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Leon Battista Alberti
Ecatonfilea

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-franc | frasc-propi | prova-zuffe

                                                      grassetto = Testo principale
     Capitolo,  Paragrafo                             grigio = Testo di commento
1001 eca, 13| molti altri mi rammenta aver provato, conosco principio a' nostri 1002 eca, 2| pregiava vincere mie garuzze e prove che aggiugnere a quella 1003 eca, 3| fanciulle amorose, quando proverete quanto i miei precetti a 1004 eca, 15| di voi scorgo a me pare proviate; sono dannosi e pestiferi 1005 eca, 14| con miei oltraggi e sdegni provocarlo ad ira. Arei voluto vincerlo 1006 eca, 15| noi sospettosi, perché più prudenti e conoscenti; sono più che 1007 eca, 14| apalesarlo, però che come, o prudentissimo signor mio, tu a me dicevi, 1008 eca, 15| come diceva il signor mio, pruovasi il sospetto essere non dissimile 1009 eca, 7| religione amare chi pe' pulpiti palese abbaiando sgridi 1010 eca, 15| ama con ragione e scuse purga i suoi quali tu stimi errori; 1011 | qualsiasi 1012 eca, 8| copiosissimo d'ogni virtù a qualsisia supremo principe dignissima; 1013 | quegli 1014 eca, 16| il dolce amore di pace e quiete; e ricordatevi che sempre 1015 eca, 10| loro nulla alla tua fama e quieto vivere nocesse, ancora troverai 1016 eca, 13| soperchia ira e onte, e quinci seguita tra noi discordia 1017 eca, 1| palme al viso, parte qui e quivi per tutto questo teatro 1018 eca, 15| da temere che qualsiasi rabbiosa fera o mostro. E aggiugnete 1019 eca, 11| amorosi pensieri, quale io non raccogliessi per vincere ad amarmi quello 1020 eca, 5| ecci scoprire suoi dolori raccontando l'antiche passate molestie; 1021 eca, 11| con la mia madre piangendo raccontare i miei dolori, accusare 1022 eca, 8| secondo. Non potre' qui raccontarvi la metà delle sue maravigliose 1023 eca, 11| manifestoessere amato, dipoi raccontavo le maturissime, quanto ora 1024 eca, 5| rispetti e per brevità qui non racconto, sono accomodatissimi non 1025 eca, 14| servire, tanto più dentro a se raddura. E provai io questo in me, 1026 pro, 1| A questi in villa per raffermarmi fiacco da quelle febbri, 1027 eca, 13| ogni scusa o ragione si raffrenerà, e declinerassi a farsi 1028 eca, 14| indovinassi il mio sospetto. E se ragionando vi s'abatteva, con molta 1029 eca, 14| stessi sollecitava. E per non ragionar co' vivi, dura e ostinata, 1030 eca, 15| cercherà altronde saziarsi. E ramentivi che uno ago sanza refe non 1031 eca, 13| in me e in molti altri mi rammenta aver provato, conosco principio 1032 eca, 11| desiderate essere amate. Rammentami a questo proposito in quel 1033 eca, 4| quello amoroso sollazzo, rammentisi quanto non sia meno la rugiada 1034 eca, 14| lo mirasse subito se lo rapisse, mai era secura né di animo 1035 eca, 13| amore sono i nostri beni non rarissimo turbati parte da' tempi 1036 eca, 17| gravi e a chi v'ama; ma rattenete gli sguardi vostri in tanta 1037 eca, 10| con vostri sguardi avare e rattenute, e così tutti in pochi , 1038 eca, 11| percuote o casca chi corre rattenuto, e qualunque arbore tardo 1039 pro, 1| e' può. Ma poi ch'io mi ravidi ogni cosa potere l'amante 1040 eca, 10| l pollo quale continuo razzoli in tutte le polveruzze, 1041 eca, 4| seguace amico con chi e' recita ogni sua amatoria istoria, 1042 pro, 1| amatorie, la quale tutto reciterà. Piacerammi Francesco mio, 1043 eca, 6| a eleggere amanti, quali reciterò brevissime.~ 1044 eca, 14| ogni speranza a più mai recuperarli, spasimava, né se non bene 1045 eca, 15| ramentivi che uno ago sanza refe non cuce. Così qual sia 1046 eca, 4| del falso, onde chi ode referisce agli altri, né mai si può 1047 eca, 13| parte per non sapere ben reggerci e guidarci amando. I tempi, 1048 eca, 1| singulare prudenza a ben reggersi amando, non però dubitate, 1049 eca, 10| altri, quel che mancassi el renderebbe imperfetto e male intero; 1050 eca, 1| in me sia arte e ingegno renderle a voi facili e leggere. 