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Leon Battista Alberti
Deifira

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abagl-gitta | giuca-satis | savio-vulca

                                                   grassetto = Testo principale
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1002 dei, 21| conobbi il danno mio, e savio e prudente entrai sotto ' 1003 dei, 14| molto piacerebbe chi mi saziassi; e certo arei in odio chi 1004 dei, 59| accese le braci per più scaldare altrui: e col mio cruccio 1005 dei, 32| curucciati amanti grandissimi scandali e calamità. E certo sempre 1006 dei, 42| cresce per uso, e per disuso scema, né si può, no, un lungo 1007 dei, 24| pensieri, tanto ch'elle scendano d'ogni alterigia e superbo 1008 dei, 15| onde ora stracco posso né scendere né affermarmi.~ 1009 dei, 25| altri. Ma che giova sapere schermire a chi abbi legate le mani? 1010 dei, 13| Pallimacro sfortunato! Che sciagura fu la tua fabbricare e porre 1011 dei, 42| pugne. Forse ancora tu, sciocco Pallimacro, ti credi da 1012 dei, 19| quello impeto in qualche scoglio, suole accomandare a poppa 1013 dei, 56| Sia così, né io però mi scoprirei tanto addolorato; e questo 1014 dei, 32| sdegno. Però si vuole non mai scoprirsi amante, se non quando vedi 1015 dei, 3 | più si intorbida e meno si scorge a ritrovarlo. Quanto più 1016 pro, 1 | provate, amanti, e meco scorgete quanto in voi possa amore. 1017 dei, 8 | FILARCO. Ora bene in tutto scorgo io vero quel che si dice, 1018 dei, 52| pigliare altra faccenda e scostarti dall'animo queste fiamme 1019 dei, 31| qualche fermo luogo, onde poi, scostatosi, ride vedendo el toro legato 1020 dei, 62| suoi alcuno. Quanto più te scosterai, tanto più si straccherà 1021 dei, 53| Filarco, che quanto più scosti la corda dall'arco teso, 1022 dei, 41| meco gentilezze. Stannomi scritti drento al mio petto e' tuoi 1023 dei, 37| del suo peccato arà niuna scusa!~ 1024 app, 1 | ha condotto, non possendo scusarla. Ve supplico, regina del 1025 dei, 13| infelice me! Io dandoti più scuse, Deifira mia, così t'insegnai 1026 dei, 31| tu subito cominciasti a sdegnarmi. Tu, Deifira mia, qual prima 1027 dei, 32| solo il cuore della femmina sdegnato indura per lacrime di chi 1028 dei, 9 | la 'nvilisce, e un atto sdegnoso disonesta ogni bel volto. 1029 dei, 40| e dispettosi amanti, non secondandoli tutte le cose quanto bestiali 1030 dei, 63| Tu, giovinetta e bella, sederai fra l'altre sanza avere 1031 dei, 1 | PALLIMACRO. E quanto stimi tu sedere dentro a me grave quel dolore, 1032 dei, 37| risiede. Né mai movete l'usato seggio al già fermo amore. Sia 1033 dei, 6 | comunicare con chi t'ama? E quale segreto sarà sì dubbio che non si 1034 dei, 24| uccellatore dietro alle coturnici, seguendole con modo e bellamente, ché 1035 dei, 31| tiene il toro allacciato, seguendolo se forse fugge, e gittandosi 1036 dei, 63| spesso a farti lieta? Chi seguirà te molto amando? A chi ti 1037 dei, 9 | viva; ancora e morto ti seguirò amando. Ma tu tardi piangerai 1038 dei, 24| stessi, acciò che la troppo seguita amata non lievi sé in superbia, 1039 dei, 52| co' tuoi amici in villa seguitare o 'lupo o l'orso, e così 1040 dei, 24| superbia, ove poi quanto più la seguite servendo, ella tanto più 1041 dei, 36| soffrendo tanto dolore, pure seguiti amando. E