60.
Ma poi che la istoria è summa
opera del pittore, in quale dee essere ogni copia ed eleganza di tutte le cose,
conviensi curare sappiamo dipignere non solo uno uomo, ma ancora cavalli, cani
e tutti altri animali, e tutte altre cose degne d'essere vedute. Questo così
conviensi per bene fare copiosa la nostra istoria; cosa qual ti confesso
grandissima, e a chi si fusse dagli antiqui non molto concessa, che uno in ogni
cosa, non dico eccellente fusse, ma mediocre dotto. Pure affermo dobbiamo
sforzarci che per nostra negligenza quelle cose non manchino quale acquistate
rendono lode, e neglette lassano biasimo. Nitias, ateniese pittore, diligente
dipinse femmine. Eraclides fu lodato in dipignere navi. Serapion non potea
dipignere uomini; altra qual vuoi cosa molto dipignea bene. Dionisio nulla
potea dipignere altri che uomini. Allessandro, quello il quale dipinse il
portico di Pompeo, sopra gli altri bene dipignea animali, massime cani. Aurelio
che sempre amava, solo dipignendo dee ritraeva i loro visi quali esso amava.
Fidias in dimostrare la maestà degli iddii più dava opera che in seguire la
bellezza degli uomini. Eufranore si dilettava espriemere la degnità de'
signori, e in questo avanzò tutti gli altri. Così a ciascuno fu non equali
facultà; e diede la natura a ciascuno ingegno sue proprie dote, delle quali non
però in tanto dobbiamo essere contenti che per negligenza lassiamo di tentare
quanto ancora più oltre con nostro studio possiamo. E conviensi cultivare i
beni della natura con studio ed essercizio, e così di dì in dì farle maggiori;
e conviensi per nostra negligenza nulla pretermettere quale a noi possa
retribuere lode.
|