1-credo | cresc-inven | inves-racco | racon-zotic
grassetto = Testo principale
Parte, Capitolo grigio = Testo di commento
1507 2, 26| scrisse a Perseo de pittura. Raconta Laerzio Diogenes che Demetrio
1508 2, 45| diligenza séguiti quanto racontammo della composizione delle
1509 2, 27| stata estimata dai mortali? Racontasi i pregi incredibili di tavole
1510 2, 42| egli non vede. Ma che noi racontiamo alcune cose di questi movimenti,
1511 3, 59| gli errori colla mente che raderli dalla pittura. E ancora
1512 pro | tutto matematico, dalle radici entro dalla natura fa sorgere
1513 2, 36| cose quali non vede. Ben ramentano costoro, ma come a vestire
1514 2, 47| contrario farebbero del nero. Ma ramentisi mai fare bianca alcuna superficie
1515 2, 36| studio e opera. Una cosa ramento, che a bene misurare uno
1516 2, 41| nulla più che lei si truova rapace di cose a sé simile, che
1517 3, 55| bellezze, ma sono disperse e rare in più corpi, pure si debba
1518 pro | intelletti oggi si truovano rarissimi e poco da lodarli. Onde
1519 2, 31| pirramide visiva penetra per la rarità del velo. Porgeti questo
1520 1, 18| quali comparati a Ganimede ratto dagli iddii, forse parrebbono
1521 2, 30| proprio possiamo chiamarlo recezione di lumi.~
1522 3, 53| istoria se mentre che si recita piace, pensa quanto essa
1523 2, 44| pronto che paiono superflue recitare. Ma perché veggio non pochi
1524 pro | gratissimi, altro luogo sarà da recitarne. Tu tanto persevera in trovare,
1525 3, 58| Calamide scultore, quanto referiscono che scolpì due tazze in
1526 1, 11| della casa. Circa a queste reflessioni si potre' dire più cose,
1527 2, 26| ogni bottega e ogni arte si regge; né forse troverai arte
1528 1, 6| drento all'occhio. Sono qui regole: quanto all'occhio l'angolo
1529 1, 4| quale, sopra trattoli uno regolo diritto, ad ogni parte se
1530 2, 27| publiche e private, profane e religiose la pittura a sé avere prese
1531 1, 12| intende le cose dipinte meglio remirarsi. Ma ove questa sola veggiamo
1532 2, 40| viso contrario e le braccia remisse, coi piedi agiunti. E così
1533 3, 61| poi con molta diligenza il renda bene perfetto. Né in poche
1534 3, 63| essercitino suo ingegno e rendano questa arte nobilissima
1535 3, 56| qualunque facci cosa, costui renderà sua mano sì essercitata
1536 3, 52| la fine della pittura, rendere grazia e benivolenza e lode
1537 3, 61| qual pigli opera, questa renderla da ogni parte compiuta.
1538 3, 55| parti li piacerà non solo renderne similitudine, ma più aggiugnervi
1539 3, 60| manchino quale acquistate rendono lode, e neglette lassano
1540 2, 44| tratto si vede il petto e le reni, cosa impossibile e non
1541 2, 34| composizione. Convienci repetere che sia composizione.~ ~
1542 1, 12| linee e colori artificiose representata.~ ~
1543 1, 12| in questa superficia si representino le forme delle cose vedute,
1544 3, 63| ben governata. Noi però ci reputeremo a voluttà primi aver presa
1545 1, 19| grande io voglio, el quale reputo essere una finestra aperta
1546 3, 51| ancora altre utili cose restano a fare uno pittore tale
1547 2, 37| minimo articolo che sia, resti ozioso. E sieno le membra
1548 3, 58| due tazze in quali così retratte cose prima simili fatte
1549 2, 43| a chi guarda, alcune si retriano, alcune stieno alte, e alcune
1550 3, 60| pretermettere quale a noi possa retribuere lode.~ ~
1551 1, 3| de' quattro fatti da due rette linee ove l'una sega l'altra
1552 3, 53| lunga fatica fusse magrito e riarso: costui era guida della
1553 3, 52| interviene spesso che i ricchi, mossi più da benivolenza
1554 3, 56| quanto sia dal pittore a ricercarla si può intendere, ove poi
1555 3, 56| trovare quante bellezze egli ricercava, perché dalla natura non
1556 1, 19| in tante parti quanto ne riceva; ed èmmi questa linea medesima
1557 2, 26| Sicilia. Ma qui non molto si richiede sapere quali prima fussero
1558 2, 32| credo io dal pittore si richiegga infinita fatica, ma bene
1559 3, 55| vaghezza non meno è grata che richiesta. A Demetrio, antiquo pittore,
1560 2, 27| che la città di Rodi fu ricomperata dai nemici con una sola
1561 2, 25| artefice e con molta voluttà si riconoscono. Dice Plutarco, Cassandro
1562 2, 33| nuove ragioni. Ma dobbiamo ricordarci di quanto di sopra ne' dirozzamenti
1563 2, 29| avere agiunta. E gioveravvi ricordarvi che l'avarizia fu sempre
1564 2, 45| Ma siano, quanto spesso ricordo, i movimenti moderati e
1565 3, 61| interlassare la fatica del lavorare ricreando l'animo. Né giova fare come
1566 2, 42| volendo dipignere uno viso che rida, schifare di non lo fare
1567 2, 41| piange, e ridiamo con chi ride, e doglianci con chi si
1568 3, 54| loro l'una l'altra per mano ridendo, con la vesta scinta e ben
1569 3, 58| pittore non in tutto da riderlo e disadatto.~ ~
1570 2, 41| piagniamo con chi piange, e ridiamo con chi ride, e doglianci
1571 pro | altre ornatissima patria ridutto, compresi in molti ma prima
1572 2, 43| movimenti dell'animo, solo riferiamo di quel movimento si fa
1573 2, 36| degna l'altre membra si riferiscano al capo, benché ho posto
1574 1, 22| volli essere inteso, ebbi riguardo a fare il nostro dire chiaro