quella tua Deifira 1042 dei, 13| Deifira mia, il quale ora ti seguo piangendo. Oh infelice me! 1043 dei, 2 | così solo errare fra queste selve tanto afflitto, non potea, 1044 dei, 6 | non può essere amato. Il seme dell'amicizia sempre fu 1045 dei, 1 | mie lacrime cadendo pel seno tornano onde furono premute 1046 dei, 13| con che ora ella mai si senta sazia d'accorarti! Questi 1047 dei, 11| duro, il quale non amassi sentendoessere amato, quanto 1048 app, 8 | Qual serà mio redutto,~ 1049 dei, 38| furono que' pure chiari e sereni. Ora ella turbata ti fastidia, 1050 dei, 38| dedicato a chi verso di lui servafedepietà. Stolto 1051 dei, 39| in qualunque modo molto servarli onore.~ 1052 dei, 24| poi quanto più la seguite servendo, ella tanto più vi fugga. 1053 app, 12| che 'l caro servente~ 1054 dei, 24| femmine, subito se li fanno servi. Sono le femmine, come ciascuno 1055 dei, 58| addolorato. E parmi cosa troppo servile contro la ingiuria avere 1056 dei, 41| niuno oltraggio resta di servirti, io non però mai mi dimenticherò 1057 dei, 38| a chi non voglia essere servito. Non può se non dolerti 1058 dei, 28| certo sia, sempre dubita. Sete, voi amanti, con la volontà 1059 dei, 23| amore, però ch'amore sa più severo aspreggiare e più tardi 1060 dei, 23| affigge e con più fatica si sferra. Così l'amore quanto più 1061 dei, 32| più che gli uomini troppo sfidate, sospettose e dispettose, 1062 dei, 4 | calamità, e in quel modo sfogano le fiamme della sua incesa 1063 dei, 35| quale in più rami prima si sfogava.~ 1064 dei, 11| io, affermo questo, che sforzato mi convenne amare. Amai 1065 | siate 1066 pro, 1 | sospiro o lacrima vi tiene, siavi conforto poi che altrui 1067 dei, 42| sarà prestissima quale sia sicura. Conviensi posare lo incarco 1068 dei, 42| tempestoso mare, e sé ridursi al sicuro; ove, s'ella così fa per 1069 | sieno 1070 dei, 42| Non sarebbono ubbiditi i signori, se non potessino dare e 1071 dei, 36| verso di te sarebbe certo il simile, se in lei fusse quanto 1072 dei, 42| e incarco per sconcio e smisurato che sia, diventa leggiero 1073 dei, 6 | sana, pure si vuole prima sodisfare alla ragione che al suo 1074 dei, 13| chi fa quel che non vuole, soffera due mali: quanto s'afatica, 1075 dei, 8 | perdere il servigio, mai sofferano lo infelice amante esca 1076 dei, 9 | così vuoi, e io tanto posso sofferire dolore quanto a te piace. 1077 dei, 2 | vincere l'avversità o a sofferirla.~ 1078 dei, 27| misero me, non abbi troppo sofferto. Ma tanto mi si conviene, 1079 dei, 15| essere restio. Quel medesimo sole, quale tu fiso miravi stamani 1080 dei, 10| dolce, motteggiare festivo, sollazzare vezzoso, e in ogni cosa 1081 dei, 54| continuo darti tra molti sollazzevoli amici, appresso i quali 1082 dei, 29| mia, pieni di piaceri e sollazzi, que' medesimi a me sono 1083 dei, 14| fastidiano, e i dinegati diletti sollecitano a farsi disiderare. Amando, 1084 dei, 28| sperare meglio e sanza troppa sollecitudine bene aspettare.~ 1085 dei, 46| sarà libera d'ogni cura e sollicitudine la tua, non amerai; e sarà 1086 | son 1087 dei, 42| leggiero a chi lo voglia sopportare; e incarco per sconcio e 1088 dei, 35| ruina, quale ora mi tiene soppresso in tanta calamità. Ma puossi 1089 dei, 5 | e quanto maggiore onda sopraggiugne, tanto più si coprono di 1090 dei, 8 | essere grave e molesto, che soprapesa, né lascia te gustare parte 1091 dei, 32| quanto egli è ben fresco; poi soprastando piglia troppi vizi. Così 1092 dei, 24| troppo godono contrapporsi e soprastare contendendo. Di qui nasce 1093 dei, 55| immettere che non facci sopratraboccare il dolore.