10-franc | frasc-propi | prova-zuffe
grassetto = Testo principale
Capitolo, Paragrafo grigio = Testo di commento
501 eca, 7| loro leggerezza, vagoli e frascheggiosi per tutto discorrono. Fuggiteli
502 eca, 7| arte, e con sue perucchine, frastagli, ricamuzzi e livree, segni
503 eca, 10| incende qualunque si sia freddo e pigro animo a desiderarvi.
504 eca, 14| nostre gote in altro tempo fresche, piene e vivide; allora
505 eca, 4| animo fa grande ombra. Sono frettolosi e per questo male sofferenti,
506 eca, 5| maturo sarà vacuo, vincido e frollo. Così l'amore de' giovinetti
507 eca, 4| conoscendole saprà né ardire né fruttarsele. Vedrai il vecchio amante
508 eca, 7| il dì non seguendo voi ma fuggendo tedio. E quello che dicono
509 eca, 14| miei dolori altra cagione. Fuggia in solitudine, richiudevami
510 eca, 13| sdegnate ingiuriamo chi ci ama, fuggianlo crucciose e schifianlo;
511 eca, 14| cose odiosissime e da molto fuggirle, quali certo fuggiremo,
512 eca, 5| giovinetti pericolosi molto e da fuggirli. Ma quelli che fioriscono
513 eca, 11| pregarlo none sdegnassi né fuggissi me da cui vedesse manifesto
514 eca, 14| darli pena, s'avedessi io il fuggiva, ove poi per veder pur lui
515 | fuori
516 eca, 10| quando ogni altra ragione qui fusse vana e falsa, pensi ora
517 eca, 14| e tormenti così vivendo fussino i miei. Erano le mie notti
518 eca, 4| amare, e par loro virilità e gagliardia ancora e dovuto aversi a
519 eca, 13| solo el nostro ostinato gareggiare fa noi così poi stare quanto
520 eca, 16| ostinate, non sospettose, non gareggiose per vincere d'onta. Né si
521 eca, 15| perseveranti, perché meno gareggiosi; non prendono quanto noi
522 eca, 2| più pregiava vincere mie garuzze e prove che aggiugnere a
523 eca, 5| sono accomodatissimi non e' garzonetti né in tutto anche i vecchi,
524 eca, 15| perché di più magnifico e generoso petto, non restano per ogni
525 eca, 8| signor mio fra tutte le genti era famosissimo, amatissimo,
526 eca, 10| nostre chiome o fronte, ma i gentilissimi costumi, la umanità, la
527 eca, 17| voi risi e dolci amorosi gesti e sguardi. Ora disponetevi
528 eca, 1| colui il quale si ricorda giacere in quella infermità quale
529 pro, 1| quali alquanti dì prima era giaciuto, me essercitava saettando,
530 eca, 11| sarai amata. Porgiti lieta, gioconda, amorevole e tale che tu
531 eca, 10| facilità, liete, festive, gioconde, e a quel modo, quanto vorrete,
532 eca, 14| porgea quanto l'usato lieto e giocondo, io miserella adolorava,
533 eca, 8| modesto, motteggioso e giocoso quanto e dove bisognava;
534 eca, 14| giuoco. Secondoronmi così più giorni pur lietissimi e pieni di
535 eca, 14| dolorose memorie. Era il giorno a me oscuro, pieno di tenebre
536 eca, 4| vecchio amante che uno così giovane. Sarà el vecchio saputo,
537 eca, 14| pentirmi nulla mai potermi giovare; aspettava infinite vendette,
538 eca, 11| signore. Se così poco a me giovava con lacrime e sospiri miei,
539 pro, 1| destrezza teco me solea giovenetto molto essercitare. Desiderava
540 eca, 2| amore mio, in que' miei giovenili errori desti a me amante
541 eca, 3| attente ad imparare quanto vi gioverà sapere, ove troppo vi nuoce
542 eca, 10| notte dorme mal satollo. Giovi adunque a chi ama spendere
543 eca, 13| turbolenti impeti de' venti non gittarsi a mezzo il pericolo, ma
544 eca, 14| né se non bene spesso me gittava in sul letto sospirando,
545 eca, 11| a discoprirsi amante, e giudica chi viene riposato ad amare,
546 eca, 14| signore troppo, come allora giudicai, familiare e con parole
547 eca, 14| più me adolorava era ch'io giudicava questo testé pentirmi nulla
548 eca, 15| amorosi diletti e dolci giuochi e graziosissimi ragionamenti,
549 eca, 14| a me prendeva sollazzo e giuoco. Secondoronmi così più giorni
550 eca, 14| abatteva, con molta fronte e giuri gliele negava, diceva di
551 eca, 14| potea lieta; quando sen giva salutatomi, niuna più di
552 | gl'
553 eca, 10| al suo avversario, o per gloriarsi di te, quasi vendicandosi
554 eca, 2| liete amando con pace e glorioso riposo.~
555 pro, 1| altro tempo qui e altrove goder l'amicizia nostra tutta
556 eca, 15| qual saprà essere prima a godersi quell'uno quale molte altre
557 eca, 10| tutti fermano gli occhi e godono essere accerchiate da molti
558 eca, 1| con mie compagne abbiamo goduti amori. E ora in me aspetto
559 eca, 14| movere a non molto servirmi e gradirmi, oi, oimè, qui cominciò
560 eca, 4| una intera astate, che la gragnuola qual sì in uno e un altro
561 eca, 3| aspetti mai satisfarsi sanza grandissime perturbazioni, né mai stimi
562 eca, 7| possiamo di lui vivere sanza grandissimo sospetto. E parmi pericoloso
563 eca, 10| in biasimo del vulgo, mal grata a tutti, e disonorata. Poi
564 eca, 10| amore. Molte più vidi sozze, grate, liete e modeste essere
565 eca, 1| udirete cose quali vi sarà gratissimo e utilissimo avermi ascoltato.
