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Leon Battista Alberti
Ecatonfilea

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-franc | frasc-propi | prova-zuffe

                                                      grassetto = Testo principale
     Capitolo,  Paragrafo                             grigio = Testo di commento
1 | 10 2 eca, 11| 11-~ ~Così vedesti come conviensi 3 | 12 4 | 13 5 | 14 6 | 15 7 | 16 8 | 17 9 | 2 10 | 3 11 | 4 12 | 5 13 | 6 14 | 7 15 | 8 16 | 9 17 eca, 15| qui stimerà o che sazio s'abandoni il contento amore, o che 18 eca, 14| sospetto. E se ragionando vi s'abatteva, con molta fronte e giuri 19 eca, 7| amare chi pe' pulpiti palese abbaiando sgridi e biasmi quello di 20 | abbi 21 eca, 14| letto sospirando, piangendo, abbracciando e baciando chi meco non 22 eca, 10| meno di gentilezze che d'abito o portamenti. Poi agli altri 23 eca, 2| e sdegno amare. Ma raro accade potere senza acerbità continuare 24 eca, 4| piglia. E quanto io, così accadendo, più a me piacerebbe accettare 25 eca, 14| rimirassi, quella subito accecassi. Io mai me saziava molto 26 eca, 14| mostrava non lo degnare, non li accedere, non amarlo. E quasi non 27 eca, 4| presto l'amore che non si accende. E a chi pure ivi piacessi 28 eca, 10| gli occhi e godono essere accerchiate da molti badeggiatori, e 29 eca, 11| così certo subito sentirai accese le fiamme amorose in chi 30 eca, 15| Così un animo da molte acceso, più fermo sé stesso lega 31 pro, 1| truovano dolori e mali, acciò che tu e chi forse tu ami 32 eca, 5| brevità qui non racconto, sono accomodatissimi non e' garzonetti né in 33 eca, 14| nulla mai più voler amare, accusando me stessi che tanto fussi 34 eca, 11| raccontare i miei dolori, accusare quanto mi parea durezza 35 eca, 14| amava: voleva, non voleva, accusava, piangeva, e mai fra me 36 eca, 5| sospetto, emendando e con dolci accuse riprendendo l'uno l'altro, 37 eca, 11| conosco, ma in quella età acerbissime risposte quale a me facea 38 eca, 13| che di nuovo acquistarlo. Acquistando, a noi spesso giova la fortuna 39 eca, 12| molto più brevissima ad acquistare amore sarà questa una sola, 40 eca, 13| l’acquistato che di nuovo acquistarlo. Acquistando, a noi spesso 41 eca, 13| fatica non minore serbare l’acquistato che di nuovo acquistarlo. 42 eca, 14| tedioso chi com'io non fussi addolorata e trista. Eh Iddio, sciocche 43 eca, 12| benché per mie ingiurie adolorato, mai però con altri scoperse 44 eca, 4| desto e presto a conoscere e adoperare i tempi, luoghi, e ogni 45 eca, 14| cruccio inteso, pregava non adoperassi in lui quelle armi quali 46 eca, 14| ore appresso i sacerdoti, adorando e soprastando ne' tempi, 47 eca, 7| troppo fortunati, troppo adornati, o troppo vili, sono a bello 48 eca, 2| cosa, per quale sola me io adornava e molto studiava mostrarmi 49 eca, 14| per me vederlo in dolore e affanno. Arei voluto indovinassi 50 eca, 10| pare da te meritare, falso afferma avere ricevuti tuoi doni 51 eca, 3| vi sentite amate. E certo affermo questo: qual di voi amando 52 eca, 10| loro ornamenti e apparati. Affermovi, figliuole mie, che né gemme, 53 eca, 14| tanto fussi stata ad altri affettissima. E così me cominciai rinchiudere 54 eca, 10| animo più che a uno solo affezionatissimo? Sappiate, fanciulle, el 55 eca, 1| petto, parte sospirando aggiugnersi le palme al viso, parte 56 eca, 15| rabbiosa fera o mostro. E aggiugnete a queste dette cose altri 57 eca, 5| pieno d'acerbità e asprezza. Aggiugni che in amare sono altre 58 eca, 14| premuta da una molestia, aggiunsi sopra la seconda, credendo 59 eca, 14| animo, la mente mia tuttora agitata e compremuta, ora da dolore, 60 | ai 61 pro | Baptista Albertus Nerozzio Alberto salutem dicit plurimam.~ 62 pro | Prologus. Leo Baptista Albertus Nerozzio Alberto salutem 63 eca, 14| amanti tale che mi stimassi alienata da lui e trasferitami ad 64 eca, 10| fanciulle formosissime, quanto allettare chi vi perseguiti rimirando. 