1-dubbi | duo-pecch | penne-tratt | tre-vuol
grassetto = Testo principale
Capitolo, Capoverso grigio = Testo di commento
1001 dia, 20| in cui col vivacissimo pennello della tua bollente, ma giusta
1002 dia, 56| adoperar sovr'esse la lima penosa; e un certo discreto numero
1003 dia, 20| carte fra mani cadutemi pensai di far uso, un qualche saggio
1004 dia, 7 | morte che al mio cuore e pensamento giovava, poiché da tanti
1005 dia, 43| uomini vi sarà, che così pensano e praticano tutto dì...~
1006 dia, 16| riposando, più a goderne pensava, che a porne con sollecitudine
1007 dia, 12| per te stesso altamente pensavi, io ben lo seppi, che vivo
1008 dia, 15| forti, veraci, e sublimi pensieri, avresti senza avvedertene
1009 dia, 20| VITTORIO Questo tardo tuo pentimento, e la ragione che vi ti
1010 dia, 51| Eppure quando la morte, percotendo da prima il tuo fratello,
1011 dia, 53| il meglio per me, che nel perderti, la metà, e la migliore,
1012 dia, 54| o pensare, che in me tu perdesti la metà del tuo essere.
1013 dia, 48| tante altre virtù! ti si perdonavano le triviali e morali, perché
1014 dia, 27| disfatto delle leggi, e vinte o perdute delle battaglie; e d'ogni
1015 dia, 15| ottimo tuo naturale stile perfettissimo ridotto scrivendo; e da
1016 dia, 29| degli antichi scrivendo, perfetto modello di ciò ne ha lasciato
1017 dia, 13| traessi; se in pochi, ma caldi periodi mi venisse pur fatto di
1018 dia, 58| non dorrammi di affatto perire, se così vuole il vostro
1019 dia, 48| così raramente accozzati personaggi: il Gori di tutti, e il
1020 dia, 18| voglia giammai negli umani petti né pur menomare, non che
1021 dia, 60| il negassi, si è, che ti piaccia concedermi che io intitoli
1022 dia, 33| non avrei fatta io mai; piacciati per mia consolazione, sollievo,
1023 dia, 56| ritrovare non puoi. E molto mi piace che dell'amata tua donna,
1024 fin, 22| All'altre età, cui di piacer più intendo!~
1025 dia, 54| ritrovi tuttora, e sotto più piacevol e lusinghiero aspetto, nel
1026 dia, 16| Allettato dal tuo dotto, piacevole, saggio, eppure sì appassionato
1027 dia, 53| che il sempre pascermi piangendo della tua memoria ed immagine.~
1028 dia, 11| sovviene, tu muto rimanevi, e piangente) rispondevati io; che de'
1029 fin, 60| Che il pianger teco a me pur scema il duolo.~
1030 dia, 51| noi tutti quasi, non che piangere di vero cuore la morte dei
1031 dia, 16| sconsideratezza e notte e giorno piango io: questa è, sol questa,
1032 dia, 23| infelicità e dolore. Se uomo mai pianse, si rose, e consumò in sé
1033 fin, 18| Meco i miei studj e i pianti dividendo;~
1034 dia, 31| perché da ogni mortale umana picciolezza son tolto: e purché a chi
1035 dia, 30| quelli destare, che dalla piccolezza del muto tuo stato vie più
1036 dia, 14| penna. Se cosa del mondo piegar mi poteva a ciò fare, tu
1037 dia, 45| col cuore e la mente così pieni e infiammati del bello (
1038 dia, 15| non ti poteano mancar mai; pieno, ridondante di forti, veraci,
1039 dia, 13| polso mi avessi, se dal pietoso alto e giusto desio d'onorare
1040 dia, 51| amoroso padre, cotanta cura pigliavi; per cui solo attendevi
1041 dia, 21| vista ed esame di quelle pitture. Nessuna idea, neppur leggerissima,
1042 dia, 38| pareano d'esser meno che plebe?~
1043 | poca
1044 dia, 56| o poco più in là, ogni poeta che scrive, va togliendo
1045 | poich'
1046 dia, 27| idioti; e quelle degli uomini politicamente grandi in virtù, affinché
1047 dia, 58| nol fare. Ad ogni uomo si pongono tutto dì delle lapidi, e
1048 dia, 38| posta fra i nobili e il popolo, deh, dimmi; tu nato non
1049 dia, 16| a goderne pensava, che a porne con sollecitudine in salvo
1050 dia, 40| nascoso) quell'odio che si porta ai maggiori di noi, o creduti
1051 dia, 56| fitto ti scongiuro di sempre portarti nel cuore, giunto che sarai
1052 dia, 51| altre tue, basterebbe per porti sovra ogni uomo del nostro
1053 dia, 63| sottrae. Felice vivi, e possanza nessuna di tempo dal tuo
1054 dia, 48| forse elle il sono) quelle possedevi pur tutte, e ogni giorno,
1055 dia, 14| scrivere: onde lo stile, quella possente magica arte delle parole,
1056 dia, 6 | la calda memoria di tue possenti parole, e di quella tua
1057 dia, 52| punto. All'età mia non m'era possibile oramai di rinascere a vera
