1-dubbi | duo-pecch | penne-tratt | tre-vuol
grassetto = Testo principale
Capitolo, Capoverso grigio = Testo di commento
1 | 1
2 | 10
3 dia, 11| 11. FRANCESCO Sì, mel dicevi,
4 | 12
5 | 13
6 | 14
7 | 15
8 | 16
9 | 17
10 | 18
11 | 19
12 | 2
13 | 20
14 | 21
15 | 22
16 | 23
17 | 24
18 | 25
19 | 26
20 | 27
21 | 28
22 | 29
23 | 3
24 | 30
25 | 31
26 | 32
27 | 33
28 | 34
29 | 35
30 | 36
31 | 37
32 | 38
33 | 39
34 | 40
35 | 41
36 | 42
37 | 43
38 | 44
39 | 45
40 | 46
41 | 47
42 | 48
43 | 49
44 | 5
45 | 50
46 | 51
47 | 52
48 | 53
49 | 54
50 | 55
51 | 56
52 | 57
53 | 58
54 | 59
55 | 6
56 | 60
57 | 61
58 | 62
59 | 63
60 | 7
61 | 8
62 dia, 3 | e fia vero? gli attoniti abbagliati miei occhi a gran pena in
63 dia, 56| anzi d'esserlo; e le Muse abbandona, prima ch'elle ti lascino.
64 dia, 50| sforzo nessuno, in vece di abbassar te fino agli altri, parevi
65 dia, 51| aspettiamo; la insaziabile abbominevol peste della cupidità delle
66 dia, 20| sappia dai più, ne è pure abbondantissima.~
67 dia, 46| non la conoscono, ovvero l'abborriscono, è forza il fingere di non
68 dia, 40| dispregiava; nessuna cosa abborriva fuorché la violenza usata
69 dia, 6 | senza saperlo, io l'ultimo abbraccio ti dava. Desolato io, ed
70 dia, 41| dove vera patria fu, non accadde pur mai: ma dove la chiarezza
71 dia, 11| i quai sensi in me più accattati da' libri, che miei proprj,
72 fin, 13| E vie più caldo accendi in me il desio~
73 dia, 30| effetto? Io per l'appunto nell'accennare al pubblico alcuni tuoi
74 dia, 57| tuo alto valore almen vi accennassi.~
75 dia, 36| esser vero che or tu mi accenni; ma di te non lo credo;
76 fin, 56| E a Morte cruda lo accennò con mano.~
77 dia, 55| trovo. Ed ecco come alla accesa mia fantasia altro sfogo
78 dia, 48| che io l'avrei creduto acceso più contro sé stessi, che
79 dia, 61| cosa tua, e degna di te, l'accetto io; e come cara e somma
80 dia, 46| ciò brevemente facea, e accompagnando sempre le parole mie col
81 dia, 48| verace, che quando io mi accompagnava con te per le vie, dal più
82 dia, 10| ingegno con umano cuore accoppiato si era il tentare almeno
83 dia, 20| muove, vieppiù sempre mi accorano. Ora sappi, che cercando
84 dia, 46| ciò facciasi, non se ne accorgendo l'uomo, o col solo valer
85 dia, 48| distinti, e così raramente accozzati personaggi: il Gori di tutti,
86 dia, 46| ma di gran lunga bensì accresciuto in essi l'odio e la rabbia
87 dia, 17| da me non acquistata, (né acquistabile mai) ma ad un tempo istesso
88 dia, 14| ottiene, e non merita, chi per acquistarla instancabilmente non spese
89 dia, 51| dire a tuo senno, disegnavi acquistartela, emendando il tuo nascere,
90 dia, 13| forse io in tal guisa ad acquistartene parte; non tutta, no, mai;
91 dia, 30| di umanissimo cuore, di acutissimo ingegno, di maschio e libero
92 dia, 56| alti sensi, e il nobile acuto e modesto ingegno. Ma sieno,
93 dia, 57| interamente pure al mio pensare si adatta, da te riconoscere il voglio,
94 fin, 9 | pensato l'avrebbe? in dirti addio,~
95 dia, 16| verace tua morte, che me addolora e dispera; questo è il fiero
96 dia, 59| seguiteremo il dettato del nostro addolorato cuore; senza scordarci però
97 dia, 62| volere, sarà pienamente adempito da me... Ma, oimè! già già
98 dia, 21| nella mente; e benché corra adesso questa smania di belle arti,
99 dia, 51| amor per te stesso. Non t'adirare, deh, se io qui a virtù
100 dia, 56| sospiri. Non ti stancare di adoperar sovr'esse la lima penosa;
101 dia, 49| discrezione negli scritti adoprata, ella è codesta bile il
102 fin, 68| Fra noi ti alberga, ombra adorata, allora.~
103 dia, 9 | credo (soffri ch'io il dica; adulazion qui non entra) degno d'esser
104 dia, 22| trascorre, ed a tutti i sensi si affaccia. Or, che saran questi grandi,
105 dia, 24| scritti un certo vero, e non affettato né ingrandito senso del
106 dia, 43| Deh, modera questi tuoi affettuosi trasporti. Tanti altri uomini
107 dia, 16| instabilità delle umane cose affidandomi, nella mente tua nobile,
108 dia, 50| ho in me quella umanità, agevolezza, e blanda natura, che era
109 dia, 11| necessaria imparare. A ciò ti aggiungea; che ufficio e dovere d'