~ 1094 dei, 62| ricordare Deifira, né madre né sorelle né de' suoi alcuno. Quanto 1095 dei, 32| quanto tempo il cielo e sua sorte a ciascuna permise. Né tu 1096 dei, 9 | troppo ostinata, troppo sospettosa, poco pietosa. Uno piccolo 1097 dei, 32| gli uomini troppo sfidate, sospettose e dispettose, onde per minima 1098 dei, 28| astuti, con l'astuzia troppo sospettosi, col sospetto troppo creduli, 1099 dei, 8 | però si vuole mostrarsi sospettoso, però che il tuo sospetto 1100 pro, 1 | leggermi senza qualche poco sospirare; ancora sarà chi me leggerà 1101 pro, 1 | se leggendo forse qualche sospiro o lacrima vi tiene, siavi 1102 dei, 44| adolorato consumandoti e spasimando per troppo amore. E tanto 1103 dei, 7 | Filarco. Io ardo, Filarco. Io spasimo amando.~ 1104 dei, 37| e molto fallaci i dolci spassi d'amore. Parseti, Deifira 1105 dei, 34| mai fu quella che in lei spegnessiardente amore? Sogliono 1106 dei, 58| incendi sono quali meglio si spengono con ruina che con acqua. 1107 dei, 42| tempo e la fatica indarno spesa si può chiamare gittata 1108 dei, 4 | maggiore quel che troppo ti spiace? Lascia questo officio alle 1109 dei, 13| in mano l'arme a questa spiatata, con che ora ella mai si 1110 dei, 24| Adunque giova sapere, non dico spregiarle né isvilirle, però che la 1111 dei, 23| spesso ripregare benché spregiato, e spesso partirti con repulsa 1112 dei, 13| qual corre sanza troppe spronate. E chi fa quel che non vuole, 1113 dei, 15| sole, quale tu fiso miravi stamani quando e' surgeva, ora fra ' 1114 dei, 41| tue molte meco gentilezze. Stannomi scritti drento al mio petto 1115 | starà 1116 | starai 1117 | state 1118 dei, 40| ingiuria quello che gli sia stato donato per amore e cortesia. 1119 | stavi 1120 app, 11| superna Diana, stella de orïente,~ 1121 dei, 37| ve li possa perturbare. E stieno gli occhi vostri sempre 1122 dei, 12| peccano i giovani, i quali stimandosi degni d'essere amati, subito 1123 dei, 8 | amerà chi troppo ami lei. Stimano le femmine servo, non amante, 1124 dei, 26| Stolti amatori, se non stimate ogni astuzia e arte delle 1125 dei, 2 | Così a me: ove io pure stimava in te essere qualche non 1126 dei, 38| in chi ama, se e' forse stimerà perfidia non aversi al tutto 1127 dei, 4 | qui tanto molesta? Quale stimolo te tanto punge ad urtare 1128 dei, 24| perde, e niuna sarà tanto stolta, la quale non pregi uno 1129 dei, 24| se pure, loro superbia e stoltizia, elle saliscono in fastidirvi, 1130 dei, 61| che non posso sanza grave stomaco mirarne alcuna. Solo tu, 1131 dei, 19| ogni astuzia e argumento storli dall'animo quello furore 1132 dei, 53| dall'arco teso, tanto più ti stracca a contenerla, e tanto con 1133 dei, 24| fermatevi e lasciatele straccarsi, dibattendosi co' suoi leggieri 1134 dei, 62| scosterai, tanto più si straccherà l'amore a perseguitarti. 1135 dei, 34| donde col troppo ripensare stracchi escono sanza aver pensato 1136 dei, 15| salire quella erta, onde ora stracco posso né scendere né affermarmi.