1058 dia, 38| suono di sprezzo alla classe posta fra i nobili e il popolo,
1059 dia, 10| ostinandoti, d'essere a' tuoi posteri ignoto sceglievi, perché
1060 fin, 1 | Posto avea di mia vita assai gran
1061 dia, 22| altro nol sono, che nella potenza degli occhi? Nol sono in
1062 dia, 41| mi avesse ciò escluso dal poterla servire, e giovarle; il
1063 | poterle
1064 dia, 16| bene ed il grande, e non poterlo né ritrovar né eseguire,
1065 | potesse
1066 | potessi
1067 | potevamo
1068 | potevi
1069 | potrà
1070 | potrai
1071 | potrei
1072 | potremo
1073 | potresti
1074 dia, 31| scrivere soltanto, ma nella pratica della vita, per quanto i
1075 dia, 43| sarà, che così pensano e praticano tutto dì...~
1076 dia, 40| altro al mondo che il poter praticar la virtù: di quella parlo,
1077 dia, 48| parea di poterle, volendolo, praticare. Tacitamente frattanto io
1078 dia, 30| disinvoltura senza niuno offendere praticate; non avrei io forse con
1079 dia, 11| che d'insegnare il da lor praticato bene aveano assai maggior
1080 dia, 46| sé amata non l'avrebbero, praticavano, od onoravano almeno la
1081 dia, 25| scritto disegnava io di far precedere una tua brevissima vita,
1082 dia, 33| fonte di esse non sempre ti pregava io di scoprirmi. Rispondimi
1083 dia, 58| farmi più noto al mondo, ti pregherò pur di nol fare. Ad ogni
1084 dia, 30| raro complesso delle più pregiate cittadine virtù di Roma,
1085 dia, 52| so se il solo dolore del premorto fratello mi uccidesse, e
1086 fin, 33| Eppur l'infermo, che duo dì premuore,~
1087 dia, 11| stato così degnamente già preoccupato da liberi uomini che d'insegnare
1088 dia, 41| la chiarezza del sangue prerogativa altra non dà, che di lasciar
1089 dia, 10| sceglievi, perché forse la presaga tua mente, con vero e troppo
1090 dia, 55| troppo in me sento un funesto presagio che questa prima volta sarà
1091 dia, 27| soltanto. Le vite si scrivono presentemente d'ogni principe che fatto
1092 dia, 31| ritenga. Quelle virtù che a me presti, poiché sì ben le conosci
1093 dia, 56| siccome tu fama da esse non pretendi né aspetti, più nobile e
1094 dia, 45| potevi tu essere coi dotti, o pretesi tali, cotanto modesto; cogli
1095 dia, 54| acquistata (ancorché a carissimo prezzo) a te stesso quella libertà,
1096 fin, 47| Liberissimo spirto in prigion dura~
1097 dia, 40| bensì sommamente quelle prime cagioni, che gli uomini
1098 dia, 9 | non entra) degno d'esser primo fra i sommi.~
1099 dia, 46| nulla invano, fu sempre la principale mia massima. E siccome,
1100 dia, 27| scrivono presentemente d'ogni principe che fatto abbia o disfatto
1101 dia, 30| tua ignotissima vita, dai privati e semplici tuoi costumi
1102 dia, 8 | 8. Privato ed oscuro cittadino nacqui
1103 dia, 55| delirio. Di te mi ritrovo io privo per sempre, di essa troppo
1104 pro | Proemio.~ ~Paulum sepultae distat
1105 dia, 1 | improvvisa e viva voce dal profondo sonno mi appella e mi trae?
1106 dia, 61| ricevere la tragedia tua era pronto; e che ogni mio danno, se
1107 dia, 52| e tu presente non eri; propizio era il punto. All'età mia
1108 dia, 11| accattati da' libri, che miei proprj, riputerebbero essi; e con
1109 dia, 60| infiammato petto sì spesse volte prorompere udiva con energia e brevità
1110 dia, 21| può assai più facilmente provare, che esprimere. E a questi
1111 dia, 49| 49. FRANCESCO Ed io, per provarti che amico vero in morte
1112 dia, 19| incentivo al ben fare, mi proverei in quale stadio potessi
1113 dia, 46| che io avessi concepito il puerile e basso disegno di piacere
1114 dia, 49| nulla t'inalza; nulla ti punge; nulla ti lusinga: ma, né
1115 dia, 52| non eri; propizio era il punto. All'età mia non m'era possibile
1116 fin, 50| conoscea quell'alma ardita e pura.~
1117 dia, 41| facilmente congiungere la purità della mia, non ardirò già
1118 dia, 11| poiché pur si stanno; i quai sensi in me più accattati
1119 | qualche
1120 | qualcuna
1121 dia, 22| liquida sottile infiammabile qualità, che per ogni nostra vena
1122 dia, 33| quegli che è Sciolto da tutte qualitati umane,~
1123 dia, 61| dovea, io riputava guadagno, qualor per te lo soffriva.~
1124 | qualunque
1125 | quanta
1126 | quattro
1127 | que'
1128 dia, 52| albergava pur sempre, trovò in quelI'istante tutte dischiuse
