosi amanti, non secondandoli tutte le cose quanto bestiali
1030 dei, 63| Tu, giovinetta e bella, sederai fra l'altre sanza avere
1031 dei, 1 | PALLIMACRO. E quanto stimi tu sedere dentro a me grave quel dolore,
1032 dei, 37| risiede. Né mai movete l'usato seggio al già fermo amore. Sia
1033 dei, 6 | comunicare con chi t'ama? E quale segreto sarà sì dubbio che non si
1034 dei, 24| uccellatore dietro alle coturnici, seguendole con modo e bellamente, ché
1035 dei, 31| tiene il toro allacciato, seguendolo se forse fugge, e gittandosi
1036 dei, 63| spesso a farti lieta? Chi seguirà te molto amando? A chi ti
1037 dei, 9 | viva; ancora e morto ti seguirò amando. Ma tu tardi piangerai
1038 dei, 24| stessi, acciò che la troppo seguita amata non lievi sé in superbia,
1039 dei, 52| co' tuoi amici in villa seguitare o 'lupo o l'orso, e così
1040 dei, 24| superbia, ove poi quanto più la seguite servendo, ella tanto più
1041 dei, 36| soffrendo tanto dolore, pure seguiti amando. E quella tua Deifira
1042 dei, 13| Deifira mia, il quale ora ti seguo piangendo. Oh infelice me!
1043 dei, 2 | così solo errare fra queste selve tanto afflitto, non potea,
1044 dei, 6 | non può essere amato. Il seme dell'amicizia sempre fu
1045 dei, 1 | mie lacrime cadendo pel seno tornano onde furono premute
1046 dei, 13| con che ora ella mai si senta sazia d'accorarti! Questi
1047 dei, 11| duro, il quale non amassi sentendo sé essere amato, quanto
1048 app, 8 | Qual serà mio redutto,~
1049 dei, 38| furono que' dì pure chiari e sereni. Ora ella turbata ti fastidia,
1050 dei, 38| dedicato a chi verso di lui serva né fede né pietà. Stolto
1051 dei, 39| in qualunque modo molto servarli onore.~
1052 dei, 24| poi quanto più la seguite servendo, ella tanto più vi fugga.
1053 app, 12| fà che 'l caro servente~
1054 dei, 24| femmine, subito se li fanno servi. Sono le femmine, come ciascuno
1055 dei, 58| addolorato. E parmi cosa troppo servile contro la ingiuria avere
1056 dei, 41| niuno oltraggio resta di servirti, io non però mai mi dimenticherò
1057 dei, 38| a chi non voglia essere servito. Non può se non dolerti
1058 dei, 28| certo sia, sempre dubita. Sete, voi amanti, con la volontà
1059 dei, 23| amore, però ch'amore sa più severo aspreggiare e più tardi
1060 dei, 23| affigge e con più fatica si sferra. Così l'amore quanto più
1061 dei, 32| più che gli uomini troppo sfidate, sospettose e dispettose,
1062 dei, 4 | calamità, e in quel modo sfogano le fiamme della sua incesa
1063 dei, 35| quale in più rami prima si sfogava.~
1064 dei, 11| io, affermo questo, che sforzato mi convenne amare. Amai
1065 | siate
1066 pro, 1 | sospiro o lacrima vi tiene, siavi conforto poi che altrui
1067 dei, 42| sarà prestissima quale sia sicura. Conviensi posare lo incarco
1068 dei, 42| tempestoso mare, e sé ridursi al sicuro; ove, s'ella così fa per
1069 | sieno
1070 dei, 42| Non sarebbono ubbiditi i signori, se non potessino dare e
1071 dei, 36| verso di te sarebbe certo il simile, se in lei fusse quanto
1072 dei, 42| e incarco per sconcio e smisurato che sia, diventa leggiero
1073 dei, 6 | sana, pure si vuole prima sodisfare alla ragione che al suo
1074 dei, 13| chi fa quel che non vuole, soffera due mali: quanto s'afatica,
1075 dei, 8 | perdere il servigio, mai sofferano lo infelice amante esca
1076 dei, 9 | così vuoi, e io tanto posso sofferire dolore quanto a te piace.