65 | alli 66 | allo 67 pro, 1| quelle febbri, in quali alquanti prima era giaciuto, me 68 eca, 14| fuori col fronte e viso altera, dentro vero in me vinta 69 eca, 2| Giova adunque sapere senza alterigia e sdegno amare. Ma raro 70 eca, 14| signore, quale io tanto amai e sempre amerò, vi seguo 71 eca, 2| uno simile fedelissimo e amantissimo amico. Dolce amore, dolce 72 eca, 13| costumi e molto mostrare amarli. Resta quella ultima parte, 73 eca, 14| degnare, non li accedere, non amarlo. E quasi non avrei voluto 74 eca, 16| virtuoso; prendetelo ad amarvi con molta mansuetudine e 75 eca, 5| quegli occhi tanto da te amati vederai insieme amore, fede, 76 eca, 8| benivolenza. Simile, figliuole mie amatissime, simile amante, se alcuno 77 eca, 8| investigheremo quali siano utilissimi amatori. Non dubitate, fanciulle 78 eca, 4| con chi e' recita ogni sua amatoria istoria, e piaceli fingendo 79 eca, 11| dissi, niuno sentirà da te amatosi, a cui subito non stia necessità 80 eca, 4| amante lascerà la impresa: amerà te una sola, e restando 81 eca, 15| stessi, e stimate quanto amerete, tanto sarete amate, e quanto 82 eca, 14| quale io tanto amai e sempre amerò, vi seguo scoprendo miei 83 eca, 14| dolori a noi e a chi noi amiamo, e il nostro dolce amore 84 eca, 14| familiare e con parole amica. Subito, oi, oi, trista 85 eca, 7| moltitudine di suoi servi e amici, e sempre da tutti più che 86 eca, 4| eleggere amanti. Principio v'ammonisco, carissime figliuole, eleggete 87 eca, 10| ne fa più parti, rompe l'amor, non ama; e chi non conserva 88 eca, 14| più volte e in più luoghi andava e ritornava. E se scontrandolo 89 eca, 11| quello uno, parte dell'anima mia, quello uno solo a cui 90 eca, 15| dissimile alla talpa, quale uno animale sotto terra, in oscuro e 91 eca, 1| dolcezza dello amore. Pertanto, anime mie, vezzi miei, mentre 92 eca, 8| robusto della persona, animoso, ardito, mansueto e riposato; 93 eca, 8| Cinzia, e l'altre già mille anni passati amate da quelli 94 eca, 1| che a ogni autunno poss'io annoverare due amori. Onde per questo 95 eca, 5| suoi dolori raccontando l'antiche passate molestie; ecci il 96 eca, 14| vi seguo scoprendo miei antichi errori, in quali voi forse 97 eca, 14| nascendo il sospetto, giova apalesarlo, però che come, o prudentissimo 98 eca, 11| da lui desiderava molto e apertissimo amore. E così troppo incesa 99 eca, 10| averla in loro ornamenti e apparati. Affermovi, figliuole mie, 100 eca, 5| cinnamo d'Arabia, qual nettar apparecchiato alli Dii, figliuole mie 101 eca, 1| privati e amorosi ragionamenti appellano Ecatonfilea. Dicono vuole 102 eca, 8| celebratissimo. Né mi pare disonore appellare e riputar signore quello 103 eca, 8| cosa quale io pronta non apprendessi per piacergli e ubbidirlo; 104 eca, 2| animo uno primo vero e bene apreso amore. Né si può dire quanta 105 eca, 10| quale amando uno solo, mai arà suo petto vacuo d'amoroso 106 eca, 5| d'Iblea, qual cinnamo d'Arabia, qual nettar apparecchiato 107 eca, 11| corre rattenuto, e qualunque arbore tardo cresce, tardi perisce».~ 108 eca, 14| Nondimeno in me amava, anzi ardea amando, e pure molto desiderava 109 eca, 11| che giovinetta e di troppe ardentissime fiamme incesa, tutto, qual 110 eca, 15| te gli cresce amore molto ardentissimo, però che sente quanto, 111 eca, 14| tanto era lieta, bench'io ardessi, con ostinato sdegno vincere 112 eca, 4| e conoscendole sapràardire né fruttarsele. Vedrai il 113 eca, 10| come alcune avventate e ardite, ma con dolce presenza, 114 eca, 8| della persona, animoso, ardito, mansueto e riposato; tacito, 115 eca, 2| spasso, dolce quel primo ardore, el quale porga a chi ama 116 eca, 10| facilità, la pietà, sono l'arme con che noi trionfiamo d' 117 eca, 14| adoperassi in lui quelle armi quali io con mia ira così 118 eca, 13| mali passi soprastando, e arriverete in tempo a quanto desiderate. 119 eca, 14| quali io con mia ira così arrotava per vendicarmi. E aggiugneva 120 eca, 1| gratissimo e utilissimo avermi ascoltato. Niuno si truova ottimo 121 eca, 15| il sospetto, in oscuro e ascoso dentro al petto, mai resta 122 eca, 13| e sofferirla, e come chi aspetta di passare il fiume, tanto 123 eca, 1| quello uno amato quale voi aspettate e molto desiderate vedere, 124 eca, 14| nulla mai potermi giovare; aspettava infinite vendette, tante 125 eca, 3| ammonimenti, costei non aspetti mai satisfarsi sanza grandissime 126 eca, 5| giovinetti sta pieno d'acerbità e asprezza. Aggiugni che in amare sono 127 eca, 10| grande essercito di chi v'assedi, ma sapere, ornata non meno 128 eca, 10| luogo alcuno. Così ti senti assediata da continui vigilantissimi 129 eca, 14| Né però volea perdere