1129 | quello
1130 dia, 46| bene, o per dir meglio, del queto vivere, alquanto debilette
1131 dia, 13| pur fatto di esprimere la quintessenza, direi, della sublime tua
1132 dia, 46| accresciuto in essi l'odio e la rabbia della lor dimostrata insufficienza,
1133 fin, 64| Te, cui già muto racchiudeva il suolo:~
1134 dia, 48| splendore e virtù; e chiunque la raccoglie e terge, sel vede. Da questo
1135 dia, 32| non sempre, anzi le più rade volte, scorgerai nel mio
1136 dia, 49| ma fra gli uomini viventi raffrenarla si debbe: nessuno mai correggerai
1137 dia, 1 | notturna mia lampada un raggiante infuocato chiarore si è
1138 dia, 25| mostrare di te quasi un raggio al volgo degli uomini: e,
1139 dia, 30| e brevemente sovra essi ragionando, nutriva assai fondata speranza
1140 dia, 61| che caldo, tra le altre ragioni per cui ne sospendesti la
1141 dia, 19| offende, questo amorevole tuo rammarico che della intera mia nullità
1142 dia, 48| allor quando l'acerba morte rapivati, ancorché da pochissimi
1143 dia, 28| cosa in cui vissi, tu mi rappresentassi dal vero, direbbero i pochi
1144 dia, 48| così ben distinti, e così raramente accozzati personaggi: il
1145 fin, 41| ha Siena, e me, d'uno dei rari,~
1146 dia, 48| giubilava di doppia gioja, ravvisando in te due così ben distinti,
1147 dia, 51| volte nelle sole case dei re meritamente albergata) ora,
1148 dia, 51| mentre un solo esempio ch'io recassi d'una delle altre tue, basterebbe
1149 dia, 18| il bello, più dispotica regni. E pur troppo già di essa
1150 dia, 46| dissimulato coi rimanenti. Queste regole del bene, o per dir meglio,
1151 dia, 51| vicino, egli era pure la sola remora, l'ostacolo solo alla tua
1152 dia, 49| come già in vita ti fui, render ti voglio, non grazie per
1153 dia, 56| di me tu conservi, mi ti renderà bene spesso presente, ed
1154 dia, 10| era il tentare almeno di renderle migliori d'alquanto, tramandando
1155 dia, 10| conoscerti forse; e ad un reo silenzio mal mio grado ostinandoti,
1156 dia, 51| nessuno in somma ben vivo si reputa, fin che non ha i suoi tutti
1157 dia, 41| temprano, somma ventura io reputai il non averla sortita; poiché
1158 dia, 54| amore; infelice a tai patti reputar non ti dei: né io ti concedo
1159 dia, 44| tempi; e sì pure ti ostini a reputare non rara cosa la virtù,
1160 dia, 7 | 7. FRANCESCO Nel reputarmi tu di cose grandi capace,
1161 dia, 47| parlare temessi, ma vano il reputava del tutto; parlò con essi
1162 dia, 62| strappi dal cuore; parlare, né respirare più quasi non posso. Ogni
1163 dia, 54| voglio. Assai gran parte ti resta di quelle cose che all'umano
1164 dia, 54| più giovano: anzi tutte ti restano, poiché quella stessa santa
1165 fin, 27| che il fango vile in luce resti,~
1166 dia, 24| cuore di chi ne legge il resultato, se non per via della più
1167 dia, 51| sua numerosa famiglia la ricchezza amore e felicità sua piena
1168 dia, 51| peste della cupidità delle ricchezze altrui (peste altre volte
1169 dia, 48| coloro ti avessero creduto ricco delle tue tante altre virtù!
1170 dia, 51| emendando il tuo nascere, col ricercarla e goderla in quelle contrade
1171 dia, 39| soltanto ben festi forse di non ricercarmi in vita. Risponderotti pur
1172 dia, 33| vero, non tutte quelle cose ricercavamo noi l'un dall'altro, alle
1173 dia, 55| rimasto, me stesso invano ricerco, e non trovo. Ed ecco come
1174 dia, 21| carta l'effetto che mi parea ricever nell'animo dalla vista ed
1175 dia, 61| pure, tu il sai, che io a ricevere la tragedia tua era pronto;
1176 dia, 61| dire osa il vero, che chi riceverlo ardisce. Ma tu, amico mio
1177 dia, 52| robustissimo, gran crollo ne riceveva. Doleami il fratello, poco
1178 dia, 61| me destinata l'avevi, e ricevutala io; benché le fortissime
1179 dia, 35| non bene tu festi di non richiedermene francamente in vita; alto
1180 dia, 33| mi sono attentato in vita richiedertela. E ciò non sia prova che
1181 dia, 46| tacere, o non parlare, se non richiesto: e ciò brevemente facea,
1182 dia, 4 | 4. FRANCESCO Riconfortati. Dagli Elisj vengo io a
1183 dia, 57| pensare si adatta, da te riconoscere il voglio, e, come d'ogni
1184 dia, 29| amico farai, di me soltanto ricordandoti, se pur ti giova, ma tacitamente
1185 dia, 19| io più espressamente teco ricredermi della passata mia infingardaggine?~
