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Leon Battista Alberti
Della pittura

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1-credo | cresc-inven | inves-racco | racon-zotic

                                                      grassetto = Testo principale
     Parte,  Capitolo                                 grigio = Testo di commento
1 | 1 2 | 10 3 1, 11| 11.~ ~Seguita de' lumi. Dico 4 | 12 5 | 13 6 | 14 7 | 15 8 | 16 9 | 17 10 | 18 11 | 19 12 | 2 13 | 20 14 | 21 15 | 22 16 | 23 17 | 24 18 | 25 19 | 26 20 | 27 21 | 28 22 | 29 23 | 3 24 | 30 25 | 31 26 | 32 27 | 33 28 | 34 29 | 35 30 | 36 31 | 37 32 | 38 33 | 39 34 | 4 35 | 40 36 | 41 37 | 42 38 | 43 39 | 44 40 | 45 41 | 46 42 | 47 43 | 48 44 | 49 45 | 5 46 | 50 47 | 51 48 | 52 49 | 53 50 | 54 51 | 55 52 | 56 53 | 57 54 | 58 55 | 59 56 | 6 57 | 60 58 | 61 59 | 62 60 | 63 61 | 7 62 | 8 63 | 9 64 3, 58| che ivi i lumi si veggano abacinati e quasi come in intersegazione 65 1, 8| dagli altri razzi, ultimo abandona la cosa veduta; onde merito 66 3, 62| dia diligenza moderata, e abbisi consiglio degli amici, e 67 3, 61| finire le cose quale ci facci abboracciare il lavoro. E qualche volta 68 2, 40| musica sempre la novità e abondanza tanto piace quanto sia differente 69 2, 26| dipignere altra cosa che simile abracciare con arte quella ivi superficie 70 2, 37| magrezza. Così chi dipignesse Acamenide, trovato da Enea in su quell' 71 2, 34| paraleli le superficie grandi acantonate e tonde si disegnino. Finita 72 1, 5| que' colori e que' lumi accesi dai quali la superficie 73 2, 37| adunque, preso uno membro, si accommodi ogni altro membro in modo 74 1, 2| come nella tela più fili accostati, fanno superficie. Ed è 75 2, 42| pensasse qual non si vedea suo acerbissimo merore. Lodasi la nave dipinta 76 2, 47| Cleopatra distruggeva in aceto, ché ne sarebbono quanto 77 3, 61| chi dopo viene, grate e acette, conviene prima bene pensi 78 2, 26| furono dai nostri maggiori acomandate alle lettere, con quelle 79 2, 31| trovare, quanto io estimo, più acommodata cosa altra che quel velo, 80 3, 53| alla Calunnia, quali a lei aconciavano suoi ornamenti e panni: 81 2, 44| gli animanti. Già non si aconfà ad uno bue aratore darli 82 2, 39| grandezza e suo officio s'aconfaranno a quello che ivi nella storia 83 1, 4| diritto, ad ogni parte se l'acosterà; a questa molto sta simile 84 pro | tuo ingegno maraviglioso s'acquista perpetua fama e nome, e 85 3, 62| e gioveralli questo ad acquistar grazia. Niuno si truova 86 3, 60| cose non manchino quale acquistate rendono lode, e neglette 87 2, 29| molta lode e ivi arebbono acquistato ricchezze e piacere assai. 88 3, 54| storia, per quali certo acquisteranno in sua pittura molte lode 89 2, 27| stato pretore e proconsolo, acquistò dipignendo nome. Pacuvio 90 2, 46| avarizia a poco a poco seguirai acrescendo più bianco e più nero quanto 91 2, 29| quali certo se avessero acresciuto suo ingegno con studio, 92 1, 3| più lunghi, più corti, più acuti o più ottusi. Questo luogo 93 1, 11| ritornano onde vennono, o s'adirizzano altrove. Vedilo' adiritti 94 2, 42| suo arte a molto mostrarlo adolorato, non avendo in che modo 95 2, 39| istoria con grandezza e con adoperarsi. Chi dipignesse centauri 96 2, 49| non però ivi vorrei punto adoperassi oro, però che nei colori 97 2, 48| modo i colori ben triti s'adoperino in pittura. Dicono che Eufranor, 98 2, 26| vedrà le sue opere essere adorate, e sentirà sé quasi giudicato 99 2, 25| espressi gli iddii quali siano adorati dalle genti, questo certo 100 3, 52| modesto e buono, lassando adrieto quell'altro pittore forse 101 2, 37| venusto, a costui poco s'affarebbe il petto e l'altre membra 102 2, 28| imperiti così volentieri s'affatichi ad impararla e a essercitarla. 