110 dia, 52| consumando i miei giorni; l'aggiunta dell'estraneo dolore fu
111 dia, 51| necessario non t'era per vivere agiato, e di tanto disturbo ti
112 dia, 51| sempre di noi men servo agricoltore, il quale nella sua numerosa
113 | Ah
114 | ahi
115 fin, 68| Fra noi ti alberga, ombra adorata, allora.~
116 dia, 5 | cospetto non può nel mio core albergar più temenza.~
117 dia, 51| case dei re meritamente albergata) ora, dacché dai moltiplicati
118 dia, 52| e morte, che in petto mi albergava pur sempre, trovò in quelI'
119 dia | Francesco Gori, Vittorio Alfieri.~ ~
120 dia, 4 | ora, concedendolo il fato, alfin mi rivedi.~
121 dia, 58| che al tuo sì strettamente allacciato è per sempre. Estinti voi,
122 dia, 16| a studiare, e conoscere. Allettato dal tuo dotto, piacevole,
123 dia, 51| tutta securtà si ritrova e s'alligna. Eppure quando la morte,
124 | allo
125 | allora
126 fin, 46| scritto in viso: Io son d'alta natura.~
127 dia, 30| riprometteva pure di trarre, senza alterare il vero, luminosi saggi
128 dia, 35| vera dato mi avresti; ed io altissimo rendere tel potea snudandoti
129 dia, 56| che alla nostra Italia ben altramente bisognano altezza d'animo
130 | altresì
131 | altrimenti
132 dia, 30| d'Atene, velate da così amabile modestia, e in tempi cotanto
133 fin, 17| di vita tempravi a me l'amaro~
134 dia, 32| quest'una di parlar di te, d'amarti, e apprezzarti più che cosa
135 dia, 58| può dalla tua in chi tanto amasti, e cotanto ti amava.~
136 dia, 40| ascondibile, e dai più scaltri amatori di sé stessi nascoso) quell'
137 dia, 7 | sempre toglieami, ogni tuo amichevole dubbio spettante a me disciolto
138 dia, 46| per sé, o coi pochissimi amici, e interamente dissimulato
139 dia, 21| potrà nel vederli così caldi ammiratori di un Bruto dipinto, e così
140 dia, 25| la mia calda amicizia e ammirazione vera per te.~
141 dia, 48| ch'io più pregio in te ed ammiro, si è, che tu nato buono,
142 dia, 30| potuto la malignità dei più ammutolire coll'evidenza? non l'amore
143 dia, 47| riempiendoli, lievemente ammutoliti gli avrebbero; tacque il
144 dia, 19| te, né mi offende, questo amorevole tuo rammarico che della
145 dia, 51| negli anni, di cui tu, quasi amoroso padre, cotanta cura pigliavi;
146 | anch'
147 dia, 40| sollievo al mondo, che l'andar leggendo i pochi ottimi
148 dia, 60| sconsolato oltre modo ne andrei se a me tu il negassi, si
149 fin, 29| Oltre all'ottavo lustro un anno appena~
150 dia, 48| parti sublimi di verace antica virtù che ti avrebbero fatto
151 fin, 40| sola (e in ver, del tempo antico)~
152 dia, 10| con vero e troppo dolore antivedea, che in nulla migliori delle
153 dia, 28| sempre di questa loro terrena apoteosi si è l'essere essi stati
154 dia, 16| piacevole, saggio, eppure sì appassionato parlare, securo io troppo
155 | appena
156 fin, 51| Null'uom quasi apprezzando, (a dritto forse)~
157 dia, 46| non conoscerla, o di non apprezzarla molto più che essi l'apprezzino.~
158 dia, 32| parlar di te, d'amarti, e apprezzarti più che cosa del mondo,
159 dia, 40| molto conosceva, e poco apprezzava me stesso; e non invidiava
160 dia, 31| poiché sì ben le conosci ed apprezzi, fa che sian tue; e non
161 dia, 46| apprezzarla molto più che essi l'apprezzino.~
162 dia, 51| il tuo fratello, pareva aprirtene la via, poteva nel tuo petto
163 fin, 45| Brune chiome, occhi ardenti, atto conforme;~
164 dia, 17| trarrebbero forse del cuore l'ardentissimo desiderio che della tua
165 dia, 1 | veggio? al fosco e muto ardere della notturna mia lampada
166 dia, 51| calda tua anima, chi negarmi ardirà, che tu, in altra più felice
167 dia, 11| che fare da noi non si ardirebbe giammai; e che stolto orgoglio
168 dia, 61| vero, che chi riceverlo ardisce. Ma tu, amico mio non meno
169 fin, 50| Ben conoscea quell'alma ardita e pura.~
170 dia, 31| dare a me vivo non avresti ardito, (troppo m'amavi per farmi
171 dia, 13| eternando il tuo nome, pari all'ardore le forze traessi; se in
172 dia, 30| del muto tuo stato vie più argomentando, come si dee, la grandezza
173 dia, 55| di seguitarti impedivami; argomentar puoi quindi s'io l'ami.
