5.
Adunque l'orlo e dorso danno suoi
nomi alle superficie. Ma le qualità per le quali, non alterata la superficie né
mutatoli suo nome, pure possono parere alterate, sono due, quali pigliano variazione
per mutazione del luogo o de' lumi. Diciamo prima del luogo, poi de' lumi, e
investighiamo in che modo per questo le qualità alla superficie paiano mutate.
Questo s'apartiene alla forza del vedere, imperò che mutato il sito le cose
parranno o maggiori o d'altro orlo o d'altro colore, quali tutte cose misuriamo
col vedere. Cerchiamo a queste sue ragioni cominciando dalla sentenza de'
filosafi, i quali affermano misurarsi le superficie con alcuni razzi quasi
ministri al vedere, chiamati per questo visivi, quali portino la forma delle
cose vedute al senso. E noi qui imaginiamo i razzi quasi essere fili
sottilissimi da uno capo quasi come una mappa molto strettissimi legati dentro
all'occhio ove siede il senso che vede, e quivi quasi come tronco di tutti i
razzi quel nodo estenda drittissimi e sottilissimi suoi virgulti per insino
alla opposita superficie. Ma fra questi razzi si truova differenza necessaria a
conoscere. Sono loro differenze quanto alla forza e quanto all'officio. Alcuni
di questi razzi giugnendo all'orlo delle superficie misurano sue tutte
quantità. Adunque perché così cozzano l'ultime ed estreme parti della
superficie, nominiàlli estremi o vuoi estrinsici. Altri razzi da tutto il dorso
della superficie escono sino all'occhio, e questi hanno suoi offici, però che
da que' colori e que' lumi accesi dai quali la superficie splende, empiono la
pirramide della quale più giù diremo al suo luogo: e questi così si chiamino
razzi mediani. Ecci fra i razzi visivi uno detto centrico. Questo, quando
giugne alla superficie, fa di qua e di qua torno a sé angoli retti ed equali.
Dicesi centrico a similitudine di quella sopradetta centrica linea. Adunque
abbiamo trovato tre differenze di razzi: estremi, mediani e centrici.
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