103 2, 27| perisse. Possiamo adunque qui affermare che la città di Rodi fu 104 2, 43| movimenti d'animo detti affezione, come ira, dolore, gaudio 105 2, 25| tremò con tutto il corpo; Agesilao Lacedemonio mai permise 106 3, 55| renderne similitudine, ma più aggiugnervi bellezza, però che nella 107 2, 46| pittore come materia a quale aggiugnesse più o meno ombra o lume. 108 2, 31| sia buona circonscrizione aggiunta; e non raro pur si vede 109 1, 13| sono queste cose da essere aggiunte a quelle quali di sopra 110 1, 11| adiritti altrove quando, aggiunti alla superficie dell'acqua, 111 2, 37| Meleagro morto, portato, aggrava quelli che portano il peso, 112 2, 38| natura pugnace, nell'altro agilità. Facevano ancora che a Vulcano 113 2, 25| alla bellezza delle cose s'agiugna dalla pittura, puossi d' 114 1, 18| conviensi a queste dette cose agiugnere quella oppinione de' filosafi, 115 1, 19| altra linea, e così a questa agiugnerebbono un'altra e poi un'altra, 116 1, 12| intende le proporzioni e agiugnimenti delle superficie; qual cosa 117 1, 9| spezie sue secondo se gli agiunga oscuro o chiarore, nero 118 2, 36| dell'animale, poi apresso agiungere i suoi muscoli, di poi tutto 119 1, 2| costati l'uno all'altro s'agiungono, crescono una linea. E apresso 120 2, 40| braccia remisse, coi piedi agiunti. E così a ciascuno sia suo 121 2, 46| usavano solo colori quattro, e Aglaofon si maravigliano si dilettasse 122 2, 43| fermando il piè quasi come ago di bilancia, tutta l'altra 123 3, 54| nuove invenzioni, o certo aiuteranno a bello componere sua storia, 124 2, 45| pieghe come al tronco dell'albero i suo rami. In questo adunque 125 pro | essilio in quale siamo noi Alberti invecchiati, qui fui in 126 3, 53| Appelle. Parmi cosa non aliena dal nostro proposito qui 127 2, 28| Voleano che i figliuoli bene allevati insieme con geometria e 128 2, 36| commensurazione gioverà prima allogare ciascuno osso dell'animale, 129 | allora 130 1, 20| veduta quantità, non più alta che l'occhio che vede, può 131 2, 46| lume e l'ombra che riceve altera sua veduta: e dicemmo che ' 132 1, 19| traversa quantità segua alterandosi. Qui sarebbono alcuni i 133 1, 10| Vedesi dall'ombra i colori alterati: crescendo l'ombra s'empiono 134 2, 31| quello che tu vedi molto alterato. Adunque il velo ti darà, 135 1, 2| alla superficie che, se non alteri la superficie, nulla indi 136 | altrimenti 137 2, 25| dalla pittura, puossi d'altronde e in prima di qui vedere, 138 2, 43| peso. Parmi ancora che, alzando il capo, niuno più porga 139 2, 35| che piglino ombre e lumi ameni e suavi, né abbino asperitate 140 3, 53| quanto essa avesse grazia e amenità a vederla dipinta di mano 141 2, 47| grazia. Certo da natura amiamo le cose aperte e chiare. 142 pro | Filippo, e in quel nostro amicissimo Donato scultore e in quegli 143 3, 53| proposito qui narrarla, per ammonire i pittori in che cose circa 144 2, 42| piacemi sia nella storia chi ammonisca e insegni a noi quello che 145 1, 3| più ottusi. Questo luogo ammonisce si dica degli angoli. Dico 146 2, 46| bianco e l'ombra col nero, ammonisco molto abbino studio a conoscere 147 1, 9| 9.~ ~Questo luogo m'amonisce a dire de' colori insieme 148 2, 29| opera alla pittura. E poi amonisco chi sia studioso di dipignere 149 2, 36| il petto piccolo, la mano ampia e il piè enfiato, il corpo 150 pro | grande, erta sopra e' cieli, ampla da coprire con sua ombra 151 pro | gloriosi tempi produsse, amplissimi e maravigliosi. Ma poi che 152 | anche 153 2, 43| venendo in qua; il settimo, andando attorno. Questi adunque 154 2, 33| dodici, tre volte tanto andrai su in alto quanto sia dalla 155 3, 57| tempi veduto scolpito in uno anello Fetonte portato da quattro 156 2, 34| Tragonsi le circulari delle angulari; e questo fo io così. Fo 157 1, 7| all'occhio quivi dov'è l'angulo delle quantità. Sino a qui 158 2, 36| che a bene misurare uno animante si pigli uno quale che suo 159 2, 26| affermano fra loro bene anni se' milia essere la pittura 160 2, 45| in uno giro quasi volendo anodarsi, e ondeggino in aria simile 161 1, 14| proporzione altra che nei membri d'Anteo gigante, ove all'uno e all' 162 pro | maestra delle cose, fatta antica e stracca, più non producea 163 1, 21| Appena vedrai alcuna storia antiqua attamente composta.