1186 dia, 47| i saputi, mi hanno fatto ridere alcuna volta, e più spesso
1187 dia, 49| Pensa dunque, ancor tel ridico, pensa, e scrivi, a tuo
1188 dia, 15| poteano mancar mai; pieno, ridondante di forti, veraci, e sublimi
1189 dia, 15| naturale stile perfettissimo ridotto scrivendo; e da libro nessuno
1190 dia, 47| di vergogna e confusione riempiendoli, lievemente ammutoliti gli
1191 dia, 46| sempre ad un uomo buono riesce uno spiacevole carico; e
1192 dia, 48| nel fango, che per meno rilucere vi si nasconde; ma per esser
1193 dia, 6 | 6. Assai cose mi rimaneano a dirti, e ad udire da te,
1194 dia, 11| ben mi sovviene, tu muto rimanevi, e piangente) rispondevati
1195 dia, 6 | opere del mio ingegno mi rimase, se non la calda memoria
1196 dia, 55| a me stesso in tal guisa rimasto, me stesso invano ricerco,
1197 dia, 55| mia fantasia altro sfogo o rimedio non soccorre, che il pianto,
1198 dia, 61| se ne aspetti. In vita, rimembrami, di ciò ti parlava fin da
1199 dia, 10| generazioni sarebbero. Ma io, ben rimembrartelo dei, tante volte pur ti
1200 dia, 11| FRANCESCO Sì, mel dicevi, e il rimembro. Ma rispondevati io, (ed
1201 dia, 41| altra non dà, che di lasciar rimirar più da presso la fucina
1202 dia, 48| erano per lo più i bassi, la rimirava io mista d'amore; in quel
1203 fin, 53| oprando ei stesso, i rei rimorse.~
1204 dia, 52| m'era possibile oramai di rinascere a vera vita; tu sai che
1205 fin, 11| non doveva in questo mondo rio!~
1206 dia, 51| naturale e nuova grandezza ripiena, che ai nostri tempi dove
1207 dia, 54| ed in oltre dolcemente ripieno il tuo cuore di nobile e
1208 dia, 5 | A gran pena i miei sensi ripiglio. - Ma già già quel timore,
1209 dia, 51| amore e felicità sua piena ripone, gli altri tutti barbaramente
1210 dia, 51| come saggio, in null'altro riponendola che nel viver libero, e
1211 dia, 23| senza intenzion nessuna di riportarne la più minima lode pur mai.~
1212 dia, 16| nella tua ancor verde età riposando, più a goderne pensava,
1213 dia, 8 | mai vissuti, già già mi ha riposto l'oblio.~
1214 dia, 30| semplici tuoi costumi mi riprometteva pure di trarre, senza alterare
1215 dia, 61| toccarmene alcun men dovea, io riputava guadagno, qualor per te
1216 dia, 11| libri, che miei proprj, riputerebbero essi; e con ragione forse,
1217 dia, 25| Quindi io avea presso che risoluto in me stesso di dare in
1218 dia, 14| spesso contro di me per risolvermi ad impugnare la penna. Se
1219 dia, 40| mio negozio, dove, più per rispetti di famiglia, che per avidità
1220 dia, 11| rispondevati io, (ed al mio rispondere, ben mi sovviene, tu muto
1221 dia, 39| non ricercarmi in vita. Risponderotti pur ora assai francamente.~
1222 dia, 55| i soli legami d'amore a ritenermi in vita eran pochi. Ma spesso,
1223 dia, 31| loco entro il tuo petto ritenga. Quelle virtù che a me presti,
1224 dia, 14| stessi miei argomenti tu ritorcevi spesso contro di me per
1225 dia, 28| amicizia guidato, imprendessi a ritrarmi, direbbero con più ragione
1226 dia, 51| ella in tutta securtà si ritrova e s'alligna. Eppure quando
1227 dia, 16| grande, e non poterlo né ritrovar né eseguire, te invidio
1228 dia, 56| amichevolmente ti dico che ritrovare non puoi. E molto mi piace
1229 dia, 55| tuttavia; e se in essa te tutto ritrovato non avessi, i soli legami
1230 dia, 40| essi, in nessuna cosa mi ritrovava io minore di loro, ed in
1231 dia, 54| alla umana miseria, tu la ritrovi tuttora, e sotto più piacevol
1232 dia, 55| feroce delirio. Di te mi ritrovo io privo per sempre, di
1233 fin, 67| Che riunir dovrammi alla mia donna.~
1234 dia, 19| quale stadio potessi atleta riuscire. Posso io più espressamente
1235 dia, 61| leggono, poteano di danno riuscirmi non lieve, finché costretto
1236 dia, 51| e di tanto disturbo ti riusciva per viver pensante; questo
1237 dia, 4 | concedendolo il fato, alfin mi rivedi.~
1238 fin, 21| Io nel mandassi riverito e caro~
1239 dia, 19| nullità mi dimostri; e, se a rivivere avessi, per compiacerti
1240 dia, 31| pensa che io da te non rivolgo mai gli occhi, e che ogni
1241 dia, 14| al pensare, e al dedurre rivolsi assai più che allo scrivere:
1242 dia, 52| certo il mio corpo, già non robustissimo, gran crollo ne riceveva.