1077 dei, 2 | vincere l'avversità o a sofferirla.~
1078 dei, 27| misero me, non abbi troppo sofferto. Ma tanto mi si conviene,
1079 dei, 15| essere restio. Quel medesimo sole, quale tu fiso miravi stamani
1080 dei, 10| dolce, motteggiare festivo, sollazzare vezzoso, e in ogni cosa
1081 dei, 54| continuo darti tra molti sollazzevoli amici, appresso i quali
1082 dei, 29| mia, pieni di piaceri e sollazzi, que' medesimi a me sono
1083 dei, 14| fastidiano, e i dinegati diletti sollecitano a farsi disiderare. Amando,
1084 dei, 28| sperare meglio e sanza troppa sollecitudine bene aspettare.~
1085 dei, 46| sarà libera d'ogni cura e sollicitudine la tua, non amerai; e sarà
1086 | son
1087 dei, 42| leggiero a chi lo voglia sopportare; e incarco per sconcio e
1088 dei, 35| ruina, quale ora mi tiene soppresso in tanta calamità. Ma puossi
1089 dei, 5 | e quanto maggiore onda sopraggiugne, tanto più si coprono di
1090 dei, 8 | essere grave e molesto, che soprapesa, né lascia te gustare parte
1091 dei, 32| quanto egli è ben fresco; poi soprastando piglia troppi vizi. Così
1092 dei, 24| troppo godono contrapporsi e soprastare contendendo. Di qui nasce
1093 dei, 55| immettere che non facci sopratraboccare il dolore.~
1094 dei, 62| ricordare Deifira, né madre né sorelle né de' suoi alcuno. Quanto
1095 dei, 32| quanto tempo il cielo e sua sorte a ciascuna permise. Né tu
1096 dei, 9 | troppo ostinata, troppo sospettosa, poco pietosa. Uno piccolo
1097 dei, 32| gli uomini troppo sfidate, sospettose e dispettose, onde per minima
1098 dei, 28| astuti, con l'astuzia troppo sospettosi, col sospetto troppo creduli,
1099 dei, 8 | però si vuole mostrarsi sospettoso, però che il tuo sospetto
1100 pro, 1 | leggermi senza qualche poco sospirare; ancora sarà chi me leggerà
1101 pro, 1 | se leggendo forse qualche sospiro o lacrima vi tiene, siavi
1102 dei, 44| adolorato consumandoti e spasimando per troppo amore. E tanto
1103 dei, 7 | Filarco. Io ardo, Filarco. Io spasimo amando.~
1104 dei, 37| e molto fallaci i dolci spassi d'amore. Parseti, Deifira
1105 dei, 34| mai fu quella che in lei spegnessi sì ardente amore? Sogliono
1106 dei, 58| incendi sono quali meglio si spengono con ruina che con acqua.
1107 dei, 42| tempo e la fatica indarno spesa si può chiamare gittata
1108 dei, 4 | maggiore quel che troppo ti spiace? Lascia questo officio alle
1109 dei, 13| in mano l'arme a questa spiatata, con che ora ella mai si
1110 dei, 24| Adunque giova sapere, non dico spregiarle né isvilirle, però che la
1111 dei, 23| spesso ripregare benché spregiato, e spesso partirti con repulsa
1112 dei, 13| qual corre sanza troppe spronate. E chi fa quel che non vuole,
1113 dei, 15| sole, quale tu fiso miravi stamani quando e' surgeva, ora fra '
1114 dei, 41| tue molte meco gentilezze. Stannomi scritti drento al mio petto
1115 | starà
1116 | starai
1117 | state
1118 dei, 40| ingiuria quello che gli sia stato donato per amore e cortesia.
1119 | stavi
1120 app, 11| superna Diana, stella de orïente,~
1121 dei, 37| ve li possa perturbare. E stieno gli occhi vostri sempre
1122 dei, 12| peccano i giovani, i quali stimandosi degni d'essere amati, subito
1123 dei, 8 | amerà chi troppo ami lei. Stimano le femmine servo, non amante,
1124 dei, 26| Stolti amatori, se non stimate ogni astuzia e arte delle
1125 dei, 2 | Così a me: ove io pure stimava in te essere qualche non
1126 dei, 38| in chi ama, se e' forse stimerà perfidia non aversi al tutto
1127 dei, 4 | qui tanto molesta? Quale stimolo te tanto punge ad urtare
1128 dei, 24| perde, e niuna sarà tanto stolta, la quale non pregi uno
1129 dei, 24| se pure, loro superbia e stoltizia, elle saliscono in fastidirvi,
1130 dei, 61| che non posso sanza grave stomaco mirarne alcuna. Solo tu,
1131 dei, 19| ogni astuzia e argumento storli dall'animo quello furore
1132 dei, 53| dall'arco teso, tanto più ti stracca a contenerla, e tanto con
1133 dei, 24| fermatevi e lasciatele straccarsi, dibattendosi co' suoi leggieri
1134 dei, 62| scosterai, tanto più si straccherà l'amore a perseguitarti.