~ ~ 164 2, 40| sia differente dalle cose antique e consuete, così l'animo 165 2, 26| già che i nostri Toscani antiquissimi furon in Italia maestri 166 2, 27| ingegno del pittore, perché s'aopera in cosa più difficile. Pure 167 1, 2| vedere, neuno nega nulla apartenersene al pittore. Solo studia 168 2, 50| del pittore estimammo s'apartenesse. Adunque così esponemmo 169 1, 1| quale alla nostra matera apartengano; e conosciutole, quanto 170 2, 39| uno scrigno inchiuso, dove apena sedendo vi si assetti. Adunque 171 1, 19| reputo essere una finestra aperta per donde io miri quello 172 3, 62| voglio i nostri pittori apertamente domandino o odano ciascuno 173 1, 14| matematici quanto a noi s'apertenga, che ogni intercesione di 174 1, 10| lume diventano i colori più aperti e chiari. Per questo assai 175 1, 13| sia distante. Altre stanno apoggiate in lato, come i pareti e 176 2, 31| sia fatto con linea troppo apparente, non dimostrerà ivi essere 177 2, 38| paressero fratelli, ma nell'uno apparesse natura pugnace, nell'altro 178 1, 18| conoscessero. Questo che io dico appartiene a dare ad intendere che, 179 2, 33| simili superficie quali appellammo giacenti. Qui adunque dirò 180 2, 31| tra i miei amici soglio appellare intersegazione. Quello sta 181 1, 18| quelle sogliono i filosafi appellarle accidenti, sono sì fatte 182 1, 2| dividere in parte. Segno qui appello qualunque cosa stia alla 183 2, 33| quali dimostrano quanto s'apprendano col velo. Alle superficie 184 1, 22| con quanta sia fatica le apprenderà. Ma ad i sottili ingegni 185 3, 62| degli amici, e dipignendo s'apra a chiunque viene e odasi 186 2, 44| non si aconfà ad uno bue aratore darli que' movimenti quali 187 pro | perdute: pittori, scultori, architetti, musici, ieometri, retorici, 188 2, 26| erro, pure dal pittore gli architravi, le base, i capitelli, le 189 3, 61| rettorici o poeti, - con ardentissimo studio darsi a qualche opera, 190 2, 44| esprimendo movimenti troppo arditi, e in una medesima figura 191 3, 61| opera, poi freddato quello ardore d'ingegno, lassano l'opera 192 2, 29| saliti in molta lode e ivi arebbono acquistato ricchezze e piacere 193 3, 58| che dipignendo. Sia questo argomento atto quanto veggiamo che 194 2, 44| vergini movimenti e posari ariosi, pieni di semplicità, in 195 2, 40| col capo nudo, ma col capo armato ritratto. E dice Plutarco 196 3, 53| assimigliare a chi ne' campi dell'armi con lunga fatica fusse magrito 197 2, 34| circolo, per questo, quando io arò notato otto o più tagliamenti, 198 3, 55| aranno le narici scimmie o arovesciate aperte; altri porgerà i 199 2, 27| e dicono che Rodi non fu arsa da Demetrio re, ove temea 200 2, 37| officio, che niuno per minimo articolo che sia, resti ozioso. E 201 pro | copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, 202 1, 12| superficie con linee e colori artificiose representata.~ ~ 203 2, 44| ornati con belli posari e artificiosi. Sia ad i vecchi loro movimenti 204 3, 59| interverracci che molto più che Asclipiodoro saremo pittori velocissimi, 205 3, 57| piccioli disegni facile s'asconde ogni gran vizio, nei grandi 206 1, 21| perché era oscura, loro fu ascosa e incognita. Appena vedrai 207 3, 58| acquisti che solo sapere asimigliarteli, ma dalle cose scolpite 208 3, 58| dalle cose scolpite impari asimigliarti, e impari conoscere e ritrarre 209 2, 35| ameni e suavi, né abbino asperitate alcuna di rilevati canti, 210 3, 63| meno satisfeci alle loro aspettazioni, non però vituperino me 211 2, 32| infinita fatica, ma bene s'aspetti pittura quale molto paia 212 3, 55| nella età più provetta sono aspri e canteruti. Così tutte 213 2, 41| estrigne e il pensiero l'assedia, stanno con sue forze e 214 2, 25| amicizia, quale fa gli uomini assenti essere presenti, ma più 215 2, 39| dove apena sedendo vi si assetti. Adunque tutti i corpi per 216 3, 55| difficile quale lo studio e assiduità non vinca.