1-credo | cresc-inven | inves-racco | racon-zotic
grassetto = Testo principale
Parte, Capitolo grigio = Testo di commento
1002 3, 55| corpi, pure si debba ad investigarla e impararla porvi ogni fatica.
1003 3, 62| pare da dubitare che gli invidi e detrattori nuocano alle
1004 pro | vedute. Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto
1005 2, 42| cosa ivi maravigliosa, o te inviti a piagnere con loro insieme
1006 2, 40| storia la varietà sempre fu ioconda, e in prima sempre fu grata
1007 2, 44| ai garzonetti leggieri, iocondi, con una certa demostrazione
1008 3, 54| da Omero poeta dipignere Iove con molta divina maestà.
1009 2, 28| de' marmi spesso dipinga ipocentauri e più facce di re barbate
1010 2, 41| negletto cade. Vero, a chi sia irato, perché l'ira incita l'animo,
1011 2, 25| permise alcuno il dipignesse o isculpisse: non li piacea la propia
1012 2, 26| del pittore tutti i fabri, iscultori, ogni bottega e ogni arte
1013 2, 37| trovato da Enea in su quell'isola con quella faccia quale
1014 1, 18| parrebbono sozzi. Appresso degl'Ispani molte fanciulle paiono biancose,
1015 2, 28| muova chi sia imperito. Né ispesso troverrai chi non molto
1016 2, 45| ventoleggiare guardi il pittore non ispiegare alcuno panno contro il vento;
1017 2, 46| colori, ché insegnammo come istando uno medesimo colore, secondo
1018 1, 14| se qui bene sono inteso, istatuirò coi matematici quanto a
1019 1, 24| e superficie. Seguita ad istituire il pittore in che modo possa
1020 2, 26| benché dicono Eufranore istmio scrivesse non so che delle
1021 2, 44| fanno parerle schermidori e istrioni senza alcuna degnità di
1022 3, 55| vaghezza si contenda con istudio e con industria. Qual cosa
1023 2, 26| Toscani antiquissimi furon in Italia maestri in dipignere peritissimi.~ ~
1024 pro | artificio certo, se io ben iudico, come a questi tempi era
1025 3, 55| aperte; altri porgerà i labri pendenti; alcuni altri aranno
1026 3, 55| altri aranno ornamento di labrolini magruzzi. E così essamini
1027 2, 25| tutto il corpo; Agesilao Lacedemonio mai permise alcuno il dipignesse
1028 2, 26| Perseo de pittura. Raconta Laerzio Diogenes che Demetrio fece
1029 2, 41| fronte premuto, la cervice languida, al tutto ogni suo membro
1030 2, 37| dito e capo; ogni cosa cade languido; ciò che ve si dà ad espriemere
1031 3, 61| domani quest'altra, e così lassarle non perfette, ma qual pigli
1032 3, 51| questi commentari da non lassarlo. Direnne molto brevissimo.~ ~
1033 1, 19| di ciò diremo. Qui solo, lassato l'altre cose, dirò quello
1034 3, 60| contenti che per negligenza lassiamo di tentare quanto ancora
1035 2, 42| uno panno al capo, e così lassò si pensasse qual non si
1036 2, 26| quelle insieme dai nostri latini scrittori fu la pittura
1037 2, 37| quale fusse il viso fresco e lattoso, sarebbe sozzo soggiungervi
1038 2, 40| in istoria, pure né però laudo copia alcuna quale sia sanza
1039 3, 61| non dia fastidio o tedio lavorando, e fuggiremo quella cupidità
1040 2, 25| preziose; e anche l'oro lavorato con arte di pittura si contrapesa
1041 1, 5| mappa molto strettissimi legati dentro all'occhio ove siede
1042 3, 53| invenzione sta grata. Lodasi leggendo quella discrezione della
1043 1, 22| sanza eloquenza scritte, si leggeranno con fastidio. Ma priego
1044 2, 47| farebbono: prima quasi come leggerissima rugiada per infino all'orlo
1045 pro | pittura. Piacciati adunque leggermi con diligenza, e se cosa
1046 2, 44| movimenti ai garzonetti leggieri, iocondi, con una certa
1047 pro | travamenti o di copia di legname, quale artificio certo,
1048 2, 41| balordi, tenendo sé stessi lenti e pigri in sue membra palide
1049 3, 59| così sarà pigro, perché lento e temoroso tenterà quelle
1050 2, 48| presso a tutti posto, porge letizia. I colori oscuri stanno
1051 3, 63| espettazione di chi ci ha letto, incolpino la natura non
1052 2, 43| calcagno medesimo del piè si leva dal pavimento.~ ~
1053 3, 61| pittore che non sapesse levare la mano d'in sulla tavola.