~ 1137 dei, 23| come in la targa: quanto lo strale la truova più doppia e dura, 1138 dei, 63| suggetto amante, fugge in terre strane a vivere piangendo in essilio. 1139 dei, 42| ella così sanza cagione ti strazia, certo ella molto merita 1140 dei, 13| insegnai quanto ora sai troppo straziarmi. Oh Pallimacro sfortunato! 1141 dei, 42| dubitare, mai goderebbe così straziarti. Pigliane argumento da te 1142 dei, 9 | che sia, piangerai avere straziato me, in chi tu conoscerai 1143 dei, 42| stolti, se pure terrete stretto in mano cosa quale, dove 1144 app, 1 | partita, siate certa che li stridi di Vulcano né di Cariddi, 1145 dei, 42| cosa quale, dove più la stringete, più vi pugne. Forse ancora 1146 dei, 8 | imprese e ottimi principiati studi. Beato chi ne' teneri anni 1147 dei, 32| amare, quanto gli amanti studiano porgersi accetti e benveduti, 1148 dei, 4 | ferita profonda con aiuto e studio altrui spesso si sani. Io 1149 dei, 2 | riverito; cognoscoti prudente, studioso, e in ogni laude e gentilezza 1150 dei, 10| presenza dimenticano se stessi, stupefanno, diventano muti, o solo 1151 | su 1152 | sul 1153 dei, 2 | te pare caro, fanne, qual suogli, a me, come ad amico, parte. 1154 dei, 42| dolci, quando la tua Deifira superba si chiude in troppo sdegno. 1155 dei, 2 | moleste; e dove il dolore superchi le nostre forze, se gli 1156 app, 11| superna Diana, stella de orïente,~ 1157 app, 1 | non possendo scusarla. Ve supplico, regina del mio cuore, che 1158 dei, 5 | risollevare. L'onda che surge fuori del sasso, discopre 1159 dei, 15| miravi stamani quando e' surgeva, ora fra 'l in alto cresciuto 1160 dei, 32| fermato l'amore, subito vi surgono sospetti, e dai sospetti 1161 dei, 42| Deifira ostinata o solo tace muta o risponde cose che 1162 dei, 8 | utile. Né so come a chi ama tacendo pare dolce il suo dolore. 1163 dei, 10| se non grato e giocondo: tacere non troppo, parlare non 1164 dei, 42| Una sola volta ti dolerà tagliare quel membro quale al continuo 1165 dei, 32| libero d'ogni altro, quali talora vengono fra curucciati amanti 1166 dei, 19| grave sasso con più fatica e tardezza si volge, ma poi che comincia 1167 dei, 13| spesso accusasti me, che sì tardo fussi ad amarti. E io, misero 1168 dei, 23| miseri amanti, come in la targa: quanto lo strale la truova 1169 dei, 6 | può amare colui in cui tu tema essere perfidia. E chi non 1170 dei, 6 | fidarti di me. Chi non si fida teme essere ingannato, né si 1171 dei, 31| lieta vedendomi, qual prima, temendo stare qualche giorni sanza 1172 dei, 42| lasciarti solo in alto e tempestoso mare, e sé ridursi al sicuro; 1173 dei, 32| e famosissime, e Roma fu temuta, riverita e ubbidita, quanto 1174 dei, 38| fedepietà. Stolto chi tende tutti i lacci suoi a uno 1175 dei, 56| Sempre fu utile in oscuro tendere le suo rete.~ 1176 dei, 8 | principiati studi. Beato chi ne' teneri anni provando impara fuggire 1177 dei, 37| maestro. Fuggite tanto male. Tenete e' gaudi vostri amorosi 1178 dei, 8 | felicità. E quale errore ti teneva a non volere ch'io sapessi 1179 dei, 63| suggetto amante, fugge in terre strane a vivere piangendo 1180 dei, 42| amanti, stolti, se pure terrete stretto in mano cosa quale, 1181 dei, 53| scosti la corda dall'arco teso, tanto più ti stracca a 1182 dei, 28| arditi, con l'opera troppo timidi, col pensiero troppo astuti, 1183 dei, 42| forse inimico, costui usa tirannia. Pertanto nuocere a chi 1184 dei, 24| forse accennano di levarsi, tiratevi adrieto, amanti, e lasciatele 1185 dei, 42| amare, perde l'amore, non el toglie ad altrui. E tu adunque, 1186 dei, 42| quale al continuo troppo ti tormenta. So io, sì, a te parerà 1187 dei, 1 | lacrime cadendo pel seno tornano onde furono premute al cuore. 