~ ~ 217 3, 55| si troverà con diligenza, assiduitate e studio. Voglio che i giovani, 218 3, 55| natura, e con sé stessi molto assiduo le essaminerà in che modo 219 3, 53| aspetto iniquo, quale potresti assimigliare a chi ne' campi dell'armi 220 3, 55| fu curioso di fare cose assimigliate al naturale molto più che 221 1, 4| acqua. Sperica superficia s'assomiglia al dosso della spera. Dicono 222 3, 56| imparano dipignere bene, ma assuefanno sé a' suoi errori. Fugge 223 2, 37| certa spezie: e sarebbe cosa assurda se le mani di Elena o di 224 3, 53| ma parea nel viso troppo astuta. Tenea nella sua destra 225 2, 41| corpo. E veggiamo quanto uno atristito, perché la cura estrigne 226 1, 21| vedrai alcuna storia antiqua attamente composta.~ ~ 227 1, 22| Ma ad i sottili ingegni e atti alla pittura queste nostre 228 2, 31| circunscrizione quella che descriva l'attorniare dell'orlo nella pittura. 229 | attraverso 230 pro | musici, ieometri, retorici, auguri e simili nobilissimi e maravigliosi 231 1, 14| qual fu in Ercole, quale Aulo Gelio conietturava essere 232 2, 49| faretra d'oro, i capelli aurei nodati in oro, e la veste 233 3, 60| dipignea animali, massime cani. Aurelio che sempre amava, solo dipignendo 234 3, 56| Ma chi da essa natura s'auserà prendere qualunque facci 235 3, 55| Interverrà come a chi s'ausi volgere e prendere cose 236 2, 45| faccia del vento zeffiro o austro che soffi tra le nuvole, 237 1, 19| seconda, sempre una parte avanzi lo spazio che sia fra la 238 3, 60| de' signori, e in questo avanzò tutti gli altri. Così a 239 2, 47| sarebbono quanto debbono avari e massai, e sarebbero loro 240 | aveano 241 2, 35| imitarla, si conviene molto avervi continovo pensieri e cura, 242 | avessi 243 2, 47| quali se, come dicemmo, bene avessono disegnato gli orli delle 244 pro | queste arti. Pertanto m'avidi in nostra industria e diligenza 245 2, 40| degna, ma sia in tumulto aviluppata. E forse chi molto cercherà 246 2, 48| e così i chiari bene s'avolgano fra gli oscuri. Così adunque, 247 3, 59| e chiare; e mentre che s'avolgerà fra quelle tenebre d'errori 248 2, 42| tristezza del padre, a lui avolse uno panno al capo, e così 249 | avute 250 | avuto 251 3, 56| bellezza, ivi facile loro avverrà che non quale cercano bellezza 252 1, 2| quasi come una ghirlanda l'avvolge; e se qui in mezzo sarà 253 3, 59| quasi come il cieco con sua bacchetta, così lui con suo pennello 254 2, 41| forze e sentimenti quasi balordi, tenendo sé stessi lenti 255 2, 28| ipocentauri e più facce di re barbate e crinite. Anzi più dicono 256 1, 7| terminano ad uno solo punto. La basa di questa pirramide sarà 257 2, 43| alcune stieno alte, e alcune basse. Ma perché talora in questi 258 2, 33| delle picciole superficie bastino i precetti sino a qui detti, 259 2, 35| delle cose, bene abbia in be' corpi composte le superficie. 260 2, 28| fra le buone arti a bene e beato vivere ad i figliuoli insegnavano 261 2, 37| sarebbe pittore da farsene beffe. Pertanto così conviene 262 2, 43| perpendiculare sopra il bellico. I movimenti delle gambe 263 1, 22| modo dette saranno facili e bellissime; e a chi altri sia rozzo 264 1, 18| piccinacolo. Niso e Eurialo furono bellissimi, quali comparati a Ganimede 265 3, 60| E conviensi cultivare i beni della natura con studio 266 2, 47| molto più giù che l'ultima bianchezza. Truova il pittore cosa 267 1, 9| orizzonte non raro essere vapore bianchiccio, e a poco a poco seguirsi 268 1, 18| Ispani molte fanciulle paiono biancose, che appresso a' Germani 269 3, 62| ciascuno potesse più libero biasimarlo e lui più onesto udirlo, 270 3, 62| udirlo, udiva quanto ciascuno biasimava o lodava. Così io voglio 271 3, 61| vecchia e sucida che finita. Biasimavano gli antiqui Protogene pittore 272 2, 47| risplendere. Per questo molto si biasimi ciascuno pittore il quale 273 1, 9| acqua il verde, e la terra bigia e cenericcia. Gli altri 274 2, 46| nero, però che con questo bilanciare il bianco col nero molto 275 2, 47| coprirebbono la superficie di qual bisognasse bianco o nero; di poi sopra 276 3, 61| pare atto di pertinace e bizzarro, non d'uomo diligente.