9.
Questo luogo m'amonisce a dire
de' colori insieme e de' lumi. Parmi manifesto che i colori pigliano variazione
dai lumi, poi che ogni colore posto in ombra pare non quello che è nel
chiarore. Fa l'ombra il colore fusco, e il lume fa chiaro ove percuote. Dicono
i filosafi nulla potersi vedere quale non sia luminato e colorato. Adunque
tengono gran parentado i colori coi lumi a farsi vedere, e quanto sia grande
vedilo, che mancando il lume mancano i colori, e ritornando il lume tornano i
colori. Adunque parmi da dire prima de' colori, poi investigheremo come sotto
il lume si varino. Parliamo come pittore. Dico per la permistione de' colori
nascere infiniti altri colori, ma veri colori solo essere quanto gli elementi,
quattro, dai quali più e più altre spezie d colori nascono. Fia colore di fuoco
il rosso, dell'aere celestrino, dell'acqua il verde, e la terra bigia e
cenericcia. Gli altri colori, come diaspri e porfidi, sono permistione di
questi. Adunque quattro sono generi di colori, e fanno spezie sue secondo se
gli agiunga oscuro o chiarore, nero o bianco, e sono quasi innumerabili.
Veggiamo le fronde verzose di grado in grado perdere la verdura per insino che
divengono scialbe; simile in aere circa all'orizzonte non raro essere vapore
bianchiccio, e a poco a poco seguirsi perdendo. E nelle rose veggiamo ad alcune
molta porpora, alcune simigliarsi alle gote delle fanciulle, alcune allo
avorio. E così la terra secondo il bianco e 'l nero fa suo spezie di colore.
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