1575 2, 32| pittura quale molto paia rilevata e simigliata a chi ella
1576 2, 35| abbino asperitate alcuna di rilevati canti, certo diremo questi
1577 3, 55| Vedrai a chi sarà il naso rilevato e gobbo; altri aranno le
1578 2, 46| scorge quanto le cose si rilievino. E così pure con avarizia
1579 1, 2| Altre sono qualità tali, che rimanendo il medesimo essere della
1580 2, 32| velo, o vero così seguitino rimirandole che sempre immaginino una
1581 2, 30| circonscrizione. Apresso rimirandolo conosciamo come più superficie
1582 2, 48| molto diletto e grazia a rimirarla. Sarà ivi grazia quando
1583 2, 44| correre colla coda ritta, rintorcigliata, col collo erto, coi piè
1584 2, 35| rilevate e qui ben drento riposto, simile al viso delle vecchierelle,
1585 2, 47| distribuirli peccano, meno si riprenda chi adoperi molto nero,
1586 2, 31| commodità: primo, che sempre ti ripresenta medesima non mossa superficie,
1587 2, 30| delle superficie, quali ripresentandoli, ché ogni differenza nasce
1588 3, 58| che chi dipinse si sforzò ripresentarti cosa, quale puoi vedere
1589 1, 10| niuna con la quale egli ripresenti l'ultimo lustro de' lumi,
1590 3, 63| alcuno sarà, - priego e molto ripriego piglino questa fatica con
1591 3, 59| velocissimo. E l'ingegno mosso e riscaldato per essercitazione molto
1592 3, 61| compiuta. Fu uno a cui Appelles rispose, quando li mostrava una
1593 2, 31| quando vedrai nel velo cose ritonde e rilevate, per le quali
1594 3, 55| membri fanciulleschi sono ritondi, quasi fatti a tornio, e
1595 1, 4| la spera essere uno corpo ritondo, volubile in ogni parte,
1596 1, 9| lume mancano i colori, e ritornando il lume tornano i colori.
1597 1, 11| interrotti. I razzi interrotti o ritornano onde vennono, o s'adirizzano
1598 1, 4| 4.~ ~Ancora ritorniamo alle superficie. Sia persuaso,
1599 2, 32| simigliata a chi ella si ritrae; qual cosa non intendo io
1600 3, 60| amava, solo dipignendo dee ritraeva i loro visi quali esso amava.
1601 3, 58| 58.~ ~Alcuni ritranno figure d'altri pittori,
1602 3, 59| tu rimirando ritria; e in ritrarlo, giudico bisogni avere una
1603 3, 59| essempio, quale tu rimirando ritria; e in ritrarlo, giudico
1604 2, 33| tanto prendo paraleli. E a ritrovare il mezzo di ciascuno paralelo
1605 2, 31| posti certi termini, subito ritruovi la vera cuspide della pirramide,
1606 2, 40| Ivi adunque stieno alcuni ritti e mostrino tutta la faccia,
1607 pro | t'accade ozio, mi piacerà rivegga questa mia operetta de pictura
1608 1, 13| superficie alcuna essere in terra riversa e giacere, come i pavimenti
1609 2, 28| non pochi altri cittadini romani fra le buone arti a bene
1610 1, 7| superficie, che dovunque li rompesse, per tutto li troveresti
1611 2, 48| quella bianchi, all'altra rosati, all'altra crocei, e così
1612 1, 9| seguirsi perdendo. E nelle rose veggiamo ad alcune molta
1613 1, 9| Fia colore di fuoco il rosso, dell'aere celestrino, dell'
1614 3, 61| lassano l'opera cominciata e rozza e con nuova cupidità si
1615 1, 22| bellissime; e a chi altri sia rozzo e da natura poco dato a
1616 2, 47| quasi come leggerissima rugiada per infino all'orlo coprirebbono
1617 3, 52| dotto in buone lettere. E sa ciascuno quanto la bontà
1618 2, 38| Minerva con uno capperone da saccomanno: simile sarebbe vestire
1619 1, 23| non hai da dirizzare la saetta. E voglio sia persuaso apresso
1620 2, 31| intercisione sarebbe difficile; e sai quanto sia impossibile bene
1621 pro | imitarli, meno era difficile salire in cognizione di quelle
1622 2, 29| studio, facile sarebbono saliti in molta lode e ivi arebbono
1623 3, 53| potere bene dipignere se non sapea molta geometria. I nostri
1624 3, 61| Protogene pittore che non sapesse levare la mano d'in sulla
1625 3, 60| le cose, conviensi curare sappiamo dipignere non solo uno uomo,
1626 1, 12| cosa quale giovi sapere. E sappiano che <quando> con sue linee
1627 pro | appresso gli antichi fu non saputo né conosciuto? Ma delle
1628 2, 46| più nero quanto basti. E saratti a ciò conoscere buono giudice
1629 | sarebbero
1630 2, 25| invenire atto pregio quale satisfacesse a chi fingendo, dipignendo
1631 3, 63| studioso dell'arte. E se meno satisfeci alle loro aspettazioni,
1632 3, 56| bellezza lodata in una femmina. Savio pittore, se conobbe che
1633 2, 44| loro figure fanno parerle schermidori e istrioni senza alcuna
1634 2, 37| più modestia che arte di schermire. Lodasi una storia in Roma
1635 2, 42| dipignere uno viso che rida, schifare di non lo fare piuttosto
1636 1, 9| per insino che divengono scialbe; simile in aere circa all'
1637 3, 55| altri aranno le narici scimmie o arovesciate aperte; altri
1638 3, 54| mano ridendo, con la vesta scinta e ben monda; per quali volea
1639 3, 58| facile si truova il rilievo scolpendo che dipignendo. Sia questo
1640 3, 58| quanto referiscono che scolpì due tazze in quali così
1641 2, 46| loderò quelli visi quali come scolpiti parranno uscire fuori della
1642 3, 57| avere ne' suo tempi veduto scolpito in uno anello Fetonte portato
1643 2, 46| bianco col nero molto si scorge quanto le cose si rilievino.