174 dia, 14| aringo; e gli stessi miei argomenti tu ritorcevi spesso contro
175 dia, 14| di me atto ad entrar nell'aringo; e gli stessi miei argomenti
176 dia, 54| pascolo, che ad essi anco arreca un loro particolare diletto;
177 dia, 11| vita, quale è la nostra, arrendevol discepolo.~
178 dia, 62| ti dilegui !... Deh, ti arresta;... odimi ancora...~
179 dia, 31| m'amavi per farmi cotanto arrossire) niuno ascoltandoci, soffro
180 dia, 30| perché il mondo intero non le ascolta? Dalla tua nobile e natural
181 dia, 31| cotanto arrossire) niuno ascoltandoci, soffro che alla ombra mia
182 dia, 40| inevitabile sia (benché ascondibile, e dai più scaltri amatori
183 dia, 61| dedica più onore né parte ascriverne a me, di quello che a me
184 dia, 51| io qui a virtù grande ti ascrivo que' sensi, che in migliori
185 dia, 16| cose in nuovi modi a te si aspettava di scrivere; ed hai pure,
186 dia, 13| alla tua luce creatrice aspettavasi, non alla mia per sé stessa
187 dia, 51| desideriamo, od almen l'aspettiamo; la insaziabile abbominevol
188 dia, 54| ella tutte le intende, le assapora, le sente. Sovrano impulso
189 fin, 69| Calda memoria in noi mai non assonna;~
190 dia, 61| Tu, generoso, per me ti assumesti di esser timido e vile;
191 dia, 19| in quale stadio potessi atleta riuscire. Posso io più espressamente
192 dia, 51| cura pigliavi; per cui solo attendevi a quel tuo così a te dispiacevole
193 dia, 3 | cotanta tua luce fissarti si attentano... Ma sì, tu sei desso;
194 dia, 33| particolarità di cui non mi sono attentato in vita richiedertela. E
195 dia, 3 | Oh vista! e fia vero? gli attoniti abbagliati miei occhi a
196 dia, 15| grembo della tosca favella, auree parole non ti poteano mancar
197 dia, 27| delle battaglie; e d'ogni autore, che schiccherato abbia
198 | avean
199 fin, 59| Deh! dal tuo avello torna a udir mie' guai;~
200 dia, 41| ventura io reputai il non averla sortita; poiché quindi alla
201 | averli
202 | averlo
203 | avesse
204 | avevi
205 dia, 40| rispetti di famiglia, che per avidità di guadagno, mi stava trafficando
206 | avrebbe
207 dia, 41| nacque, senza che io me ne avvedessi, quel mio contegno, qual
208 fin, 24| Meglio assai ch'io, se avversi i tempi e il loco~
209 dia, 48| suonasse qui forse orgoglio e baldanza.~
210 dia, 51| ripone, gli altri tutti barbaramente s'invidiano fra loro la
211 dia, 6 | ti avean tolto i nostri barbari tempi, l'umil tua patria,
212 dia, 55| compenso all'inopinato e barbaro modo con cui rapito mi fosti.~
213 dia, 48| che erano per lo più i bassi, la rimirava io mista d'
214 dia, 7 | smisurato, più che al tuo bastante intendimento, credevi. Comunque
215 dia, 11| fatti mai non gli avrei, bastanti pure ve ne sono nel mondo,
216 dia, 25| dipinto te stesso; e mi bastava ciò, per mostrare di te
217 dia, 51| recassi d'una delle altre tue, basterebbe per porti sovra ogni uomo
218 dia, 52| 52. FRANCESCO Deh, basti. Non so se il solo dolore
219 dia, 47| il mio aspetto; e ciò mi bastò per non essere quasi mai
220 dia, 27| e vinte o perdute delle battaglie; e d'ogni autore, che schiccherato
221 dia, 25| Siena; i quali, per essere bei fatti di storia d'amor patrio,
222 dia, 18| Cagione essa sola d'ogni umana bell'opera, sovra chi più è nato
223 dia, 54| dell'immenso amor tuo; ma ti biasmerò bensì molto del lasciarti
224 dia, 16| insistendo, incalzandoti, e anche bisognando, amichevolmente sforzandoti
225 dia, 56| nostra Italia ben altramente bisognano altezza d'animo e forza,
226 dia, 51| dacché dai moltiplicati bisogni più servi siam fatti, invaso
227 dia, 50| quella umanità, agevolezza, e blanda natura, che era pur tutta
228 dia, 46| pure non esce mai di lor bocca. Ma, non crederai tu per
229 dia, 56| impiegato hai finora nel bollor del creare; i rimanenti,