1188 dei, 63| vo in essilio, né so del tornare.~ 1189 dei, 63| Chi verrà a salutarti? Chi tornerà spesso a farti lieta? Chi 1190 dei, 55| acqua, che e' manco forse traboccassi? In uno animo pieno di tanta 1191 dei, 19| poppa qualche peso, quale trainato ritenga il troppo furioso 1192 dei, 3 | pelago, quale quanto più si trassina, più si intorbida e meno 1193 dei, 20| grazia. Tu adunque in un tratto perdesti quello di che più 1194 dei, 60| piaceri discacceranno i tristi antichi tuoi pensieri.~ 1195 dei, 32| apparecchiato il suo fine. Troia fu grande e alta, Babillonia 1196 dei, 8 | medesima fiamma incende un tronco annoso, quale a pena abronza 1197 | troppi 1198 dei, 8 | che si dice, che uomo si trova mai tanto felice, in cui 1199 dei, 32| onde per minima cosa si truovano adirate, e poi, per mostrarsi 1200 dei, 38| chiari e sereni. Ora ella turbata ti fastidia, sanza ragione 1201 dei, 31| quando mi vedi, troppo ti turbi; tu ancora, ohimè, non raro 1202 dei, 26| sempre con dispiacere, ma ubbidire a chi t'ama, pare officio 1203 dei, 23| che chi umile il segue a ubbidirlo. Ubbidite, amanti, ubbidite 1204 dei, 32| Roma fu temuta, riverita e ubbidita, quanto tempo il cielo e 1205 dei, 42| tormenti? Non sarebbono ubbiditi i signori, se non potessino 1206 dei, 8 | affezione di chi loro sia troppo ubidiente, ma del servigio, e per 1207 dei, 19| nostra libertà potere se non ubidirli. E poiché io al tutto provai 1208 dei, 13| errori. Imparate, amanti: non ubidite amore men che vi chiegga. 1209 dei, 24| amanti, fate qual suole l'uccellatore dietro alle coturnici, seguendole 1210 dei, 24| più facile e più numero d'uccelli chi sa allettarli, che chi 1211 dei, 10| ch'ella s'allegri vederti, udirti, e rimirarti, sempre lasciarli 1212 dei, 11| pruovo e prima da te avea udito troppo era grandissima. 1213 dei, 41| sempre fui. Tale sarà l'ultimo mio nel nostro amore, 1214 dei, 8 | Anzi come a' nostri corpi umani sono vaiuoli, rosolie e 1215 dei, 38| servo a chi non ti sa essere umano signore. Resta omai essere 1216 app, 1 | che verile. Resta solo, unico mio bene, fra me stesso 1217 dei, 4 | stimolo te tanto punge ad urtare te stesso con sì ostinato 1218 dei, 19| se mai vento superchio lo urteggia, per non correre con quello 1219 dei, 42| sia forse inimico, costui usa tirannia. Pertanto nuocere 1220 dei, 32| d'ogni cosa in che possa uscirne rossore, loro molto giova 1221 dei, 29| quanto doveano, pronte e utili, tristo me, ohi tristo me, 1222 dei, 40| cosa vivere a se stesso vacuo d'ogni cura!