1644 3, 59| Pertanto mai se non con ingegno scorgidore, bene erudito, mai porrà
1645 2, 39| edificio quasi come in uno scrigno inchiuso, dove apena sedendo
1646 3, 63| sarà chi emenderà e' nostri scritti errori, e in questa dignissima
1647 3, 57| minimi vizi si veggono. Scrive Galieno medico avere ne'
1648 1, 1| 1.~ ~Scrivendo de pictura in questi brevissimi
1649 1, 19| diremone sue ragioni, se mai scriveremo di quelle dimostrazioni
1650 2, 26| dicono Eufranore istmio scrivesse non so che delle misure
1651 2, 37| soggiungervi le braccia e le mani secche per magrezza. Così chi dipignesse
1652 2, 25| ma più i morti dopo molti secoli essere quasi vivi, tale
1653 2, 39| scrigno inchiuso, dove apena sedendo vi si assetti. Adunque tutti
1654 1, 12| converralli in qualche luogo segare a traverso questa pirramide,
1655 2, 32| altra perpendiculare essere segata, ove sia statuito quel termine.
1656 1, 3| linee quali l'una l'altra seghi. Sono tre generi d'angoli:
1657 1, 2| dicono, che niuna linea segna alla ghirlanda del circolo
1658 2, 30| convengano; e qui l'artefice, segnandole in suoi luoghi, dirà fare
1659 2, 33| sia che certa ragione di segnare l'orlo delle superficie,
1660 1, 20| linee a ciascuna divisione segnata in quella prima linea. Poi
1661 1, 19| quadrangolo che giace, quali segnate linee a me dimostrino in
1662 1, 19| sarebbono alcuni i quali segnerebbono una linea a traverso equedistante
1663 3, 61| di tutto aver certezza, segneremo i modelli nostri con paraleli,
1664 1, 19| i matematici, ad i suoi seguenti. Questi forse così farebbono,
1665 2, 48| abbiamo tratta di cielo, seguiamo quanto sino a qui facemmo
1666 2, 46| con avarizia a poco a poco seguirai acrescendo più bianco e
1667 3, 52| molto più che ricchezze. E seguiranno questo i pittori ove la
1668 1, 16| la regola de' matematici. Seguiremo dicendo pure come pittore.~ ~
1669 2, 35| cose quale, a chi voglia seguirla, pare a me niuna più atta
1670 1, 9| bianchiccio, e a poco a poco seguirsi perdendo. E nelle rose veggiamo
1671 1, 19| farebbono, quali bene che seguissero a loro ditto buona viada
1672 2, 45| animate. Ancora con diligenza séguiti quanto racontammo della
1673 2, 44| bene che ad Omero, quale seguitò Zeosis, piacque la forma
1674 3, 53| tutta stracciava. Dietro seguiva una fanciulletta vergognosa
1675 2, 46| dilettasse dipignere in uno solo semplice colore, quasi come fusse
1676 2, 44| posari ariosi, pieni di semplicità, in quali piuttosto sia
1677 2, 26| e dicono che Antigono e Senocrate misono in lettere non so
1678 2, 31| pittore el quale appresso Senofonte favella con Socrate, essere
1679 2, 41| stanno con sue forze e sentimenti quasi balordi, tenendo sé
1680 2, 37| della vita, cioè movimento e sentimento. Adunque il pittore, volendo
1681 2, 26| opere essere adorate, e sentirà sé quasi giudicato un altro
1682 2, 47| gli orli delle superficie, sentirebbono facile il porvi i lumi.
1683 1, 1| Quelli col solo ingegno, separata ogni matera, mesurano le
1684 3, 55| scrivere. Questi in prima separato insegnano tutte le forme
1685 2, 28| appresso degli scrittori che seppe dipignere. E fu in tanta
1686 3, 60| lodato in dipignere navi. Serapion non potea dipignere uomini;
1687 2, 45| fiamme; parte quasi come serpe si tessano fra gli altri,
1688 2, 40| parte vestiti, ma sempre si serva alla vergogna e alla pudicizia.