566 eca, 15| ami voi, mai sarete senza gravissima e certa paura, sempre temendo
567 eca, 15| diletti e dolci giuochi e graziosissimi ragionamenti, ora non vi
568 eca, 16| fede, prontissimo servire e graziosissimo accettare la benivolenzia
569 eca, 11| amore più volte piangendo in grembo della mia carissima madre
570 eca, 10| qualunque più che una volta le guardi, e a tutti fermano gli occhi
571 eca, 4| sofferente, coperto, modesto, guardingo, quando il giovinetto tutto
572 eca, 10| quale più lumi attorno la guastano. Così non da molti, ma da
573 eca, 11| figliuola mia, gli occhi sono guida dello amore. Niuna erba,
574 eca, 13| non sapere ben reggerci e guidarci amando. I tempi, fanciulle,
575 eca, 5| chi t'ami. E quale mele d'Iblea, qual cinnamo d'Arabia,
576 eca, 14| addolorata e trista. Eh Iddio, sciocche noi amanti, sciocche
577 eca, 5| leggiadrissime, qual si può imaginare cosa tanto soave quanto
578 eca, 11| non cose alcune atte a immettere negli animi amorosi pensieri,
579 eca, 14| tremavano tutti e' nervi, impalidiva, e cadeva in palese dolore
580 eca, 2| ornatissimo, dal quale io imparai quello che troppo giova,
581 eca, 3| State adunque attente ad imparare quanto vi gioverà sapere,
582 eca, 2| fanciulle vezzosissime, e imparate da me vivere liete amando
583 eca, 1| rendervi molto erudite, e imparerete finire i vostri amori con
584 eca, 10| che mancassi el renderebbe imperfetto e male intero; e chi così
585 eca, 5| fra' Persi, non tutti gl'imperi de' Latini tanto sono preziosissimi,
586 eca, 5| in che sono i giovinetti imperiti e rozzi. Un pome maturo
587 eca, 14| volli dove fussi amore, ivi imporre a me religione, quasi come
588 eca, 4| tenera e molle facile s'impronta e facile si spegne qualunque
589 eca, 4| e perché poco conoscono, imprudenti; d'ogni cosa sospettosi,
590 eca, 11| appresso di tutte le maghe e incantatrici rimase non erba, non versi,
591 eca, 11| farsi amare con loro versi e incanti, quanto solo con mostrar
592 eca, 10| liete, uno vezzo amoroso incende qualunque si sia freddo
593 eca, 11| stimolando ad amare più incendea, dolendomi amare e non essere
594 eca, 14| sospettoso, quanto più lo 'incendi con amoroso servire, tanto
595 eca, 10| giovinette, qual cosa prima incese voi ad amare. Credo io fu
596 eca, 14| tenerissimo, ma poi entrovi inchiuso sospetto o sdegno, fa come
597 eca, 11| da natura più ciascuno s'inclina ad amare che a inimicare,
598 eca, 15| ancora da non poco stimarli incomodi, quali a voi seguitano de'
599 eca, 15| sdegniamo e riputiamolo incomportabile; sdegnose per ogni piccola
600 eca, 7| simile dicono a quante l'incontrano. E quello che dell'altre
601 eca, 15| piangerete e desidererete indarno quello che ora non, quanto
602 eca, 14| quale io vidi, non però indegna d'essere amata, porgersi
603 eca, 15| minima ingiuria tanto v’indegnate, stimate che chi da voi
604 | Indi
605 eca, 14| dolore e affanno. Arei voluto indovinassi il mio sospetto. E se ragionando
606 eca, 15| subito vi sdegnate, non v'indurate suso, non lo tenete occulto;
607 eca, 14| quanto più lo scaldi, più indurisce; così l'amante sospettoso,
608 eca, 14| io parte simulai, parte m'indussi ad amare uno e uno altro
609 eca, 7| prudenza amare questi oziosi e inerti, e' quali per disagio di
610 eca, 14| amava, giovinetta semplice, inesperta, altiera, per questo, trista
611 eca, 4| Sono e' vecchi omai sazi e inetti a' dolci spassi d'amore,
612 eca, 13| eterne gare. Solo la nostra inezia, fanciulle, solo el nostro
613 eca, 15| infima miseria e ultima infelicità, abbandonate, schifate,
614 eca, 1| ricorda giacere in quella infermità quale ora vuole levare ad
615 eca, 13| siamo a noi e a chi ci ama infeste e dure. E credete a me,
616 eca, 15| piangerete e viverete in infima miseria e ultima infelicità,
617 eca, 7| villane. Estimano questi infimi e mercenari uomini ivi nobilitarsi
618 eca, 10| questa opera t'è quasi infinita faccenda e servitù, ove
619 eca, 14| poi ci stanno all'animo infiniti dolori a noi e a chi noi
620 eca, 8| simile virtuoso. Ma poi, infortunata me, che così mi truovo non
621 eca, 2| tre, e in quelli ove io inframisi mia opra e industria, mai
622 eca, 13| seguita sdegno. Così sdegnate ingiuriamo chi ci ama, fuggianlo crucciose
623 eca, 16| onta. Né si chiama vittoria ingiuriando perdere un fidelissimo amante.