1243 dia, 15| uscito sarebbe dal tuo robusto capo col getto della originalità
1244 dia, 49| se il puoi, infra Greci e Romani; scrivi, se il sai, come
1245 dia, 23| Se uomo mai pianse, si rose, e consumò in sé stesso
1246 dia, 28| ha fatto, e che nessuno sa che sia stato, sarebbe giustamente
1247 dia, 60| io intitoli al tuo per me sacro nome la mia Congiura de'
1248 dia, 30| alterare il vero, luminosi saggi di fortezza ed altezza d'
1249 dia, 33| soddisfar pienamente era d'uopo sagrificare in alcuna parte alla verità
1250 dia, 25| descrizioni dei dipinti della sala del palazzo pubblico in
1251 dia, 31| assai, che la memoria mia sì saldo ed onorato loco entro il
1252 dia, 48| volto manifestamente nel salutarti scolpita quella tacita venerazione,
1253 | salvo
1254 | sane
1255 dia, 54| restano, poiché quella stessa santa amistà che tra noi passava,
1256 dia, 27| scriveansi altre volte de' santi, affinché le leggessero
1257 dia, 40| e vergognava; essi nol sapeano, o se ne gloriavano. Indegno
1258 dia, 10| presenti e futuri uomini a sapere con loro espresso vantaggio,
1259 dia, 6 | lasciarti credendomi, senza saperlo, io l'ultimo abbraccio ti
1260 fin, 19| Deh, sapess'io laudarti in stil sì chiaro,~
1261 dia, 40| non che io d'esser servo sapeva, e doleamene, e vergognava;
1262 dia, 20| sempre mi accorano. Ora sappi, che cercando io, non sollievo,
1263 dia, 20| la quale, benché poco si sappia dai più, ne è pure abbondantissima.~
1264 dia, 51| dei loro congiunti: né dir saprei se in te fosse maggiore
1265 | sarai
1266 | saran
1267 | sarebbero
1268 | sarei
1269 | saresti
1270 dia, 29| ottiene per sé lo scrittore. Saviamente dunque, e da molto più verace
1271 dia, 30| impedisce, la distrugge, o la scaccia, egli è ufficio di retto
1272 dia, 40| benché ascondibile, e dai più scaltri amatori di sé stessi nascoso)
1273 dia, 56| volta fia questa, in cui scambievolmente vederci ed udirci potremo
1274 dia, 63| di tempo dal tuo cor mi scancelli.~
1275 dia, 18| quindi la sempre maggiore scarsezza d'uomini grandi, e di alte
1276 dia, 10| essere a' tuoi posteri ignoto sceglievi, perché forse la presaga
1277 fin, 60| il pianger teco a me pur scema il duolo.~
1278 dia, 46| non avrei in tutti costoro scemato l'orgoglio, ma di gran lunga
1279 dia, 27| battaglie; e d'ogni autore, che schiccherato abbia comunque alcuni fogli
1280 fin, 2 | Nella soave tua schietta amistade;~
1281 dia, 40| odiata. E in ciò ti svelo schietto il mio cuore; o fosse natura,
1282 dia, 33| alcune; e come quegli che è Sciolto da tutte qualitati umane,~
1283 dia, 40| maggior foro della città scioperati, e carichi oppressi d'ozio
1284 dia, 38| nome, di cui si fregiava un Scipione, per non v'essere più vera
1285 dia, 48| manifestamente nel salutarti scolpita quella tacita venerazione,
1286 dia, 21| poi di un Bruto da Livio scolpito?~
1287 dia, 16| questa mia inescusabile sconsideratezza e notte e giorno piango
1288 dia, 60| estremo mio prego, di cui sconsolato oltre modo ne andrei se
1289 dia, 33| sempre ti pregava io di scoprirmi. Rispondimi ora dunque su
1290 dia, 59| addolorato cuore; senza scordarci però della sublimità vera
1291 dia, 32| anzi le più rade volte, scorgerai nel mio pur troppo picciolo
1292 dia, 6 | giorno funesto; né altra scorta al ben vivere, ed alle poche
1293 dia, 29| le vite vogliono essere scritte di coloro soltanto, che
1294 dia, 29| né la ottiene per sé lo scrittore. Saviamente dunque, e da
1295 dia, 56| concedere che coi più grandi scrittori tu pecchi; convinto sii,
1296 dia, 29| Benché tutto dì delle vite si scrivano, non si dà però vita a nessuno,
1297 dia, 27| 27. Le vite scriveansi altre volte de' santi, affinché
1298 dia, 28| almeno, o saputi: ma lo scriver la vita di uno che nulla
1299 dia, 56| troppe, che per la tua donna scrivesti e scrivi tuttora. Ma siccome
1300 dia, 27| maravigliassero soltanto. Le vite si scrivono presentemente d'ogni principe
1301 dia, 45| carattere così magnanimamente sdegnoso, impaziente, e bollente;
1302 | Seco
1303 dia, 13| né sei, di questa morte seconda; e se io lena e polso mi
1304 dia, 56| codeste rime il tuo pensiero secondo; le tragedie vadano innanzi;
1305 dia, 16| sì appassionato parlare, securo io troppo nella tua ancor
1306 dia, 51| contrade dove ella in tutta securtà si ritrova e s'alligna.