1689 2, 40| notato, ma quanto potevano, servando la similitudine, lo emendavano.
1690 2, 40| desidero in ogni storia servarsi quanto dissi modestia e
1691 1, 6| quasi come con un paio di seste. E sono in ogni superficie
1692 2, 43| di là venendo in qua; il settimo, andando attorno. Questi
1693 2, 27| Valentiniano e Alessandro Severo imperadori furono studiosissimi
1694 3, 60| dotto. Pure affermo dobbiamo sforzarci che per nostra negligenza
1695 3, 61| che, benché si convenga sforzare, quanto in noi sia ingegno,
1696 2, 40| modestia e verecundia, e così sforzarsi che in niuno sia un medesimo
1697 3, 61| consigliarci sopra a ciò. E così ci sforzeremo avere ogni parte in noi
1698 1, 23| intenda qualunque cosa si sforzi di fare. Indarno si tira
1699 3, 58| intenderanno che chi dipinse si sforzò ripresentarti cosa, quale
1700 2, 43| desidero io essere in pittura. Sianvi corpi alcuni quali si porgano
1701 2, 26| vittorie di Marcello avute di Sicilia. Ma qui non molto si richiede
1702 1, 12| della pirramide visiva, sicondo data distanza, posto il
1703 3, 59| condurlo; ché certo più sarà sicuro emendare gli errori colla
1704 1, 14| parti corrispondono; ma dove siene diverse e poco corrispondano
1705 2, 40| se così ivi sia licito, sievi alcuno ignudo, e alcuni
1706 3, 60| espriemere la degnità de' signori, e in questo avanzò tutti
1707 3, 55| elementi; poi insegnano le silabe; poi apresso insegnano componere
1708 1, 9| alcune molta porpora, alcune simigliarsi alle gote delle fanciulle,
1709 2, 32| quale molto paia rilevata e simigliata a chi ella si ritrae; qual
1710 3, 59| inanzi qualche elegante e singulare essempio, quale tu rimirando
1711 2, 27| romano dipinse a Verona. Sitedio, uomo stato pretore e proconsolo,
1712 2, 44| pittura avere movimenti soavi e grati, convenienti a quello
1713 3, 58| molto giova a gustare i lumi socchiudere l'occhio e strignere il
1714 2, 45| vento zeffiro o austro che soffi tra le nuvole, onde i panni
1715 2, 37| e lattoso, sarebbe sozzo soggiungervi le braccia e le mani secche
1716 1, 18| agiunta alle cose, però quelle sogliono i filosafi appellarle accidenti,
1717 1, 13| giacere, come i pavimenti e i solari degli edifici e ciascuna
1718 2, 26| Quintiliano ch'e' pittori antichi soleano circonscrivere l'ombre al
1719 2, 46| estimino i dotti, che tutta la somma industria e arte sta in
1720 1, 19| le due, a tanta distanza sopracignerebbono un'altra linea, e così a
1721 1, 5| a similitudine di quella sopradetta centrica linea. Adunque
1722 1, 20| che l'occhio che vede, può sopragiudicare. E questa, perché passa
1723 2, 40| interviene, dove chi guarda soprasta rimirando tutte le cose,
1724 pro | radici entro dalla natura fa sorgere questa leggiadra e nobilissima
1725 3, 53| Ignoranza, l'altra si chiamava Sospezione. Più in là veniva la Calunnia.
1726 2, 43| sottostatuisca tutto il corpo a sostenere il capo, membro fra gli
1727 2, 43| qualche parte del corpo a sostenerlo, tanto è grande peso quello
1728 2, 44| su due piè, ma ancora si sostenghino sulle mani. E così a ciascuno
1729 2, 43| chi sul braccio disteso sostiene uno peso fermando il piè
1730 2, 48| abbiamo cavata quest'arte di sotterra, o se non mai fu scritta,
1731 1, 2| di larghezza tanto sarà sottile che non si potrà fendere.
1732 1, 22| fatica le apprenderà. Ma ad i sottili ingegni e atti alla pittura
1733 2, 31| osservare ch'ella sia di linee sottilissime fatta, quasi tali che fuggano
1734 2, 31| sta così. Egli è uno velo sottilissimo, tessuto raro, tinto di
1735 2, 37| fusseno i fianchi magrolini e sottiluzzi. E ancora in quella figura,
1736 2, 43| l'uomo in ogni suo posare sottostatuisca tutto il corpo a sostenere
1737 1, 18| iddii, forse parrebbono sozzi. Appresso degl'Ispani molte
1738 2, 47| lustro d'una forbitissima spada, e solo il nero a dimostrare
1739 1, 18| sopra gli uomini tutte le spalle, quale posto presso a Polifemo
1740 3, 57| delle gemme; loro vero si spassino in campi maggiori di lode.
