12.
Dicemmo sino a qui delle
superficie; dicemmo de' razzi; dicemmo in che modo vedendo si facci pirramide;
provammo quanto facci la distanza e posizione del razzo centrico, insieme e
ricevere de' lumi. Ora, poi che ad uno solo guardare non solo una superficie si
vede ma più, investigheremo in che modo molte insieme giunte si veggano.
Vedesti che ciascuna superficie in sé tiene sua pirramide, colori e lumi. Ma
poi che i corpi sono coperti dalle superficie, tutte le vedute insieme
superficie d'uno corpo faranno una pirramide di tante minori pirramide gravida
quanto in quello guardare si vedranno superficie. Ma dirà qui alcuno: «Che
giova al pittore cotanto investigare?» Estimi ogni pittore ivi sé essere ottimo
maestro, ove bene intende le proporzioni e agiugnimenti delle superficie; qual
cosa pochissimi conoscono, e domandando in su quella quale e' tingono
superficie che cosa essi cercano di fare, diranti ogni altra cosa più a
proposito di quello di che tu domandi. Adunque priego gli studiosi pittori non
si vergognino d'udirci. Mai fu sozzo imparare da chi si sia cosa quale giovi
sapere. E sappiano che <quando> con sue linee circuiscono la superficie,
e quando empiono di colori e' luoghi descritti, niun'altra cosa cercarsi se non
che in questa superficia si representino le forme delle cose vedute, non
altrimenti che se essa fusse di vetro tralucente tale che la pirramide visiva
indi trapassasse, posto una certa distanza, con certi lumi e certa posizione di
centro in aere e ne' suoi luoghi altrove. Qual cosa così essere, dimostra ciascuno
pittore quando sé stessi da quello dipigne sé pone a lunge, dutto dalla natura,
quasi come ivi cerchi la punta e angolo della pirramide, onde intende le cose
dipinte meglio remirarsi. Ma ove questa sola veggiamo essere una sola
superficie, o di muro o di tavola, nella quale il pittore studia figurare più
superficie comprese nella pirramide visiva, converralli in qualche luogo segare
a traverso questa pirramide, a ciò che simili orli e colori con sue linee il
pittore possa dipignendo espriemere. Qual cosa se così è quanto dissi, adunque
chi mira una pittura vede certa intersegazione d'una pirramide. Sarà adunque
pittura non altro che intersegazione della pirramide visiva, sicondo data
distanza, posto il centro e constituiti i lumi, in una certa superficie con
linee e colori artificiose representata.
|