1307 fin, 6 | Mi fean vivere in tutta securtade;~
1308 dia, 35| francamente in vita; alto segno d'amicizia vera dato mi
1309 dia, 55| parli di cosa, che sola di seguitarti impedivami; argomentar puoi
1310 dia, 59| dunque quanto alla lapide seguiteremo il dettato del nostro addolorato
1311 fin, 61| Fuor del carcer terren seguìto a volo~
1312 dia, 48| chiunque la raccoglie e terge, sel vede. Da questo tuo parlare
1313 dia, 27| di grandezza aveano alcun seme nel cuore, più fortemente,
1314 dia, 51| il dolore di un fratello semplicemente di sangue, e non di virtù,
1315 dia, 30| ignotissima vita, dai privati e semplici tuoi costumi mi riprometteva
1316 dia, 24| per via della più naturale semplicità.~
1317 dia, 54| intende, le assapora, le sente. Sovrano impulso al ben
1318 dia, 22| 22. Il forte sentire, credilo a me, egli è una
1319 dia, 30| non de' tempi, doppiamente sentita, e fors'anche, come nuova
1320 dia, 55| tolto. Ma pur troppo in me sento un funesto presagio che
1321 dia, 51| che non ha i suoi tutti sepolto. Ma tu, diverso in tutto
1322 dia, 12| altamente pensavi, io ben lo seppi, che vivo conobbiti; saputo
1323 pro | Proemio.~ ~Paulum sepultae distat inertiae~Celata virtus.~ ~
1324 dia, 53| sempre; e altro sollievo non serbo, che il sempre pascermi
1325 dia, 51| moltiplicati bisogni più servi siam fatti, invaso anche
1326 dia, 30| può essere anco nei più servili tempi, e nei più viziosi
1327 dia, 40| mi stava trafficando di seta, vedeva io spesso pel maggior
1328 dia, 6 | ahi lasso me!) per poche settimane lasciarti credendomi, senza
1329 dia, 11| vedendomi di sì alti sensi severo maestro, e di sì vile vita,
1330 dia, 51| che la natura in te solo sfoggiando impreso abbia a deridere
1331 dia, 16| bisognando, amichevolmente sforzandoti a scrivere per tutti, e
1332 dia, 58| nulla fece, ancorché vi si sforzi in contrario ogni più alto
1333 dia, 16| danno, che mi martira. Te sfuggito e sottratto alle noje, al
1334 | siamo
1335 | sieno
1336 | siete
1337 dia, 45| soverchiatori in fine cotanto signor del tuo sdegno?~
1338 dia, 10| conoscerti forse; e ad un reo silenzio mal mio grado ostinandoti,
1339 dia, 21| benché corra adesso questa smania di belle arti, ed alcuni,
1340 dia, 53| migliore, dell'esser mio smarrita ho per sempre; e altro sollievo
1341 dia, 7 | capace, forse all'affetto tuo smisurato, più che al tuo bastante
1342 dia, 35| altissimo rendere tel potea snudandoti il vero-vero dell'anima
1343 fin, 2 | Nella soave tua schietta amistade;~
1344 dia, 1 | chiarore si è aggiunto! Soavissimo odore per tutta la cameretta
1345 dia, 56| d'animo e forza, che non soavità di sospiri. Non ti stancare
1346 dia, 55| altro sfogo o rimedio non soccorre, che il pianto, o le rime.
1347 dia, 51| che laudo io in te queste sociali virtù secondarie, mentre
1348 dia, 33| dall'altro, alle quali per soddisfar pienamente era d'uopo sagrificare
1349 dia, 61| guadagno, qualor per te lo soffriva.~
1350 dia, 31| arrossire) niuno ascoltandoci, soffro che alla ombra mia tu le
1351 dia, 13| dalla sublime dignità del soggetto.~
1352 dia, 48| pienamente, e mal grado loro, soggioga. Ma vero è, ch'ella era
1353 dia, 51| più tenerissimi esser non sogliono dei loro congiunti: né dir
1354 fin, 57| Torna spesso entro a' miei sogni, o solo~
1355 dia, 1 | io ben desto, o in dolce sogno rapito?~
1356 | solamente
1357 dia, 46| dimostrata insufficienza, mi solea perciò tacere, o non parlare,
1358 dia, 16| pensava, che a porne con sollecitudine in salvo il migliore, insistendo,
1359 dia, 48| presente nostra meschinità pur somme si chiamano, (e, visti i
1360 dia, 40| con Tacito, o con altro sommo classico in mano: come mai
1361 dia, 1 | e viva voce dal profondo sonno mi appella e mi trae? Ma,
1362 dia, 61| tranquillità, o per dir meglio, il sopore della servile e tremante
1363 dia, 57| semplice marmorea lapide, con sopravi poche parole, ove testimoniando
1364 dia, 11| dalla feccia nostra presente sorger puro ed illibato d'esempio;
1365 dia, 41| io reputai il non averla sortita; poiché quindi alla oscurità
1366 dia, 29| minor mole farebbesi) non è sorto ancora un Plutarco novello.