1741 2, 32| e ombre; così ancora le sperich'e concave superficie veggiamo
1742 1, 8| Vedesi nelle superficie speriche e concave, sendo ad uno
1743 1, 6| questo pruova nel corpo sperico. Adunque le quantità per
1744 2, 39| cavalli, overo se, quello che spesse volte veggo, ivi fusse uomo
1745 1, 5| dai quali la superficie splende, empiono la pirramide della
1746 1, 18| nella pittura paiono cose splendidissime ove sia quivi buona proporzione
1747 3, 62| moltitudine. Adunque non si spregi il giudicio e sentenza della
1748 3, 61| privati commentari, ogni stanza e sito delle cose. In lavorare
1749 | stare
1750 2, 27| quattrocento di trecentosessanta statue, parte a cavallo, parte
1751 2, 32| perpendiculare essere segata, ove sia statuito quel termine. Ma perché
1752 | stava
1753 | stavano
1754 1, 11| luna e da quell'altra bella stella Venere. Altri lumi sono
1755 3, 53| uno garzonetto, il quale stendea suo mani alte al cielo.
1756 | stessa
1757 | stesse
1758 | stesso
1759 2, 49| molto in sue storie oro, che stima porga maestà. Non lo lodo.
1760 pro | e poco da lodarli. Onde stimai fusse, quanto da molti questo
1761 3, 53| cominciarono ad imparare dipignere. Stimava niuno pittore potere bene
1762 2, 25| Fidia o Prassiteles, si stimerà più prezioso che l'argento.
1763 1, 1| più grassa Minerva, e bene stimeremo assai se in qualunque modo
1764 3, 63| che noi, costui, quanto mi stimo, farà la pittura assoluta
1765 1, 8| ma basti che questo uno, stivato dagli altri razzi, ultimo
1766 2, 41| l'animo, però gonfia di stizza negli occhi e nel viso,
1767 | sto
1768 3, 55| d'imparare, non meno si straccano ove non sanno imparare,
1769 2, 44| loro movimenti e posari stracchi: non solo in su due piè,
1770 3, 53| funerali, quale sé stessa tutta stracciava. Dietro seguiva una fanciulletta
1771 2, 41| tutto ogni suo membro quasi stracco e negletto cade. Vero, a
1772 1, 5| quasi come una mappa molto strettissimi legati dentro all'occhio
1773 1, 18| brieve, alto, basso, largo, stretto, chiaro, oscuro, luminoso,
1774 3, 58| lumi socchiudere l'occhio e strignere il vedere coi peli delle
1775 pro | Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e'
1776 3, 56| con occhi o mente seguano, studiano da sé a sé acquistare lode
1777 2, 46| colorato. Così adunque in prima studino circa i lumi e circa all'
1778 2, 27| Severo imperadori furono studiosissimi in pittura. Ma sarebbe qui
1779 2, 35| piglino ombre e lumi ameni e suavi, né abbino asperitate alcuna
1780 1, 19| pirramide visiva, onde loro succedono errori alla pittura non
1781 1, 20| tagliata, così mi darà la successione di tutte le trasverse quantità.
1782 3, 61| diventa l'opera vecchia e sucida che finita. Biasimavano
1783 2, 37| l'altre membra brutte e sucide.~ ~
1784 | sui
1785 | sulla
1786 | sulle
1787 | sullo
1788 3, 60| Ma poi che la istoria è summa opera del pittore, in quale
1789 1, 19| sempre sarebbono li spazi superbipartienti, come dicono i matematici,
1790 2, 44| sono in pronto che paiono superflue recitare. Ma perché veggio
1791 pro | in cognizione di quelle supreme arti quali oggi a noi sono
1792 2, 43| quella parte del corpo la sussegua tale che il calcagno medesimo
1793 | t'
1794 2, 44| quelle errare, parsemi da non tacerle. Truovasi chi esprimendo
1795 2, 34| insieme l'una con l'altra si tagli, e noto tutti i punti di
1796 1, 13| che, se una dritta linea taglia due lati d'uno triangolo,
1797 1, 20| linea dove dall'altra sarà tagliata, così mi darà la successione
1798 1, 2| quale coprirà il punto e taglierà in due luoghi il circolo,
1799 2, 27| tebano vendè una sola pittura talenti cento; e dicono che Rodi
1800 3, 54| nome Egle, Eufronesis e Talia, quali si dipignevano prese
1801 2, 43| alcune basse. Ma perché talora in questi movimenti si truova
1802 3, 59| così lui con suo pennello tasterà questa e quest'altra via.
1803 3, 57| imparano disegnare in picciole tavolelle. Voglio te esserciti disegnando
1804 1, 18| il quale in una picciola tavoletta dipingendo uno Ciclope gigante
1805 3, 58| referiscono che scolpì due tazze in quali così retratte cose
1806 2, 28| province si estendeano ne' teatri tavole dipinte e immagini.