1054 2, 43| natura quasi mai le mani levarsi sopra il capo, né le gomita
1055 2, 44| col collo erto, coi piè levati, sarebbe atta pittura.~ ~
1056 3, 62| che ciascuno potesse più libero biasimarlo e lui più onesto
1057 pro | lingua toscana. Vederai tre libri: el primo, tutto matematico,
1058 2, 40| mani in alto e con le dita liete, fermi in su un piè. Agli
1059 2, 41| ardito si getta. Agli uomini lieti e gioiosi sono i movimenti
1060 pro | quale a tuo nome feci in lingua toscana. Vederai tre libri:
1061 3, 53| della Calunnia, e chiamavasi Livore. Ed erano due altre femmine
1062 pro | truovano rarissimi e poco da lodarli. Onde stimai fusse, quanto
1063 pro | sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo
1064 2, 44| condicente, credono essere lodati, perché odono quelle immagini
1065 3, 60| dipinse femmine. Eraclides fu lodato in dipignere navi. Serapion
1066 3, 62| quanto ciascuno biasimava o lodava. Così io voglio i nostri
1067 pro | conosciuto? Ma delle tue lodi e della virtù del nostro
1068 2, 49| stima porga maestà. Non lo lodo. E benché dipignesse quella
1069 1, 20| quantità, ma i piedi de' più lontani quasi corrispondere ad i
1070 3, 53| uomo palido, brutto, tutto lordo, con aspetto iniquo, quale
1071 pro | in quegli altri Nencio e Luca e Masaccio, essere a ogni
1072 3, 53| discrezione della Calunnia, quale Luciano racconta dipinta da Appelle.
1073 1, 18| chiaro che questo oscuro, lucidissimo quale sia più chiaro che
1074 1, 18| maggiore che questo grande; lucido qual sia più chiaro che
1075 3, 56| pubblico pose nel tempio di Lucina appresso de' Crotoniati,
1076 2, 27| dipignerle assai si dilettavano. Lucio Manilio cittadino romano
1077 2, 46| niuno sarà parte alcuna luminata, a cui non sia altra parte
1078 1, 7| troveresti per uno modo luminati e colorati. E di questo
1079 1, 9| potersi vedere quale non sia luminato e colorato. Adunque tengono
1080 1, 11| stelle, come dal sole, dalla luna e da quell'altra bella stella
1081 1, 3| saranno più o meno, più lunghi, più corti, più acuti o
1082 2, 32| quasi quadrate con diverse macchie di lumi e d'ombre. Pertanto
1083 1, 8| numero e forza vedresti più macole di chiarore e di oscuro.~ ~
1084 2, 26| antiquissimi furon in Italia maestri in dipignere peritissimi.~ ~
1085 2, 37| braccia e le mani secche per magrezza. Così chi dipignesse Acamenide,
1086 3, 53| armi con lunga fatica fusse magrito e riarso: costui era guida
1087 2, 37| gagliardissimo, fusseno i fianchi magrolini e sottiluzzi. E ancora in
1088 3, 55| aranno ornamento di labrolini magruzzi. E così essamini il pittore
1089 2, 41| malsostenute. Vedrai a chi sia malinconico il fronte premuto, la cervice
1090 2, 41| pigri in sue membra palide e malsostenute. Vedrai a chi sia malinconico
1091 1, 6| basso in su, la larghezza da man destra a sinistra, la grossezza
1092 2, 46| razzi del lume, e come, dove manca la forza del lume, quel
1093 2, 40| parte del viso ove non era mancamento dell'occhio. E dicono che
1094 1, 9| vedilo, che mancando il lume mancano i colori, e ritornando il
1095 pro | antiqui, ora così siano mancate e quasi in tutto perdute:
1096 3, 61| quali volendo ad ogni cosa manchi ogni vizio e tutto essere
1097 3, 60| negligenza quelle cose non manchino quale acquistate rendono
1098 2, 27| numero di scultori, credi che manco fussero pittori? Sono certo
1099 3, 55| Demetrio, antiquo pittore, mancò ad acquistare l'ultima lode
1100 3, 55| distinta di ciascuno membro, e mandino a mente qualunque possa
1101 1, 16| della intersegazione sia manifesta. Sarebbe cosa lunga, difficile
1102 2, 46| ogni vizio della pittura si manifesti diforme nello specchio.
1103 2, 27| assai si dilettavano. Lucio Manilio cittadino romano e Fabio
1104 1, 5| uno capo quasi come una mappa molto strettissimi legati
1105 2, 45| porgano grazia a chi miri che maraviglia di fatica alcuna. Ma dove
1106 1, 19| gli amici, veggendole e maravigliandosi, chiamavano miracoli. Ivi
1107 2, 46| colori quattro, e Aglaofon si maravigliano si dilettasse dipignere
1108 2, 40| qual tu possa lodare e maravigliare, tale che con sue piacevolezze
1109 pro | BRUNELLESCHI.~ ~Io solea maravigliarmi insieme e dolermi che tante
1110 3, 52| più da benivolenza che da maravigliarsi d'altrui arte, prima danno
1111 pro | per quali il tuo ingegno maraviglioso s'acquista perpetua fama
1112 2, 26| pittura dopo le vittorie di Marcello avute di Sicilia. Ma qui
1113 1, 18| il cielo, le stelle, il mare e i monti, e tutti gli animali
1114 2, 31| non dimostrerà ivi essere margine di superficie ma fessura,
1115 2, 28| quanto nelle fessure de' marmi spesso dipinga ipocentauri
1116 2, 38| simile sarebbe vestire Marte o Giove con una vesta di
1117 2, 28| onore sapere dipignere. Marzia, figliuola di Varrone, si
1118 pro | quegli altri Nencio e Luca e Masaccio, essere a ogni lodata cosa
1119 2, 47| sarebbono quanto debbono avari e massai, e sarebbero loro opere
1120 2, 47| quanto di questi si convenga masserizia al dipintore. E se pure
1121 2, 49| fussero d'oro purissimo e massiccio. Anzi più una ben perfetta
1122 2, 46| colori essere al pittore come materia a quale aggiugnesse più
1123 3, 57| veggono. Scrive Galieno medico avere ne' suo tempi veduto
1124 3, 58| ogni età sono stati alcuni mediocri scultori, ma truovi quasi
1125 2, 37| storia in Roma nella quale Meleagro morto, portato, aggrava
1126 2, 32| la ragione del colorire men dubbia.~
1127 3, 63| avuto suoi inizi da cose mendose: nulla si truova insieme
1128 2, 42| Ulisse più mesto, e in Menelao poi avesse consunto ogni
1129 1, 2| alla ghirlanda sarà d'una mensura all'altre equale, e questo
1130 2, 49| una ben perfetta storia merita ornamenti di gemme preziosissime.~
1131 3, 61| mano d'in sulla tavola. Meritamente questo, però che, benché
1132 1, 8| abandona la cosa veduta; onde merito si può dire prencipe de'
1133 2, 42| si vedea suo acerbissimo merore. Lodasi la nave dipinta
1134 1, 1| ingegno, separata ogni matera, mesurano le forme delle cose. Noi,
1135 1, 18| così volendo Iddio, la metà minori, sarebbe che a noi
1136 2, 25| ancora il piombo medesimo, metallo in fra gli altri vilissimo,
1137 2, 27| romano. Socrate, Platone, Metrodoro, Pirro furono in pittura
1138 2, 35| velo. E quando vogliamo mettere in opera quanto aremo compreso
1139 2, 33| intersegazione. Queste adunque metto inanzi l'altre, descrivendo
1140 1, 6| diremo degli estremi, poi de' mezzani, e ivi apresso del centrico.