230 dia, 56| numero non ne eccedere. Il bollore degli anni impiegato hai
231 dia, 40| io, standomi umilmente a bottega; e non aveva altro sollievo
232 fin, 39| d'ingegno, d'indole, e di brama.~
233 dia, 7 | morte ch'io non temeva, né bramava; morte che a me dolse soltanto
234 dia, 58| assai degna, e la sola ch'io brami, ottenuta ho io finché voi
235 dia, 25| di far precedere una tua brevissima vita, in cui dimostrato
236 dia, 47| ciò essi mai da me quelle brevissime e forti verità, che di vergogna
237 dia, 60| prorompere udiva con energia e brevità tanta di maschie e sugose
238 dia, 48| fatto di tua propria luce brillare in mezzo ai più sommi uomini
239 fin, 45| Brune chiome, occhi ardenti, atto
240 dia, 48| si nasconde; ma per esser bruttata non perde già ella il suo
241 dia, 21| così come dava la penna, buttava in carta l'effetto che mi
242 dia, 21| di far su ciò libri mi cadde mai nella mente; e benché
243 fin, 7 | improvviso, come il fulmin cade,~
244 dia, 20| alcune tue carte fra mani cadutemi pensai di far uso, un qualche
245 dia, 51| cosa mi pare fra noi la cagion di tua morte, e di così
246 dia, 26| Per la nostra amicizia caldamente ten prego, nol fare.~
247 dia, 1 | Soavissimo odore per tutta la cameretta diffondesi... Son io, son
248 dia, 56| occhi, ne vai laudando la candidissima alma, il dolce costume,
249 dia, 49| nulla ti lusinga: ma, né cangiarlo tu puoi, né in un altro
250 dia, 15| sarebbe dal tuo robusto capo col getto della originalità
251 dia, 45| vero); con una tempra di carattere così magnanimamente sdegnoso,
252 dia, 40| della città scioperati, e carichi oppressi d'ozio e di noja
253 dia, 46| buono riesce uno spiacevole carico; e sempre suppone che molti
254 dia, 54| acquistata (ancorché a carissimo prezzo) a te stesso quella
255 dia, 51| peste altre volte nelle sole case dei re meritamente albergata)
256 dia, 41| fucina vile, in cui le comuni catene di tutti si temprano, somma
257 dia, 38| sprezzar tu dovevi, come, donde cavavi quel tuo dignitoso contegno,
258 pro | sepultae distat inertiae~Celata virtus.~ ~Orazio, Ode 9,
259 dia, 20| accorano. Ora sappi, che cercando io, non sollievo, ma pascolo
260 | certa
261 dia, 56| io ti scongiuro dunque a cessare; non ardirò dirti interamente
262 dia, 18| 18. Ma, cessi il cielo, che così dolce
263 dia, 21| creata questa nuova arte di chiacchierar sull'altrui; tu sai che
264 fin, 63| amata; quel dì, ch'io invan chiamai~
265 dia, 48| meschinità pur somme si chiamano, (e, visti i governi nostri,
266 dia, 50| che mai non son quelli, chiamati tali dal mondo.~
267 dia, 4 | sospiri già ben due anni chiamato, ora, concedendolo il fato,
268 dia, 35| la fonte di ciò che virtù chiamavi, e che tal ti parea, avresti
269 dia, 58| semplice nome di chi alcuna chiara cosa operava: nulla rimane
270 dia, 41| accadde pur mai: ma dove la chiarezza del sangue prerogativa altra
271 dia, 1 | lampada un raggiante infuocato chiarore si è aggiunto! Soavissimo
272 dia, 57| inviolabile. Due cose sole a chiederti mi rimane; ed è l'una; se
273 dia, 41| co' nobili, di cui tu mi chiedi ragione.~
274 dia, 18| che così dolce ed utile chimera io voglia giammai negli
275 fin, 45| Brune chiome, occhi ardenti, atto conforme;~
276 | chiunque
277 dia, 28| del vero, tu dalla sola e cieca amicizia guidato, imprendessi
278 dia, 10| traccia alcuna in questo cieco mondo tu lasci, nol niego,
279 dia, 18| 18. Ma, cessi il cielo, che così dolce ed utile
280 | cioè
281 dia, 8 | di picciola, e non libera cittade; e, nei più morti tempi
282 dia, 30| complesso delle più pregiate cittadine virtù di Roma, o d'Atene,
283 dia, 38| in suono di sprezzo alla classe posta fra i nobili e il
284 dia, 49| di te stesso. Pensa coi classici; coll'intelletto e coll'
285 dia, 40| Tacito, o con altro sommo classico in mano: come mai odiarli