1807 3, 61| a noi non dia fastidio o tedio lavorando, e fuggiremo quella
1808 1, 22| seguirà, credo, sarà meno tedioso a chi leggerà.~
1809 1, 2| linee, quasi come nella tela più fili accostati, fanno
1810 2, 27| arsa da Demetrio re, ove temea che una tavola di Protogenes
1811 3, 59| sarà pigro, perché lento e temoroso tenterà quelle cose quale
1812 1, 20| noi dimostra. Veggiamo ne' tempî i capi degli uomini quasi
1813 2, 32| mezzo sia tra 'l fronte e le tempie, pertanto conviensi loro
1814 3, 56| tavola qual pubblico pose nel tempio di Lucina appresso de' Crotoniati,
1815 pro | perpetua fama e nome, e se in tempo t'accade ozio, mi piacerà
1816 3, 53| nel viso troppo astuta. Tenea nella sua destra mano una
1817 1, 18| chiaro, oscuro, luminoso, tenebroso, e ogni simile cosa, quale
1818 2, 41| sentimenti quasi balordi, tenendo sé stessi lenti e pigri
1819 2, 31| a quale, se bene vorremo tenerla, nulla si può trovare, quanto
1820 2, 37| in Nestor fusse il petto tenero e il collo dilicato, o se
1821 1, 9| luminato e colorato. Adunque tengono gran parentado i colori
1822 3, 59| perché lento e temoroso tenterà quelle cose quale non arà
1823 1, 7| linee diritte tirate su terminano ad uno solo punto. La basa
1824 2, 45| parte quasi come serpe si tessano fra gli altri, parte crescendo
1825 2, 31| è uno velo sottilissimo, tessuto raro, tinto di quale a te
1826 3, 62| palese, e sono alle sue lode testimoni cose quale bene arà dipinte.
1827 3, 52| così descrivere con linee e tignere con colori in qual sia datoli
1828 2, 46| antiqui pittori Polignoto e Timante usavano solo colori quattro,
1829 2, 43| come ira, dolore, gaudio e timore, desiderio e simili. Altri
1830 1, 12| domandando in su quella quale e' tingono superficie che cosa essi
1831 2, 31| sottilissimo, tessuto raro, tinto di quale a te piace colore,
1832 1, 23| sforzi di fare. Indarno si tira l'arco ove non hai da dirizzare
1833 1, 7| base tutte le linee diritte tirate su terminano ad uno solo
1834 2, 35| aremo notato i termini dove tiriamo ad uno certo luogo nostre
1835 2, 37| gli altri membri a tanta tisichezza, sarebbe pittore da farsene
1836 1, 7| colore, imperò che da dove toccano le superficie perfino all'
1837 1, 13| in ogni parte equalmente toccherà, come sono le faccie de'
1838 2, 34| superficie grandi acantonate e tonde si disegnino. Finita adunque
1839 2, 45| così i rami ora in alto si torcano, ora in giù, ora in fuori,
1840 2, 43| cigni, quasi mai tanto ti torci che la punta della spalla
1841 2, 35| atta e più certa via che di torla dalla natura, ponendo mente
1842 1, 9| colori, e ritornando il lume tornano i colori. Adunque parmi
1843 3, 55| sono ritondi, quasi fatti a tornio, e dilicati; nella età più
1844 3, 56| fanciulle le più belle, per torre da queste qualunque bellezza
1845 pro | tuo nome feci in lingua toscana. Vederai tre libri: el primo,
1846 2, 42| Roma, in quale el nostro toscano dipintore Giotto pose undici
1847 2, 45| movimenti moderati e dolci, più tosto quali porgano grazia a chi
1848 1, 15| pirramide visiva. Pertanto traduchiamo il nostro ragionare a questa
1849 1, 7| stracca i carichi razzi. Onde traemmo regola: quanto maggiore
1850 1, 20| ponendo il punto centrico, traendo indi linee alle divisioni
1851 2, 27| dipignendo nome. Pacuvio poeta tragico, nipote ad Ennio poeta,
1852 2, 34| disegnino le circulari. Tragonsi le circulari delle angulari;
1853 3, 53| incesa; con l'altra mano trainava, preso pe' capelli, uno
1854 1, 12| che se essa fusse di vetro tralucente tale che la pirramide visiva
1855 1, 7| carichi di lume e di colore, trapassano l'aere quale, umido di certa
1856 1, 12| la pirramide visiva indi trapassasse, posto una certa distanza,
1857 3, 63| vituperino me se ebbi animo traprendere matera sì grande. E se il
1858 3, 56| conosciuto a sé imprima trarrà tutti gli occhi di chi la
1859 3, 52| farlo dicemmo di sopra dove trattammo della composizione e del
1860 1, 4| sarà quella quale, sopra trattoli uno regolo diritto, ad ogni
1861 pro | fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname, quale
1862 1, 19| persino in infinito, ciascuna traversa quantità segua alterandosi.
1863 1, 19| quantità quale prima mi si traversò inanzi. Poi dentro a questo
1864 1, 11| dell'acqua, feriscono i travi della casa. Circa a queste
1865 2, 27| furono fra quattrocento di trecentosessanta statue, parte a cavallo,
1866 2, 25| immagine d'Allessandro re tremò con tutto il corpo; Agesilao
1867 2, 27| 27.~ ~Giudica Trimegisto, vecchissimo scrittore,
1868 2, 42| in che modo mostrare la tristezza del padre, a lui avolse
1869 2, 48| in che modo i colori ben triti s'adoperino in pittura.