1051 eca, 14| vincerlo crucciato, e per più renderlo calamitoso, io parte simulai, 1052 eca, 1| ottima maestra e cupida di rendervi molto erudite, e imparerete 1053 eca, 2| con nostre molte lagrime rendiamo maturo e trattabile el duro 1054 eca, 13| crucciose e schifianlo; onde, se rendono pari a noi quali in noi 1055 eca, 11| odio, a cui tu subito non reponga pari entro a te animo inimico 1056 eca, 11| amorose in chi tu ami. E reputa in buona parte, se chi tu 1057 eca, 14| dolcissimo, onde me per questo reputava, quanto io certo era, fra 1058 eca, 4| impresa: amerà te una sola, e restando amarti non però t'inimicherà, 1059 eca, 14| piangeva, e mai fra me restava di recitare più mie passate 1060 eca, 12| il mio signore. Mai però restò di molto amarmi, mai cominciò 1061 eca, 11| fussi verso di me grato a ricambiare quanto da lui desiderava 1062 eca, 7| sue perucchine, frastagli, ricamuzzi e livree, segni della loro 1063 eca, 7| quali raccontai, troppo ricchi, troppo belli, troppo fortunati, 1064 eca, 7| atto ad amare uomo troppo ricco, però che questi pecuniosi 1065 eca, 13| suo amore alcuno in premio riceva inimicizia. Ma qui la sdegnosa 1066 eca, 14| Esso però mai a tante da me ricevute ingiurie verso di me si 1067 eca, 10| meritare, falso afferma avere ricevuti tuoi doni e lettere e altre 1068 eca, 10| Credonsi, diconsi, odine richiami, vivine con sdegno e tristezza; 1069 eca, 14| cagione. Fuggia in solitudine, richiudevami in oscuro e tenebroso, piangea 1070 eca, 16| amore di pace e quiete; e ricordatevi che sempre tra voi sarà 1071 eca, 14| quanto lui spesso m'avea ricordato, che subito nascendo il 1072 eca, 3| amando non osserva miei ricordi e ammonimenti, costei non 1073 eca, 8| serberò ogni tuo dono e ricordo della nostra dolcissima 1074 eca, 5| susurrando più ore, parte ridendo, parte dolce lacrimando. 1075 eca, 15| e quell'altro solevi ridere e sollazzarvi, ora per vostra 1076 eca, 11| che di niuno sarà a te riferito che ti biasimi o portiti 1077 eca, 14| contentamento mai saziarmi di molto riguardarlo. E quando io certo sapea 1078 eca, 15| lei di lui compassione o riguardo. Così superbe, ingiuste, 1079 eca, 15| ingiuria perché di più virile e rilevato animo; non servano perpetuo 1080 eca, 11| le maghe e incantatrici rimase non erba, non versi, non 1081 eca, 14| partissi addolorato. Io rimasi dolendomi, e dove fu luogo, 1082 eca, 14| cagione, potessi con brieve rimedio finirla, e pure ostinata 1083 eca, 10| allettare chi vi perseguiti rimirando. Uno solo dolce sguardo, 1084 eca, 14| femmina più d'una volta il rimirassi, quella subito accecassi. 1085 eca, 14| affettissima. E così me cominciai rinchiudere in solitudine con proposito 1086 eca, 14| e soprastando ne' tempi, rinovando ogni ora più voti a ciascun 1087 eca, 5| emendando e con dolci accuse riprendendo l'uno l'altro, e così godere 1088 eca, 8| pare disonore appellare e riputar signore quello dolcissimo 1089 eca, 15| sapea i vostri amori, vi riputerà ingrata e villana, biasimeravvi 1090 eca, 15| altrui errore, ci sdegniamo e riputiamolo incomportabile; sdegnose 1091 eca, 15| a voi nuocere se non lo risapete: fuggite saperlo e non vi 1092 eca, 5| e diletti, quali per più rispetti e per brevità qui non racconto, 1093 eca, 11| in quella età acerbissime risposte quale a me facea il mio 1094 eca, 10| tuo per te fatti strepiti, risse, zuffe; senne in biasimo 1095 eca, 14| e in più luoghi andava e ritornava. E se scontrandolo e' mi 1096 pro, 1| che durare sanza spesso rivedere chi egli ama, diliberai 1097 eca, 14| di chi mi piacea spesso rivederlo, ma tacevami e simulava 1098 eca, 14| fermi e mente. Quando e' rivenia a salutarmi, niuna più di 1099 eca, 10| di purpura, farvi amare e riverire. Un solo lume fa vera e 1100 eca, 13| amore, uscirà di doglia, riverrà a' dolci amorosi spassi.~ 1101 eca, 4| quanto quella de' già fermi e robusti uomini. Sono e' vecchi omai 1102 eca, 8| principe dignissima; destro, robusto della persona, animoso, 1103 eca, 16| mai vero amante che a voi rompa fede: ogni sdegno soffera 1104 eca, 10| chi così ne fa più parti, rompe l'amor, non ama; e chi non 1105 eca, 16| dispetto; solo uno il fa rompere ad ira, inimistà e vendetta, 1106 eca, 5| i giovinetti imperiti e rozzi. Un pome maturo e sodo più 1107 eca, 4| rammentisi quanto non sia meno la rugiada che cade in una intera astate, 1108 eca, 4| sì in uno e un altro ruina.