~ ~ 277 2, 42| espriemere visi nei quale la bocca, il mento, gli occhi, le 278 3, 52| E sa ciascuno quanto la bontà dell'uomo molto più vaglia 279 2, 26| i fabri, iscultori, ogni bottega e ogni arte si regge; né 280 1, 1| Scrivendo de pictura in questi brevissimi comentari, acciò che 'l 281 2, 39| dipignesse centauri far briga apresso la cena, sarebbe 282 1, 18| Germani sarebbono fusche e brune. L'avorio e l'argento sono 283 pro | PROLOGO. A FILIPPO BRUNELLESCHI.~ ~Io solea maravigliarmi 284 2, 36| composizione certo sarebbe brutta a vederla. Adunque conviensi 285 2, 35| questo essere in aspetto bruttissimo. Ma quelli visi s'aranno 286 1, 4| qualità quale sta quasi come buccia sopra tutto il dosso della 287 2, 44| movimenti quali daresti a Bucefalas, gagliardissimo cavallo 288 2, 44| Già non si aconfà ad uno bue aratore darli que' movimenti 289 | buon 290 2, 27| le quali tu conoscerai i buoni pittori sempre stati apresso 291 2, 45| natura gravi e continuo cadendo a terra, per questo starà 292 2, 29| fiore d'imparare, subito caduti al guadagno, indi acquistare 293 1, 6| Di qui si conosce qual cagione facci una quantità molto 294 3, 58| cercano lode quale fu data a Calamide scultore, quanto referiscono 295 2, 43| la sussegua tale che il calcagno medesimo del piè si leva 296 2, 42| di Efigenia, avendo finto Calcante mesto, Ulisse più mesto, 297 1, 7| fanno quanto si dice il cameleone, animale che piglia d'ogni 298 2, 47| Se bene vestissi di panni candidissimi, convienti fermare molto 299 2, 37| chi avesse il viso rosato, candido e venusto, a costui poco 300 1, 4| sperica, qual sono drento i cannoni e di fuori le colonne.~ 301 3, 55| più provetta sono aspri e canteruti. Così tutte queste cose 302 1, 20| dimostra. Veggiamo ne' tempî i capi degli uomini quasi tutti 303 2, 25| Plutarco, Cassandro uno de' capitani di Allessandro, perché vide 304 2, 38| Venere o Minerva con uno capperone da saccomanno: simile sarebbe 305 2, 25| per la pittura molto più cara e molto più graziosa fatta. 306 2, 25| avorio, le gemme e simili care cose per mano del pittore 307 2, 40| Suole ad i prencipi la carestia delle parole tenere maestà, 308 2, 39| tanto tumulto che alcuno carico di vino stesse adormentato. 309 2, 36| poi tutto vestirlo di sue carne. Ma qui sarà chi mi contraponga 310 2, 36| poi così copriamo con sue carni che non sia difficile intendere 311 2, 47| che le preziosissime gemme caro. Sarebbe certo utile il 312 2, 27| parte a cavallo, parte sui carri, compiute. E in questa terra 313 1, 11| feriscono i travi della casa. Circa a queste reflessioni 314 1, 19| ponendo la prima linea a caso, benché l'altre seguano 315 2, 25| riconoscono. Dice Plutarco, Cassandro uno de' capitani di Allessandro, 316 2, 38| antiqui dipintori, dipignendo Castor e Poluce, fare che paressero 317 2, 40| fanciulle, fanciullini, polli, catellini, uccellini, cavalli, pecore, 318 2, 27| furono dipintori. Turpilio cavaliere romano dipinse a Verona. 319 1, 4| superficie piane, alcune cavate in dentro, alcune gonfiate 320 2, 47| uniforme; nelle superficie cave e sperice piglia il colore 321 1, 9| fuoco il rosso, dell'aere celestrino, dell'acqua il verde, e 322 2, 39| centauri far briga apresso la cena, sarebbe cosa innetta in 323 1, 9| verde, e la terra bigia e cenericcia. Gli altri colori, come 324 2, 48| bianco non solo appresso il cenericcio e appresso il croceo, ma 325 2, 39| adoperarsi. Chi dipignesse centauri far briga apresso la cena, 326 | cento 327 1, 12| descritti, niun'altra cosa cercarsi se non che in questa superficia 328 2, 40| aviluppata. E forse chi molto cercherà dignità in sua storia, a 329 1, 12| dalla natura, quasi come ivi cerchi la punta e angolo della 330 1, 5| cose misuriamo col vedere. Cerchiamo a queste sue ragioni cominciando 331 1, 6| estendono sino all'occhio. Ed è certissimo niuna quantità potersi sanza 332 2, 41| malinconico il fronte premuto, la cervice languida, al tutto ogni 333 1, 7| quelli razzi i quali io chiamai estrinsici. La cuspide, 334 3, 55| lettere, quali gli antiqui chiamano elementi; poi insegnano 335 1, 2| matematici diamitro. Noi giovi chiamarla centrica. E qui sia da' 336 2, 30| da' lumi, proprio possiamo chiamarlo recezione di lumi.