286 dia, 56| ingegno. Ma sieno, ten prego, codeste rime il tuo pensiero secondo;
287 | colei
288 dia, 52| dolore fu quella forse che colmò la misura; e morte, che
289 dia, 30| vero scrive facilmente con colori di verità lo dipinge) avrebbero
290 dia, 49| voglio, che se pure in me tu commendi l'aver cogli antichi pensato,
291 dia, 47| alcuna volta, e più spesso a compassione destato; ma i soverchiatori
292 dia, 40| vero uomo, se più assai compatita non avessi tal gente che
293 dia, 55| mi ha, che come un lieve compenso all'inopinato e barbaro
294 dia, 46| disegno di piacere a tutti, compiacendo ai più, che son di costoro;
295 dia, 16| invidio bensì, ma te non compiango giammai.~
296 dia, 30| ritrarne in somma un raro complesso delle più pregiate cittadine
297 dia, 31| vita, per quanto i tempi il comportano: e, poiché tanto me stimi,
298 dia, 48| questo tuo parlare ben ora comprendo perché allor quando l'acerba
299 dia, 41| la fucina vile, in cui le comuni catene di tutti si temprano,
300 dia, 4 | due anni chiamato, ora, concedendolo il fato, alfin mi rivedi.~
301 dia, 56| lascino. Né in ciò ti voglio concedere che coi più grandi scrittori
302 dia, 60| negassi, si è, che ti piaccia concedermi che io intitoli al tuo per
303 dia, 49| sfogo nelle sole tue carte concedi alla splendida e soverchia
304 dia, 54| reputar non ti dei: né io ti concedo che tu sii colla fortuna
305 dia, 55| derogando, quest'una forse conceduta non mi ha, che come un lieve
306 dia, 31| Questo lungo tuo sfogo ho io conceduto alla calda amistà: le lodi
307 dia, 46| tu per ciò, che io avessi concepito il puerile e basso disegno
308 dia, 35| cui la tua vista a me vien concessa dal fato: ma non bene tu
309 dia, 38| ed essi nel tuo cospetto confessarsi pareano d'esser meno che
310 dia, 47| 47. Confesso però, che tra quelle quattro
311 dia, 30| pochissimi buoni, e per vie più confondere e intimorire i moltissimi
312 fin, 45| chiome, occhi ardenti, atto conforme;~
313 dia, 47| verità, che di vergogna e confusione riempiendoli, lievemente
314 dia, 41| poteva più assai facilmente congiungere la purità della mia, non
315 dia, 51| esser non sogliono dei loro congiunti: né dir saprei se in te
316 dia, 60| per me sacro nome la mia Congiura de' Pazzi; tragedia, in
317 dia, 12| io ben lo seppi, che vivo conobbiti; saputo del pari lo avrebbero
318 fin, 50| Ben conoscea quell'alma ardita e pura.~
319 dia, 40| uomini giova; quella, che conoscer si può, ma immedesimarsela
320 dia, 46| forza il fingere di non conoscerla, o di non apprezzarla molto
321 dia, 10| perché degni non erano di conoscerti forse; e ad un reo silenzio
322 dia, 40| di legittima legge; molto conosceva, e poco apprezzava me stesso;
323 dia, 56| una certa discreta età, conosciti e datti per vecchio, anche
324 dia, 28| si è l'essere essi stati conosciuti almeno, o saputi: ma lo
325 dia, 36| 36. VITTORIO Conosco la umana natura e me stesso.
326 dia, 56| alla freddezza della lima consecrali; e, per ultimo prego mio,
327 dia, 30| manifestarla a tutti per consolare e incoraggire i pochissimi
328 dia, 4 | Elisj vengo io a rivederti, consolarti, ed alquanto star teco;
329 dia, 33| io mai; piacciati per mia consolazione, sollievo, e istruzione
330 dia, 17| tai cose, che non solo ti consolerebbero di questa tua ideale mia
331 dia, 52| potuto forse l'avrei, andava consumando i miei giorni; l'aggiunta
332 dia, 23| uomo mai pianse, si rose, e consumò in sé stesso per lo trovarsi
333 dia, 15| originalità da imitazione nessuna contaminato.~
334 dia, 10| mondo già fu. Ignoto ai contemporanei tuoi tu vivevi, perché degni
335 dia, 51| tu, in altra più felice contrada nato, per la patria, per
336 dia, 15| ciò, soffri che io a te contraddica, sommamente pur t'ingannavi.