624 eca, 14| mai ci sentiamo sazie d'ingiuriare non meno e di vendicarci,
625 eca, 14| durezza essere al tutto ingiusta e la mia suspizione essere
626 eca, 15| riguardo. Così superbe, ingiuste, ingrate, perderete fama,
627 eca, 15| vostri amori, vi riputerà ingrata e villana, biasimeravvi
628 eca, 15| Così superbe, ingiuste, ingrate, perderete fama, amante
629 eca, 11| s'inclina ad amare che a inimicare, però che l'amore in se
630 eca, 4| restando amarti non però t'inimicherà, né sarà verso di te in
631 eca, 4| noi quasi come a capitali inimici. Misere noi, se così amando
632 eca, 13| alcuno in premio riceva inimicizia. Ma qui la sdegnosa e superba
633 eca, 10| tristezza; e così dell'altrui inimicizie ogni vendetta torna pure
634 eca, 16| uno il fa rompere ad ira, inimistà e vendetta, questo certo
635 eca, 13| parte dalla ingiuria e iniquità de' maligni e invidiosi,
636 eca, 17| ove qui il tempo bastassi, insegnarvi più e più altre cose utilissime
637 eca, 3| 3-~ ~Io qui prima v'insegnerò eleggere ottimo amante.
638 eca, 14| nel mio primo amore a me insegnò così schifassi e diponessi
639 eca, 1| levare ad altri. Io per insino a qui tra i miei e altrui
640 | intanto
641 pro, 1| in te non sia ingegno e intelletto a ogni prudenza attissimo,
642 eca, 11| modesto, di matura età e interi costumi, quale uno voglio
643 eca, 16| ombre; e così amando con interissima fede, prontissimo servire
644 eca, 14| mio sdegno ragione; onde intervenne che perseverando in isdegno,
645 eca, 14| iniquissima fortuna ch'io certo intesi la nostra durezza essere
646 eca, 14| altri era qui il mio cruccio inteso, pregava non adoperassi
647 eca, 15| petto, non restano per ogni intoppo seguire sua amorosa impresa,
648 | intorno
649 eca, 17| preparato, e qui cominciano intrare e' travestiti e personati.
650 eca, 16| serbare sdegno deriva da inumanità; perseverare in isdegno
651 eca, 15| avere trovato, e da tutti investigano ogni atto e passo che facci
652 eca, 8| 8-~ ~Ora investigheremo quali siano utilissimi amatori.
653 eca, 13| quanto desiderate. Poi l'invidia de' maligni si fugge amando
654 eca, 10| subito fra loro nascono invidie, odi e nimistà; sentonsi
655 eca, 13| e iniquità de' maligni e invidiosi, parte da molte altre cagioni
656 eca, 4| recita ogni sua amatoria istoria, e piaceli fingendo con
657 eca, 14| a vivere lungi da me in istrani paesi. E così certo interviene,
658 eca, 8| niuna sarebbe sì difficile e laboriosa cosa quale io pronta non
659 eca, 5| parte ridendo, parte dolce lacrimando. Niuna cosa si trova tanto
660 eca, 14| pericolosa e mortale, - lacrimò e partissi addolorato. Io
661 eca, 14| essere quanto udisti pieno di lamenti, sospiri e lacrime. Pur
662 eca, 8| prestantissimo, schermire, cavalcare, lanciare, saettare, e a qual vuoi
663 eca, 1| tempo fu men dotta ad amare languendo vivea. E benché in voi sia
664 eca, 10| vedendosi non accetti, vi lasceranno godere quale ben nutrirete
665 eca, 4| qual sia minima cagione lasciano d'amare, e par loro virilità
666 eca, 5| non tutti gl'imperi de' Latini tanto sono preziosissimi,
667 eca, 2| pietoso, sofferente, e in ogni laude ornatissimo, dal quale io
668 pro, 1| meno dispiacerà a chi la legga. Vale.~
669 pro, 1| che tu e chi forse tu ami leggendo sappiate e schifiate quello
670 eca, 2| noi femine, quale era io leggera e giovinetta, troppo siamo
671 eca, 1| renderle a voi facili e leggere. E testé vedendo parte di
672 eca, 7| livree, segni della loro leggerezza, vagoli e frascheggiosi
673 eca, 14| ultimo, combattuta e da mie leggerezze vinta, usciva, e desiderava
674 eca, 11| se chi tu desideri segue lento a discoprirsi amante, e
675 pro | Prologus. Leo Baptista Albertus Nerozzio
676 eca, 4| tacesse, come si dice che la leonza fanciulletta seguendo il
677 eca, 8| splendidissime e divine. Ancora vive Lesbia, Corinna, Cinzia, e l'altre
678 eca, 2| smisurate le dolcezze e letizie nostre, se già, quanto spesso
679 eca, 14| spesso me gittava in sul letto sospirando, piangendo, abbracciando
680 eca, 1| infermità quale ora vuole levare ad altri. Io per insino
681 eca, 14| seconda, credendo con quella levarmi la prima. Nondimeno in me
682 pro, 1| amicizia nostra tutta lieta e libera, presi questo ozio a descriverti
683 eca, 8| lui eloquente, dotto e liberale, amorevole, pietoso e vergognoso,
684 eca, 14| Secondoronmi così più giorni pur lietissimi e pieni di maraviglioso
685 eca, 1| amori con infinito piacere e lietissimo contentamento, senza timore
686 eca, 4| se così amando giovinetti lievi per età, superbi d'ingegno,
687 eca, 8| studiosa di buone arti, litterata e ornata di molte virtù,
688 eca, 7| frastagli, ricamuzzi e livree, segni della loro leggerezza,
689 eca, 14| stimo sia fastidio, se io lodando quel mio primo signore,
690 eca, 14| me saziava molto fra me lodarlo, fiso tenendo sempre in
691 eca, 14| qualunque cosa io possa, lodarvi quello uno solo, quale io
692 eca, 14| spesso chiesto e chiamato, lodato, amato. Ohimè, quali erano
693 eca, 8| queste anche e in molte altre lode a quale si sia primo era
694 eca, 15| amante, sanza chi vi servi o lodi, viverete con dolori, lacrime
695 eca, 10| molti sieno molestate. Non è lodo di bellezza, no, figliuole
696 eca, 7| questi non amano, ma così logorano passeggiando il dì non seguendo
697 eca, 15| poi subito uscito in la luce perde ogni sua forza e nervo.
