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Carlo Goldoni
La vedova scaltra

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Scena Decima. Rosaura, Eleonora, ed il Conte

 

Ele. Sorella, bella conversazione che mi avete fatta godere; vi son tenuta davvero!

Ros. Compatite. Quegli è un uomo di buonissimo cuore, ma ha le sue stravaganze.

Ele. Per me non lo tratterò più certamente.

Con. Milord ha il bellissimo cuore, ma io l’ho amareggiato dal dolor di vedermi mal corrisposto.

Ros. Di che vi lagnate?

Con. Di vedervi far parte delle vostre grazie ad un forestiero.

Ros. Ma che? Sono io cosa vostra? Mi avete forse comperata? Son vostra moglie? Pretendete di comandarmi? Dichiaratevi, con qual autorità? Con qual fondamento? Conte, io vi amo, e vi amo più di quello che voi pensate; ma non voglio per questo sagrificarvi la mia libertà. La conversazione, quand’è onesta, è degna delle persone civili. La donna di spirito tratta con tutti, ma con indifferenza. Così ho fatto sinora, e se alcuno ho distinto, voi siete quegli; ma se ve ne abusate, io vi rimetterò nella massa degli altri, e forse vi sbandirò affatto dalla mia casa.

(parte)

 




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