34.
Restaci a dire in che modo si
disegnino le circulari. Tragonsi le circulari delle angulari; e questo fo io
così. Fo in sullo spazzo uno quadrangolo con angoli retti, e divido i lati di
questo quadrangolo in parte simili a quelle parti in quale divisi la linea
iacente nel primo quadrangolo della pittura; e qui da ciascuno punto al suo
oposito punto tiro linee, e così rimane lo spazzo diviso in molti piccioli
quadrangoli. Quivi io scrivo uno cerchio quanto il voglio grande, così che le
linee de' piccioli quadrati e la linea del circolo insieme l'una con l'altra si
tagli, e noto tutti i punti di questi tagliamenti, quali luoghi segno ne'
paraleli del pavimento nella mia pittura. Ma perché sarebbe fatica estrema e
quasi infinita con nuovi minori paraleli dividere il cerchio in molti luoghi, e
così con molto numero di punti seguire continovando il circolo, per questo,
quando io arò notato otto o più tagliamenti, segno con ingegno il mio circulo
nella pittura guidando la linea da termine a termine. Forse sarebbe più brieve
via corlo all'ombra? Certo sì, dove il corpo quale facesse ombra fusse in mezzo
posto con sua ragione in suo luogo. Dicemmo adunque in che modo coll'aiuto de'
paraleli le superficie grandi acantonate e tonde si disegnino. Finita adunque
la circunscrizione, cioè il modo del disegnare, restaci a dire della
composizione. Convienci repetere che sia composizione.
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