13.
Ora poi che dicemmo la pittura
essere intercisione della pirramide, convienci investigare qualunque cosa a noi
faccia questa intersegazione conosciuta. Convienci avere nuovo principio a
ragionare delle superficie, dalle quali dicemmo che la pirramide usciva. Dico
delle superficie alcuna essere in terra riversa e giacere, come i pavimenti e i
solari degli edifici e ciascuna superficia quale equalmente da questa sia
distante. Altre stanno apoggiate in lato, come i pareti e l'altre superficie
collineari ad i pareti. Le superficie equalmente fra sé distanti saranno,
quando la distanza fra l'una e l'altra in ciascuna sua parte sarà equale.
Collineari superficie saranno quelle, quali una diritta linea in ogni parte
equalmente toccherà, come sono le faccie de' pilastri quadri posti ad ordine in
uno portico. E sono queste cose da essere aggiunte a quelle quali di sopra
dicemmo alle superficie. E a quelle cose quali dicemmo de' razzi intrinsici, estrinsici
e centrici, e a quelle dicemmo della pirammide, aggiugni la sentenza de'
matematici, onde si pruova che, se una dritta linea taglia due lati d'uno
triangolo, e sia questa linea, qualora fa triangolo, equidistante alla linea
del primo e maggiore triangolo, certo sarà questo minore triangolo a quel
maggiore proporzionale. Tanto dicono i matematici.
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