Scena
Quarta. Ciniro, Peréo, Cecri.
PERÉO Tardo, tremante, irresoluto, e pieno
di mortal duol, voi mi vedete. Un fero
contrasto è in me: pur, gentilezza, e amore
vero d'altrui, non di me stesso, han vinto.
Men costerà la vita. Alto non duolmi,
che il non poter, con util vostro almeno,
spenderla omai: ma l'adorata Mirra
a morte io trarre, ah! no, non voglio. Il nodo
fatal si rompa; e de' miei giorni a un tempo
rompasi il filo.
CINIRO Oh figlio!... ancor ti appello
di tal nome; e il sarai tra breve, io
spero.
Noi, dopo te, noi pure i sensi udimmo
di Mirra: io seco, qual verace padre,
tutto adoprai perch'ella appien seguisse
il suo libero intento: ma, più salda,
che all'aure scoglio, ella si sta: te solo
e vuole, e chiede; e teme, che a lei tolto
sii tu. Cagion del suo dolore addurne
ella stessa non sa: l'egra salute,
che l'effetto pria n'era, omai n'è forse
la cagion sola. Ma il suo duol profondo
merta, qual ch'egli sia, pietà pur molta;
né sdegno alcuno in te destar debb'ella,
più che ne desti in noi. Sollievo dolce
tu del suo mal sarai: d'ogni sua speme
l'amor tuo forte, è base. Or, qual vuoi prova
maggior di questa? al nuovo dì lasciarci
(noi, che l'amiam pur tanto!) ad ogni costo
vuole ella stessa; e per ragion ne assegna,
l'esser più teco, il divenir più tua.
PERÉO Creder, deh, pure il potess'io! ma appunto
questo partir sì subito... Oimè! tremo,
che in suo pensier disegni ella stromento
della sua morte farmi.
CECRI A te, Peréo,
noi l'affidiamo: il vuole oggi il
destino.
Pur troppo qui, su gli occhi nostri, morta
cadria, se ostare al suo voler più a lungo
cel sofferisse il core. In giovin mente
grande ha possanza il varìar gli oggetti.
Ogni tristo pensier deponi or dunque;
e sol ti adopra in lei vieppiù far lieta.
La tua pristina gioja in volto chiama;
e, col non mai del suo dolor parlarle,
vedrai che in lei presso a finir fia 'l duolo.
PERÉO Creder dunque poss'io, creder davvero,
che non mi abborre Mirra?
CINIRO A me tu il puoi
creder, deh! sì. Qual
ti parlassi io dianzi,
rimembra; or son dal suo parlar convinto,
che, lungi d'esser de' suoi lai cagione,
suo sol rimedio ella tue nozze estima.
Dolcezza assai d'uopo è con essa; e a tutto
piegherassi ella. Vanne; e a lieta pompa
disponti in breve; e in un (pur troppo!) il tutto,
per involarci al nuovo sol la figlia,
anco disponi. Del gran tempio all'ara,
a Cipro tutta in faccia andar non vuolsi;
che il troppo lungo rito al partir ratto
ostacol fora. In questa reggia, gl'inni
d'Imenéo canteremo.
PERÉO A vita appieno
tornato m'hai. Volo; a momenti io
riedo.
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