~ 337 3, 53| suoi ornamenti e panni: chiamasi l'una Insidie e l'altra 338 3, 53| fanciulletta vergognosa e pudica, chiamata Verità. Quale istoria se 339 1, 5| quasi ministri al vedere, chiamati per questo visivi, quali 340 1, 19| veggendole e maravigliandosi, chiamavano miracoli. Ivi ciò che sino 341 3, 53| guida della Calunnia, e chiamavasi Livore. Ed erano due altre 342 2, 42| quello che ivi si facci, o chiami con la mano a vedere, o 343 1, 5| luogo: e questi così si chiamino razzi mediani. Ecci fra 344 2, 32| ciascuna parte, con sua chiarità divisa da quella che sia 345 1, 7| che l'uno tocchi l'altro, chiuggono tutta la superficie quasi 346 | chiunque 347 1, 2| superficie, e sarà questo orlo chiuso d'una o di più linee. Sarà 348 1, 14| proporzionali, in queste ciascune parti corrispondono; ma 349 2, 40| varietà delle cose. Come ne' cibi e nella musica sempre la 350 1, 18| tavoletta dipingendo uno Ciclope gigante adormentato, fece 351 3, 59| d'errori e quasi come il cieco con sua bacchetta, così 352 pro | sì grande, erta sopra e' cieli, ampla da coprire con sua 353 2, 42| le guance, il fronte, i cigli, tutti ad uno ridere o piangere 354 2, 43| quella parte del corpo ove ti cigni, quasi mai tanto ti torci 355 1, 18| bianchi, quali posti presso al cigno o alla neve parrebbono palidi. 356 2, 48| rosato presso al verde e al cilestro si danno insieme onore e 357 | cinque 358 2, 49| oro, e la veste purpurea cinta pur d'oro, i freni al cavallo 359 2, 42| storia. Lodasi Timantes di Cipri in quella tavola in quale 360 2, 36| si disegna ignudo, poi il circondiamo di panni, così dipignendo 361 2, 31| desiderrei nulla proseguirsi circonscrivendo che solo l'andare dell'orlo; 362 2, 26| pittori antichi soleano circonscrivere l'ombre al sole, e così 363 1, 7| questi razzi estrinsici così circuendo la superficie che l'uno 364 1, 12| che <quando> con sue linee circuiscono la superficie, e quando 365 2, 34| segno con ingegno il mio circulo nella pittura guidando la 366 2, 27| adunque qui affermare che la città di Rodi fu ricomperata dai 367 2, 27| dilettavano. Lucio Manilio cittadino romano e Fabio uomo nobilissimo 368 2, 26| egitto, e non so quale altro Cleante furono di questa arte tra 369 2, 47| grossissime perle quale Cleopatra distruggeva in aceto, ché 370 2, 36| lungo quanto dal mento al cocuzzolo del capo.~ ~ 371 2, 44| in vacca, correre colla coda ritta, rintorcigliata, col 372 2, 27| Sono certo queste arti cognate e da uno medesimo ingegno 373 2, 43| in sinistra, il quarto; colà lunge movendosi di qui, 374 3, 61| come debba essere fatta e collocata. E per meglio di tutto aver 375 2, 42| tavola in quale egli vinse Colocentrio, che nella imolazione di 376 2, 43| capo quasi come base d'una colonna, e quasi sempre di chi stia 377 1, 7| per uno modo luminati e colorati. E di questo si pruova che 378 2, 32| che ivi sia la ragione del colorire men dubbia.~ 379 | coloro 380 2, 33| quella degli edifici e de' colossi, delle picciole superficie 381 3, 57| molto facile in uno solo colpo potrà quest'altre cose minute 382 2, 49| alla pittura, qual sono colunne scolpite, base, capitelli 383 1, 21| questa brevità del nostro comentare, sarà non molto forse intesa 384 2, 46| avarizia, dove bisogni, comincerai a porvi il bianco, e subito 385 3, 53| dal quale i giovani nobili cominciarono ad imparare dipignere. Stimava 386 3, 61| ingegno, lassano l'opera cominciata e rozza e con nuova cupidità 387 2, 25| l'argento. Zeusis pittore cominciava a donare le sue cose, quali, 388 3, 63| questa palma d'avere ardito commendare alle lettere questa arte 389 2, 36| grandezza de' membri, in quale commensurazione gioverà prima allogare ciascuno 390 1, 19| chiama braccio, però che commisurando uno comune uomo si vede 391 3, 63| della pittura, quali se sono commode e utili a' pittori, solo 392 2, 31| velo certo non picciola commodità: primo, che sempre ti ripresenta 393 2, 42| pose undici discepoli tutti commossi da paura vedendo uno