337 dia, 51| ricercarla e goderla in quelle contrade dove ella in tutta securtà
338 dia, 48| se questa parola mio in contrapposto del tutti non suonasse qui
339 dia, 58| ancorché vi si sforzi in contrario ogni più alto ingegno. Tomba
340 dia, 30| in tempi cotanto ad esse contrarj con sì discreta disinvoltura
341 dia, 54| dal dolce e sublime suo conversare trarrai, e l'hai tratto
342 dia, 50| arte sola, che fa e lascia convivere i grandi co' piccioli: ma
343 dia, 5 | cospetto non può nel mio core albergar più temenza.~
344 fin, 70| Che, te vivo, in tre corpi un'alma fora.~
345 dia, 21| mai nella mente; e benché corra adesso questa smania di
346 dia, 49| raffrenarla si debbe: nessuno mai correggerai coll'offenderlo; né maggiore
347 dia, 48| tutte, e ogni giorno, come corrente moneta, senza avvedertene,
348 | costui
349 dia, 56| candidissima alma, il dolce costume, gli alti sensi, e il nobile
350 dia, 30| privati e semplici tuoi costumi mi riprometteva pure di
351 dia, 40| invidiava pure nessuno, cotanti vedendone a me sovrastare;
352 dia, 56| hai finora nel bollor del creare; i rimanenti, che l'età
353 dia, 21| né far del loro, abbiano creata questa nuova arte di chiacchierar
354 dia, 13| che ciò solo alla tua luce creatrice aspettavasi, non alla mia
355 fin, 4 | Mentr'io credei per pochi dì lasciarte!~
356 dia, 30| doti, ed a me pienamente credendo, (perché chi il vero scrive
357 dia, 6 | poche settimane lasciarti credendomi, senza saperlo, io l'ultimo
358 dia, 14| ciò t'incoraggiva pur io, credendoti, per tue circostanze ed
359 dia, 46| mai di lor bocca. Ma, non crederai tu per ciò, che io avessi
360 dia, 21| entusiasti di belle arti chi credere veramente potrà nel vederli
361 dia, 9 | ancora: e perciò degno ti credeva, e ti credo (soffri ch'io
362 dia, 7 | tuo bastante intendimento, credevi. Comunque ciò fosse, morte
363 dia, 40| porta ai maggiori di noi, o creduti tali, non odiava io perciò
364 dia, 56| tua donna, più assai che i crin d'oro e i negr'occhi, ne
365 dia, 52| già non robustissimo, gran crollo ne riceveva. Doleami il
366 fin, 56| E a Morte cruda lo accennò con mano.~
367 dia, 55| favellarti e l'udirti: e il crudel fato alle eterne sue leggi
368 dia, 53| 53. VITTORIO Ah, crudele! ma non era già il meglio
369 fin, 26| Ben d'ingiusta fortuna è crudo il giuoco;~
370 dia, 51| abbominevol peste della cupidità delle ricchezze altrui (
371 dia, 51| quasi amoroso padre, cotanta cura pigliavi; per cui solo attendevi
372 dia, 30| tua nobile e natural non curanza di te stesso, quanta grandezza
373 dia, 13| di quella fama che tu non curasti, verrei forse io in tal
374 dia, 52| Doleami il fratello, poco curava io di me stesso, e tu presente
375 dia, 30| scritto potuto muovere la curiosità degli uomini tutti? non
376 | dalle
377 dia, 61| datami togliere, né, col darmela, intorbidare in parte nessuna
378 dia, 19| avessi, per compiacerti e darti indubitabile prova che la
379 dia, 61| volermi, né la tragedia datami togliere, né, col darmela,
380 dia, 56| discreta età, conosciti e datti per vecchio, anche anzi
381 dia, 61| rara ed immensa amicizia mi davi. Ma pure, tu il sai, che
382 dia, 49| uomini viventi raffrenarla si debbe: nessuno mai correggerai
383 dia, 52| le vie a diffondersi pel debil mio corpo. E ciò fu il meglio
384 dia, 46| del queto vivere, alquanto debilette parranno alla tua indomita
385 dia, 6 | vivere, ed alle poche e deboli opere del mio ingegno mi
386 dia, 61| in codesta tragedia non debolmente, parmi, esprimesti, non
387 dia, 61| laudi non vogli in quella dedica più onore né parte ascriverne