698 eca, 10| amare e riverire. Un solo lume fa vera e intera ombra,
699 eca, 10| intera ombra, quale più lumi attorno la guastano. Così
700 eca, 13| non si potrebbe, e via per lunga che sia pur si capita a
701 eca, 13| cosa prendere e seguire lunghissime ed eterne gare. Solo la
702 eca, 14| tempi, se trasferì a vivere lungi da me in istrani paesi.
703 eca, 7| qualche gentile e magnifica madonna. E sotto ombra di religione
704 eca, 3| ottimo amante. Poi vi farò maestre in che modi, con che arti
705 eca, 14| essere unico e prestantissimo maestro; né a voi stimo sia fastidio,
706 | maggiore
707 eca, 11| che appresso di tutte le maghe e incantatrici rimase non
708 eca, 7| accetti a qualche gentile e magnifica madonna. E sotto ombra di
709 eca, 15| perpetuo sdegno, perché di più magnifico e generoso petto, non restano
710 eca, 17| incanto, niuna erba, niuna malìa più si truova possente a
711 eca, 10| disonorata. Poi appresso non manca chi, o per dare molestia
712 eca, 2| nostro difetto, in noi mancano i nostri continui dolori
713 eca, 15| non vi nocerà. E a chi non mancherà con voi darsi diletto, costui,
714 eca, 10| faccenda e servitù, ove se tu manchi più a uno che a un altro,
715 eca, 1| sostenersi la fronte con mano e le tempie, parte compriemersi
716 eca, 16| prendetelo ad amarvi con molta mansuetudine e vezzoso costume, tanto
717 eca, 15| sospetto occulto, insieme e mantenendo sdegni e gare, vi fo certe
718 eca, 15| fidandoti di lui, a te il mantenere vostro amore sia a cuore;
719 eca, 4| luogo bada, d'ogni cosa si maraviglia, ciò che vede vorrebbe,
720 eca, 15| non conosciuti, ora molto maravigliandosi non quanto prima spesso
721 eca, 14| tutto essersi avveduta, e maravigliarsi molto, mostrando meco prendere
722 eca, 11| conforto trovava al mio martire, quando potea con la mia
723 eca, 5| vecchi, ma solo i già fermi e maturi petti.~
724 eca, 11| amato, dipoi raccontavo le maturissime, quanto ora le conosco,
725 eca, 1| Niuno si truova ottimo medico quanto colui il quale si
726 eca, 5| quelle di chi t'ami. E quale mele d'Iblea, qual cinnamo d'
727 eca, 8| dura la fede in me con la memoria di te, che ancora serbo
728 eca, 14| pentimenti e varie dolorose memorie. Era il giorno a me oscuro,
729 | mentre
730 eca, 4| nuovo viene al pubblico mercato, in ogni luogo bada, d'ogni
731 eca, 7| Estimano questi infimi e mercenari uomini ivi nobilitarsi ove
732 eca, 11| quella Circes, non quel Merin, quali sé o altri corpi
733 eca, 10| che a lui non pare da te meritare, falso afferma avere ricevuti
734 eca, 11| amorevole e tale che tu meriti essere amata, insieme e
735 eca, 14| vendicarmi. E aggiugneva essere merito d'amorosa fede discoprire
736 eca, 15| liete e contente. Ahimè meschine, piangerete, verrete a que'
737 eca, 8| potre' qui raccontarvi la metà delle sue maravigliose virtù,
738 eca, 1| vezzi miei, mentre che i mimmi e personaggi soprastanno
739 eca, 15| sospettiamo; sospettose d'ogni minimo altrui errore, ci sdegniamo
740 eca, 13| necessaria. Dicesi fatica non minore serbare l’acquistato che
741 eca, 5| sono altre infinite non minori dolcezze troppo maravigliose
742 eca, 14| con proposito di più mai mirare fronte a uomo. Erami in
743 eca, 14| io stimava qualunque lo mirasse subito se lo rapisse, mai
744 eca, 4| come a capitali inimici. Misere noi, se così amando giovinetti
745 eca, 14| usato lieto e giocondo, io miserella adolorava, e così vivea
746 eca, 10| vidi sozze, grate, liete e modeste essere amate che belle,
747 eca, 10| quando ancora questi fossono modestissimi amanti, e da loro nulla
748 eca, 3| Poi vi farò maestre in che modi, con che arti possiate prenderli
749 eca, 14| molto più che a lui grave e molesta. Né so onde tanta perturbazione
750 eca, 10| belle quanto da molti sieno molestate. Non è lodo di bellezza,
751 eca, 14| da vano sospetto spesso molestato, pur voluttuosissimo e dolcissimo,
752 eca, 5| raccontando l'antiche passate molestie; ecci il palesare ogni sospetto,
753 eca, 4| dolore! In una cera tenera e molle facile s'impronta e facile
754 eca, 8| d'ingegno sopra tutti i mortali quasi divino; lui copiosissimo
755 eca, 14| e maravigliarsi molto, mostrando meco prendere ad ingiuria
756 eca, 11| incanti, quanto solo con mostrar d'amare. E chi vuole parere