1135 dei, 34| donde col troppo ripensare stracchi escono sanza aver pensato
1136 dei, 15| salire quella erta, onde ora stracco posso né scendere né affermarmi.~
1137 dei, 23| come in la targa: quanto lo strale la truova più doppia e dura,
1138 dei, 63| suggetto amante, fugge in terre strane a vivere piangendo in essilio.
1139 dei, 42| ella così sanza cagione ti strazia, certo ella molto merita
1140 dei, 13| insegnai quanto ora sai troppo straziarmi. Oh Pallimacro sfortunato!
1141 dei, 42| dubitare, mai goderebbe così straziarti. Pigliane argumento da te
1142 dei, 9 | che sia, piangerai avere straziato me, in chi tu conoscerai
1143 dei, 42| stolti, se pure terrete stretto in mano cosa quale, dove
1144 app, 1 | partita, siate certa che li stridi di Vulcano né di Cariddi,
1145 dei, 42| cosa quale, dove più la stringete, più vi pugne. Forse ancora
1146 dei, 8 | imprese e ottimi principiati studi. Beato chi ne' teneri anni
1147 dei, 32| amare, quanto gli amanti studiano porgersi accetti e benveduti,
1148 dei, 4 | ferita profonda con aiuto e studio altrui spesso si sani. Io
1149 dei, 2 | riverito; cognoscoti prudente, studioso, e in ogni laude e gentilezza
1150 dei, 10| presenza dimenticano se stessi, stupefanno, diventano muti, o solo
1151 | su
1152 | sul
1153 dei, 2 | te pare caro, fanne, qual suogli, a me, come ad amico, parte.
1154 dei, 42| dolci, quando la tua Deifira superba si chiude in troppo sdegno.
1155 dei, 2 | moleste; e dove il dolore superchi le nostre forze, se gli
1156 app, 11| superna Diana, stella de orïente,~
1157 app, 1 | non possendo scusarla. Ve supplico, regina del mio cuore, che
1158 dei, 5 | risollevare. L'onda che surge fuori del sasso, discopre
1159 dei, 15| miravi stamani quando e' surgeva, ora fra 'l dì in alto cresciuto
1160 dei, 32| fermato l'amore, subito vi surgono sospetti, e dai sospetti
1161 dei, 42| Deifira ostinata o solo tace muta o risponde cose che
1162 dei, 8 | utile. Né so come a chi ama tacendo pare dolce il suo dolore.
1163 dei, 10| se non grato e giocondo: tacere non troppo, parlare non
1164 dei, 42| Una sola volta ti dolerà tagliare quel membro quale al continuo
1165 dei, 32| libero d'ogni altro, quali talora vengono fra curucciati amanti
1166 dei, 19| grave sasso con più fatica e tardezza si volge, ma poi che comincia
1167 dei, 13| spesso accusasti me, che sì tardo fussi ad amarti. E io, misero
1168 dei, 23| miseri amanti, come in la targa: quanto lo strale la truova
1169 dei, 6 | può amare colui in cui tu tema essere perfidia. E chi non
1170 dei, 6 | fidarti di me. Chi non si fida teme essere ingannato, né si
1171 dei, 31| lieta vedendomi, qual prima, temendo stare qualche giorni sanza
1172 dei, 42| lasciarti solo in alto e tempestoso mare, e sé ridursi al sicuro;
1173 dei, 32| e famosissime, e Roma fu temuta, riverita e ubbidita, quanto
1174 dei, 38| fede né pietà. Stolto chi tende tutti i lacci suoi a uno
1175 dei, 56| Sempre fu utile in oscuro tendere le suo rete.~
1176 dei, 8 | principiati studi. Beato chi ne' teneri anni provando impara fuggire
1177 dei, 37| maestro. Fuggite tanto male. Tenete e' gaudi vostri amorosi
1178 dei, 8 | felicità. E quale errore ti teneva a non volere ch'io sapessi
1179 dei, 63| suggetto amante, fugge in terre strane a vivere piangendo
1180 dei, 42| amanti, stolti, se pure terrete stretto in mano cosa quale,
1181 dei, 53| scosti la corda dall'arco teso, tanto più ti stracca a
1182 dei, 28| arditi, con l'opera troppo timidi, col pensiero troppo astuti,
1183 dei, 42| forse inimico, costui usa tirannia. Pertanto nuocere a chi
1184 dei, 24| forse accennano di levarsi, tiratevi adrieto, amanti, e lasciatele
1185 dei, 42| amare, perde l'amore, non el toglie ad altrui. E tu adunque,
1186 dei, 42| quale al continuo troppo ti tormenta. So io, sì, a te parerà
1187 dei, 1 | lacrime cadendo pel seno tornano onde furono premute al cuore.
