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| Carlo Goldoni Il campiello IntraText CT - Lettura del testo |
FABRIZIO E ver che mia nipote è vostra moglie,
Ma nel vostro contratto
Èvvi, signore, il patto
Di dipender da me per anni dieci.
Non vo, che seguitiate
A gettar il danaro allegramente;
E non si ha da cenar con questa gente.
CAVALIERE La cena è preparata;
L'ho ordinata, e pagata.
Lasciatemi godere,
Per cortesia, quest'ultimo piacere.
FABRIZIO Pur, che l'ultimo sia, ve lo concedo.
Ma io non ci verrò con questa gente
Indiscreta, incivil, senza creanza.
LUCIETTA Via, sior, ghe domandemo perdonanza.
Quando semo in borrezzo
Gh'avemo sto defetto,
Ma savemo anca nu portar respetto
Oh xè qua, sior Simon. (viene Simone)
Questo xè mio zerman
Podemo dar la man,
Quando che se contenta sior compare.
CAVALIERE Fate quel, che vi pare.
LUCIETTA Cossa distu, Anzoletto?
ANZOLETTO Fazzo quel, che volè.
DONNA CATTE Anemo via sposé.
ANZOLETTO Questa xè mia muggier.
LUCIETTA Questo xè mio mario.
DONNA CATTE Séntime un de sti dì te vegno drio. (a Lucietta)
DONNA PASQUA Uh! me viene l'acqua in bocca.
GNESE Sia malignazo! e mi?
ORSOLA Da qua do ani a ti.
DONNA PASQUA Do anni s'ha da star?
GNESE Vardè, che sesto!
ORSOLA Eh, no t'indubitar, che i passa presto.