l'assiduo servire di chi mi piacea 130 eca, 4| rugiada che cade in una intera astate, che la gragnuola qual sì 131 eca, 14| quale per mostrarsi molto astuta e a' miei amori quanto era 132 eca, 8| amorevole, pietoso e vergognoso, astuto, pratico, e sopra tutto 133 eca, 17| sarà da farvi in amorose astuzie più dotte. Voi intanto, 134 eca, 4| si truova a felice amare atta, quanto quella de' già fermi 135 eca, 11| non unti, non cose alcune atte a immettere negli animi 136 eca, 3| e doglia. State adunque attente ad imparare quanto vi gioverà 137 eca, 5| vecchi ad amare non in tutto attissimi, e sono i giovinetti pericolosi 138 eca, 15| tutto penetrando, commuove e attrita qual sia duro e denso terreno, 139 eca, 10| figliuole mie, che né gemme, né auro, né nostre chiome o fronte, 140 eca, 14| stessi tenea così orrida e austera. Mai il vedea che ogni mio 141 eca, 1| amanti, tale che a ogni autunno poss'io annoverare due amori. 142 eca, 10| sarete con vostri sguardi avare e rattenute, e così tutti 143 eca, 14| godeva, per darli pena, s'avedessi io il fuggiva, ove poi per 144 eca, 4| questo male sofferenti, aventati, precipitosi, e perché poco 145 eca, 10| grazia e forza a farsi amare averla in loro ornamenti e apparati. 146 | avermi 147 | aversi 148 | avete 149 | aveva 150 eca, 12| provai quello a me diceva l'avola mia, donna in altre cose 151 eca, 4| giovinetto tutto il s'avolgerà intorno all'uscio tuo, quale 152 | avrei 153 eca, 14| confermò di tutto essersi avveduta, e maravigliarsi molto, 154 eca, 10| modesto, non come alcune avventate e ardite, ma con dolce presenza, 155 eca, 10| per dare molestia al suo avversario, o per gloriarsi di te, 156 eca, 13| amore. Ma in tutti e' casi avversi a noi amanti, quanto per 157 eca, 14| schifassi e diponessi tanta avversità. Piacemi, fanciulle leggiadrissime, 158 eca, 14| piangendo, abbracciando e baciando chi meco non era. Oh miseria 159 eca, 4| pubblico mercato, in ogni luogo bada, d'ogni cosa si maraviglia, 160 eca, 10| essere accerchiate da molti badeggiatori, e credono tanto essere 161 pro | Prologus. Leo Baptista Albertus Nerozzio Alberto 162 eca, 17| Vorrei, ove qui il tempo bastassi, insegnarvi più e più altre 163 eca, 15| chi sappia farselo suo; e beata colei qual saprà essere 164 eca, 5| fanciulla, o fortunata amata, o beato amore quale in quegli occhi 165 eca, 2| molto studiava mostrarmi bella e dilicata. Ma di questo 166 eca, 8| Questi fanno le nostre bellezze splendidissime e divine. 167 eca, 7| raccontai, troppo ricchi, troppo belli, troppo fortunati, troppo 168 eca, 1| in una e un'altra di voi, bellissime fanciulle, veggo più segni 169 eca, 14| sdegnava. Era il mio signore bellissimo, eloquentissimo, virtuosissimo, 170 eca, 14| soprastarlo, tanto era lieta, bench'io ardessi, con ostinato 171 eca, 13| certo in amore sono i nostri beni non rarissimo turbati parte 172 eca, 16| graziosissimo accettare la benivolenzia di chi v'ama, seguite i 173 eca, 14| pianti, e nostri motteggi in bestemmie; cose odiosissime e da molto 174 eca, 15| riputerà ingrata e villana, biasimeravvi ove arete per vostra durezza 175 eca, 11| sarà a te riferito che ti biasimi o portiti odio, a cui tu 176 eca, 11| consigliandomi, molto mi biasimò in simili parole: «Figliuola 177 eca, 7| palese abbaiando sgridi e biasmi quello di che in occulto 178 eca, 7| te prieghi, a me pare non biasmo solo ma infortunio. Questi 179 eca, 14| vivi, dura e ostinata, mi bisbigliava con le dipinture. E volli 180 eca, 8| e giocoso quanto e dove bisognava; lui eloquente, dotto e 181 eca, 1| tempie, parte compriemersi le braccia al petto, parte sospirando 182 eca, 14| ingiurie. Mille volte il bramava e chiamava la morte. Così 183 eca, 6| eleggere amanti, quali reciterò brevissime.