757 eca, 14| carissima madre, la quale per mostrarsi molto astuta e a' miei amori
758 eca, 9| eleggere amanti, seguita mostrarvi prenderli e nutrirli amando.~
759 eca, 10| spera essere accetto. Se mostrerete non l'avere accetto, certo
760 eca, 3| quanto facile e sicuro vi mostrerò lungo tempo triunfare in
761 eca, 15| qualsiasi rabbiosa fera o mostro. E aggiugnete a queste dette
762 eca, 5| in su una sponda. Ecci il motteggiare festivo; ecci scoprire suoi
763 eca, 8| riposato; tacito, modesto, motteggioso e giocoso quanto e dove
764 eca, 14| prima ingiuria avea potuto movere a non molto servirmi e gradirmi,
765 eca, 14| sé aver pietate e molto muoversi a compassione. Né solo tanto
766 eca, 8| attissimo e destrissimo; lui in musica, in lettere, in pittura,
767 eca, 11| parere amante. Niuno parrà musico se non suona o canta. Così
768 eca, 14| avea ricordato, che subito nascendo il sospetto, giova apalesarlo,
769 eca, 10| un altro, subito fra loro nascono invidie, odi e nimistà;
770 eca, 14| desiderava deponere lo 'ncarco amoroso. Né però volea perdere
771 eca, 13| non dubitiate essere molto necessaria. Dicesi fatica non minore
772 eca, 2| amare perfettissime certo e necessarie, persino a recitare prolisse
773 eca, 11| amatosi, a cui subito non stia necessità pari ad amarti. E lascia (
774 eca, 14| molta fronte e giuri gliele negava, diceva di nulla seco essermi
775 | negli
776 pro, 1| simili cose io son troppo negligente scrittore, e pure emendata
777 | nella
778 | nello
779 pro | Prologus. Leo Baptista Albertus Nerozzio Alberto salutem dicit plurimam.~
780 pro, 1| essercitava saettando, ove tu, Nerozzo mio dolcissimo, fra gli
781 eca, 14| Spesso mi tremavano tutti e' nervi, impalidiva, e cadeva in
782 eca, 15| luce perde ogni sua forza e nervo. Così il sospetto, in oscuro
783 eca, 5| qual cinnamo d'Arabia, qual nettar apparecchiato alli Dii,
784 eca, 10| or l'uno or l'altro come nimici spioni, né puoi a te fare
785 eca, 15| finire o porre modo alle nimicizie e ingiurie nostre, e viviamo
786 eca, 13| crescendo con ingiuria e nimico animo. Quella, vero, che
787 eca, 10| loro nascono invidie, odi e nimistà; sentonsi dipoi attorno
788 eca, 8| nostro nome appresso de' nipoti nostri essere immortale.
789 eca, 7| infimi e mercenari uomini ivi nobilitarsi ove pubblico divulghino
790 eca, 15| fuggite saperlo e non vi nocerà. E a chi non mancherà con
791 eca, 10| tua fama e quieto vivere nocesse, ancora troverai a continuare
792 eca, 14| compassione. Né solo tanto a me fu nociva questa certo stolta mia
793 | Nondimeno
794 eca, 11| core, più volte pregarlo none sdegnassi né fuggissi me
795 eca, 7| tutti più che gli altri notati e tenuti a mente. E sono
796 eca, 10| tutte le polveruzze, poi la notte dorme mal satollo. Giovi
797 eca, 14| fussino i miei. Erano le mie notti lunghe troppo e straccate
798 eca, 15| ami altrove, può no a voi nuocere se non lo risapete: fuggite
799 pro, 1| schifiate quello che possa nuocervi. Non che io dubitassi in
800 eca, 14| godeva mostrarmi a questi nuovi amanti tale che mi stimassi
801 eca, 16| più potete. Così seguite nutrendo il dolce amore di pace e
802 eca, 10| lasceranno godere quale ben nutrirete uno solo dolce amore. Niuno
803 eca, 4| i tempi, luoghi, e ogni occasione. El giovinetto né bene conoscerà
804 eca, 4| vantarsi del falso, onde chi ode referisce agli altri, né
805 eca, 10| fra loro nascono invidie, odi e nimistà; sentonsi dipoi
806 eca, 15| abbandonate, schifate, odiate da chi tanto v'amava.~
807 eca, 10| cose. Credonsi, diconsi, odine richiami, vivine con sdegno
808 eca, 14| motteggi in bestemmie; cose odiosissime e da molto fuggirle, quali
809 eca, 11| entro a te animo inimico e odioso. Né dubitare che da natura
810 eca, 5| pome maturo e sodo più sarà odorifero e soave che quando era acerbo,
811 eca, 15| pure sospetto alcuno vi s'offerisce, non però subito vi sdegnate,
812 eca, 15| vostro, addolorato per vostre offese, dolendosi di vostre ingiurie,
813 eca, 1| 1-~ ~Parmi officio di pietà e di umanità, ove
814 eca, 13| si potrà quello che forse oggi non si potrebbe, e via per
815 eca, 14| chiamato, lodato, amato. Ohimè, quali erano per questo
816 | oimè
817 eca, 14| Dolevami non poterlo con miei oltraggi e sdegni provocarlo ad ira.
