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Vittorio Alfieri
Mirra

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  • ATTO PRIMO.
    • Scena Seconda. Cecri.
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Scena Seconda. Cecri.

 

 Ma, che mai fia? già l'anno or volge quasi,
ch'io con lei mi consumo; e neppur traccia
della cagion del suo dolor ritrovo! –
Di nostra sorte i Numi invidi forse,
torre or ci von sì rara figlia, a entrambi
i genitor solo conforto e speme?
Era pur meglio il non darcela, o Numi.
Venere, o tu, sublime Dea di questa
a te devota isola sacra, a sdegno
la sua troppa beltà forse ti muove?
Forse quindi al par d'essa in fero stato
me pur riduci? Ah! la mia troppa e stolta
di madre amante baldanzosa gioja,
tu vuoi ch'io sconti in lagrime di sangue...




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