~ 184 eca, 5| quali per più rispetti e per brevità qui non racconto, sono accomodatissimi 185 eca, 14| fussi cagione, potessi con brieve rimedio finirla, e pure 186 eca, 8| quale io udissi studiosa di buone arti, litterata e ornata 187 eca, 13| modesti, come si prendano co' buoni costumi e molto mostrare 188 eca, 14| mortale colpo percossa, caddi in tanto pallore nel viso 189 eca, 14| potreste poco dotte amando cadervi. Io, figliuole mie vezzosissime, 190 eca, 14| e' nervi, impalidiva, e cadeva in palese dolore e tristezza, 191 eca, 14| in quali voi forse o sete cadute per imprudenza, o potreste 192 eca, 15| strignendovi di tristizia e dolore; calamitose piangerete e viverete in 193 eca, 14| crucciato, e per più renderlo calamitoso, io parte simulai, parte 194 eca, 7| comperano gli amori, non cambiano la benivolenza, e possendo 195 eca, 14| spirito e sangue non si cambiasse e perturbassi. Spesso mi 196 eca, 14| più volte vedendomi così cambiata nel viso e mesta, sentendo 197 eca, 17| più atto solitario luogo cambierete fra voi risi e dolci amorosi 198 pro, 1| a mezzo il polverìo nel campo non bene scorge el sole. 199 eca, 11| parrà musico se non suona o canta. Così niuno può parere vero 200 eca, 15| sollazzarvi, ora per vostra caparbità esserli solitari e senza 201 eca, 13| per lunga che sia pur si capita a chi non esce. Non uscite 202 eca, 15| noi ama quasi come con uno capitale inimico. Ahimè, figliuole 203 eca, 4| aversi a noi quasi come a capitali inimici. Misere noi, se 204 eca, 3| vivere amando non molto carca e oppressa d'infinito merore 205 eca, 14| il petto mio al continuo carco di gravissime cure. Era 206 eca, 8| e sarebbemi in luogo di carissimo dono dire, dare e fare qualunque 207 eca, 11| eterno. Raro percuote o casca chi corre rattenuto, e qualunque 208 eca, 13| occulto amore. Ma in tutti e' casi avversi a noi amanti, quanto 209 eca, 15| farvi liete Ahimè! Ahimè! cattivelle, starete sole, strignendovi 210 pro, 1| mente, e ricorda'mi quanto cavalcando e in ogni virile destrezza 211 eca, 8| prestantissimo, schermire, cavalcare, lanciare, saettare, e a 212 eca, 14| Molto più dovete donarli e cederli una minima vostra oppinione 213 eca, 8| famosissimo, amatissimo, celebratissimo. Né mi pare disonore appellare 214 eca, 4| continua paura e dolore! In una cera tenera e molle facile s' 215 eca, 15| le quali sempre sollicite cercano quello che poi elle si dolgono 216 eca, 15| costui, credete a me, non cercherà altronde saziarsi. E ramentivi 217 eca, 4| uscio tuo, quale come solo cerchi fare qualunque passi testimone 218 | certa 219 | certe 220 eca, 15| altri insieme con voi, ora certissime che più non ami voi, mai 221 eca, 14| di maraviglioso piacere e certissimo contentamento, e io, stolta, 222 eca, 4| fanciulletta seguendo il cervo treppa e scherza con lui, 223 | ché 224 eca, 16| per vincere d'onta. Né si chiama vittoria ingiuriando perdere 225 eca, 14| da molte spesso chiesto e chiamato, lodato, amato. Ohimè, quali 226 eca, 14| Mille volte il bramava e chiamava la morte. Così durò il mio 227 eca, 3| nulla altro aspetto, nulla chieggo se non che, uditi con molta 228 eca, 10| gemme, né auro, né nostre chiome o fronte, ma i gentilissimi 229 | ciascun 230 | ciascuna 231 eca, 5| quale mele d'Iblea, qual cinnamo d'Arabia, qual nettar apparecchiato 232 eca, 8| Ancora vive Lesbia, Corinna, Cinzia, e l'altre già mille anni 233 | ciò 234 | circa 235 eca, 11| niuno incanto, non quella Circes, non quel Merin, quali sé 236 eca, 10| la virtù, la modestia e civiltà di chi vi serve. Simile 237 eca, 11| essere amata. Quale una cocentissima cura fece che appresso di 238 | cogli 239 | col 240 | colei 241 | colla 242 eca, 14| trista a me, come da mortale colpo percossa, caddi in tanto 243 | colui 244 eca, 14| chi ci ama, esser licito comandare a chi te ami, e dovuto ubidire 245 eca, 8| fare qualunque cosa e' mi comandasse. E chi, quanto e' vole, 246 eca, 14| tormentava. All'ultimo, combattuta e da mie leggerezze vinta, 247 eca, 14| affettissima. E così me cominciai rinchiudere in solitudine 248 eca, 16| riposo e pace, se subito cominciando i sospetti non persevererete 249 eca, 17| spettacolo preparato, e qui cominciano intrare e' travestiti e 250 eca, 15| parte per tutto penetrando, commuove e attrita qual sia duro 251 eca, 15| dentro al petto, mai resta di commuovere l'animo in ogni perturbazione; 252 eca, 1| dire cento quali io con mie compagne abbiamo goduti amori. E 253 eca, 7| però che questi pecuniosi comperano gli amori, non cambiano 254 eca, 15| stranissima da non poterla comportare. Seguiravvi ancora che l' 255 eca, 14| mente mia tuttora agitata e compremuta, ora da dolore, ora da pentirmi, 256 eca, 1| mano e le tempie, parte compriemersi le braccia al petto, parte 257 eca, 2| non eleggiamo a noi atto e condegno amatore. Ascoltate adunque, 258 eca, 15| durezza e impietà già sia condotto agli ultimi dolori e quasi 259 eca, 14| desta e operosa, subito mi confermò di tutto essersi avveduta, 260 eca, 14| errore, e manifesto gli confessai così doversi amando, quanto 261 eca, 2| miei errori e sempre più conoscendo cose ad amare perfettissime 262 eca, 4| queste quanto sieno utili, e conoscendole saprà né ardire né fruttarsele. 