818 eca, 16| sdegno soffera chi ama, ogni oltraggio, ogni ingiuria, ogni dispetto;
819 | omai
820 eca, 16| le vostre all'animo prese ombre; e così amando con interissima
821 eca, 15| luoghi ove soleva salutarvi e onorarvi, qui stimerà o che sazio
822 eca, 8| modesti, e viverete liete, onorate in dolce e perpetuo amore.~
823 eca, 15| morte, ora di lei o di suo onore abbia più che lei di lui
824 eca, 16| gareggiose per vincere d'onta. Né si chiama vittoria ingiuriando
825 eca, 13| vincerli di soperchia ira e onte, e quinci seguita tra noi
826 eca, 14| amori quanto era desta e operosa, subito mi confermò di tutto
827 eca, 3| amando non molto carca e oppressa d'infinito merore e doglia.
828 eca, 1| veggo più segni d'animo oppresso da gravissime cure amatorie,
829 eca, 2| quelli ove io inframisi mia opra e industria, mai se non
830 eca, 10| farsi amare averla in loro ornamenti e apparati. Affermovi, figliuole
831 eca, 10| purpura, gemme o qual sia ornamento della fortuna, ma bene il
832 eca, 10| amante, a cui vi porgerete ornate non meno d'amore che di
833 eca, 2| sofferente, e in ogni laude ornatissimo, dal quale io imparai quello
834 eca, 14| me a me stessi tenea così orrida e austera. Mai il vedea
835 eca, 3| qual di voi amando non osserva miei ricordi e ammonimenti,
836 eca, 16| altiere, non superbe, non ostinate, non sospettose, non gareggiose
837 eca, 1| attenzione me in questa arte ottima maestra e cupida di rendervi
838 eca, 13| parte sta forte di infinite ottime scuse el coperto e occulto
839 eca, 14| che in quelli usati luoghi ov'io solea con tanto contentamento
840 eca, 7| poca prudenza amare questi oziosi e inerti, e' quali per disagio
841 eca, 5| passate molestie; ecci il palesare ogni sospetto, emendando
842 eca, 14| sentissi offesa, gliele palesassi. Questo per non seguirmi
843 eca, 14| per troppo continuo dolore pallide, stenuate e smorte, tale
844 eca, 14| percossa, caddi in tanto pallore nel viso mio e in tanta
845 eca, 1| sospirando aggiugnersi le palme al viso, parte qui e quivi
846 eca, 4| cagione lasciano d'amare, e par loro virilità e gagliardia
847 eca, 15| per una quale a voi forse parerà minima, all'ultimo si romperà
848 eca, 14| subietto, tanto più a me pareva avere di mio sdegno ragione;
849 eca, 11| vuole parere amante. Niuno parrà musico se non suona o canta.
850 eca, 7| 7-~ ~Mai a me parse atto ad amare uomo troppo
851 pro, 1| ogni prudenza attissimo, ma parsemi che chi quanto tu ama, occupato
852 eca, 10| intero; e chi così ne fa più parti, rompe l'amor, non ama;
853 eca, 14| pericolosa e mortale, - lacrimò e partissi addolorato. Io rimasi dolendomi,
854 eca, 13| sofferirla, e come chi aspetta di passare il fiume, tanto ivi soprastare
855 eca, 8| e l'altre già mille anni passati amate da quelli dotti e
856 eca, 14| pietosissimo. Scopersigli il mio passato errore, e manifesto gli
857 eca, 7| amano, ma così logorano passeggiando il dì non seguendo voi ma
858 eca, 15| investigano ogni atto e passo che facci chi elle amano.
859 eca, 15| si vendichi. Ogni ferma pazienza, figliuole mie, spesso offesa
860 eca, 7| ombra di religione amare chi pe' pulpiti palese abbaiando
861 eca, 7| troppo ricco, però che questi pecuniosi comperano gli amori, non
862 eca, 14| degnava, e godeva, per darli pena, s'avedessi io il fuggiva,
863 eca, 1| conosco essere in quelle pene in quale io tempo fu men
864 eca, 15| in ogni parte per tutto penetrando, commuove e attrita qual
865 eca, 14| feci, nulla tentai, nulla pensai per dispiacerli di che ora
866 eca, 10| può mai dolce amare. E qui pensate fra voi, o giovinette, qual
867 eca, 10| qui fusse vana e falsa, pensi ora qui ciascuna di voi
868 eca, 14| straccate da mille volgimenti e pentimenti e varie dolorose memorie.
