29.
Così adunque dà voluttà questa
arte a chi bene la esserciti, e lode, ricchezze e perpetua fama a chi ne sia
maestro. Quale cose così sendo quanto dicemmo, se la pittura sia ottimo e
antiquissimo ornamento delle cose, digna ad i liberi uomini, grata ai dotti e
agl'indotti, molto conforto i giovani studiosi diano quanto sia licito opera
alla pittura. E poi amonisco chi sia studioso di dipignere imparino questa
arte. Sia a chi in prima cerca gloriarsi di pittura questa una cura grande ad
acquistare fama e nome, quale vedete gli antiqui avere agiunta. E gioveravvi
ricordarvi che l'avarizia fu sempre inimica della virtù. Raro potrà acquistare
nome animo alcuno che sia dato al guadagno. Vidi io molti quasi nel primo fiore
d'imparare, subito caduti al guadagno, indi acquistare né ricchezze né lode,
quali certo se avessero acresciuto suo ingegno con studio, facile sarebbono
saliti in molta lode e ivi arebbono acquistato ricchezze e piacere assai. Ma di
queste assai sino a qui sia detto. Torniamo a nostro proposito.
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