~ 1109 eca, 14| più e più ore appresso i sacerdoti, adorando e soprastando 1110 eca, 7| benivolenza, e possendo da molte sadisfarsi non servano fede a uno vero 1111 pro, 1| giaciuto, me essercitava saettando, ove tu, Nerozzo mio dolcissimo, 1112 eca, 8| schermire, cavalcare, lanciare, saettare, e a qual vuoi simile cosa 1113 eca, 14| mente. Quando e' rivenia a salutarmi, niuna più di me essere 1114 eca, 15| ore e luoghi ove soleva salutarvi e onorarvi, qui stimerà 1115 eca, 14| potea lieta; quando sen giva salutatomi, niuna più di me stare potea 1116 eca, 14| E se scontrandolo e' mi salutava, io poco mostrava pregiarlo. 1117 pro | Albertus Nerozzio Alberto salutem dicit plurimam.~ 1118 | salvo 1119 eca, 14| vedea che ogni mio spirito e sangue non si cambiasse e perturbassi. 1120 eca, 5| i vecchi sono deboli, e sanno quello in che sono i giovinetti 1121 eca, 14| ogni ora più voti a ciascun santo, che mi tollesse dell'animo 1122 pro, 1| teco insieme la emendi, che sapete di queste simili cose io 1123 eca, 11| di questo prima colla mia sapientissima madre con molte lagrime 1124 eca, 15| stesso lega d'amore a chi sappia farselo suo; e beata colei 1125 eca, 4| giovane. Sarà el vecchio saputo, desto e presto a conoscere 1126 eca, 8| piacergli e ubbidirlo; e sarebbemi in luogo di carissimo dono 1127 pro, 1| egli ama, diliberai per satisfare a' piaceri miei non volerti 1128 eca, 14| desiderava, non mi fu licito satisfarmi, però che 'l mio signore, 1129 eca, 3| costei non aspetti mai satisfarsi sanza grandissime perturbazioni, 1130 eca, 10| poi la notte dorme mal satollo. Giovi adunque a chi ama 1131 eca, 14| quasi vinto da pietà, - savio che ben conosceva dove questa 1132 eca, 4| uomini. Sono e' vecchi omai sazi e inetti a' dolci spassi 1133 eca, 14| tanto contentamento mai saziarmi di molto riguardarlo. E 1134 eca, 15| me, non cercherà altronde saziarsi. E ramentivi che uno ago 1135 eca, 1| senza pentimento alcuno saziato il desiderio mio con uno 1136 eca, 14| subito accecassi. Io mai me saziava molto fra me lodarlo, fiso 1137 eca, 15| onorarvi, qui stimerà o che sazio s'abandoni il contento amore, 1138 eca, 14| come l'uovo, quanto più lo scaldi, più indurisce; così l'amante 1139 eca, 8| gentilezza prestantissimo, schermire, cavalcare, lanciare, saettare, 1140 eca, 4| seguendo il cervo treppa e scherza con lui, non il piglia. 1141 eca, 14| amore a me insegnò così schifassi e diponessi tanta avversità. 1142 eca, 15| infelicità, abbandonate, schifate, odiate da chi tanto v'amava.~ 1143 eca, 13| ama, fuggianlo crucciose e schifianlo; onde, se rendono pari a 1144 pro, 1| ami leggendo sappiate e schifiate quello che possa nuocervi. 1145 eca, 14| andava e ritornava. E se scontrandolo e' mi salutava, io poco 1146 eca, 12| adolorato, mai però con altri scoperse il suo dolore o mio alcuno 1147 eca, 14| solea, lieto e pietosissimo. Scopersigli il mio passato errore, e 1148 eca, 14| e sempre amerò, vi seguo scoprendo miei antichi errori, in 1149 eca, 5| motteggiare festivo; ecci scoprire suoi dolori raccontando 1150 pro, 1| polverìo nel campo non bene scorge el sole. Tu adunque con 1151 eca, 15| quanto in alcuna di voi scorgo a me pare proviate; sono 1152 pro, 1| io son troppo negligente scrittore, e pure emendata meno dispiacerà 1153 eca, 8| lettere, in pittura, in scultura, e in ogni buona e nobile 1154 eca, 13| umile preghiera e per ogni scusa o ragione si raffrenerà, 1155 eca, 4| cosa sospettosi, subito si sdegnano. E vedereteli mai sanza 1156 eca, 11| più volte pregarlo none sdegnassi né fuggissi me da cui vedesse 1157 eca, 14| minima cosa sospettava e mi sdegnava. Era il mio signore bellissimo, 1158 eca, 15| minimo altrui errore, ci sdegniamo e riputiamolo incomportabile; 1159 eca, 13| riceva inimicizia. Ma qui la sdegnosa e superba lungo persevera 1160 eca, 14| molestia, aggiunsi sopra la seconda, credendo con quella levarmi 1161 eca, 14| prendeva sollazzo e giuoco. Secondoronmi così più giorni pur lietissimi 1162 eca, 10| lettere e altre ancora più secrete amatorie cose. Credonsi, 1163 eca, 14| subito se lo rapisse, mai era secura né di animo non pieno d' 1164 eca, 5| maravigliose più molto che sedersi soli due in su una sponda. 1165 eca, 4| vedereteli mai sanza suo qualche seguace amico con chi e' recita 1166 eca, 10| in tanta moltitudine di seguaci quanto mai possa perseverare 1167 eca, 14| ci è difficile potere. E segueci questo solo per prendere 1168 eca, 14| stessa facea essere sfidata. Seguì il nostro amore più tempo, 1169 eca, 15| gare, vi fo certe quanto vi seguirà, che chi voi ama più e più 1170 eca, 14| palesassi. Questo per non seguirmi dispiacendo, e per emendare 1171 eca, 1| quale nello amare possa seguirvi.