1141 2, 46| Ma io quasi mai estimerò mezzano dipintore quello quale non
1142 3, 52| quell'altro pittore forse migliore in arte ma non sì buono
1143 2, 26| affermano fra loro bene anni se' milia essere la pittura stata
1144 2, 37| coscie d'un facchino, o se a Milone, fra gli altri gagliardissimo,
1145 2, 42| e con gli occhi turbati minacci che niuno verso loro vada,
1146 2, 37| morte. Dei vivi sia ogni minima parte viva. Dicesi vivere
1147 3, 57| nei grandi molto i bene minimi vizi si veggono. Scrive
1148 2, 37| suo officio, che niuno per minimo articolo che sia, resti
1149 1, 5| superficie con alcuni razzi quasi ministri al vedere, chiamati per
1150 3, 57| colpo potrà quest'altre cose minute ben formare. Ma chi in questi
1151 1, 12| quanto dissi, adunque chi mira una pittura vede certa intersegazione
1152 2, 26| che Antigono e Senocrate misono in lettere non so che pitture,
1153 1, 19| poi un'altra, sempre così misurando che quello spazio diviso
1154 2, 36| cosa ramento, che a bene misurare uno animante si pigli uno
1155 1, 5| filosafi, i quali affermano misurarsi le superficie con alcuni
1156 2, 36| misurino. Vitruvio architetto misurava la lunghezza dell'omo coi
1157 1, 18| satiri iddii quali a lui misuravano il dito grosso, tale che
1158 1, 6| qualunque altra dimensione vel misurazione si faccia guatando, a quella
1159 1, 5| colore, quali tutte cose misuriamo col vedere. Cerchiamo a
1160 2, 36| membro col quale gli altri si misurino. Vitruvio architetto misurava
1161 2, 45| spesso ricordo, i movimenti moderati e dolci, più tosto quali
1162 2, 43| bene intenderemo con che moderazione si debbano usare. Posi mente
1163 3, 52| danno guadagno a costui modesto e buono, lassando adrieto
1164 3, 54| con la vesta scinta e ben monda; per quali volea s'intendesse
1165 3, 57| questi piccioli vezzi e monili arà usato suo mano e ingegno,
1166 1, 18| le stelle, il mare e i monti, e tutti gli animali e tutti
1167 pro | emendato per non essere morso da' detrattori.~ ~
1168 2, 36| intendere ove sotto sia ciascuno moscolo. E poi che la natura ci
1169 2, 31| ripresenta medesima non mossa superficie, dove tu, posti
1170 3, 52| interviene spesso che i ricchi, mossi più da benivolenza che da
1171 3, 59| velocissimo. E l'ingegno mosso e riscaldato per essercitazione
1172 2, 44| dolcezza, ma più ancora mostrano l'ingegno dell'artefice
1173 2, 42| consunto ogni suo arte a molto mostrarlo adolorato, non avendo in
1174 3, 61| Appelles rispose, quando li mostrava una sua dipintura, dicendo: «
1175 2, 45| sotto i panni in buona parte mostreranno il nudo, dall'altra parte
1176 2, 40| adunque stieno alcuni ritti e mostrino tutta la faccia, con le
1177 1, 4| superficie. Abbiamo adunque mostro una qualità che mai si parte
1178 2, 43| sinistra, il quarto; colà lunge movendosi di qui, o di là venendo
1179 2, 41| 41.~ ~Poi moverà l'istoria l'animo quando
1180 2, 28| quello qual diletti ai periti muova chi sia imperito. Né ispesso
1181 2, 37| vivaci quelli e' quali si muovano in alto verso l'aere. Dicemmo
1182 2, 43| luogo. Qualunque cosa si muove da luogo può fare sette
1183 2, 42| corpi a quello si debbano muovere a che sia ordinata la storia.