263 eca, 15| sospettosi, perché più prudenti e conoscenti; sono più che noi amando 264 eca, 4| occasione. El giovinettobene conoscerà queste quanto sieno utili, 265 eca, 14| da pietà, - savio che ben conosceva dove questa piaga al nostro 266 eca, 15| e' vostri amori prima non conosciuti, ora molto maravigliandosi 267 eca, 4| precipitosi, e perché poco conoscono, imprudenti; d'ogni cosa 268 eca, 10| amor, non ama; e chi non conserva amore, merita non essere 269 eca, 13| giova la fortuna e caso; a conservarlo quasi solo la prudenza, 270 eca, 10| quale poco prudente non considera quanti incommodi e danni 271 eca, 11| lagrime discoprendomi e consigliandomi, molto mi biasimò in simili 272 eca, 14| perdonassi. Io, com'è nostra consuetudine, femmine, che mai ci sentiamo 273 eca, 14| questo proposito? Diedimi a consumare ciascuno più e più ore 274 eca, 14| me stessa e chi mi amava consumassi. Erano le nostre gote in 275 eca, 7| forse fanno alcune, darsi a contadini, vetturali o servi, però 276 eca, 2| insieme e dottrina a molto contentarsi. Mai cade dell'animo uno 277 eca, 16| viverai lieta, felice e contentissima.~ 278 eca, 17| viverete, amando, felicissime e contentissime.~ 279 eca, 15| che sazio s'abandoni il contento amore, o che in voi sia 280 eca, 15| continua amicizia. Onde contrario, tenendo il sospetto occulto, 281 eca, 14| il nostro dolce amore si converte in dolore e calamità, e 282 eca, 11| quali sé o altri corpi umani convertivano in vari mostri, tanto potrebbono 283 eca, 8| mortali quasi divino; lui copiosissimo d'ogni virtù a qualsisia 284 eca, 11| svelti persino entro dal mio core, più volte pregarlo none 285 eca, 8| divine. Ancora vive Lesbia, Corinna, Cinzia, e l'altre già mille 286 eca, 11| Merin, quali sé o altri corpi umani convertivano in vari 287 eca, 11| Raro percuote o casca chi corre rattenuto, e qualunque arbore 288 eca, 11| signore, con molta prudenza correggendo i miei errori. Io, che giovinetta 289 eca, 15| femmine, timide, d'ogni cosellina sospettiamo; sospettose 290 eca, 13| noi, ove con nostra poca costanza, con nostra troppa alterizia 291 eca, 14| aggiunsi sopra la seconda, credendo con quella levarmi la prima. 292 eca, 10| da molti badeggiatori, e credono tanto essere belle quanto 293 eca, 10| più secrete amatorie cose. Credonsi, diconsi, odine richiami, 294 eca, 4| non sia da qualche buono creduta. E così prima siamo per 295 eca, 13| superba lungo persevera sempre crescendo con ingiuria e nimico animo. 296 eca, 14| diceva di nulla seco essermi crucciata, altronde essere in me gravi 297 eca, 14| ira. Arei voluto vincerlo crucciato, e per più renderlo calamitoso, 298 eca, 13| ingiuriamo chi ci ama, fuggianlo crucciose e schifianlo; onde, se rendono 299 eca, 16| chi te ami, sarà impietà, crudelità. Adunque voi, per non cadere 300 eca, 15| uno ago siano due o più crune e seco tiri più fili, non 301 eca, 15| che uno ago sanza refe non cuce. Così qual sia spasso amoroso 302 eca, 15| ma ben lega più forte il cucito. Così un animo da molte 303 eca, 2| grazia a te Venere, a te Cupido, che in quello primo amore 304 eca, 11| Quale una cocentissima cura fece che appresso di tutte 305 eca, 15| contente del vostro amore, né curate sapere quello che poi vi 306 | da' 307 | dalla 308 eca, 16| fate quanto di sopra dissi, dandovi ad amare: eleggete qual 309 eca, 10| considera quanti incommodi e danni stia al suo amore avere 310 eca, 10| vendetta torna pure in tuo danno. E quando ancora questi 311 eca, 10| moltitudine esserti troppo dannosa. Stanno or l'uno or l'altro 312 eca, 15| quali prima era vostro uso darvi agli amorosi diletti e dolci 313 eca, 14| più il mio signore mi si dava umile e subietto, tanto 314 eca, 13| ragione si raffrenerà, e declinerassi a farsi amare, lascerà lo 315 eca, 4| amare chi non abbi seco dedicato il suo petto e animo insieme 316 | degli 317 eca, 14| Poi pure mostrava non lo degnare, non li accedere, non amarlo. 