~ 1172 eca, 15| stimarli incomodi, quali a voi seguitano de' vostri sdegni, che vederete 1173 eca, 14| amai e sempre amerò, vi seguo scoprendo miei antichi errori, 1174 eca, 14| essere potea lieta; quando sen giva salutatomi, niuna più 1175 eca, 10| strepiti, risse, zuffe; senne in biasimo del vulgo, mal 1176 eca, 14| cambiata nel viso e mesta, sentendo sé verso di me in cosa niuna 1177 eca, 10| o luogo alcuno. Così ti senti assediata da continui vigilantissimi 1178 eca, 11| Pertanto, quanto dissi, niuno sentirà da te amatosi, a cui subito 1179 eca, 11| molto ama, così certo subito sentirai accese le fiamme amorose 1180 eca, 14| in cosa alcuna me da lui sentissi offesa, gliele palesassi. 1181 eca, 3| quell'uno da chi voi molto vi sentite amate. E certo affermo questo: 1182 eca, 10| invidie, odi e nimistà; sentonsi dipoi attorno l'uscio tuo 1183 eca, 15| serberete fede, tanto a voi sarà serbata intera benivolenza e servizio. 1184 eca, 17| chi v'ama, e chi voi amate serberà a voi pari fede e amore. 1185 eca, 15| tanto sarete amate, e quanto serberete fede, tanto a voi sarà serbata 1186 eca, 8| che ancora serbo e sempre serberò ogni tuo dono e ricordo 1187 eca, 8| memoria di te, che ancora serbo e sempre serberò ogni tuo 1188 eca, 14| mi vietava sentire o ben servare alcuna durezza di religione. 1189 eca, 16| Amate, e sarete amate; servate in voi fede, e sarà mai 1190 eca, 12| ottimi precetti. Durate servendo e amando, così sarete amate. 1191 eca, 14| potuto movere a non molto servirmi e gradirmi, oi, oimè, qui 1192 eca, 10| quasi infinita faccenda e servitù, ove se tu manchi più a 1193 eca, 15| durezza escluso chi tanto vi serviva; e quelli ai quali erano 1194 eca, 15| serbata intera benivolenza e servizio. Né dubitate l'animo dell' 1195 eca, 14| errori, in quali voi forse o sete cadute per imprudenza, o 1196 eca, 14| a me stessa facea essere sfidata. Seguì il nostro amore più 1197 eca, 7| pulpiti palese abbaiando sgridi e biasmi quello di che in 1198 eca, 12| errore. Adunque, fanciulle, sianvi a mente questi quali sino 1199 eca, 3| udirete quanto facile e sicuro vi mostrerò lungo tempo 1200 eca, 16| ami, non di sdegno. E sarà signoria amando farsi amare, molto 1201 eca, 14| renderlo calamitoso, io parte simulai, parte m'indussi ad amare 1202 eca, 14| rivederlo, ma tacevami e simulava o nulla dolere o essere 1203 eca, 1| voi sia ottimo ingegno e singulare prudenza a ben reggersi 1204 eca, 4| interviene, quando bene ogni sinistra fama di noi tacesse, come 1205 eca, 2| certo nel primo troppo sono smisurate le dolcezze e letizie nostre, 1206 eca, 14| dolore pallide, stenuate e smorte, tale che chi noi vedea 1207 eca, 17| Voi intanto, figliuole mie soavissime, porgetevi liete a vostri 1208 eca, 14| quando io poteva, non volli sodisfare alle mie amorose espettazioni; 1209 eca, 5| rozzi. Un pome maturo e sodo più sarà odorifero e soave 1210 eca, 16| rompa fede: ogni sdegno soffera chi ama, ogni oltraggio, 1211 eca, 4| frettolosi e per questo male sofferenti, aventati, precipitosi, 1212 eca, 8| sia prudenza, modestia, sofferenza e virtù. E fu natura e volontà 1213 eca, 13| fortuna conviensi ubidirli e sofferirla, e come chi aspetta di passare 1214 eca, 12| per mio poco sapere amare, sofferse da me il mio signore. Mai 1215 eca, 1| cento il secondo triunfo nei solazzi e dolcezza dello amore. 1216 eca, 15| quelle ore e luoghi ove soleva salutarvi e onorarvi, qui 1217 eca, 15| questo e quell'altro solevi ridere e sollazzarvi, ora 1218 eca, 5| maravigliose più molto che sedersi soli due in su una sponda. Ecci 1219 eca, 15| vostra caparbità esserli solitari e senza quello uno che sì 1220 eca, 17| testimoni; altrove in più atto solitario luogo cambierete fra voi 1221 eca, 14| per piacere a me che per sollazzare altrui, ivi a tutte sé avea 1222 eca, 15| altro solevi ridere e sollazzarvi, ora per vostra caparbità 1223 eca, 14| vegghiando sempre me stessi sollecitava. E per non ragionar co' 1224 eca, 15| come molte, le quali sempre sollicite cercano quello che poi elle 1225 eca, 1| questo teatro avere gli occhi solliciti come a riconoscere fra la 1226 eca, 15| prima vi si presentava, sollicito e pronto a farvi liete Ahimè! 