388 dia, 14| ingegno tutte al pensare, e al dedurre rivolsi assai più che allo
389 dia, 30| più argomentando, come si dee, la grandezza delle tue
390 dia, 10| contemporanei tuoi tu vivevi, perché degni non erano di conoscerti
391 dia, 39| 39. FRANCESCO Delicato tasto mi tocchi, e questo
392 dia, 56| ed in parte così verrai a deludere le inesorabili leggi di
393 dia, 51| sfoggiando impreso abbia a deridere le tirannidi nostre; col
394 dia, 55| eterne sue leggi per or derogando, quest'una forse conceduta
395 dia, 20| ed erudita fantasia, tu descrivi presso che tutti i migliori
396 dia, 25| in luce quelle tue sole descrizioni dei dipinti della sala del
397 dia, 55| rime. Ed ecco come, ora desiando, ora immaginando di vederti
398 dia, 48| dissimile, tu eri pur pianto e desiderato da tutti. La virtù, benché
399 dia, 40| vedendone a me sovrastare; e non desiderava altro al mondo che il poter
400 dia, 51| dei nostri, crudelmente la desideriamo, od almen l'aspettiamo;
401 dia, 17| del cuore l'ardentissimo desiderio che della tua propria tu
402 dia, 6 | ultimo abbraccio ti dava. Desolato io, ed orbo mi sono da quel
403 | desso
404 dia, 30| la maraviglia di quelli destare, che dalla piccolezza del
405 dia, 47| più spesso a compassione destato; ma i soverchiatori mi hanno
406 fin, 43| Era l'amico, che il destin mi fura,~
407 dia, 61| parlava fin da quando a me destinata l'avevi, e ricevutala io;
408 dia, 14| che a ciò non m'essendo io destinato fin dalla prima età mia,
409 dia, 58| se così vuole il vostro destino: ma se la fama pure delle
410 dia, 1 | diffondesi... Son io, son io ben desto, o in dolce sogno rapito?~
411 dia, 31| te un verace affetto le detta; me non lusingano, perché
412 dia, 59| alla lapide seguiteremo il dettato del nostro addolorato cuore;
413 dia, 59| vera di questi tuoi ultimi detti.~
414 dia, 23| arti per altro, che per deviare, direi così, la troppa mia
415 dia, 9 | ti credo (soffri ch'io il dica; adulazion qui non entra)
416 dia, 30| queste stesse cose che ora dicendo mi vai, deh, perché il mondo
417 dia, 10| dei, tante volte pur ti diceva, che uffizio e dovere d'
418 dia, 40| potea? Tacito, o altro libro dicevami, che né io, né essi in questi
419 dia, 11| 11. FRANCESCO Sì, mel dicevi, e il rimembro. Ma rispondevati
420 dia, 26| 26. FRANCESCO Vita? che dici? Per la nostra amicizia
421 dia, 23| 23. Io mi diedi ad osservare e gustar le
422 dia, 40| giammai veri uomini: niuna differenza passava tra essi e me nel
423 dia, 52| tutte dischiuse le vie a diffondersi pel debil mio corpo. E ciò
424 dia, 1 | odore per tutta la cameretta diffondesi... Son io, son io ben desto,
425 fin, 49| il viver nostro fetido e difforme~
426 dia, 13| tutto terrebbe dalla sublime dignità del soggetto.~
427 dia, 38| come, donde cavavi quel tuo dignitoso contegno, per cui tacitamente,
428 dia, 31| che alla ombra mia tu le dii; me non offendono, perché
429 dia, 5 | che di maraviglia nasceva, dileguasi; ed al tuo caro, e sospirato
430 dia, 62| Ma, oimè! già già ti dilegui !... Deh, ti arresta;...
431 dia, 34| scongiuro, ancorché alla dilicata e modesta tua indole costar
432 dia, 30| somma, quando ella nasce e dimora là dove tutto l'impedisce,
433 dia, 30| speranza di poter con evidenza dimostrare, che la virtù vi può essere
434 dia, 46| odio e la rabbia della lor dimostrata insufficienza, mi solea
435 dia, 25| brevissima vita, in cui dimostrato avrei, ma con modeste parole,
436 dia, 61| io; e come cara e somma dimostrazione del tuo affetto la tengo;
437 dia, 19| della intera mia nullità mi dimostri; e, se a rivivere avessi,
438 dia, 16| ed il nome. Finché vivo dintorno a me ti vedea, (me misero!)