de' 394 3, 53| erano due altre femmine compagne alla Calunnia, quali a lei 395 1, 18| il dito grosso, tale che comparando colui che giacea a questi 396 2, 25| come dicea, non si poteano comperare; né estimava costui potersi 397 2, 40| Così in istoria uno certo competente numero di corpi rende non 398 2, 31| Adunque la pittura si compie di circonscrizione, composizione, 399 3, 61| questa renderla da ogni parte compiuta. Fu uno a cui Appelles rispose, 400 2, 33| per la quale le parti si compongono nella opera dipinta. Grandissima 401 2, 47| notte. E vedesi forza in ben comporre bianco presso a nero, che 402 2, 35| bene abbia in be' corpi composte le superficie. A quale imitarla, 403 1, 22| eloquenza, ivi ancora chi non le comprende al primo aspetto, costui 404 2, 46| ombra. Questo assai da te comprenderai dalla natura; e quando bene 405 1, 12| figurare più superficie comprese nella pirramide visiva, 406 pro | ornatissima patria ridutto, compresi in molti ma prima in te, 407 3, 53| Questi hanno molti ornamenti comuni col pittore; e copiosi di 408 1, 7| estrinsici dai quali sia conceputa la pirramide, e parmi provato 409 3, 60| dagli antiqui non molto concessa, che uno in ogni cosa, non 410 3, 61| bellissima, e faremo nostri concetti e modelli di tutta la storia 411 2, 37| conviene tutte le membra condicano ad una spezie. E ancora 412 2, 44| cosa impossibile e non condicente, credono essere lodati, 413 3, 59| fare, e in che modo abbia a condurlo; ché certo più sarà sicuro 414 2, 39| Conviensi che i corpi insieme si confacciano in istoria con grandezza 415 2, 25| bellezza del quale non poco confermò la ora presa religione. 416 2, 28| essercitarla. Sia licito confessare di me stesso. Io se mai 417 3, 54| gli altri pittori famoso, confessava avere imparato da Omero 418 3, 60| nostra istoria; cosa qual ti confesso grandissima, e a chi si 419 pro | laude di qual si sia virtù. Confessoti sì a quegli antiqui, avendo 420 2, 29| dotti e agl'indotti, molto conforto i giovani studiosi diano 421 2, 40| composizione, ma dissoluta confusione disseminano; pertanto non 422 3, 61| lavoro torremo dai nostri congetti, quasi come da privati commentari, 423 1, 14| ove all'uno e all'altro si congiugneva con pari ragioni e ordini 424 2, 33| intorno più che due facce congiunte. Così io questo osservo 425 2, 25| quella pietà per quale siamo congiunti agli iddii, insieme e a 426 1, 14| Ercole, quale Aulo Gelio conietturava essere stato grande sopra 427 3, 56| femmina. Savio pittore, se conobbe che ad i pittori, ove loro 428 3, 58| cosa della quale elli non conosca ogni suo rilievo; e più 429 2, 41| equale ad Appelle molto conoscea questi movimenti, quali 430 2, 41| noi conosceremo quando a conoscerli porremo studio e diligenza.~ ~ 431 1, 18| gli accidenti dell'uomo si conoscessero. Questo che io dico appartiene 432 3, 58| che niuna differenza vi si conosceva. Ma certo i nostri pittori 433 2, 31| dipinte che le scolpite. E conosci quanto, mutato la distanza 434 2, 30| circonscrizione. Apresso rimirandolo conosciamo come più superficie del 435 1, 13| faccia questa intersegazione conosciuta. Convienci avere nuovo principio 436 1, 1| nostra matera apartengano; e conosciutole, quanto l'ingegno ci porgerà, 437 1, 1| favellare molto priego si consideri me non come matematico ma 438 3, 61| chiameremo tutti gli amici a consigliarci sopra a ciò. E così ci sforzeremo 439 2, 31| utilità che tu potrai facile constituire i termini degli orli e delle 440 1, 20| quella prima linea. Poi constituisco quanto io voglia distanza 441 1, 12| distanza, posto il centro e constituiti i lumi, in una certa superficie 442 3, 59| non bene con la mente arà constituito quello che egli abbi a fare, 443 1, 7| modo sia da questi razzi construtta. Noi la discriveremo a nostro 444 2, 40| differente dalle cose antique e consuete, così l'animo si diletta 445 3, 56| si vuole fuggire quella consuetudine d'alcuni sciocchi, i quali 446 2, 25| pittura sia non indegna da consumarvi ogni nostra opera e studio. 