1227 eca, 14| avea già e tenea vinta e sommessa. Amore, figliuole mie, amore 1228 | son 1229 eca, 13| sentiamo sazie vincerli di soperchia ira e onte, e quinci seguita 1230 eca, 16| amante. Vuolsi vincere e soperchiare d'amore e fede chi tu ami, 1231 eca, 13| a mezzo il pericolo, ma soprasedere, però che domane poi si 1232 eca, 1| che i mimmi e personaggi soprastanno a venire qui in teatro, 1233 eca, 14| gara per bene straziarlo e soprastarlo, tanto era lieta, bench' 1234 eca, 14| me, per ogni minima cosa sospettava e mi sdegnava. Era il mio 1235 eca, 15| timide, d'ogni cosellina sospettiamo; sospettose d'ogni minimo 1236 eca, 14| indurisce; così l'amante sospettoso, quanto più lo 'incendi 1237 eca, 1| figliuole mie dolcissime, sostenersi la fronte con mano e le 1238 eca, 14| godeva a me il signor mio si sottomettessi, parte mi dolea a torto 1239 eca, 10| d'amore. Molte più vidi sozze, grate, liete e modeste 1240 eca, 8| uno amante non povero né sozzo né disorrevole né vile sarà 1241 eca, 14| speranza a più mai recuperarli, spasimava, né se non bene spesso me 1242 eca, 10| Giovi adunque a chi ama spendere sua opera solo dove truovi 1243 eca, 10| Niuno ama lunghi se non spera essere accetto. Se mostrerete 1244 eca, 14| mia cagione, perduto ogni speranza a più mai recuperarli, spasimava, 1245 eca, 17| ad amare, ma veggo già lo spettacolo preparato, e qui cominciano 1246 eca, 10| uno or l'altro come nimici spioni, né puoi a te fare utile 1247 eca, 14| Mai il vedea che ogni mio spirito e sangue non si cambiasse 1248 eca, 8| fanno le nostre bellezze splendidissime e divine. Ancora vive Lesbia, 1249 eca, 5| sedersi soli due in su una sponda. Ecci il motteggiare festivo; 1250 | stando 1251 | starete 1252 | stata 1253 eca, 2| propii, quali sino a qui sono stati non più che tre, e in quelli 1254 eca, 14| continuo dolore pallide, stenuate e smorte, tale che chi noi 1255 eca, 16| ogni gara essere ultimo sterminio dello amore. Amate, e sarete 1256 eca, 14| avea porto grato e festivo. Stimai io questo ad ingiuria troppo 1257 eca, 10| fanciulle molto errare, stimandosi amate da qualunque più che 1258 eca, 15| altri ancora da non poco stimarli incomodi, quali a voi seguitano 1259 eca, 5| preziosissimo e da molto stimarlo. Non tutte le gemme appresso 1260 eca, 14| nuovi amanti tale che mi stimassi alienata da lui e trasferitami 1261 eca, 15| salutarvi e onorarvi, qui stimerà o che sazio s'abandoni il 1262 eca, 2| siamo sdegnose, e troppo stimiamo ogni minima nostra gara. 1263 eca, 14| prestantissimo maestro; né a voi stimo sia fastidio, se io lodando 1264 eca, 11| piangeva; e me stessi tutta ora stimolando ad amare più incendea, dolendomi 1265 eca, 2| ogni minima nostra gara. Stolte noi! Quante voluttà maravigliose 1266 pro, 1| qualche pochi poterti storre da questi tuoi amori quali 1267 eca, 11| costui tardo in amare si stracca; e mai fu tardo amore non 1268 eca, 4| a chi pure ivi piacessi straccarsi sotto uno quello amoroso 1269 eca, 14| mie notti lunghe troppo e straccate da mille volgimenti e pentimenti 1270 eca, 7| amare sanza più domestici e strani testimoni. Escono mai sanza 1271 eca, 15| in voi sia natura troppo stranissima da non poterla comportare. 1272 eca, 14| infelicissima! Oh ingegno mio duro e stranissimo! Che io di tanta calamità 1273 eca, 16| farsi amare, molto più che straziando chi te ami, e tormentando 1274 eca, 14| altra simile gara per bene straziarlo e soprastarlo, tanto era 1275 eca, 10| l'uscio tuo per te fatti strepiti, risse, zuffe; senne in 1276 eca, 15| cattivelle, starete sole, strignendovi di tristizia e dolore; calamitose 1277 eca, 2| sola me io adornava e molto studiava mostrarmi bella e dilicata. 