1184 1, 2| superficie, nulla indi possano muoversi. Altre sono qualità tali,
1185 2, 45| ancora le cose non animate si muovono in tutti quelli modi quali
1186 2, 43| sono movimenti de' corpi. Muovonsi i corpi in più modi, crescendo,
1187 1, 12| una sola superficie, o di muro o di tavola, nella quale
1188 2, 28| dalla natura tutte e nove le Muse distinte con suo segno.
1189 pro | pittori, scultori, architetti, musici, ieometri, retorici, auguri
1190 2, 43| di quel movimento si fa mutando el luogo. Qualunque cosa
1191 2, 43| infermandosi, guarendo e mutandosi da luogo a luogo. Ma noi
1192 1, 4| sue linee e angoli non si mutano, tanto sarà medesima superficie.
1193 1, 5| alterata la superficie né mutatoli suo nome, pure possono parere
1194 1, 5| pigliano variazione per mutazione del luogo o de' lumi. Diciamo
1195 2, 27| insieme con la religione nacque la pittura e scoltura. Ma
1196 3, 55| e gobbo; altri aranno le narici scimmie o arovesciate aperte;
1197 3, 53| dal nostro proposito qui narrarla, per ammonire i pittori
1198 2, 48| architetto in che luogo nasca ciascuno ottimo e ben provato
1199 2, 45| ancora le pieghe facciano, e nascano le pieghe come al tronco
1200 1, 9| la permistione de' colori nascere infiniti altri colori, ma
1201 1, 9| più altre spezie d colori nascono. Fia colore di fuoco il
1202 3, 62| oppenione. Dicono che Appelles, nascoso drieto alla tavola, acciò
1203 2, 26| nelle cose, quella puoi dire nata dalla pittura. Però usai
1204 3, 63| nulla si truova insieme nato e perfetto. Chi noi seguirà,
1205 2, 42| acerbissimo merore. Lodasi la nave dipinta a Roma, in quale
1206 3, 60| Eraclides fu lodato in dipignere navi. Serapion non potea dipignere
1207 1, 5| razzi si truova differenza necessaria a conoscere. Sono loro differenze
1208 1, 24| 24.~ ~Furono adunque cose necessarie queste intersegazioni e
1209 3, 53| dipignere. Pertanto affermo sia necessario al pittore imprendere geometria.
1210 1, 2| non possiamo vedere, neuno nega nulla apartenersene al pittore.
1211 2, 27| scoltura. Ma chi può qui negare in tutte le cose publiche
1212 2, 26| scrittori fu la pittura non negletta, già che i nostri Toscani
1213 3, 60| acquistate rendono lode, e neglette lassano biasimo. Nitias,
1214 2, 41| suo membro quasi stracco e negletto cade. Vero, a chi sia irato,
1215 | negli
1216 2, 27| Rodi fu ricomperata dai nemici con una sola dipintura.
1217 pro | scultore e in quegli altri Nencio e Luca e Masaccio, essere
1218 2, 49| deono essere chiare parere nere. Dico bene che gli altri
1219 2, 27| furono in pittura conosciuti. Nerone, Valentiniano e Alessandro
1220 2, 37| vecchizze e zotiche, o se in Nestor fusse il petto tenero e
1221 1, 2| quali non possiamo vedere, neuno nega nulla apartenersene
1222 1, 18| posti presso al cigno o alla neve parrebbono palidi. Per questa
1223 2, 48| guidi il coro, sia a questa ninfa panni verdi, a quella bianchi,
1224 2, 27| Pacuvio poeta tragico, nipote ad Ennio poeta, dipinse
1225 1, 18| parrebbe uno piccinacolo. Niso e Eurialo furono bellissimi,
1226 2, 46| quella lode quale si dava a Nitia pittore ateniese. Dicono
1227 3, 60| neglette lassano biasimo. Nitias, ateniese pittore, diligente
1228 | niun
1229 1, 22| poco dato a queste arti nobilissime, saranno queste cose, benché
1230 2, 49| faretra d'oro, i capelli aurei nodati in oro, e la veste purpurea
1231 1, 5| tronco di tutti i razzi quel nodo estenda drittissimi e sottilissimi
1232 1, 5| l'orlo e dorso danno suoi nomi alle superficie. Ma le qualità
1233 1, 5| parti della superficie, nominiàlli estremi o vuoi estrinsici.
1234 | nonne
1235 2, 30| ripresentare cose vedute, notiamo in che modo le cose si veggano.
1236 1, 18| in prima alle cose molto notissime. E dove a noi sia l'uomo
1237 2, 42| conviene sieno ai pittori notissimi tutti i movimenti del corpo,
1238 1, 18| l'uomo fra tutte le cose notissimo, forse Protagora, dicendo
1239 2, 34| con l'altra si tagli, e noto tutti i punti di questi
1240 2, 47| dimostrare l'ultime tenebre della notte. E vedesi forza in ben comporre
1241 | nove
1242 2, 40| alcuno ignudo, e alcuni parte nudi e parte vestiti, ma sempre
1243 3, 62| gli invidi e detrattori nuocano alle lode del pittore. Sempre
1244 3, 61| cominciata e rozza e con nuova cupidità si danno a nuove
1245 2, 27| da uno medesimo ingegno nutrite, la pittura insieme con
1246 2, 45| austro che soffi tra le nuvole, onde i panni ventoleggino;
1247 2, 30| questo esser cosa quale occupa uno luogo. Qui il pittore,
1248 1, 17| perché non fanno triangolo né occupano numero di razzi, adunque
1249 2, 33| modo che quante io voglia occupare braccia, tanto prendo paraleli.