1870 1, 20| 20.~ ~Trovai adunque io questo modo ottimo
1871 3, 56| bellezza con tanta fatica troveranno, ma certo piglieranno sue
1872 1, 7| li rompesse, per tutto li troveresti per uno modo luminati e
1873 2, 28| sia imperito. Né ispesso troverrai chi non molto desideri sé
1874 pro | senza essemplo alcuno, troviamo arti e scienze non udite
1875 | tue
1876 2, 27| pare da racontare tutta la turba degli antiqui pittori, quale
1877 2, 42| cruccioso e con gli occhi turbati minacci che niuno verso
1878 2, 42| suo certo indizio d'animo turbato, tale che in ciascuno erano
1879 2, 27| nobilissimo furono dipintori. Turpilio cavaliere romano dipinse
1880 2, 40| fanciullini, polli, catellini, uccellini, cavalli, pecore, edifici,
1881 1, 12| pittori non si vergognino d'udirci. Mai fu sozzo imparare da
1882 3, 62| biasimarlo e lui più onesto udirlo, udiva quanto ciascuno biasimava
1883 2, 32| 32.~ ~Né io qui udirò quelli che dicano poco convenirsi
1884 pro | troviamo arti e scienze non udite e mai vedute. Chi mai sì
1885 3, 62| seco gastighi; e quando arà udito ciascuno, creda ai più periti.~
1886 2, 42| avendo finto Calcante mesto, Ulisse più mesto, e in Menelao
1887 3, 52| porgersi costumato, massime da umanità e facilità, e così arà benivolenza,
1888 1, 7| trapassano l'aere quale, umido di certa grassezza, stracca
1889 2, 42| toscano dipintore Giotto pose undici discepoli tutti commossi
1890 2, 37| membra de' morti sino all'unghie morte. Dei vivi sia ogni
1891 2, 47| suo luogo sta il colore uniforme; nelle superficie cave e
1892 1, 4| come drento il guscio dell'uovo. La superficie composta
1893 2, 26| nata dalla pittura. Però usai di dire tra i miei amici,
1894 1, 23| da dire; quale cose, mia usanza, soglio appresso de' miei
1895 2, 32| poco convenirsi al pittore usarsi a queste cose, quali bene
1896 3, 59| E ancora quando saremo usati a fare nulla senza prima
1897 3, 57| piccioli vezzi e monili arà usato suo mano e ingegno, costui
1898 2, 46| pittori Polignoto e Timante usavano solo colori quattro, e Aglaofon
1899 2, 46| quali come scolpiti parranno uscire fuori della tavola, e biasimerò
1900 1, 13| dicemmo che la pirramide usciva. Dico delle superficie alcuna
1901 2, 47| il quale senza molto modo usi bianco o nero. Piacerebbemi
1902 2, 32| alcuno mai possa. Adunque usino questa intercisione, cioè
1903 pro | dotto al quale non fussero utilissimi gli amici eruditi; e io
1904 2, 31| a te sia il nostro velo utilissimo.~ ~
1905 2, 44| Io, quale fu conversa in vacca, correre colla coda ritta,
1906 2, 42| minacci che niuno verso loro vada, o dimostri qualche pericolo
1907 3, 55| al naturale molto più che vaghe. Per questo gioverà pigliare
1908 3, 52| bontà dell'uomo molto più vaglia che ogni industria o arte
1909 1, 8| del centrico razzo molto vale alla certezza del vedere.
1910 2, 27| pittura conosciuti. Nerone, Valentiniano e Alessandro Severo imperadori
1911 1, 9| orizzonte non raro essere vapore bianchiccio, e a poco a
1912 2, 46| quanto i lumi abbiano forza a variare i colori, ché insegnammo
1913 1, 8| facci parere la superficie variata. Questo viene dal ricevere
1914 1, 9| investigheremo come sotto il lume si varino. Parliamo come pittore.
1915 2, 28| dipignere. Marzia, figliuola di Varrone, si loda appresso degli
1916 2, 47| bianco presso a nero, che vasi per questo paiano d'argento,
1917 | ve
1918 3, 61| loro mani diventa l'opera vecchia e sucida che finita. Biasimavano
1919 2, 35| riposto, simile al viso delle vecchierelle, questo essere in aspetto
1920 2, 27| 27.~ ~Giudica Trimegisto, vecchissimo scrittore, che insieme con
1921 2, 37| Elena o di Efigenia fussero vecchizze e zotiche, o se in Nestor
1922 2, 42| si pensasse qual non si vedea suo acerbissimo merore.
1923 3, 57| tutti i piedi distinti si vedeano. Ma i nostri pittori lassino
1924 pro | feci in lingua toscana. Vederai tre libri: el primo, tutto
1925 1, 18| comperazione. Disse Virgilio Enea vedersi sopra gli uomini tutte le
1926 2, 48| Vorrei nella pittura si vedessero tutti i generi e ciascuna
1927 2, 29| acquistare fama e nome, quale vedete gli antiqui avere agiunta.
1928 3, 53| avere questa forza, quanto vediamo, che sola senza pittura
1929 2, 26| qual sia pittore maestro vedrà le sue opere essere adorate,
1930 1, 12| quanto in quello guardare si vedranno superficie. Ma dirà qui
1931 1, 8| secondo loro numero e forza vedresti più macole di chiarore e
1932 1, 21| E quanto sia difficile veggasi nell'opere degli antiqui
1933 1, 19| fatte da noi, gli amici, veggendole e maravigliandosi, chiamavano
1934 2, 44| superflue recitare. Ma perché veggio non pochi in quelle errare,
1935 3, 57| molto i bene minimi vizi si veggono. Scrive Galieno medico avere
1936 | vel
1937 3, 59| Asclipiodoro saremo pittori velocissimi, quale uno antiquo pittore
1938 2, 27| dipinte. Aristide tebano vendè una sola pittura talenti
1939 2, 47| de' pittori il bianco si vendesse più che le preziosissime
1940 | venisse
1941 | veniva
1942 1, 11| interrotti o ritornano onde vennono, o s'adirizzano altrove.