1188 dei, 63| vo in essilio, né so del tornare.~
1189 dei, 63| Chi verrà a salutarti? Chi tornerà spesso a farti lieta? Chi
1190 dei, 55| acqua, che e' manco forse traboccassi? In uno animo pieno di tanta
1191 dei, 19| poppa qualche peso, quale trainato ritenga il troppo furioso
1192 dei, 3 | pelago, quale quanto più si trassina, più si intorbida e meno
1193 dei, 20| grazia. Tu adunque in un tratto perdesti quello di che più
1194 dei, 60| piaceri discacceranno i tristi antichi tuoi pensieri.~
1195 dei, 32| apparecchiato il suo fine. Troia fu grande e alta, Babillonia
1196 dei, 8 | medesima fiamma incende un tronco annoso, quale a pena abronza
1197 | troppi
1198 dei, 8 | che si dice, che uomo si trova mai tanto felice, in cui
1199 dei, 32| onde per minima cosa si truovano adirate, e poi, per mostrarsi
1200 dei, 38| chiari e sereni. Ora ella turbata ti fastidia, sanza ragione
1201 dei, 31| quando mi vedi, troppo ti turbi; tu ancora, ohimè, non raro
1202 dei, 26| sempre con dispiacere, ma ubbidire a chi t'ama, pare officio
1203 dei, 23| che chi umile il segue a ubbidirlo. Ubbidite, amanti, ubbidite
1204 dei, 32| Roma fu temuta, riverita e ubbidita, quanto tempo il cielo e
1205 dei, 42| tormenti? Non sarebbono ubbiditi i signori, se non potessino
1206 dei, 8 | affezione di chi loro sia troppo ubidiente, ma del servigio, e per
1207 dei, 19| nostra libertà potere se non ubidirli. E poiché io al tutto provai
1208 dei, 13| errori. Imparate, amanti: non ubidite amore men che vi chiegga.
1209 dei, 24| amanti, fate qual suole l'uccellatore dietro alle coturnici, seguendole
1210 dei, 24| più facile e più numero d'uccelli chi sa allettarli, che chi
1211 dei, 10| ch'ella s'allegri vederti, udirti, e rimirarti, sempre lasciarli
1212 dei, 11| pruovo e prima da te avea udito troppo era grandissima.
