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Simile qual vuoi de' profeti: a
tutti fu la loro vita acerba, e sofferendo tribulazioni ed espettando e
desiderando la salvazione d'Isdrael. Fu di loro niuno non beffo da' suoi
cittadini: battuti, trattoli e' sassi, tenuti in prigione, datoli grave
tortura, uccisi crudelissime. Tutti vissero in povertà e ultima necessità di
tutte le cose; vestiti di una spoglia di capra riposavansi in terra. Ma tutte
queste cose loro, stima, furon nulla a pari al dolore ch'egli aveano vedendo
errare e' suoi, conoscendo le vendette quali erano apparecchiate a' popoli; onde
piangeano e diceano: «Eh che gente prava, piena di biastemme, falsità, furti,
omicidi! Non è secco il sangue in terra, che nuovo sangue lo ricopre».
Piangeano insieme la rarità dei buoni. Ma per nominarti di loro qualche uno,
Ezechieles, immobile in un lato, afflitto e adolorato, giacette CLXXXX dì.
Voglio esser breve. Di costoro, amicissimi a Dio, e di molti altri quali
interlassai, fu niuno a cui non intervenissero quante vedesti, e molte più
ch'io non racontai, avversità. Vinserole sofferendo, e stimoronle in sé o legge
de' mortali o volontà di Dio: non le recusorono, ché intendeano giovarli o a
imminuire le meritate pene o ad accrescere suoi meriti in etterna gloria.
Potrei con costoro raccontarti Iob, contro al quale tutte le miserie e
tribulazioni coniurate e infeste s'affaticorono. Nudo e in terra derelitto,
destituto, beffato, indegnato, calunniato; niuno refrigerio, niuna parte del
suo corpo libera dalle molte piaghe, dal fastidio, dal dolore: nota istoria. E
Paulo Apostolo, quale di sé stesso testifica suoi pericoli, non dice: «Non mi
dolgo», ma gloriasi averli materia a riconfermarsi a virtù. Potrei adurti quel
Demofilo di Crisostomo, quale anni dieci iacea, né avea in sé parte alcuna di
vita, altro che quanto per el dolore tremava.
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