1943 2, 45| voleranno per aria. E in questo ventoleggiare guardi il pittore non ispiegare
1944 2, 45| le nuvole, onde i panni ventoleggino; e quinci verrà a quella
1945 2, 37| ma in ciascuno moto terrà venustà e grazia. Sono gratissimi
1946 2, 37| il viso rosato, candido e venusto, a costui poco s'affarebbe
1947 2, 31| termini, subito ritruovi la vera cuspide della pirramide,
1948 2, 48| sia a questa ninfa panni verdi, a quella bianchi, all'altra
1949 1, 9| grado in grado perdere la verdura per insino che divengono
1950 1, 19| dipinta mai parrà pari alle vere, dove non sia certa distanza
1951 2, 44| ivi si facci. Siano alle vergini movimenti e posari ariosi,
1952 2, 40| ma sempre si serva alla vergogna e alla pudicizia. Le parti
1953 1, 12| studiosi pittori non si vergognino d'udirci. Mai fu sozzo imparare
1954 3, 53| seguiva una fanciulletta vergognosa e pudica, chiamata Verità.
1955 3, 53| vergognosa e pudica, chiamata Verità. Quale istoria se mentre
1956 2, 27| cavaliere romano dipinse a Verona. Sitedio, uomo stato pretore
1957 | verrà
1958 pro | veggiamo copiose erano in que' vertuosissimi passati antiqui, ora così
1959 1, 9| innumerabili. Veggiamo le fronde verzose di grado in grado perdere
1960 1, 11| prati al sole pare nel viso verzoso.~
1961 2, 36| suoi muscoli, di poi tutto vestirlo di sue carne. Ma qui sarà
1962 2, 47| vie più bianca. Se bene vestissi di panni candidissimi, convienti
1963 3, 53| era la Penitenza, femmina vestita di veste funerali, quale
1964 2, 40| alcuni parte nudi e parte vestiti, ma sempre si serva alla
1965 1, 7| la superficie quasi come vetrici ad una gabbia, e fanno quanto
1966 3, 57| Ma chi in questi piccioli vezzi e monili arà usato suo mano
1967 2, 47| la mano si fa dilicata a vezzosa grazia. Certo da natura
1968 2, 47| opere più al vero dolci e vezzose. Né si può dire quanto di
1969 1, 19| seguissero a loro ditto buona viada dipignere, pure dico errerebbono;
1970 2, 25| capitani di Allessandro, perché vide l'immagine d'Allessandro
1971 1, 11| quali più miei compagni videro da me fatti altra volta
1972 3, 53| invenzione loro convenga essere vigilanti. Era quella pittura uno
1973 2, 26| troverai arte alcuna non vilissima la quale non raguardi la
1974 2, 25| metallo in fra gli altri vilissimo, fattone figura per mano
1975 3, 55| lo studio e assiduità non vinca.~ ~
1976 2, 39| tumulto che alcuno carico di vino stesse adormentato. E sarebbe
1977 2, 42| quella tavola in quale egli vinse Colocentrio, che nella imolazione
1978 1, 5| drittissimi e sottilissimi suoi virgulti per insino alla opposita
1979 2, 48| si danno insieme onore e vista. Il colore bianco non solo
1980 2, 26| traslata la pittura dopo le vittorie di Marcello avute di Sicilia.
1981 3, 63| loro aspettazioni, non però vituperino me se ebbi animo traprendere
1982 3, 61| danno a nuove cose. Io certo vitupero così fatti uomini, però
1983 2, 37| vivi sia ogni minima parte viva. Dicesi vivere il corpo
1984 2, 37| gratissimi i movimenti e ben vivaci quelli e' quali si muovano
1985 1, 8| gli altri gagliardissimo e vivacissimo, fa che niuna quantità mai
1986 3, 57| grandi molto i bene minimi vizi si veggono. Scrive Galieno
1987 1, 19| quanto la loro ragione sia viziosa, ove il punto centrico sia
1988 | volea
1989 | Voleano
1990 2, 28| periti e d'imperiti così volentieri s'affatichi ad impararla
1991 2, 45| gittati dal vento dolce voleranno per aria. E in questo ventoleggiare
1992 2, 40| loro era qualche vizio, non volerlo però essere non notato,
1993 2, 45| io dissi sette movimenti: volgansi in uno giro quasi volendo
1994 2, 43| né in lato alcuno più si volge il viso se non quanto il
1995 3, 55| Interverrà come a chi s'ausi volgere e prendere cose maggiori,
1996 | volli
1997 1, 4| essere uno corpo ritondo, volubile in ogni parte, in cui mezzo
1998 | vorrai
1999 2, 38| agilità. Facevano ancora che a Vulcano sotto la vesta parea il
2000 2, 45| porvi la faccia del vento zeffiro o austro che soffi tra le
2001 3, 58| cose prima simili fatte da Zenodoro, che niuna differenza vi
2002 2, 44| ad Omero, quale seguitò Zeosis, piacque la forma fatticcia
2003 2, 38| vesta parea il suo vizio di zopicare, tanto era in loro studio
2004 2, 37| Efigenia fussero vecchizze e zotiche, o se in Nestor fusse il
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