1278 eca, 8| persona quale io udissi studiosa di buone arti, litterata 1279 | su 1280 eca, 10| ammunisco, figliuole mie suavissime, che cosa niuna si truova 1281 eca, 2| amore. Né si può dire quanta suavità e quanto gaudio sia da infinite 1282 eca, 14| signore facile e quanto dovea subietta. Lui, come vero era d'animo 1283 eca, 14| signore mi si dava umile e subietto, tanto più a me pareva avere 1284 pro, 1| errare, e interviene che chi suda a mezzo il polverìo nel 1285 eca, 14| dentro vero in me vinta e suggetta ad amore, vampava, né meno 1286 | sulle 1287 eca, 11| Niuno parrà musico se non suona o canta. Così niuno può 1288 eca, 4| giovinetti lievi per età, superbi d'ingegno, vani di consiglio, 1289 eca, 13| imprudenza, ma in prima da superbia e alterizia. Però sempre 1290 eca, 7| questi medesimi d'animo superbo e mente altiera, e spesso 1291 eca, 14| quasi come mi fussi licito superchiare e vincere quello che me 1292 eca, 13| fu amore sanza sospetto. Surge sospetto da non conoscere 1293 eca, 15| sdegnate, non v'indurate suso, non lo tenete occulto; 1294 eca, 14| tutto ingiusta e la mia suspizione essere falsa. Pertanto io 1295 eca, 16| subito, prima che sdegno sussegua, discoprirete le vostre 1296 eca, 5| uno l'altro, e così godere susurrando più ore, parte ridendo, 1297 eca, 11| lacrime e sospiri miei, svelti persino entro dal mio core, 1298 eca, 4| ogni sinistra fama di noi tacesse, come si dice che la leonza 1299 eca, 14| piacea spesso rivederlo, ma tacevami e simulava o nulla dolere 1300 eca, 12| uomo sofferente sempre fu taciturno e copertissimo. Mai il signor 1301 eca, 15| essere non dissimile alla talpa, quale uno animale sotto 1302 eca, 11| qualunque arbore tardo cresce, tardi perisce».~ 1303 eca, 7| seguendo voi ma fuggendo tedio. E quello che dicono a te, 1304 eca, 14| amore, in odio chi amava, e tedioso chi com'io non fussi addolorata 1305 eca, 15| gravissima e certa paura, sempre temendo che chi può, non si vendichi. 1306 eca, 15| amante furioso più sarà da temere che qualsiasi rabbiosa fera 1307 eca, 15| piangerete, verrete a que' tempî in quali prima era vostro 1308 eca, 1| la fronte con mano e le tempie, parte compriemersi le braccia 1309 eca, 14| giorno a me oscuro, pieno di tenebre e solitudine. Era il petto 1310 eca, 14| richiudevami in oscuro e tenebroso, piangea e me stessi tormentava. 1311 eca, 14| animo e cuore di chi ama sta tenerissimo, ma poi entrovi inchiuso 1312 eca, 15| v'indurate suso, non lo tenete occulto; anzi prestissimo 1313 pro, 1| tuoi amori quali te, credo, tengono pur certo occupato. So io 1314 eca, 14| dissi, nulla feci, nulla tentai, nulla pensai per dispiacerli 1315 eca, 7| più che gli altri notati e tenuti a mente. E sono questi medesimi 1316 eca, 15| quale uno animale sotto terra, in oscuro e profondo, in 1317 eca, 15| attrita qual sia duro e denso terreno, poi subito uscito in la 1318 eca, 4| cerchi fare qualunque passi testimone del vostro amore. Né se 1319 eca, 11| però che l'amore in se tiene dolcezza, ove l'odio sta 1320 eca, 15| intera fermezza. Noi femmine, timide, d'ogni cosellina sospettiamo; 1321 eca, 1| lietissimo contentamento, senza timore o dolervi di sinistro alcuno 1322 eca, 15| siano due o più crune e seco tiri più fili, non però farà 1323 eca, 14| a ciascun santo, che mi tollesse dell'animo quell'uno per 1324 eca, 13| ivi soprastare che sia men torbido, così ne' turbolenti impeti 1325 eca, 16| straziando chi te ami, e tormentando se stessi farsi male volere 1326 eca, 14| potrei dirvi quante lacrime e tormenti così vivendo fussino i miei. 1327 eca, 4| e stimate voi quanto sia tormento amare chi voi non molto 1328 eca, 10| inimicizie ogni vendetta torna pure in tuo danno. E quando 1329 eca, 13| amare, lascerà lo sdegno, tornerà allo amore, uscirà di doglia, 1330 eca, 16| che sempre tra voi sarà tranquillissimo riposo e pace, se subito 1331 eca, 14| ingiuria de' tempi, se trasferì a vivere lungi da me in 1332 eca, 14| stimassi alienata da lui e trasferitami ad amare altri. Qui el signore 1333 eca, 15| ad ira, e fastidiravvi, e trasporrà il suo amore altrove. Voi 1334 eca, 2| lagrime rendiamo maturo e trattabile el duro animo nostro e acerbo. 1335 eca, 17| qui cominciano intrare e' travestiti e personati. Altro adunque 1336 | tre 1337 eca, 14| e perturbassi. Spesso mi tremavano tutti e' nervi, impalidiva, 1338 eca, 4| fanciulletta seguendo il cervo treppa e scherza con lui, non il 1339 eca, 10| sono l'arme con che noi trionfiamo d'amore. Molte più vidi 1340 eca, 15| starete sole, strignendovi di tristizia e dolore; calamitose piangerete 1341 eca, 3| vi mostrerò lungo tempo triunfare in vostre amorose espettazioni. 