~ 1223 app, 1 | Se a me fosse licito, valerosa ed accorta mia donna, palesemente 1224 dei, 36| niuno caso avverso mai valse rapire la benivolenza di 1225 dei, 38| i lacci suoi a uno solo varco. Vuolsi avere più porti 1226 dei, 32| copia di sospiri, lacrime e vario dolore. E qualunque avverso 1227 dei, 55| margherite e gemme in uno vaso pien d'acqua, che e' manco 1228 dei, 24| sdegno; e così in loro subito vederete mancato lo sdegno, ritornato 1229 dei, 38| quello che sia perduto. Assai vedesti più e più giorni nel tuo 1230 dei, 10| Cercasti tu il male tuo, com'io vedo fanno molti, che per tutto 1231 dei, 62| Pallimacro, lungi, dove tu né vegga né oda ricordare Deifira, 1232 dei, 42| cose che t'adolorano. Ma io veggio l'errore tuo, in che ancora 1233 dei, 49| fra me mi ragiono; te sola veggo negli occhi e fronte di 1234 dei, 40| subito con sdegno e minacci vendicandosi, non si vergognano rendere 1235 dei, 41| provare la pazienza mia vendicandoti, se mai fui non quanto doveo, 1236 | vengono 1237 dei, 38| dove ridursi da' contrari venti. E in amare mi piace avere 1238 dei, 63| antiche tra noi dolcissime e vere dolcissime piacevolezze 1239 dei, 40| minacci vendicandosi, non si vergognano rendere misere e afflitte 1240 app, 1 | presto da animo feminile che verile. Resta solo, unico mio bene, 1241 | verrà 1242 dei, 42| Pertanto nuocere a chi te ami, verrebbe troppo da crudelità e bestialità. 1243 dei, 8 | a pena abronza uno ramo verzoso. E si vuole in questa età 1244 dei, 57| Part'egli forse meglio vestirsi d'ortica che mostrarsi nudo?~ 1245 dei, 10| motteggiare festivo, sollazzare vezzoso, e in ogni cosa usare facilità, 1246 dei, 35| puossi mai chiudere tutte le vie al male che de' venire? 1247 dei, 32| nello amore, quanto più vien tardi, tanto segue con ruina 1248 dei, 1 | fortuna mia tanto iniqua mi vieta ch'io possa. A me conviene 1249 dei, 24| prima consigliarsi. Cosa per vile ch'ella sia, pure duole 1250 dei, 52| vederti co' tuoi amici in villa seguitare o 'lupo o l'orso, 1251 dei, 14| segni di vero amore, ed era villania la tua, vedendoti amare, 1252 dei, 42| gli amanti, che tengono a viltà non seguire lungo l'amorosa 1253 dei, 2 | poiché così solo il dolore si vince fuggendo. E tu stima quanto 1254 dei, 38| caro. Ma vinci te stesso, e vincerai amore. Non curare vedere 1255 dei, 41| dolci parole, colle quali mi vincesti ad amarti. Io sempre verso 1256 dei, 38| essere grato e caro. Ma vinci te stesso, e vincerai amore. 1257 dei, 13| amore quegli e' quali mi vinsero ad amare. Oh Deifira mia, 1258 dei, 4 | quanti modi tu hai altrove vinta la fortuna con animo virile 1259 dei, 32| io non volea»; e godono vinte una e un'altra volta dare 1260 dei, 8 | dispiacque, ma mostrarsi vinto da troppo amore sempre fu 1261 dei, 8 | accechino le menti ferme e virili che le puerili e leggieri. 1262 dei, 2 | ricco, gentile, destro, virtuoso, e più che qualunque altro 1263 dei, 42| bel viso, molti più be' visi che il suo spesso ti s'aprono 1264 dei, 49| il ferro, onde con esso vive morendo in dolore, né dubita 1265 dei, 32| e benveduti, tanto lieti vivono, pieni di sollazzo, giuoco 1266 dei, 63| Addio, Deifira mia. Io ne vo in essilio, né so del tornare.~ 1267 dei, 24| dibattendosi co' suoi leggieri e volatili pensieri, tanto ch'elle 1268 | volea 1269 | volessi 1270 | volete 1271 | voleva 1272 | volli 1273 dei, 37| gli occhi vostri sempre volti non altrove se non dove 1274 dei, 9 | sdegnoso disonesta ogni bel volto. E benché tu così mi sia 1275 dei, 32| non dovuto, se uno animo volubile e femminile verso di te 1276 app, 1 | senza la quale al mondo non voria stare.~ 1277 | vorrai 1278 | Vorrei 1279 | vostre 1280 app, 1 | siate certa che li stridi di Vulcano né di Cariddi, né li gridi


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