869 eca, 14| ora insieme troppo non mi pentissi. E quello che più me adolorava
870 eca, 13| voi alcuna veggo trista e pentuta. E nasce questo vizio non
871 eca, 14| me, come da mortale colpo percossa, caddi in tanto pallore
872 eca, 15| molte ingiurie da più parte percosso, per una quale a voi forse
873 eca, 11| perpetuo ed eterno. Raro percuote o casca chi corre rattenuto,
874 eca, 15| subito uscito in la luce perde ogni sua forza e nervo.
875 eca, 15| superbe, ingiuste, ingrate, perderete fama, amante e amoroso sollazzo,
876 eca, 2| Quante voluttà maravigliose perdiamo in pruova, e quanto dipoi
877 eca, 16| non sa né vendicarsi né perdonare. E serbare sdegno deriva
878 eca, 14| persuasioni lungo me pregava gli perdonassi. Io, com'è nostra consuetudine,
879 eca, 14| amando, ma facilissime e perdonatrici. E quale di voi amando non
880 eca, 14| passate istorie: dolevami aver perduti i dolci tempi, dolevami
881 eca, 2| conoscendo cose ad amare perfettissime certo e necessarie, persino
882 eca, 12| 12-~ ~O perfettissimi ammonimenti quali io provai
883 eca, 10| Sappiate, fanciulle, el perfetto amore essere cosa immortale
884 eca, 13| non gittarsi a mezzo il pericolo, ma soprasedere, però che
885 eca, 14| piaga al nostro amore fussi pericolosa e mortale, - lacrimò e partissi
886 eca, 5| attissimi, e sono i giovinetti pericolosi molto e da fuggirli. Ma
887 eca, 7| grandissimo sospetto. E parmi pericoloso amare uomo supremo di stato
888 eca, 8| ogni buona e nobile arte peritissimo, e in queste anche e in
889 eca, 11| amarmi quello uno per cui io periva amando. Ma di questo prima
890 eca, 10| quanto allettare chi vi perseguiti rimirando. Uno solo dolce
891 eca, 13| sdegnosa e superba lungo persevera sempre crescendo con ingiuria
892 eca, 14| ragione; onde intervenne che perseverando in isdegno, quando io poteva,
893 eca, 15| sono più che noi amando perseveranti, perché meno gareggiosi;
894 eca, 16| cominciando i sospetti non persevererete stando gravi a voi e a chi
895 eca, 5| non tutto l'oro in fra' Persi, non tutti gl'imperi de'
896 eca, 1| miei, mentre che i mimmi e personaggi soprastanno a venire qui
897 eca, 17| intrare e' travestiti e personati. Altro adunque tempo e luogo
898 eca, 7| queste così fanno sé serve di persone vili e villane. Estimano
899 eca, 10| quelle vane giovinette, quali persuadono a se stessi ogni grazia
900 eca, 14| E così con molte altre persuasioni lungo me pregava gli perdonassi.
901 eca, 2| spesso interviene, non le perturba che noi femine, quale era
902 eca, 14| sangue non si cambiasse e perturbassi. Spesso mi tremavano tutti
903 eca, 3| satisfarsi sanza grandissime perturbazioni, né mai stimi poter vivere
904 eca, 7| essercizio e arte, e con sue perucchine, frastagli, ricamuzzi e
905 eca, 16| biasimo, per non vivere in sì pessimo male, così fate quanto di
906 eca, 15| proviate; sono dannosi e pestiferi a chi ama. E se pure sospetto
907 eca, 5| solo i già fermi e maturi petti.~
908 eca, 10| certo lascerà l'impresa. Né piaccia a voi l'oppinione di quelle
909 eca, 14| assiduo servire di chi mi piacea spesso rivederlo, ma tacevami
910 eca, 4| sua amatoria istoria, e piaceli fingendo con quello che
911 eca, 14| diponessi tanta avversità. Piacemi, fanciulle leggiadrissime,
912 pro, 1| la quale tutto reciterà. Piacerammi Francesco mio, quale quanto
913 eca, 4| così accadendo, più a me piacerebbe accettare uno vecchio amante
914 eca, 8| pronta non apprendessi per piacergli e ubbidirlo; e sarebbemi
915 eca, 4| accende. E a chi pure ivi piacessi straccarsi sotto uno quello
916 eca, 1| sopra gli altri sempre a me piacquono, me fra' loro privati e
917 eca, 14| ben conosceva dove questa piaga al nostro amore fussi pericolosa
918 eca, 14| richiudevami in oscuro e tenebroso, piangea e me stessi tormentava.
919 eca, 2| quanto dipoi sole e in palese piangiamo la nostra durezza! Né prima,
920 eca, 4| che vede vorrebbe, ogni piccolo sguardo il volge altrove.
921 eca, 14| in altro tempo fresche, piene e vivide; allora per troppo
922 eca, 14| giorni pur lietissimi e pieni di maraviglioso gaudio,
923 eca, 11| contra a me volgea sempre in piggiore parte, piangeva; e me stessi
924 eca, 4| scherza con lui, non il piglia. E quanto io, così accadendo,
925 eca, 10| qualunque si sia freddo e pigro animo a desiderarvi. E per
926 eca, 8| in musica, in lettere, in pittura, in scultura, e in ogni
927 eca, 4| giovinetti in voce e favole della plebe che noi sappiamo il nome
928 pro | Nerozzio Alberto salutem dicit plurimam.~
929 eca, 10| amore. E interviene che 'l pollo quale continuo razzoli in
930 pro, 1| che chi suda a mezzo il polverìo nel campo non bene scorge
931 eca, 10| continuo razzoli in tutte le polveruzze, poi la notte dorme mal
932 eca, 5| giovinetti imperiti e rozzi. Un pome maturo e sodo più sarà odorifero
933 eca, 4| deboli. Ma per Dio pregovi, ponete qui animo meco a riconoscere
934 eca, 2| quel primo ardore, el quale porga a chi ama piacere insieme
935 eca, 10| qual dissi amante, a cui vi porgerete ornate non meno d'amore
936 eca, 14| indegna d'essere amata, porgersi al mio signore troppo, come
937 eca, 11| Ama tu, e sarai amata. Porgiti lieta, gioconda, amorevole
938 eca, 15| vendicandoci mai sappiamo finire o porre modo alle nimicizie e ingiurie
939 eca, 14| serba sdegno, subito mi si porse, quanto solea, lieto e pietosissimo.