1250 3, 62| bene arà dipinte. Adunque oda ciascuno, e imprima tutto
1251 3, 62| apertamente domandino o odano ciascuno quello che giudichi,
1252 3, 62| s'apra a chiunque viene e odasi ciascuno. L'opera del pittore
1253 2, 47| la natura che ti viene in odio le cose orride e oscure;
1254 2, 44| credono essere lodati, perché odono quelle immagini molto parer
1255 2, 36| quando e di grandezza e d'offizio e di spezie e di colore
1256 | oltre
1257 2, 32| medesima superficie cominciando ombrosa a poco a poco venendo in
1258 1, 18| nelle cose dal luminoso all'ombroso. Così queste cose tutte
1259 2, 36| misurava la lunghezza dell'omo coi piedi. A me pare cosa
1260 2, 45| quasi volendo anodarsi, e ondeggino in aria simile alle fiamme;
1261 2, 43| coprissero alcuna degna e onesta parte del corpo. E veggo
1262 3, 62| libero biasimarlo e lui più onesto udirlo, udiva quanto ciascuno
1263 pro | piacerà rivegga questa mia operetta de pictura quale a tuo nome
1264 2, 34| da ciascuno punto al suo oposito punto tiro linee, e così
1265 3, 62| licito satisfare a loro oppenione. Dicono che Appelles, nascoso
1266 1, 18| dette cose agiugnere quella oppinione de' filosafi, e' quali affermano,
1267 1, 5| virgulti per insino alla opposita superficie. Ma fra questi
1268 1, 6| quantità; il terzo, quale sia opposto alla base, sta drento all'
1269 3, 53| dilettarsi de' poeti e degli oratori. Questi hanno molti ornamenti
1270 2, 42| debbano muovere a che sia ordinata la storia. E piacemi sia
1271 3, 59| nulla senza prima avere ordinato, interverracci che molto
1272 1, 14| congiugneva con pari ragioni e ordini dalla mano al cubito e dal
1273 2, 28| avere passate tre o quattro ore.~ ~
1274 3, 53| pittura uno uomo con sue orecchie molte grandissime, apresso
1275 1, 9| simile in aere circa all'orizzonte non raro essere vapore bianchiccio,
1276 2, 42| dipinti, tutto apartenga a ornare o a insegnarti la storia.
1277 2, 44| movimenti con più fermezza ornati con belli posari e artificiosi.
1278 pro | questa nostra sopra l'altre ornatissima patria ridutto, compresi
1279 1, 22| dire chiaro molto più che ornato. Quello che seguirà, credo,
1280 2, 47| ti viene in odio le cose orride e oscure; e quanto più facendo
1281 2, 36| nudo, prima pogniamo sue ossa e muscoli, quali poi così
1282 2, 31| circonscrizione molto doversi osservare ch'ella sia di linee sottilissime
1283 2, 28| molto apresso de' Greci s'osservava. Voleano che i figliuoli
1284 2, 33| congiunte. Così io questo osservo descrivendo i fondamenti
1285 2, 36| prima allogare ciascuno osso dell'animale, poi apresso
1286 3, 58| mediocre scultura che una ottima dipintura, però che dalle
1287 pro | insieme e dolermi che tante ottime e divine arti e scienze,
1288 2, 46| numero di colori, se quegli ottimi dipintori avessero eletti
1289 | otto
1290 1, 3| più corti, più acuti o più ottusi. Questo luogo ammonisce
1291 2, 27| acquistò dipignendo nome. Pacuvio poeta tragico, nipote ad
1292 2, 42| mostrare la tristezza del padre, a lui avolse uno panno
1293 1, 6| visivi quasi come con un paio di seste. E sono in ogni
1294 3, 62| al pittore ogni sua lode palese, e sono alle sue lode testimoni
1295 2, 41| lenti e pigri in sue membra palide e malsostenute. Vedrai a
1296 1, 18| cigno o alla neve parrebbono palidi. Per questa ragione nella
1297 3, 53| cielo. Ed eravi uno uomo palido, brutto, tutto lordo, con
1298 3, 63| primi aver presa questa palma d'avere ardito commendare
1299 1, 14| medesima proporzione, dal palmo al passo e dal piè all'altre
1300 3, 58| il vedere coi peli delle palpebre, acciò che ivi i lumi si
1301 3, 53| Piacemi la sentenza di Panfilo, antiquo e nobilissimo pittore,
1302 2, 28| E processe in tanto che Paolo Emilio e non pochi altri
1303 pro | diligenza, e se cosa vi ti par da emendarla, correggimi.