439 dia, 30| con colori di verità lo dipinge) avrebbero la tua virtù
440 dia, 54| in preda al dolore, e del dirmi, o pensare, che in me tu
441 dia, 9 | conobbi dissimile, già non dirò dai volgari, ma dai più
442 dia, 11| è la nostra, arrendevol discepolo.~
443 dia, 52| trovò in quelI'istante tutte dischiuse le vie a diffondersi pel
444 dia, 7 | amichevole dubbio spettante a me disciolto ha per sempre.~
445 dia, 33| virtù ogni giorno ne andava discoprendo qualcuna, ma il fonte di
446 dia, 37| vero del sublime tuo animo discoprendomi) per non offender forse,
447 dia, 31| nascosto senso io leggo e discopro.~
448 dia, 49| bile; sottilmente, e con discrezione negli scritti adoprata,
449 dia, 6 | stesso forse ben giusto disdegno, ed in fine l'acerba inaspettata
450 dia, 25| quel tuo brevissimo scritto disegnava io di far precedere una
451 dia, 51| pensare e dire a tuo senno, disegnavi acquistartela, emendando
452 dia, 46| concepito il puerile e basso disegno di piacere a tutti, compiacendo
453 dia, 27| principe che fatto abbia o disfatto delle leggi, e vinte o perdute
454 dia, 58| di essa me ne basta che disgiungersi non può dalla tua in chi
455 dia, 30| contrarj con sì discreta disinvoltura senza niuno offendere praticate;
456 fin, 38| ch'ottimi entrambi, eran dispari~
457 dia, 16| morte, che me addolora e dispera; questo è il fiero irreparabile
458 dia, 54| particolare diletto; ma che tu ten disperi, nol voglio. Assai gran
459 dia, 61| tirannide, il sai, non meno dispiace chi dire osa il vero, che
460 dia, 51| attendevi a quel tuo così a te dispiacevole traffico, che necessario
461 dia, 49| pensato, e ai moderni non dispiaciuto, in ciò solo imitarmi dovresti.
462 dia, 18| ed eseguire il bello, più dispotica regni. E pur troppo già
463 dia, 40| neppure i più disprezzabili dispregiava; nessuna cosa abborriva
464 dia, 40| mia, che io neppure i più disprezzabili dispregiava; nessuna cosa
465 dia, 63| FRANCESCO Tutto udii; tutto dissi. Irresistibile forza dagli
466 dia, 46| pochissimi amici, e interamente dissimulato coi rimanenti. Queste regole
467 pro | Proemio.~ ~Paulum sepultae distat inertiae~Celata virtus.~ ~
468 dia, 48| ravvisando in te due così ben distinti, e così raramente accozzati
469 dia, 14| più verace ragione che men distolse, fu, che a ciò non m'essendo
470 dia, 30| dove tutto l'impedisce, la distrugge, o la scaccia, egli è ufficio
471 dia, 18| né pur menomare, non che distruggerla. Cagione essa sola d'ogni
472 dia, 51| vivere agiato, e di tanto disturbo ti riusciva per viver pensante;
473 fin, 18| i miei studj e i pianti dividendo;~
474 dia, 29| di ciò ne ha lasciato il divino Plutarco: e a scrivere dei
475 dia, 37| nulla tu puoi di te stesso: divisi siamo, e il siam per sempre,
476 dia, 54| uomo pur basta; ed in oltre dolcemente ripieno il tuo cuore di
477 dia, 55| 55. VITTORIO O dolcissimo amico, tu mi parli di cosa,
478 dia, 40| d'esser servo sapeva, e doleamene, e vergognava; essi nol
479 dia, 52| gran crollo ne riceveva. Doleami il fratello, poco curava
480 dia, 54| 54. FRANCESCO Doler non mi posso dell'immenso
481 dia, 54| ed ingrato. Che di me ti dolga mi è dolce; poiché il moderato
482 dia, 7 | bramava; morte che a me dolse soltanto perché, senza neppur
483 dia, 41| 41. L'umiltà dei natali doluta forse mi sarebbe oltre modo,
484 dia, 38| sprezzar tu dovevi, come, donde cavavi quel tuo dignitoso
485 dia, 48| me stesso, e giubilava di doppia gioja, ravvisando in te
486 dia, 30| tua virtù non de' tempi, doppiamente sentita, e fors'anche, come
487 fin, 34| Doppio aver lascia e libertade
488 fin, 48| ei vi stava qual leon che dorme;~
489 dia, 58| Estinti voi, con voi non dorrammi di affatto perire, se così
490 dia, 50| era pur tutta tua: sovrana dote, per cui, senza lusinga,
491 dia, 30| la grandezza delle tue doti, ed a me pienamente credendo, (
492 dia, 16| conoscere. Allettato dal tuo dotto, piacevole, saggio, eppure
493 dia, 61| se toccarmene alcun men dovea, io riputava guadagno, qualor
494 dia, 46| conoscere, a ogni modo viver dovendo fra gli uomini, e non potendo
495 dia, 35| avresti visto esser tale da dovermi costar lo svelartelo, non
496 dia, 49| se da quei grandi soli tu dovessi esser letto; ma vivi, e
497 fin, 11| Più non doveva in questo mondo rio!~
498 fin, 67| Che riunir dovrammi alla mia donna.~
499 dia, 49| dispiaciuto, in ciò solo imitarmi dovresti. Giacché pure incominciato
500 dia, 7 | toglieami, ogni tuo amichevole dubbio spettante a me disciolto
|