1367 fin, 66| Speme, vuol ch'io sorviva, e aspetti l'ora,~
1368 dia, 61| altre ragioni per cui ne sospendesti la stampa, fu anche una
1369 dia, 5 | dileguasi; ed al tuo caro, e sospirato cospetto non può nel mio
1370 dia, 55| puoi quindi s'io l'ami. Sostegni della mia vita, d'ogni opera
1371 dia, 55| troppo più a lungo ch'io sostenere nol posso; in preda solamente
1372 dia, 22| a me, egli è una liquida sottile infiammabile qualità, che
1373 dia, 49| splendida e soverchia tua bile; sottilmente, e con discrezione negli
1374 | sotto
1375 dia, 63| forza dagli occhi tuoi mi sottrae. Felice vivi, e possanza
1376 dia, 16| mi martira. Te sfuggito e sottratto alle noje, al servire, al
1377 dia, 49| concedi alla splendida e soverchia tua bile; sottilmente, e
1378 dia, 47| per non essere quasi mai soverchiato.~
1379 dia, 56| ti stancare di adoperar sovr'esse la lima penosa; e un
1380 dia, 50| che era pur tutta tua: sovrana dote, per cui, senza lusinga,
1381 dia, 40| cotanti vedendone a me sovrastare; e non desiderava altro
1382 dia, 11| al mio rispondere, ben mi sovviene, tu muto rimanevi, e piangente)
1383 dia, 46| Italia, come già in Roma, in Sparta, e in Atene: e siccome in
1384 dia, 49| coll'intelletto e coll'anima spazia, se il puoi, infra Greci
1385 dia, 47| che tra quelle quattro specie d'uomini che mi hai mentovate,
1386 fin, 66| Speme, vuol ch'io sorviva, e aspetti
1387 dia, 48| moneta, senza avvedertene, le spendevi. Quindi nasceva il rispetto,
1388 dia, 30| ragionando, nutriva assai fondata speranza di poter con evidenza dimostrare,
1389 dia, 14| acquistarla instancabilmente non spese il sudore, il sangue, e
1390 dia, 35| dell'anima mia. E forse spessissimo la fonte di ciò che virtù
1391 dia, 7 | ogni tuo amichevole dubbio spettante a me disciolto ha per sempre.~
1392 dia, 46| un uomo buono riesce uno spiacevole carico; e sempre suppone
1393 dia, 60| saputo, quei sensi stessi ho spiegati, che dal tuo infiammato
1394 fin, 47| Liberissimo spirto in prigion dura~
1395 dia, 49| sole tue carte concedi alla splendida e soverchia tua bile; sottilmente,
1396 dia, 48| non perde già ella il suo splendore e virtù; e chiunque la raccoglie
1397 dia, 38| che in cuore giustamente sprezzar tu dovevi, come, donde cavavi
1398 dia, 9 | 9. VITTORIO Sprezzator di te stesso io ti conobbi
1399 dia, 38| città, vien dato in suono di sprezzo alla classe posta fra i
1400 dia, 19| fare, mi proverei in quale stadio potessi atleta riuscire.
1401 | stai
1402 dia, 56| soavità di sospiri. Non ti stancare di adoperar sovr'esse la
1403 | stanno
1404 | star
1405 | stesse
1406 fin, 19| Deh, sapess'io laudarti in stil sì chiaro,~
1407 dia, 49| bensì, e dai soli buoni stimato, ma non odiato mai da nessuno.~
1408 dia, 31| comportano: e, poiché tanto me stimi, pensa dunque a tutta meritar
1409 dia, 11| ardirebbe giammai; e che stolto orgoglio in fin mi parea
1410 dia, 25| per essere bei fatti di storia d'amor patrio, e di libertà,
1411 dia, 49| tutto forse non sei fuor di strada, libero e sublime sfogo
1412 fin, 62| quel dì, che a forza io mi strappai~
1413 dia, 62| 62. VITTORIO Il pianto mi strappi dal cuore; parlare, né respirare
1414 dia, 58| nell'altro, che al tuo sì strettamente allacciato è per sempre.
1415 dia, 16| me stesso imparava io a studiare, e conoscere. Allettato
1416 fin, 18| Meco i miei studj e i pianti dividendo;~
1417 dia, 12| avrebbero con lor vantaggio e stupore quegli uomini tutti, che
1418 dia, 14| instancabilmente non spese il sudore, il sangue, e la vita. Tu
1419 | sue
1420 | sugli
1421 dia, 60| brevità tanta di maschie e sugose parole.~
1422 | sull'
1423 fin, 64| già muto racchiudeva il suolo:~
1424 dia, 48| contrapposto del tutti non suonasse qui forse orgoglio e baldanza.~
1425 dia, 3 | mortale, amistade e virtù mi suonava, rispetto or m'infonde,
1426 dia, 38| vera città, vien dato in suono di sprezzo alla classe posta
1427 dia, 51| egli, ma in nessuna cosa superiore né al suo stato, né ai tempi,
1428 dia, 46| spiacevole carico; e sempre suppone che molti hai offeso: e
1429 dia, 35| tale da dovermi costar lo svelartelo, non modestia, no, ma bensì
1430 dia, 25| uomini: e, per tutto in somma svelarti, a quel tuo brevissimo scritto
1431 dia, 40| che odiata. E in ciò ti svelo schietto il mio cuore; o
1432 dia, 27| maraviglia ed invidia, lo sviluppassero; e leggendole gli altri
1433 dia, 37| minoranza del mio. Ora dunque tacermi nulla tu puoi di te stesso:
1434 dia, 33| uno amico all'altro nulla tacesse; ma che, siccome base dell'
1435 dia, 48| salutarti scolpita quella tacita venerazione, che non si
1436 dia, 47| ammutoliti gli avrebbero; tacque il mio labbro, e non ch'
1437 dia, 13| poca, e che se nulla in tant'opra valesse, tutto terrebbe
