20.
Trovai adunque io questo modo ottimo
così in tutte le cose seguendo quanto dissi, ponendo il punto centrico, traendo
indi linee alle divisioni della giacente linea del quadrangolo. Ma nelle
quantità trasverse, come l'una seguiti l'altra così conosco. Prendo uno
picciolo spazio nel quale scrivo una diritta linea, e questa divido in simile
parte in quale divisi la linea che giace nel quadrangolo. Poi pongo di sopra
uno punto alto da questa linea quanto nel quadrangolo posi el punto centrico
alto dalla linea che giace nel quadrangolo, e da questo punto tiro linee a
ciascuna divisione segnata in quella prima linea. Poi constituisco quanto io
voglia distanza dall'occhio alla pittura, e ivi segno, quanto dicono i
matematici, una perpendiculare linea tagliando qualunque truovi linea. Dicesi
linea perpendiculare quella linea dritta, quale tagliando un'altra linea
diritta fa appresso di sé di qua e di qua angoli retti. Questa così
perpendiculare linea dove dall'altra sarà tagliata, così mi darà la successione
di tutte le trasverse quantità. E a questo modo mi truovo descritto tutti e'
paraleli, cioè le braccia quadrate del pavimento nella dipintura, quali quanto
sieno dirittamente descritti a me ne sarà indizio se una medesima ritta linea
continoverà diamitro di più quadrangoli descritti alla pittura. Dicono i
matematici diamitro d'uno quadrangolo quella retta linea da uno angolo ad un
altro angolo, quale divida in due parti il quadrangolo per modo che d'uno
quadrangolo solo sia due triangoli. Fatto questo, io descrivo nel quadrangolo
della pittura attraverso una dritta linea dalle inferiori equedistante, quale
dall'uno lato all'altro passando super 'l centrico punto divida il
quadrangolo. Questa linea a me tiene uno termine quale niuna veduta quantità,
non più alta che l'occhio che vede, può sopragiudicare. E questa, perché passa
per 'l punto centrico, dicasi linea centrica. Di qui interviene che gli uomini
dipinti posti nell'ultimo braccio quadro della dipintura sono minori che gli
altri. Qual cosa così essere, la natura medesima a noi dimostra. Veggiamo ne'
tempî i capi degli uomini quasi tutti ad una quantità, ma i piedi de' più
lontani quasi corrispondere ad i ginocchi de' più presso.
|