1304 1, 9| colorato. Adunque tengono gran parentado i colori coi lumi a farsi
1305 2, 44| odono quelle immagini molto parer vive quali molto gettino
1306 2, 44| questo in loro figure fanno parerle schermidori e istrioni senza
1307 2, 38| Castor e Poluce, fare che paressero fratelli, ma nell'uno apparesse
1308 1, 14| più chiaro il nostro dire, parleremo in questo più largo. Conviensi
1309 1, 9| sotto il lume si varino. Parliamo come pittore. Dico per la
1310 2, 40| prencipi la carestia delle parole tenere maestà, dove fanno
1311 2, 31| pittura. In questa dicono Parrasio, quel pittore el quale appresso
1312 2, 44| pochi in quelle errare, parsemi da non tacerle. Truovasi
1313 1, 23| comentari per brevità mi parve da lassare. Qui solo raccontai
1314 1, 20| dall'uno lato all'altro passando super 'l centrico punto
1315 2, 42| stati. Ma piacemi brevissimo passare tutto questo luogo de' movimenti.~
1316 2, 28| mi maraviglio così avere passate tre o quattro ore.~ ~
1317 pro | erano in que' vertuosissimi passati antiqui, ora così siano
1318 1, 11| superficie. Vedilo che chi passeggia su pe' prati al sole pare
1319 2, 42| vedendo uno de' suoi compagni passeggiare sopra l'acqua, ché ivi espresse
1320 1, 14| proporzione, dal palmo al passo e dal piè all'altre sue
1321 pro | sopra l'altre ornatissima patria ridutto, compresi in molti
1322 2, 42| discepoli tutti commossi da paura vedendo uno de' suoi compagni
1323 1, 13| riversa e giacere, come i pavimenti e i solari degli edifici
1324 3, 58| perché elle più teco hanno pazienza che le cose vive, più mi
1325 3, 56| Crotoniati, non fidandosi pazzamente, quanto oggi ciascuno pittore,
1326 2, 47| se pure in distribuirli peccano, meno si riprenda chi adoperi
1327 2, 47| quale più stia facile a peccare.~ ~
1328 2, 40| catellini, uccellini, cavalli, pecore, edifici, province, e tutte
1329 3, 58| strignere il vedere coi peli delle palpebre, acciò che
1330 2, 37| membro ben morto ogni cosa pende, mani, dito e capo; ogni
1331 2, 31| che la pirramide visiva penetra per la rarità del velo.
1332 3, 53| Drieto a queste era la Penitenza, femmina vestita di veste
1333 3, 53| mentre che si recita piace, pensa quanto essa avesse grazia
1334 2, 42| pronte e quali lassino da pensare a chi le guarda molto più
1335 2, 42| al capo, e così lassò si pensasse qual non si vedea suo acerbissimo
1336 3, 61| ogni parte in noi prima ben pensata, tale che nella opera abbi
1337 3, 56| del suo ingegno, ma perché pensava non potere in uno solo corpo
1338 3, 61| storia, prima fra noi molto penseremo qual modo e quale ordine
1339 2, 35| conviene molto avervi continovo pensieri e cura, insieme e molto
1340 2, 41| perché la cura estrigne e il pensiero l'assedia, stanno con sue
1341 2, 45| i corpi da questa parte percossi dal vento, sotto i panni
1342 1, 9| e il lume fa chiaro ove percuote. Dicono i filosafi nulla
1343 1, 9| e a poco a poco seguirsi perdendo. E nelle rose veggiamo ad
1344 2, 47| mancando il lume, il bianco si perderebbe quasi in fummo. E simile
1345 1, 22| con fastidio. Ma priego mi perdonino, se dove io in prima volli
1346 pro | mancate e quasi in tutto perdute: pittori, scultori, architetti,
1347 2, 28| estimo ottimo indizio d'uno perfettissimo ingegno essere in chi molto
1348 3, 55| prendere dalla natura. Il perficere l'arte si troverà con diligenza,
1349 1, 7| dove toccano le superficie perfino all'occhio, così pigliano
1350 2, 40| dell'occhio. E dicono che a Pericle era suo capo lungo e brutto,
1351 2, 42| vada, o dimostri qualche pericolo o cosa ivi maravigliosa,
1352 2, 27| tavola di Protogenes non perisse. Possiamo adunque qui affermare
1353 2, 26| Italia maestri in dipignere peritissimi.~ ~
1354 2, 31| Socrate, essere stato molto perito e molto avere queste linee
1355 2, 47| facesse di quelle grossissime perle quale Cleopatra distruggeva
1356 2, 25| Agesilao Lacedemonio mai permise alcuno il dipignesse o isculpisse:
1357 2, 40| quale a' suo luoghi sieno permisti vecchi, giovani, fanciulli,
1358 2, 26| dicono che Appelle scrisse a Perseo de pittura. Raconta Laerzio
1359 pro | sarà da recitarne. Tu tanto persevera in trovare, quanto fai di
1360 1, 10| Per questo assai si può persuadere al pittore che 'l bianco
1361 3, 61| possibile, mi pare atto di pertinace e bizzarro, non d'uomo diligente.~ ~
1362 2, 44| animo; e delle grandissime perturbazione dell'animo, simile sieno
1363 2, 32| qual dissi. E dove a loro piaccia provare l'ingegno suo senza
1364 pro | notizia di tutta la pittura. Piacciati adunque leggermi con diligenza,
1365 1, 19| quivi ditermino quanto mi piaccino nella mia pittura uomini
1366 2, 25| dipignesse o isculpisse: non li piacea la propia sua forma, che
1367 3, 52| del ricevere de lumi. Ma piacerammi sia il pittore, per bene
1368 3, 54| 54.~ ~Piacerebbe ancora vedere quelle tre
1369 2, 47| modo usi bianco o nero. Piacerebbemi apresso de' pittori il bianco
1370 2, 40| maravigliare, tale che con sue piacevolezze si porgerà sì ornata e grata,
1371 2, 27| quanti principi e re sia piaciuto la pittura. E ancora non
1372 2, 44| Omero, quale seguitò Zeosis, piacque la forma fatticcia persino
1373 2, 42| maravigliosa, o te inviti a piagnere con loro insieme o a ridere.