1213 dei, 41| sempre fui. Tale sarà l'ultimo mio dì nel nostro amore,
1214 dei, 8 | Anzi come a' nostri corpi umani sono vaiuoli, rosolie e
1215 dei, 38| servo a chi non ti sa essere umano signore. Resta omai essere
1216 app, 1 | che verile. Resta solo, unico mio bene, fra me stesso
1217 dei, 4 | stimolo te tanto punge ad urtare te stesso con sì ostinato
1218 dei, 19| se mai vento superchio lo urteggia, per non correre con quello
1219 dei, 42| sia forse inimico, costui usa tirannia. Pertanto nuocere
1220 dei, 32| d'ogni cosa in che possa uscirne rossore, loro molto giova
1221 dei, 29| quanto doveano, pronte e utili, tristo me, ohi tristo me,
1222 dei, 40| cosa vivere a se stesso vacuo d'ogni cura!~
1223 app, 1 | Se a me fosse licito, valerosa ed accorta mia donna, palesemente
1224 dei, 36| niuno caso avverso mai valse rapire la benivolenza di
1225 dei, 38| i lacci suoi a uno solo varco. Vuolsi avere più porti
1226 dei, 32| copia di sospiri, lacrime e vario dolore. E qualunque avverso
1227 dei, 55| margherite e gemme in uno vaso pien d'acqua, che e' manco
1228 dei, 24| sdegno; e così in loro subito vederete mancato lo sdegno, ritornato
1229 dei, 38| quello che sia perduto. Assai vedesti più e più giorni nel tuo
1230 dei, 10| Cercasti tu il male tuo, com'io vedo fanno molti, che per tutto
1231 dei, 62| Pallimacro, lungi, dove tu né vegga né oda ricordare Deifira,
1232 dei, 42| cose che t'adolorano. Ma io veggio l'errore tuo, in che ancora
1233 dei, 49| fra me mi ragiono; te sola veggo negli occhi e fronte di
1234 dei, 40| subito con sdegno e minacci vendicandosi, non si vergognano rendere
1235 dei, 41| provare la pazienza mia vendicandoti, se mai fui non quanto doveo,
1236 | vengono
1237 dei, 38| dove ridursi da' contrari venti. E in amare mi piace avere
1238 dei, 63| antiche tra noi dolcissime e vere dolcissime piacevolezze
1239 dei, 40| minacci vendicandosi, non si vergognano rendere misere e afflitte
1240 app, 1 | presto da animo feminile che verile. Resta solo, unico mio bene,
1241 | verrà
1242 dei, 42| Pertanto nuocere a chi te ami, verrebbe troppo da crudelità e bestialità.
1243 dei, 8 | a pena abronza uno ramo verzoso. E si vuole in questa età
1244 dei, 57| Part'egli forse meglio vestirsi d'ortica che mostrarsi nudo?~
1245 dei, 10| motteggiare festivo, sollazzare vezzoso, e in ogni cosa usare facilità,
1246 dei, 35| puossi mai chiudere tutte le vie al male che de' venire?
1247 dei, 32| nello amore, quanto più vien tardi, tanto segue con ruina
1248 dei, 1 | fortuna mia tanto iniqua mi vieta ch'io possa. A me conviene
1249 dei, 24| prima consigliarsi. Cosa per vile ch'ella sia, pure duole
1250 dei, 52| vederti co' tuoi amici in villa seguitare o 'lupo o l'orso,
1251 dei, 14| segni di vero amore, ed era villania la tua, vedendoti amare,
1252 dei, 42| gli amanti, che tengono a viltà non seguire lungo l'amorosa
1253 dei, 2 | poiché così solo il dolore si vince fuggendo. E tu stima quanto
1254 dei, 38| caro. Ma vinci te stesso, e vincerai amore. Non curare vedere
1255 dei, 41| dolci parole, colle quali mi vincesti ad amarti. Io sempre verso
1256 dei, 38| essere grato e caro. Ma vinci te stesso, e vincerai amore.
1257 dei, 13| amore quegli e' quali mi vinsero ad amare. Oh Deifira mia,
1258 dei, 4 | quanti modi tu hai altrove vinta la fortuna con animo virile
1259 dei, 32| io non volea»; e godono vinte una e un'altra volta dare
1260 dei, 8 | dispiacque, ma mostrarsi vinto da troppo amore sempre fu
1261 dei, 8 | accechino le menti ferme e virili che le puerili e leggieri.
1262 dei, 2 | ricco, gentile, destro, virtuoso, e più che qualunque altro
1263 dei, 42| bel viso, molti più be' visi che il suo spesso ti s'aprono
1264 dei, 49| il ferro, onde con esso vive morendo in dolore, né dubita
1265 dei, 32| e benveduti, tanto lieti vivono, pieni di sollazzo, giuoco
1266 dei, 63| Addio, Deifira mia. Io ne vo in essilio, né so del tornare.~
1267 dei, 24| dibattendosi co' suoi leggieri e volatili pensieri, tanto ch'elle
1268 | volea
1269 | volessi
1270 | volete
1271 | voleva
1272 | volli
1273 dei, 37| gli occhi vostri sempre volti non altrove se non dove
1274 dei, 9 | sdegnoso disonesta ogni bel volto. E benché tu così mi sia
1275 dei, 32| non dovuto, se uno animo volubile e femminile verso di te
1276 app, 1 | senza la quale al mondo non voria stare.~
1277 | vorrai
1278 | Vorrei
1279 | vostre
1280 app, 1 | siate certa che li stridi di Vulcano né di Cariddi, né li gridi
|