447 2, 42| e in Menelao poi avesse consunto ogni suo arte a molto mostrarlo 448 3, 55| imparare molta vaghezza si contenda con istudio e con industria. 449 2, 31| Appelles pittore essercitare e contendere con Protogene; però che 450 3, 60| in tanto dobbiamo essere contenti che per negligenza lassiamo 451 2, 34| numero di punti seguire continovando il circolo, per questo, 452 1, 20| una medesima ritta linea continoverà diamitro di più quadrangoli 453 2, 32| a poco venendo in chiaro continua, allora quello che fra loro 454 2, 45| ora in dentro, parte si contorcano come funi. Medesimo ancora 455 2, 31| quanto sia impossibile bene contraffare cosa quale non continovo 456 2, 25| lavorato con arte di pittura si contrapesa con molto più oro. Anzi 457 2, 43| del corpo si contraponga a contrapesare il peso. Parmi ancora che, 458 2, 43| del capo; overo certo in contraria parte quasi come stile d' 459 2, 42| ad uno ridere o piangere convengono? Per questo molto conviensi 460 2, 44| movimenti soavi e grati, convenienti a quello ivi si facci. Siano 461 1, 14| minore, avendo una medesima convenienza alla sua base, sarà a quello 462 1, 12| nella pirramide visiva, converralli in qualche luogo segare 463 2, 36| membri bene convengano. Converranno quando e di grandezza e 464 2, 44| Forse facendo Io, quale fu conversa in vacca, correre colla 465 2, 26| de' poeti, quel Narcisso convertito in fiore essere della pittura 466 2, 33| Alle superficie maggiori ci convien trovare nuove ragioni. Ma 467 2, 47| vestissi di panni candidissimi, convienti fermare molto più giù che 468 2, 46| superficie, quanto ciascuna sia coperta di lume o d'ombra. Questo 469 1, 12| Ma poi che i corpi sono coperti dalle superficie, tutte 470 3, 60| conviensi per bene fare copiosa la nostra istoria; cosa 471 pro | per le istorie veggiamo copiose erano in que' vertuosissimi 472 2, 40| io quella istoria essere copiosissima in quale a' suo luoghi sieno 473 2, 46| eletti quelli pochi, e ad uno copioso artefice credeano convenirsi 474 2, 36| muscoli, quali poi così copriamo con sue carni che non sia 475 1, 2| Quella linea dritta, la quale coprirà il punto e taglierà in due 476 pro | sopra e' cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e' popoli 477 2, 47| rugiada per infino all'orlo coprirebbono la superficie di qual bisognasse 478 1, 17| spazio. Dicemmo a torno coprirsi la superficie dalle quantità; 479 2, 43| liberi, ma non vorrei io coprissero alcuna degna e onesta parte 480 2, 34| Forse sarebbe più brieve via corlo all'ombra? Certo sì, dove 481 2, 48| dipignerai Diana guidi il coro, sia a questa ninfa panni 482 2, 37| officio. Sta bene a chi corre non meno gittare le mani 483 pro | vi ti par da emendarla, correggimi. Niuno scrittore mai fu 484 2, 44| quale fu conversa in vacca, correre colla coda ritta, rintorcigliata, 485 2, 36| colore e d'altre simili cose corrisponderanno ad una bellezza: ché se 486 1, 20| piedi de' più lontani quasi corrispondere ad i ginocchi de' più presso.~ ~ 487 1, 14| in queste ciascune parti corrispondono; ma dove siene diverse e 488 1, 3| o meno, più lunghi, più corti, più acuti o più ottusi. 489 2, 37| fusse la fronte crespa o le coscie d'un facchino, o se a Milone, 490 1, 2| E i punti, se in ordine costati l'uno all'altro s'agiungono, 491 3, 52| all'artefice molto porgersi costumato, massime da umanità e facilità, 492 2, 28| la pittura; quale ottimo costume molto apresso de' Greci 493 1, 12| alcuno: «Che giova al pittore cotanto investigareEstimi ogni 494 1, 8| quello uno solo, quale sì cozza la quantità che di qua e 495 1, 5| quantità. Adunque perché così cozzano l'ultime ed estreme parti 496 3, 62| quando arà udito ciascuno, creda ai più periti.~ 497 2, 46| ad uno copioso artefice credeano convenirsi tutta la moltitudine 498 2, 42| movimenti dello animo. E chi mai credesse, se non provando, tanto 499 2, 27| tanto numero di scultori, credi che manco fussero pittori? 500 2, 44| impossibile e non condicente, credono essere lodati, perché odono


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