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| Carlo Goldoni Il campiello IntraText CT - Lettura del testo |
CAVALIERE Oh, son pure obbligato
A chi un sì bell'alloggio mi ha trovato.
Nol cambierei con un palazzo augusto:
Ci ho con gente simil tutto il mio gusto.
GASPARINA Che el diga quel che el vol zto mio zior barba.
Lu coi libri el zavaria,
E mi voggio chiappar un poco de aria.
Anderò da mia zantola,
Che zè poco lontana.
CAVALIERE (Ecco la giovine,
Che ho veduto da prima).
GASPARINA (Oh vèlo qua quel zior).
CAVALIERE (Mi par bellissima).
Servitore di lei.
GASPARINA Zerva umilizzima.
CAVALIERE (Che vezzoso parlar!).
GASPARINA (Voggio in caza tornar). (s'accosta alla casa)
CAVALIERE Rigorosissima
Meco siete così?
GASPARINA Zerva umilizzima.
CAVALIERE Io sono un cavaliere,
Egli è ver, forastiere;
Ma per le donne ho sentimenti onesti.
GASPARINA (Oh, che i me piaze tanto zti foresti).
CAVALIERE Bramo, se fia possibile,
Di servirvi l'onore, e in me vedrete
Esser per voi la servitù onestissima.
Aggraditela almen.
GASPARINA Zerva umilizzima.
CAVALIERE Lasciam le cirimonie, favorite.
Siete zitella?
GASPARINA No lo zo dazzeno.
CAVALIERE Nol sapete? tal cosa io non comprendo.
GASPARINA Zto nome de zitella io non l'intendo.
CAVALIERE Fanciulla voglio dir.
GASPARINA No zo capirla.
Ze zon puta?
CAVALIERE Così.
GASPARINA Per obbedirla.
CAVALIERE Troppo gentile! Avete genitori?
GASPARINA No l'intende n'è vero,
Troppo el noztro parlar?
CAVALIERE Così e così.
GASPARINA Me zaverò zpiegar.
CAVALIERE Avete genitori?
GASPARINA Mio padre zono morto,
E la mia genitrice ancora ezza.
M'intendela?
CAVALIERE Bravissima,
Voi parlate assai ben.
GASPARINA Zerva umilizzima.
CAVALIERE Ma chi avete con voi?
GASPARINA Tengo, zignore,
Un altro genitore.
CAVALIERE Un altro padre?
GASPARINA Oh zior no; cozza dizelo? Gh'ho un barba.
CAVALIERE La barba?
GASPARINA Adezzo, che ghe penza: un zio,
Che zè quel che comanda, e zta con io.
CAVALIERE Ora capisco; brava.
Ma questo zio non vi marita ancora?
GASPARINA Zono un poco a bonora.
CAVALIERE È ver, voi siete
Ancora giovinissima,
Ma graziosa però.
GASPARINA Zerva umilizzima.
CAVALIERE Voi avete, una grazia, che innamora.
GASPARINA Zèlo più ztà a Venezia?
CAVALIERE Questa è la prima volta.
GASPARINA El vederà
Ze ghe zè del bon gusto in zta città.
CAVALIERE Lo capisco da voi.
GASPARINA No fo per dire,
Ma pozzo comparire.
Me capìzzela?
CAVALIERE Sì che vi capisco.
GASPARINA Quando, ch'io voggio, zo parlar toscana,
Che no par, che zia gnanca veneziana.
CAVALIERE Avete una pronuncia, che è dolcissima.
Voi parlate assai bene.
GASPARINA Obbligatizzima.
CAVALIERE E quell'aria!
GASPARINA La diga, m'àlo vizto
A caminar?
CAVALIERE Un poco,
Fatemi la finezza,
Voi passeggiate, che a vedervi io resto.
GASPARINA Vedela, zior forezto?
Una volta ze andava
Cuzzì, cuzzì, cuzzì.
Adesso ze va via
Cuzzì, cuzzì, cuzzì.
CAVALIERE Brava in ogni maniera.
GASPARINA Vago da ziora zantola.
CAVALIERE Vi servo, se degnate
Quella, ch'io vi offro, servitù umilissima.
GASPARINA Li zono obbligatizzima.
No voggio, che el zignor venga con io,
Perché ho paura del zior barba zio.
CAVALIERE Egli qui non vi vede, e non sa nulla.
GASPARINA Una puta fanziulla
Deve ancor non veduta
Aricordarzi, che è fanciulla, e puta.
CAVALIERE Non volete onorarmi?
GASPARINA La prego dizpenzarmi.
CAVALIERE Ritornerete presto?
GASPARINA Ritornerò a diznare.
M'intende?
CAVALIERE Sì, capisco,
Ritornerete a pranzo.
GASPARINA Zì, a pranzare.
CAVALIERE Non mi private della grazia vostra.
GASPARINA Ella è padrone della grazia noztra.
CAVALIERE Andate pur, non vi trattengo più.
GASPARINA Zerva. (s'inchina)
CAVALIERE Madamigella. (s'inchina)
GASPARINA Addio, monzù. (partono da varie parti)