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| Leon Battista Alberti Della pittura IntraText CT - Lettura del testo |
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58. Alcuni ritranno figure d'altri pittori, e ivi cercano lode quale fu data a Calamide scultore, quanto referiscono che scolpì due tazze in quali così retratte cose prima simili fatte da Zenodoro, che niuna differenza vi si conosceva. Ma certo i nostri pittori saranno in grandi errori se non intenderanno che chi dipinse si sforzò ripresentarti cosa, quale puoi vedere nel nostro quale di sopra dicemmo velo, dolce e bene da essa natura dipinto. E se pure ti piace ritrarre opere d'altrui, perché elle più teco hanno pazienza che le cose vive, più mi piace a ritrarre una mediocre scultura che una ottima dipintura, però che dalle cose dipinte nulla più acquisti che solo sapere asimigliarteli, ma dalle cose scolpite impari asimigliarti, e impari conoscere e ritrarre i lumi. E molto giova a gustare i lumi socchiudere l'occhio e strignere il vedere coi peli delle palpebre, acciò che ivi i lumi si veggano abacinati e quasi come in intersegazione dipinti. E forse più sarà utile essercitarsi al rilievo che al disegno. E s'io non erro, la scultura più sta certa che la pittura; e raro sarà chi possa bene dipignere quella cosa della quale elli non conosca ogni suo rilievo; e più facile si truova il rilievo scolpendo che dipignendo. Sia questo argomento atto quanto veggiamo che quasi in ogni età sono stati alcuni mediocri scultori, ma truovi quasi niuno pittore non in tutto da riderlo e disadatto.
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