Questa
si forma simile alla coniugazione in a. Mutasi
quello e in o, e fassi la prima
presente indicativa. Mutasi in i, e fassi la seconda, come qui: leggente e scrivente,
levatone nte, resta legge, scrive; onde
si fa leggo, leggi, leggeva, leggerò, ecc. Solo varia dalla coniugazione
in a in que' luoghi dove variano e'
monosillabi. Ma questa coniugazione in e varia in più modi, benché
comune faccia e' preteriti
perfetti indicativi in -ssi, per due s,
come: leggo, lessi; scrivo, scrissi. Ma que' verbi che finiscono in -sco fanno e' preteriti in
-ii per due i, come esco, uscii;
ardisco, ardii; anighittisco, anighittii.
Ma, per più suavità, nella
lingua toscana non si pronunziano due iunte vocali.
Da questi verbi si eccettuano cresco ed e' suoi
compositi, rincresco, accresco, e simili, quali finiscono, a' preteriti perfetti, in -bbi, come crebbi, rincrebbi.
Item,
nasco fa nacqui, e conosco fa conobbi. E que' verbi
che finiscono in mo fanno e' preteriti in -etti,
come premo, premetti; e quei che finiscono in do fanno e' preteriti in -si, per uno s, come ardo,
arsi; spargo, sparsi; eccetto vedo fa vidi; odo, udi'; cado, caddi; godo, godei e godetti. E
quegli che finiscono in ndo fanno preteriti -si, per uno s: prendo, presi;
rispondo, risposi; eccetto vendo fa vendei
e vendetti.
Sonci
di queste regole forse altre eccezioni, ma per ora basti questo principio di
tanta cosa. Chi che sia, a cui diletterà ornare la patria nostra, aggiugnerà qui quello che ci manchi.
Dicemo de' preteriti, resta a dire degli
altri.
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