318 eca, 15| ora non, quanto dovete, degnate. Seguiravvi ancora che chi 319 eca, 14| sapea ivi lui fussi, poco il degnava, e godeva, per darli pena, 320 eca, 4| prima virilità tenera e delicata molto più, credete a me, 321 eca, 13| Udisti sino a qui, fanciulle delicatissime, quali sieno da eleggere 322 eca, 8| bello, gentile, signorile, delicato e pieno di maravigliosa 323 eca, 15| attrita qual sia duro e denso terreno, poi subito uscito 324 eca, 14| e pure molto desiderava deponere lo 'ncarco amoroso. Né però 325 eca, 17| a voi pari fede e amore. Deponete sospetti, sdegni e gare, 326 eca, 16| perdonare. E serbare sdegno deriva da inumanità; perseverare 327 pro, 1| libera, presi questo ozio a descriverti donde sieno in amare tutti 328 eca, 15| amore altrove. Voi ivi sole, deserte, piangerete e desidererete 329 eca, 15| quell'uno quale molte altre desiderano. E chi così sa essere prima, 330 eca, 10| sia freddo e pigro animo a desiderarvi. E per questo non raro vidi 331 eca, 15| sole, deserte, piangerete e desidererete indarno quello che ora non, 332 eca, 11| in buona parte, se chi tu desideri segue lento a discoprirsi 333 eca, 14| a' miei amori quanto era desta e operosa, subito mi confermò 334 eca, 2| que' miei giovenili errori desti a me amante prudente, modesto, 335 eca, 4| Sarà el vecchio saputo, desto e presto a conoscere e adoperare 336 pro, 1| cavalcando e in ogni virile destrezza teco me solea giovenetto 337 eca, 8| simile cosa attissimo e destrissimo; lui in musica, in lettere, 338 eca, 8| supremo principe dignissima; destro, robusto della persona, 339 eca, 15| mostro. E aggiugnete a queste dette cose altri ancora da non 340 eca, 14| prendere ad ingiuria que' tutti detti e motteggi, co' quali il 341 eca, 9| 9-~ ~Detto quali sieno da eleggere 342 | dice 343 eca, 13| essere molto necessaria. Dicesi fatica non minore serbare 344 eca, 14| prudentissimo signor mio, tu a me dicevi, l'animo e cuore di chi 345 pro | Nerozzio Alberto salutem dicit plurimam.~ 346 eca, 10| perseverare amando, non dico tutti o più, ma pure un 347 eca, 10| amatorie cose. Credonsi, diconsi, odine richiami, vivine 348 eca, 15| che facci chi elle amano. Dicovi, fanciulle, credete a me, 349 eca, 8| ove così la mia fortuna mi die' te amante, a cui mai si 350 eca, 14| durare in questo proposito? Diedimi a consumare ciascuno 351 eca, 2| durezza! Né prima, nostro difetto, in noi mancano i nostri 352 eca, 8| qualsisia supremo principe dignissima; destro, robusto della persona, 353 eca, 5| nettar apparecchiato alli Dii, figliuole mie leggiadrissime, 354 eca, 14| torto darli dolore, parte mi dilettava così per me vederlo in dolore 355 eca, 15| non mancherà con voi darsi diletto, costui, credete a me, non 356 pro, 1| spesso rivedere chi egli ama, diliberai per satisfare a' piaceri 357 eca, 2| studiava mostrarmi bella e dilicata. Ma di questo sempre poi 358 eca, 8| paesi ove tu, signor mio, dimori, con teco uno solo vivere 359 eca, 14| ostinata, mi bisbigliava con le dipinture. E volli dove fussi amore, 360 eca, 14| insegnò così schifassi e diponessi tanta avversità. Piacemi, 361 eca, 7| oziosi e inerti, e' quali per disagio di faccende fanno l'amore 362 eca, 14| mia alterizia gli fussi discara. Questo mi fu l'ultima morte. 363 eca, 15| più esserti grave. E così, discoperto il sospetto, ne vivete in 364 eca, 11| madre con molte lagrime discoprendomi e consigliandomi, molto 365 eca, 14| essere merito d'amorosa fede discoprire gli animi nostri a chi ci 366 eca, 16| prima che sdegno sussegua, discoprirete le vostre all'animo prese 367 eca, 11| tu desideri segue lento a discoprirsi amante, e giudica chi viene 368 eca, 15| occulto; anzi prestissimo il discoprite a chi v'ama. Sempre fu il 369 eca, 13| e quinci seguita tra noi discordia e grave odio. Cosa iniquissima 370 eca, 7| frascheggiosi per tutto discorrono. Fuggiteli questi, figliuole 371 eca, 10| vulgo, mal grata a tutti, e disonorata. Poi appresso non manca 372 eca, 8| celebratissimo. Né mi pare disonore appellare e riputar signore 373 eca, 8| amante non povero né sozzo né disorrevole né vile sarà ottimo a cui 374 eca, 16| oltraggio, ogni ingiuria, ogni dispetto; solo uno il fa rompere 375 eca, 14| Questo per non seguirmi dispiacendo, e per emendare ogni suo 376 pro, 1| scrittore, e pure emendata meno dispiacerà a chi la legga. Vale.