1342 eca, 1| aspetto sopra cento il secondo triunfo nei solazzi e dolcezza dello 1343 | troppe 1344 eca, 5| lacrimando. Niuna cosa si trova tanto soave a chi vero ami, 1345 eca, 15| ragionamenti, ora non vi trovando chi per voi tanto prima 1346 eca, 15| poi elle si dolgono avere trovato, e da tutti investigano 1347 eca, 11| desiderio, solo un conforto trovava al mio martire, quando potea 1348 eca, 8| amante, se alcuno mai più si troverà, vi consiglio eleggiate 1349 eca, 10| quieto vivere nocesse, ancora troverai a continuare amore questa 1350 eca, 15| infamia, merore e tristezza, troveretevi sole, abbandonate, sanza 1351 | tue 1352 eca, 13| nostri beni non rarissimo turbati parte da' tempi e corso 1353 eca, 13| sia men torbido, così ne' turbolenti impeti de' venti non gittarsi 1354 eca, 14| Era l'animo, la mente mia tuttora agitata e compremuta, ora 1355 eca, 8| apprendessi per piacergli e ubbidirlo; e sarebbemi in luogo di 1356 eca, 8| e' vole, da me può essere ubbidito, certo m'è signore. O signor 1357 eca, 14| comandare a chi te ami, e dovuto ubidire a chi ama, doversi in fra 1358 eca, 13| e la fortuna conviensi ubidirli e sofferirla, e come chi 1359 pro, 1| adunque con ozio e attenzione udirai la nostra Ecatonfilea non 1360 eca, 8| ad amare persona quale io udissi studiosa di buone arti, 1361 eca, 13| alterizia. Però sempre me udiste dirvi che donna superba 1362 eca, 15| questi sospetti, quali quanto udite e quanto in alcuna di voi 1363 eca, 3| nulla chieggo se non che, uditi con molta attenzione i miei 1364 eca, 15| impietà già sia condotto agli ultimi dolori e quasi presso alla 1365 eca, 11| quali sé o altri corpi umani convertivano in vari mostri, 1366 eca, 13| sarà d'ingegno nobile e umano, d'animo dolce e mansueto, 1367 | un' 1368 eca, 5| in sul petto suo sentire unite le lacrime tue con quelle 1369 eca, 11| non erba, non versi, non unti, non cose alcune atte a 1370 eca, 14| sospetto o sdegno, fa come l'uovo, quanto più lo scaldi, più 1371 eca, 14| altrove essere che in quelli usati luoghi ov'io solea con tanto 1372 eca, 14| non mi si porgea quanto l'usato lieto e giocondo, io miserella 1373 eca, 13| sdegno, tornerà allo amore, uscirà di doglia, riverrà a' dolci 1374 eca, 13| capita a chi non esce. Non uscite del corso d'amore; seguite 1375 eca, 15| denso terreno, poi subito uscito in la luce perde ogni sua 1376 eca, 14| da mie leggerezze vinta, usciva, e desiderava il mio signore 1377 eca, 15| in quali prima era vostro uso darvi agli amorosi diletti 1378 eca, 10| spioni, né puoi a te fare utile tempo o luogo alcuno. Così 1379 eca, 8| investigheremo quali siano utilissimi amatori. Non dubitate, fanciulle 1380 eca, 1| quali vi sarà gratissimo e utilissimo avermi ascoltato. Niuno 1381 eca, 3| voi prestino grandissima utilità? Ma da voi nulla altro aspetto, 1382 eca, 7| segni della loro leggerezza, vagoli e frascheggiosi per tutto 1383 pro, 1| dispiacerà a chi la legga. Vale.~ 1384 eca, 14| vinta e suggetta ad amore, vampava, né meno me che lui tormentava. 1385 eca, 10| altra ragione qui fusse vana e falsa, pensi ora qui ciascuna 1386 eca, 4| età, superbi d'ingegno, vani di consiglio, viviamo in 1387 eca, 14| amore più tempo, benché da vano sospetto spesso molestato, 1388 eca, 4| che sia vero aggiugnere e vantarsi del falso, onde chi ode 1389 eca, 14| volgimenti e pentimenti e varie dolorose memorie. Era il 1390 eca, 4| cosa si maraviglia, ciò che vede vorrebbe, ogni piccolo sguardo 1391 eca, 1| facili e leggere. E testé vedendo parte di voi, figliuole 1392 eca, 14| pietosissimo, più volte vedendomi così cambiata nel viso e 1393 eca, 10| così tutti in pochi , vedendosi non accetti, vi lasceranno 1394 eca, 14| il fuggiva, ove poi per veder pur lui io più volte e in 1395 eca, 5| occhi tanto da te amati vederai insieme amore, fede, pietate 1396 eca, 15| seguitano de' vostri sdegni, che vederete que' luoghi, ove prima in 1397 eca, 4| sospettosi, subito si sdegnano. E vedereteli mai sanza suo qualche seguace 1398 eca, 14| mi dilettava così per me vederlo in dolore e affanno. Arei 1399 eca, 11| sdegnassi né fuggissi me da cui vedesse manifestoessere amato, 1400 eca, 11| 11-~ ~Così vedesti come conviensi eleggere 1401 eca, 4| né ardire né fruttarsele. Vedrai il vecchio amante tacito, 1402 eca, 14| per cui io e dormendo e vegghiando sempre me stessi sollecitava. 