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Leon Battista Alberti
Grammatica della lingua toscana

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  • VII. Seguitano gli avverbi.
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VII. Seguitano gli avverbi.

 

Per e' tempi, si dice: oggi, testé, ora, ieri, crai, tardi, omai, già, allora, prima, poi, mai, sempre, presto, subito.

Per e' luoghi, si dice: costì, colà, altrove, indi, entro, fuori, circa, quinci, costinci, e qui e ci, e ivi e vi. Onde si dice: Io voglio starci, io ci starò, pro qui; e verrovvi e io vi starò, pro ivi.

Pelle cose, si dice: assai, molto, poco, più, meno.

Negando, si dice: nulla, no, niente, né.

Affirmando, si dice: sì, anzi, certo, alla fe'.

Domandando, si dice: perché, onde, quando, come, quanto.

Dubitando: forse.

Narrando, si dice: insieme, pari, come, quasi, così, bene, male, peggio, meglio, ottime, pessime, tale, tanto.

Usa la lingua toscana questi avverbi, in luogo di nomi, giuntovi l'articolo, e dice: el bene, del bene, ecc.; qual cosa ella ancora fa degli infiniti, e dicono: el leggere, del leggere.

Ma a più nomi, pronomi e infiniti giunti insieme, solo in principio della loro coniunzione usa preporre non più che uno articolo, e dicesi: el tuo buono amare mi piace.

Item, a similitudine della lingua gallica, piglia el Toscano e' nomi singulari femminini adiettivi e aggiungevi -mente, e usagli per avverbi, come saviamente, bellamente, magramente.




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