1374 2, 41| di cose a sé simile, che piagniamo con chi piange, e ridiamo
1375 2, 41| simile, che piagniamo con chi piange, e ridiamo con chi ride,
1376 2, 42| cigli, tutti ad uno ridere o piangere convengono? Per questo molto
1377 2, 42| di non lo fare piuttosto piangioso che lieto? E ancora chi
1378 1, 19| paiono medesimo in suo uno piano. Adunque posto il punto
1379 1, 18| a Polifemo parrebbe uno piccinacolo. Niso e Eurialo furono bellissimi,
1380 2, 35| superficie chi grandi e chi piccole, quivi ben rilevate e qui
1381 2, 36| capo grandissimo e il petto piccolo, la mano ampia e il piè
1382 2, 25| molto così giova a quella pietà per quale siamo congiunti
1383 3, 55| vaghe. Per questo gioverà pigliare da tutti i belli corpi ciascuna
1384 3, 56| fatica troveranno, ma certo piglieranno sue pratiche non buone,
1385 2, 41| tenendo sé stessi lenti e pigri in sue membra palide e malsostenute.
1386 1, 13| come sono le faccie de' pilastri quadri posti ad ordine in
1387 2, 25| più oro. Anzi ancora il piombo medesimo, metallo in fra
1388 pro | o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura
1389 1, 13| e a quelle dicemmo della pirammide, aggiugni la sentenza de'
1390 2, 26| misono in lettere non so che pitture, e dicono che Appelle scrisse
1391 2, 27| in foro romano. Socrate, Platone, Metrodoro, Pirro furono
1392 2, 28| pittori, quando i prencipi e i plebei e i dotti e gl'indotti si
1393 | pochissimi
1394 2, 36| dipignendo il nudo, prima pogniamo sue ossa e muscoli, quali
1395 1, 18| spalle, quale posto presso a Polifemo parrebbe uno piccinacolo.
1396 2, 46| che gli antiqui pittori Polignoto e Timante usavano solo colori
1397 2, 40| fanciulle, fanciullini, polli, catellini, uccellini, cavalli,
1398 2, 38| dipintori, dipignendo Castor e Poluce, fare che paressero fratelli,
1399 3, 60| quale dipinse il portico di Pompeo, sopra gli altri bene dipignea
1400 3, 59| congiunta con prestezza, che mai ponga lo stile o suo pennello
1401 2, 46| lumi e circa all'ombre, e pongano mente come quella superficie
1402 2, 35| parti delle cose vedute si pongono insieme in pittura. Grandissima
1403 pro | coprire con sua ombra tutti e' popoli toscani, fatta sanza alcuno
1404 1, 9| altri colori, come diaspri e porfidi, sono permistione di questi.
1405 2, 41| uomini ivi dipinti molto porgeranno suo propio movimento d'animo.
1406 2, 42| ciascuno con suo viso e gesto porgere suo certo indizio d'animo
1407 3, 52| conviensi all'artefice molto porgersi costumato, massime da umanità
1408 2, 25| dipignendo animali, sé porgesse quasi uno iddio.~ ~
1409 2, 31| per la rarità del velo. Porgeti questo velo certo non picciola
1410 2, 40| e l'altre simili quali porgono poca grazia, si cuoprano
1411 1, 9| veggiamo ad alcune molta porpora, alcune simigliarsi alle
1412 2, 31| paraleli, ogni cosa a punto porrai. Ultimo a te darà il velo
1413 2, 41| conosceremo quando a conoscerli porremo studio e diligenza.~ ~
1414 2, 37| i membri non più possono portare gli offici della vita, cioè
1415 2, 36| poi che la natura ci ha porto in mezzo le misure, ove
1416 2, 40| sia un medesimo gesto o posamento che nell'altro.~ ~
1417 2, 43| gli altri gravissimo, e posandosi in uno piè sempre ferma
1418 2, 43| come l'uomo in ogni suo posare sottostatuisca tutto il
1419 pro | lodata cosa ingegno da non posporli a qual si sia stato antiquo
1420 3, 61| cose più che a te non sia possibile, mi pare atto di pertinace
1421 1, 1| vogliamo le cose essere poste da vedere, per questo useremo
1422 | poteano
1423 | potevano
1424 | potranno
1425 1, 11| a queste reflessioni si potre' dire più cose, quali apartengono
1426 1, 8| maggiore che quando la ferisce. Potrebbesi di questo razzo dire più
1427 | potresti
1428 3, 52| benivolenza, fermo aiuto contro la povertà, e guadagni, ottimo aiuto
1429 2, 25| figura per mano di Fidia o Prassiteles, si stimerà più prezioso
1430 1, 11| che chi passeggia su pe' prati al sole pare nel viso verzoso.~
1431 3, 56| ma certo piglieranno sue pratiche non buone, quali poi ben
1432 pro | essere maggiore, se noi sanza precettori, senza essemplo alcuno,
1433 2, 28| pittura, e quando fra le prime prede delle province si estendeano
1434 2, 27| dai mortali? Racontasi i pregi incredibili di tavole dipinte.