1403 eca, 14| giovare; aspettava infinite vendette, tante erano le mie verso 1404 eca, 15| offesa ci vendichiamo, e vendicandoci mai sappiamo finire o porre 1405 eca, 10| per gloriarsi di te, quasi vendicandosi che meno l'accetti che a 1406 eca, 14| ingiuriare non meno e di vendicarci, parte godeva a me il signor 1407 eca, 14| mia ira così arrotava per vendicarmi. E aggiugneva essere merito 1408 eca, 15| qualche vostra infamia si vendicherà. Né sia chi stimi che chi 1409 eca, 15| temendo che chi può, non si vendichi. Ogni ferma pazienza, figliuole 1410 eca, 15| per ogni piccola offesa ci vendichiamo, e vendicandoci mai sappiamo 1411 eca, 15| ama. Sempre fu il sospetto veneno dell'amicizia. E, come diceva 1412 eca, 2| molto rendetti grazia a te Venere, a te Cupido, che in quello 1413 | venisti 1414 eca, 13| ne' turbolenti impeti de' venti non gittarsi a mezzo il 1415 eca, 10| riverire. Un solo lume fa vera e intera ombra, quale più 1416 eca, 8| liberale, amorevole, pietoso e vergognoso, astuto, pratico, e sopra 1417 eca, 12| quali io provai poi essere verissimi! Quanti sdegni, quanti fastidi 1418 | verrete 1419 eca, 2| amante prudente, modesto, vertuoso, pietoso, sofferente, e 1420 eca, 7| alcune, darsi a contadini, vetturali o servi, però che queste 1421 eca, 1| amore. Pertanto, anime mie, vezzi miei, mentre che i mimmi 1422 eca, 10| un presentarvi liete, uno vezzo amoroso incende qualunque 1423 eca, 13| mansueto, di costume gentile e vezzosa, per ogni umile preghiera 1424 eca, 16| con molta mansuetudine e vezzoso costume, tanto amando quanto 1425 eca, 14| e così vivea a me stessa vie molto più che a lui grave 1426 eca, 11| quanto più puoi, e ancora viepiù amare che tu non mostri; 1427 eca, 14| figliuole mie, amore mi vietava sentire o ben servare alcuna 1428 eca, 10| senti assediata da continui vigilantissimi testimoni, e disturbata 1429 eca, 4| d'aspetto e alle lunghe vigilie forse meno che gli altri 1430 eca, 8| sozzo né disorrevole né vile sarà ottimo a cui fidiamo 1431 pro, 1| 1-~ ~A questi in villa per raffermarmi fiacco da 1432 eca, 15| amori, vi riputerà ingrata e villana, biasimeravvi ove arete 1433 eca, 7| serve di persone vili e villane. Estimano questi infimi 1434 eca, 16| Sdegno sempre sente di villania. Solo il villano animo serba 1435 eca, 16| sente di villania. Solo il villano animo serba sdegno, perché 1436 eca, 13| femmine mai ci sentiamo sazie vincerli di soperchia ira e onte, 1437 eca, 14| provocarlo ad ira. Arei voluto vincerlo crucciato, e per più renderlo 1438 eca, 5| troppo maturo sarà vacuo, vincido e frollo. Così l'amore de' 1439 eca, 14| signor mio presente, quasi vinto da pietà, - savio che ben 1440 eca, 14| bellissimo, eloquentissimo, virtuosissimo, da molte spesso chiesto 1441 eca, 14| era. Oh miseria mia! Oh vita infelicissima! Oh ingegno 1442 eca, 16| vincere d'onta. Né si chiama vittoria ingiuriando perdere un fidelissimo 1443 eca, 16| pensiero. E così amando viverai lieta, felice e contentissima.~ 1444 eca, 15| discoperto il sospetto, ne vivete in dolce e continua amicizia. 1445 eca, 14| E per non ragionar co' vivi, dura e ostinata, mi bisbigliava 1446 eca, 14| altro tempo fresche, piene e vivide; allora per troppo continuo 1447 eca, 10| diconsi, odine richiami, vivine con sdegno e tristezza; 1448 eca, 13| pentuta. E nasce questo vizio non tanto da imprudenza, 1449 eca, 4| per questi giovinetti in voce e favole della plebe che 1450 | vogliono 1451 eca, 8| comandasse. E chi, quanto e' vole, da me può essere ubbidito, 1452 | volea 1453 | voler 1454 pro, 1| satisfare a' piaceri miei non volerti essere grave. Ma per potere 1455 eca, 4| ogni piccolo sguardo il volge altrove. E niuna si truova 1456 eca, 11| fa chi ama, contra a me volgea sempre in piggiore parte, 1457 eca, 14| troppo e straccate da mille volgimenti e pentimenti e varie dolorose 1458 eca, 8| sofferenza e virtù. E fu natura e volontà mia sempre cupida ad amare 1459 eca, 2| gara. Stolte noi! Quante voluttà maravigliose perdiamo in 1460 eca, 14| sospetto spesso molestato, pur voluttuosissimo e dolcissimo, onde me per 1461 | vorrebbe 1462 | Vorrei 1463 | vorrete 1464 eca, 14| rinovando ogni ora più voti a ciascun santo, che mi 1465 eca, 10| zuffe; senne in biasimo del vulgo, mal grata a tutti, e disonorata. 1466 | vuoi 1467 eca, 10| te fatti strepiti, risse, zuffe; senne in biasimo del vulgo,


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