|
CINIRO Non pianger donna. Udito in breve ho il tutto;
Euricléa di svelarmelo costrinsi
Ah! mille volte pria morir vorrei,
che all'adorata nostra unica figlia
far forza io mai. Chi pur creduto avrebbe,
che trarla a tal dovessero le nozze
chieste da lei? Ma, rompansi. La vita
nulla mi cal, nulla il mio regno, e nulla
la gloria mia pur anco, ov'io non vegga
felice appien la nostra unica prole.
CECRI Eppur, volubil mai Mirra non era.
Vedemmo in lei preceder gli anni il senno;
saggia ogni brama sua; costante, intensa
nel prevenir le brame nostre ognora.
Ben ella il sa, se di sua nobil scelta
noi ci estimiam beati: ella non puote
quindi, no mai, pentirsene.
CINIRO Ma pure,
s'ella in cor sen pentisse? – Odila, o donna:
tutti or di madre i molli affetti adopra
con lei; fa ch'ella al fine il cor ti schiuda,
sin che n'è tempo. Io t'apro il mio frattanto;
e dico, e giuro, che il pensier mio primo
è la mia figlia. È ver, che amico farmi
d'Epìro il re mi giova: e il giovinetto
Peréo suo figlio, alla futura spene
d'alto reame, un altro pregio aggiunge,
agli occhi miei maggiore. Indole umana,
e cuor, non men che nobile, pietoso
ei mostra. Acceso, in oltre, assai lo veggio
di Mirra. – A far felice la mia figlia,
scer non potrei più degno sposo io mai;
certo egli è di sue nozze; in lui, nel padre,
giusto saria lo sdegno, ove la data
fe si rompesse; e a noi terribil anco
esser può l'ira loro: ecco ragioni
molte, e possenti, d'ogni prence agli occhi;
ma nulle ai miei. Padre, mi fea natura;
il caso, re. Ciò che ragion di stato
chiaman gli altri miei pari, e a cui son usi
pospor l'affetto natural, non fia
nel mio paterno seno mai bastante
contra un solo sospiro della figlia.
Di sua sola letizia esser poss'io,
non altrimenti, lieto. Or va; gliel narra;
e dille in un, che a me spiacer non tema,
nel discoprirmi il vero: altro non tema,
che di far noi con se stessa infelici.
Frattanto udir vo' da Peréo, con arte,
se riamato egli s'estima; e il voglio
ir preparando a ciò che a me non meno
dorria, che a lui. Ma pur, se il vuole il fato,
breve omai resta ad arretrarci l'ora.
CECRI Ben parli: io volo a lei. – Nel dolor nostro,
gran sollievo mi arreca il veder, ch'uno
voler concorde, e un amor solo, è in noi.
|