1435 3, 61| Né in poche cose più si pregia la diligenza che l'ingegno;
1436 2, 25| costui potersi invenire atto pregio quale satisfacesse a chi
1437 3, 63| solo questo domando in premio delle mie fatiche, che nelle
1438 2, 41| sia malinconico il fronte premuto, la cervice languida, al
1439 2, 27| la scoltura. Ma io sempre preposi l'ingegno del pittore, perché
1440 2, 25| gli uomini assenti essere presenti, ma più i morti dopo molti
1441 2, 31| continovo servi una medesima presenza. Di qui pertanto sono più
1442 1, 19| dividerebbono in tre parti; e presone le due, a tanta distanza
1443 2, 30| qual divisione abbiamo presta dalla natura. E dove la
1444 3, 63| di studio e d'ingegno più prestante che noi, costui, quanto
1445 3, 63| e in questa dignissima e prestantissima arte saranno più che noi
1446 3, 56| appena discernono. Zeusis, prestantissimo e fra gli altri essercitatissimo
1447 3, 56| alcuni sciocchi, i quali presuntuosi di suo ingegno, senza avere
1448 3, 60| nostra negligenza nulla pretermettere quale a noi possa retribuere
1449 2, 27| Verona. Sitedio, uomo stato pretore e proconsolo, acquistò dipignendo
1450 2, 25| me darai cosa niuna tanto preziosa, quale non sia per la pittura
1451 2, 25| del pittore diventano più preziose; e anche l'oro lavorato
1452 2, 25| Prassiteles, si stimerà più prezioso che l'argento. Zeusis pittore
1453 2, 31| gratissimo. Qui adunque si dia principale opera, a quale, se bene
1454 2, 27| tutte le cose publiche e private, profane e religiose la
1455 3, 61| congetti, quasi come da privati commentari, ogni stanza
1456 2, 28| tavole dipinte e immagini. E processe in tanto che Paolo Emilio
1457 2, 27| Sitedio, uomo stato pretore e proconsolo, acquistò dipignendo nome.
1458 pro | antica e stracca, più non producea come né giuganti così né
1459 pro | giovinili e più gloriosi tempi produsse, amplissimi e maravigliosi.
1460 2, 27| cose publiche e private, profane e religiose la pittura a
1461 1, 2| conosce non per la sua alcuna profondità, ma solo per sua longitudine
1462 1, 23| appresso de' miei amici prolisso con certe dimostrazioni
1463 pro | PROLOGO. A FILIPPO BRUNELLESCHI.~ ~
1464 2, 42| sempre seguire cose molto pronte e quali lassino da pensare
1465 2, 25| isculpisse: non li piacea la propia sua forma, che fuggiva essere
1466 2, 41| dipinti molto porgeranno suo propio movimento d'animo. Interviene
1467 1, 12| maestro, ove bene intende le proporzioni e agiugnimenti delle superficie;
1468 | proprie
1469 | proprio
1470 2, 31| fessura, e io desiderrei nulla proseguirsi circonscrivendo che solo
1471 1, 7| animale che piglia d'ogni a sé prossima cosa colore, imperò che
1472 2, 33| prima comincio dalle più prossimane superficie, massime da quelle
1473 1, 18| le cose notissimo, forse Protagora, dicendo che l'uomo era
1474 2, 27| temea che una tavola di Protogenes non perisse. Possiamo adunque
1475 1, 12| vedendo si facci pirramide; provammo quanto facci la distanza
1476 2, 42| chi mai credesse, se non provando, tanto essere difficile,
1477 2, 37| lunghezza e in larghezza. Poi si provegga che ciascuno membro segua,
1478 3, 55| dilicati; nella età più provetta sono aspri e canteruti.
1479 3, 56| per fare una tavola qual pubblico pose nel tempio di Lucina
1480 2, 27| negare in tutte le cose publiche e private, profane e religiose
1481 3, 61| nostri con paraleli, onde nel publico lavoro torremo dai nostri
1482 3, 53| fanciulletta vergognosa e pudica, chiamata Verità. Quale
1483 2, 40| serva alla vergogna e alla pudicizia. Le parti brutte a vedere
1484 2, 38| nell'uno apparesse natura pugnace, nell'altro agilità. Facevano
1485 3, 61| vizio e tutto essere troppo pulito, prima in loro mani diventa
1486 2, 25| s'agiugna dalla pittura, puossi d'altronde e in prima di
1487 2, 49| biasimerò se ben fussero d'oro purissimo e massiccio. Anzi più una
1488 2, 49| nodati in oro, e la veste purpurea cinta pur d'oro, i freni
1489 2, 34| che le linee de' piccioli quadrati e la linea del circolo insieme
1490 2, 33| qual veggo che di niuno quadrato corpo, quale abbia retti
1491 1, 13| sono le faccie de' pilastri quadri posti ad ordine in uno portico.
1492 1, 20| posti nell'ultimo braccio quadro della dipintura sono minori
1493 | qualcuno
1494 | qualora
1495 | quant'
1496 1, 4| sperice; e a questa agiugni la quarta quale sia composta da due
1497 2, 43| il terzo; in sinistra, il quarto; colà lunge movendosi di
1498 2, 27| di Fanostrato, furono fra quattrocento di trecentosessanta statue,
1499 2, 44| piuttosto sia dolcezza di quiete che gagliardia, bene che
1500 2, 26| superficie del fonte? Diceva Quintiliano ch'e' pittori antichi soleano
1501 2, 27| dipintura. Simile molte cose raccolse Plinio, per le quali tu
1502 2, 43| raccontare alcune cose quali ho raccolte dalla natura, onde bene
1503 3, 53| Calunnia, quale Luciano racconta dipinta da Appelle. Parmi
1504 1, 23| parve da lassare. Qui solo raccontai i primi dirozzamenti dell'
1505 2, 43| de' posari e de' movimenti raccontare alcune cose quali ho raccolte
1506 2, 47| 47.~ ~Qui vero raccontiamo cose quali imparammo dalla
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