~ 377 eca, 14| volte mi sia con infinito dispiacere e pentimento doluto avere 378 eca, 14| tentai, nulla pensai per dispiacerli di che ora insieme troppo 379 eca, 14| occulto e maraviglioso sdegno, disponendomi al tutto nulla mai più voler 380 eca, 17| amorosi gesti e sguardi. Ora disponetevi tanto amare quanto desiderate 381 eca, 11| costumi, quale uno voglio vi disponiate tanto amare quanto da lui 382 eca, 15| pruovasi il sospetto essere non dissimile alla talpa, quale uno animale 383 eca, 10| vigilantissimi testimoni, e disturbata in ogni tua amorosa impresa. 384 eca, 3| molta attenzione i miei ditti e precetti, molto amiate 385 eca, 15| figliuole mie, spesso offesa diventa furore. E se voi d'ogni 386 eca, 10| cosa immortale né potersi dividere, ché se ne facessi parte 387 eca, 8| bellezze splendidissime e divine. Ancora vive Lesbia, Corinna, 388 eca, 5| così a simili e molti altri divini piaceri e diletti, quali 389 eca, 8| sopra tutti i mortali quasi divino; lui copiosissimo d'ogni 390 eca, 7| nobilitarsi ove pubblico divulghinoessere accetti a qualche 391 eca, 8| dono e ricordo della nostra dolcissima benivolenza. Simile, figliuole 392 eca, 1| parte di voi, figliuole mie dolcissime, sostenersi la fronte con 393 eca, 4| della loro virilità sono dolcissimi d'aspetto e alle lunghe 394 eca, 14| sottomettessi, parte mi dolea a torto darli dolore, parte 395 eca, 15| addolorato per vostre offese, dolendosi di vostre ingiurie, forse 396 eca, 14| di me stare potea mesta e dolente. Né so come la mia troppa 397 eca, 14| tacevami e simulava o nulla dolere o essere a' miei dolori 398 eca, 1| contentamento, senza timore o dolervi di sinistro alcuno caso 399 eca, 15| cercano quello che poi elle si dolgono avere trovato, e da tutti 400 eca, 14| volgimenti e pentimenti e varie dolorose memorie. Era il giorno a 401 eca, 14| dispiacere e pentimento doluto avere così per mia ingiuria 402 eca, 13| ma soprasedere, però che domane poi si potrà quello che 403 eca, 7| darsi ad amare sanza più domestici e strani testimoni. Escono 404 eca, 14| carissima cosa? Molto più dovete donarli e cederli una minima vostra 405 eca, 14| quale di voi amando non donassi a chi ella ama qual sia 406 eca, 11| solo a cui io aveva tutta donata me stessi, fussi verso di 407 pro, 1| questo ozio a descriverti donde sieno in amare tutti quali 408 eca, 10| afferma avere ricevuti tuoi doni e lettere e altre ancora 409 eca, 10| polveruzze, poi la notte dorme mal satollo. Giovi adunque 410 eca, 14| animo quell'uno per cui io e dormendo e vegghiando sempre me stessi 411 eca, 1| in quale io tempo fu men dotta ad amare languendo vivea. 412 eca, 8| passati amate da quelli dotti e litterati. Amate, fanciulle, 413 eca, 8| bisognava; lui eloquente, dotto e liberale, amorevole, pietoso 414 eca, 2| chi ama piacere insieme e dottrina a molto contentarsi. Mai 415 eca, 14| signore facile e quanto dovea subietta. Lui, come vero 416 pro, 1| possa nuocervi. Non che io dubitassi in te non sia ingegno e 417 eca, 13| amore, qual cosa voglio non dubitiate essere molto necessaria. 418 eca, 12| raccontai ottimi precetti. Durate servendo e amando, così 419 eca, 13| e a chi ci ama infeste e dure. E credete a me, cosa niuna 420 eca, 7| uno vero amore. E parmi durissima cosa amare uomo troppo bello, 421 eca, 14| chiamava la morte. Così durò il mio e suo infinito dolore, 422 | ebbi 423 | Eh 424 eca, 2| se con prudenza prima non eleggiamo a noi atto e condegno amatore. 425 eca, 14| mio signore bellissimo, eloquentissimo, virtuosissimo, da molte 426 eca, 14| seguirmi dispiacendo, e per emendare ogni suo errore. E se verso 427 pro, 1| negligente scrittore, e pure emendata meno dispiacerà a chi la 428 pro, 1| stesso amo, teco insieme la emendi, che sapete di queste simili 429 eca, 8| e felicissimo amore. Ma emmi conforto poi che ancora 430 eca, 14| sta tenerissimo, ma poi entrovi inchiuso sospetto o sdegno, 431 eca, 14| mai mirare fronte a uomo. Erami in fastidio amore, in odio 432 eca, 14| di me in cosa niuna avere errato, con molte lagrime mi pregava, 433 eca, 1| cupida di rendervi molto erudite, e imparerete finire i vostri 434 eca, 13| pur si capita a chi non esce. Non uscite del corso d' 435 eca, 15| arete per vostra durezza escluso chi tanto vi serviva; e 436 eca, 7| domestici e strani