940 eca, 10| gentilezze che d'abito o portamenti. Poi agli altri tutti sarete
941 eca, 11| riferito che ti biasimi o portiti odio, a cui tu subito non
942 eca, 14| altrui, ivi a tutte sé avea porto grato e festivo. Stimai
943 eca, 1| tale che a ogni autunno poss'io annoverare due amori.
944 eca, 7| cambiano la benivolenza, e possendo da molte sadisfarsi non
945 eca, 17| niuna malìa più si truova possente a farvi amare quanto molto
946 | possiate
947 | posso
948 | poter
949 eca, 15| troppo stranissima da non poterla comportare. Seguiravvi ancora
950 eca, 14| fedelissimo. Dolevami non poterlo con miei oltraggi e sdegni
951 | potermi
952 | potersi
953 | poterti
954 | potessi
955 | potete
956 eca, 8| primo era non secondo. Non potre' qui raccontarvi la metà
957 | potrebbe
958 eca, 11| convertivano in vari mostri, tanto potrebbono a farsi amare con loro versi
959 | potrei
960 | potreste
961 eca, 8| leggiadrissime, che uno amante non povero né sozzo né disorrevole
962 pro, 1| Ecatonfilea non meno eloquente che pratica maestra delle cose amatorie,
963 eca, 8| pietoso e vergognoso, astuto, pratico, e sopra tutto fidelissimo;
964 eca, 4| male sofferenti, aventati, precipitosi, e perché poco conoscono,
965 eca, 11| dal mio core, più volte pregarlo none sdegnassi né fuggissi
966 eca, 13| vezzosa, per ogni umile preghiera e per ogni scusa o ragione
967 eca, 14| sdegno vincere sue lacrime e preghiere. E così di fuori col fronte
968 eca, 14| salutava, io poco mostrava pregiarlo. Se non mi si porgea quanto
969 eca, 2| ogni mia bellezza, e più pregiava vincere mie garuzze e prove
970 eca, 4| altri deboli. Ma per Dio pregovi, ponete qui animo meco a
971 eca, 14| durezza di religione. Così premuta da una molestia, aggiunsi
972 eca, 13| virtuosi e modesti, come si prendano co' buoni costumi e molto
973 eca, 16| amante, modesto e virtuoso; prendetelo ad amarvi con molta mansuetudine
974 eca, 14| godeva, e quanto poteva, a me prendeva sollazzo e giuoco. Secondoronmi
975 eca, 15| perché meno gareggiosi; non prendono quanto noi ogni cosa ad
976 eca, 17| veggo già lo spettacolo preparato, e qui cominciano intrare
977 eca, 8| amiate. Sempre ad amare preponete i litterati, virtuosi e
978 eca, 14| minima vostra oppinione e presa gara. E fate quale il mio
979 eca, 16| discoprirete le vostre all'animo prese ombre; e così amando con
980 eca, 14| meno amarmi, e con poco presentarmisi mostrarmi quanto la mia
981 eca, 10| Uno solo dolce sguardo, un presentarvi liete, uno vezzo amoroso
982 eca, 15| per voi tanto prima vi si presentava, sollicito e pronto a farvi
983 eca, 14| dolore, che 'l signor mio presente, quasi vinto da pietà, -
984 | presso
985 eca, 10| che cosa niuna si truova presta e facile a voi fanciulle
986 eca, 10| ma pure un solo. Se tu presti occhi e fronte a tutti,
987 eca, 3| quanto i miei precetti a voi prestino grandissima utilità? Ma
988 eca, 15| lo tenete occulto; anzi prestissimo il discoprite a chi v'ama.
989 eca, 5| imperi de' Latini tanto sono preziosissimi, o figliuole mie ornatissime,
990 eca, 5| tanto si truova in amare preziosissimo e da molto stimarlo. Non
991 eca, 7| quello di che in occulto te prieghi, a me pare non biasmo solo
992 eca, 8| virtù a qualsisia supremo principe dignissima; destro, robusto
993 eca, 2| senza acerbità continuare i principiati amori, se con prudenza prima
994 eca, 1| piacquono, me fra' loro privati e amorosi ragionamenti appellano
995 eca, 15| sotto terra, in oscuro e profondo, in ogni parte per tutto
996 eca, 2| necessarie, persino a recitare prolisse istorie con gli occhi solo
997 pro | Prologus. Leo Baptista Albertus Nerozzio
998 eca, 8| laboriosa cosa quale io pronta non apprendessi per piacergli
999 eca, 16| amando con interissima fede, prontissimo servire e graziosissimo
1000 eca, 2| In tutti i miei amori propii, quali sino a qui sono stati
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