1438 dia, 20| 20. VITTORIO Questo tardo tuo pentimento, e la ragione
1439 dia, 23| Vedi ora se con sì feroce tarlo nel cuore io posso aver
1440 dia, 39| 39. FRANCESCO Delicato tasto mi tocchi, e questo soltanto
1441 dia, 25| testimoniato il tuo finissimo tatto nell'arte, che il tuo forte
1442 dia, 5 | nel mio core albergar più temenza.~
1443 dia, 11| assai maggior dritto di noi, temerità pareami il volere dalla
1444 dia, 47| labbro, e non ch'io parlare temessi, ma vano il reputava del
1445 dia, 7 | ciò fosse, morte ch'io non temeva, né bramava; morte che a
1446 dia, 7 | lasciava te immerso fra le tempeste di mille umane passioni;
1447 dia, 45| cioè del vero); con una tempra di carattere così magnanimamente
1448 dia, 41| comuni catene di tutti si temprano, somma ventura io reputai
1449 fin, 17| Che di vita tempravi a me l'amaro~
1450 dia, 54| moderato dolore agli animi teneri e grandi è pascolo, che
1451 dia, 51| sommi uomini, che per lo più tenerissimi esser non sogliono dei loro
1452 dia, 61| dimostrazione del tuo affetto la tengo; purché con troppe laudi
1453 dia, 46| col mi pare; formola, che tengono essi cotanto cara in altrui,
1454 dia, 10| cuore accoppiato si era il tentare almeno di renderle migliori
1455 dia, 8 | vissuto, nulla vi ho fatto né tentato di grande; ignoto agli altri,
1456 dia, 51| miglior gente, verrebbe tenuto mostruosità il non averli:
1457 dia, 48| chiunque la raccoglie e terge, sel vede. Da questo tuo
1458 dia, 28| espressa follia: che se fra i termini della mediocrità d'ogni
1459 dia, 13| tant'opra valesse, tutto terrebbe dalla sublime dignità del
1460 fin, 61| Fuor del carcer terren seguìto a volo~
1461 dia, 28| pur sempre di questa loro terrena apoteosi si è l'essere essi
1462 dia, 55| e son quelli i momenti terribili del mio più feroce delirio.
1463 dia, 46| alcun pensiero si è fatto tesoro, va goduto per sé, o coi
1464 dia, 57| sopravi poche parole, ove testimoniando al mondo il mio immenso
1465 dia, 25| libertà, non avrebbero meno testimoniato il tuo finissimo tatto nell'
1466 dia, 51| invaso anche ha i più umili tetti: e, tolto il nobile, e sempre
1467 dia, 51| mostrando, che ogni picciol tetto può esser campo a magnanimità
1468 dia, 29| della opinione, in che tu mi tieni.~
1469 dia, 61| me ti assumesti di esser timido e vile; ed assai forte prova,
1470 dia, 5 | ripiglio. - Ma già già quel timore, che di maraviglia nasceva,
1471 dia, 61| il mio carcer natio: alla tirannide, il sai, non meno dispiace
1472 dia, 51| impreso abbia a deridere le tirannidi nostre; col tuo chiaro esempio
1473 dia, 42| tutto innalza quanto ella tocca! anima, che per nulla aver
1474 dia, 61| e che ogni mio danno, se toccarmene alcun men dovea, io riputava
1475 dia, 39| FRANCESCO Delicato tasto mi tocchi, e questo soltanto ben festi
1476 dia, 7 | nauseosi aspetti per sempre toglieami, ogni tuo amichevole dubbio
1477 dia, 56| ogni poeta che scrive, va togliendo a sé stesso la già acquistata
1478 dia, 61| volermi, né la tragedia datami togliere, né, col darmela, intorbidare
1479 fin, 55| Invidia, credo, i lividi occhi torse,~
1480 dia, 15| nel più puro grembo della tosca favella, auree parole non
1481 dia, 27| cuore, più fortemente, e più tosto, mossi da nobile maraviglia
1482 dia, 10| 10. Morto sei; né di te traccia alcuna in questo cieco mondo
1483 fin, 20| dal sepolcro il tuo nome traendo,~
1484 dia, 13| pari all'ardore le forze traessi; se in pochi, ma caldi periodi
1485 dia, 40| avidità di guadagno, mi stava trafficando di seta, vedeva io spesso
1486 dia, 51| tuo così a te dispiacevole traffico, che necessario non t'era
1487 dia, 56| tuo pensiero secondo; le tragedie vadano innanzi; e pensa,
1488 dia, 24| VITTORIO Ed appunto per ciò traluce in questi tuoi scritti un
1489 dia, 10| renderle migliori d'alquanto, tramandando ad esse sublimi verità in
1490 dia, 61| intorbidare in parte nessuna la tranquillità, o per dir meglio, il sopore
1491 dia, 24| e sentito il bello, non trapassa veramente nel cuore di chi
1492 dia, 54| e sublime suo conversare trarrai, e l'hai tratto finora.~
1493 dia, 30| mi riprometteva pure di trarre, senza alterare il vero,
1494 dia, 17| ma ad un tempo istesso ti trarrebbero forse del cuore l'ardentissimo
1495 dia, 22| ogni nostra vena e fibra trascorre, ed a tutti i sensi si affaccia.
1496 dia, 30| dell'alto tuo animo non trasparirebbe a quei pochi che conoscono
1497 dia, 48| amore; in quel degli altri traspariva fra un nuvoletto di sdegno;
1498 dia, 43| modera questi tuoi affettuosi trasporti. Tanti altri uomini vi sarà,
1499 dia, 30| al pubblico alcuni tuoi tratti, e brevemente sovra essi
1500 dia, 54| conversare trarrai, e l'hai tratto finora.~
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