testimoni. Escono mai sanza moltitudine di 437 eca, 1| ornatissime meno di me in questo esperte, che da me udirete cose 438 eca, 4| seco apportino. Non sono esperti, e ogni piccola cosa loro 439 eca, 12| cose e in prima in amare espertissima, che uomo sofferente sempre 440 eca, 15| perisce. E interviene che esponendo tuoi sospetti, chi te ama 441 | esser 442 pro, 1| me solea giovenetto molto essercitare. Desiderava per qualche 443 pro, 1| prima era giaciuto, me essercitava saettando, ove tu, Nerozzo 444 eca, 10| figliuole mie, avere grande essercito di chi v'assedi, ma sapere, 445 eca, 7| fanno l'amore suo quasi essercizio e arte, e con sue perucchine, 446 eca, 15| ora per vostra caparbità esserli solitari e senza quello 447 | essersi 448 | Esso 449 eca, 7| persone vili e villane. Estimano questi infimi e mercenari 450 eca, 13| e seguire lunghissime ed eterne gare. Solo la nostra inezia, 451 eca, 11| amore non molto perpetuo ed eterno. Raro percuote o casca chi 452 eca, 10| opera t'è quasi infinita faccenda e servitù, ove se tu manchi 453 eca, 7| e' quali per disagio di faccende fanno l'amore suo quasi 454 eca, 15| investigano ogni atto e passo che facci chi elle amano. Dicovi, 455 | facessi 456 | faceva 457 eca, 1| e ingegno renderle a voi facili e leggere. E testé vedendo 458 eca, 14| superbe e altiere amando, ma facilissime e perdonatrici. E quale 459 eca, 14| troppo, come allora giudicai, familiare e con parole amica. Subito, 460 eca, 8| mio fra tutte le genti era famosissimo, amatissimo, celebratissimo. 461 eca, 4| come si dice che la leonza fanciulletta seguendo il cervo treppa 462 | farà 463 | farò 464 eca, 15| lega d'amore a chi sappia farselo suo; e beata colei qual 465 eca, 12| verissimi! Quanti sdegni, quanti fastidi più a me che a lui dannosi, 466 eca, 15| ultimo si romperà ad ira, e fastidiravvi, e trasporrà il suo amore 467 eca, 13| molto necessaria. Dicesi fatica non minore serbare l’acquistato 468 | fatte 469 eca, 15| perturbazione; subito vero fatto palese, perisce. E interviene 470 eca, 4| questi giovinetti in voce e favole della plebe che noi sappiamo 471 pro, 1| raffermarmi fiacco da quelle febbri, in quali alquanti prima 472 eca, 14| sciocche femmine! E che non fec'io per durare in questo 473 | fece 474 eca, 14| io certo era, fra l'altre felicissima, godeva, e quanto poteva, 475 eca, 17| e così viverete, amando, felicissime e contentissime.~ 476 eca, 8| solo vivere in perpetuo e felicissimo amore. Ma emmi conforto 477 eca, 14| desiderava qualunque altra femmina più d'una volta il rimirassi, 478 eca, 15| temere che qualsiasi rabbiosa fera o mostro. E aggiugnete a 479 eca, 10| volta le guardi, e a tutti fermano gli occhi e godono essere 480 eca, 15| di più costante e intera fermezza. Noi femmine, timide, d' 481 eca, 10| semplice facilità, liete, festive, gioconde, e a quel modo, 482 eca, 15| faceva con sua presenza e festività essere liete e contente. 483 pro, 1| in villa per raffermarmi fiacco da quelle febbri, in quali 484 eca, 15| però che sente quanto, fidandoti di lui, a te il mantenere 485 eca, 13| conoscere le cose e da poco fidarsi, e al sospetto seguita sdegno. 486 eca, 8| né vile sarà ottimo a cui fidiamo il nostro amore. Questo 487 eca, 15| più crune e seco tiri più fili, non però farà se non un 488 eca, 4| amatoria istoria, e piaceli fingendo con quello che sia vero 489 eca, 14| potessi con brieve rimedio finirla, e pure ostinata per soprastare 490 eca, 4| questi giovinetti sul primo fiorire della loro virilità sono 491 eca, 5| fuggirli. Ma quelli che fioriscono in età ferma e matura, possono 492 eca, 14| saziava molto fra me lodarlo, fiso tenendo sempre in lui miei 493 eca, 13| chi aspetta di passare il fiume, tanto ivi soprastare che 494 eca, 15| mantenendo sdegni e gare, vi fo certe quanto vi seguirà, 495 eca, 4| facile si spegne qualunque forma: così in quella prima virilità 496 eca, 10| e facile a voi fanciulle formosissime, quanto allettare chi vi 497 eca, 15| non però farà se non un foro, ma ben lega più forte il 498 eca, 7| ricchi, troppo belli, troppo fortunati, troppo adornati, o troppo 499 eca, 10| E quando ancora questi fossono modestissimi amanti, e da 500 pro, 1| tutto reciterà. Piacerammi Francesco mio, quale quanto me stesso


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