La GIORNATA
DELLA VITA CONSACRATA, che si celebra ogni anno il 2 febbraio festa della
Presentazione di Gesù Bambino al Tempio, è per la Chiesa
tutta l’occasione per lodare e ringraziare il Signore per il dono di questo stato
di vita nella Chiesa.
Tutti i cristiani hanno una
comune vocazione alla santità e, come tralci dell’unica vite, sono
chiamati a portare frutto secondo i particolari carismi e ministeri di cui lo
Spirito Santo li ha dotati.
« Tutti gli stati di vita, sia
nel loro insieme sia ciascuno di essi in rapporto agli altri, sono al servizio
della crescita della Chiesa, sono modalità diverse che si unificano
profondamente nel “mistero di comunione” della Chiesa e si coordinano
dinamicamente nella sua unica missione. In tal modo, l'unico e identico mistero
della Chiesa rivela e rivive, nella diversità degli stati di vita e
nella varietà delle vocazioni, l'infinita ricchezza del mistero di
Gesù Cristo » (ChL, 55).
Ma cosa rappresenta nella Chiesa
la VITA CONSACRATA?
«Profondamente radicata negli
esempi e negli insegnamenti di Cristo Signore, è un dono di Dio Padre
alla sua Chiesa per mezzo dello Spirito. Con la professione dei consigli
evangelici i tratti caratteristici di Gesù — vergine, povero ed
obbediente — acquistano una tipica e permanente «visibilità» in mezzo
al mondo, e lo sguardo dei fedeli è richiamato verso quel mistero
del Regno di Dio che già opera nella storia, ma attende la sua piena
attuazione nei cieli » (VC 1).
Il 2 febbraio la Chiesa fa
memoria del giorno in cui Gesù, primogenito del Padre e della Famiglia
di Nazaret, compie la sua offerta al Tempio di Gerusalemme e sottomette tutta
la sua esistenza al Padre. Allo stesso modo in questo giorno la vita consacrata
vuol rinnovare la sua offerta e testimoniare che tutta la sua esistenza
è un’offerta costante a Dio per la salvezza del mondo.
Intorno al Santo Padre nella Basilica di S. Pietro le Consacrate
e i Consacrati celebrano il mistero dell’amore del Padre che li ha chiamati con
una vocazione santa, la misericordia di Cristo che li ha consacrati per essere
nella Chiesa segno della radicalità e profondità della vita
battesimale e invocano lo Spirito Santo perché doni fedeltà alla
loro testimonianza e abbondanza di frutti al loro ministero.
Nelle Diocesi, riuniti intorno al Vescovo, testimoniano
l’unità nella diversità dei ministeri e dei carismi che rendono
viva la Chiesa. Insieme, Vescovi, Presbiteri, Diaconi e laici, imparano a
conoscere, amare ed accogliere i ministeri e i servizi che la Vita Consacrata
compie quotidianamente in mezzo a loro e che mostrano la straordinaria
grandezza dell’amore misericordioso di Dio.
Nelle Parrocchie tutta la
comunità ecclesiale locale,riunita attorto ai Sacri Ministri, dà
maggior attenzione a questo particolare Stato di Vita nella Chiesa e
chiede con maggior forza al Padre celeste il dono di nuove e sante vocazioni
alla Vita Consacrata, perché non venga meno in mezzo a loro il segno
della presenza di Cristo che per loro si è fatto povero, ha vissuto in
castità ed è morto in obbedienza al Padre per i loro peccati.
Anche le comunità di vita consacrata, particolarmente in
questo giorno, dovranno sapersi aprire in modo particolare all’accoglienza e
all’annuncio umile e coraggioso della loro vocazione e consacrazione,
perché i cristiani possano meglio conoscere i servizi e le occasioni di
grazia che per mezzo loro sono offerti a tutto il popolo di Dio.
La testimonianza della libertà dai beni della terra, della
totalità del loro amore per Cristo, della gioia di ricercare e fare
sempre la volontà di Dio, sono la via migliore per far conoscere,
apprezzare ed amare la VITA CONSACRATA nella Chiesa e in mezzo agli uomini.
RIPARTIRE DA CRISTO
Un rinnovato impegno della vita consacrata nel terzo millennio
Il Santo Padre Giovanni Paolo II nell'introduzione all'esortazione
apostolica Vita consecrata, afferma che si « è toccato con mano
l'universale diffusione della vita consacrata, presente nelle Chiese di ogni
parte della terra. Essa stimola e accompagna lo sviluppo dell'evangelizzazione
nelle diverse regioni del mondo, dove non solo si ricevono con gratitudine gli
istituti provenienti da fuori, ma se ne costituiscono di nuovi, con grande
varietà di forme edi espressioni ». (VC 2).
La celebrazione della giornata della vita consacrata quest’anno è
segnata particolarmente dall’ascolto attento e partecipe degli orientamenti
pastorali che il Santo Padre ha offerto a tutta la Chiesa con la lettera
apostolica Novo millennio ineunte.
Il Concilio aveva invitato gli Istituti di vita consacrata ad attingere
alle sorgenti della loro vocazione la forza rinnovante dello Spirito per vivere
con maggiore fedeltà l'ispirazione fondazionale e l'adattamento ai tempi
(cfr. PC 2). Essi hanno messo in moto un processo di rinnovamento che
continua fino ad oggi e continuerà ancora, e con “fedeltà creativa”
vanno sviluppando esperienze nuove di santità e di servizio apostolico.
Questo cammino trova nuovi stimoli e orientamenti proprio nell’invito del
Santo Padre a porre la santità come tensione costante del vivere ed
operare, a fare di Cristo il punto focale della propria esistenza e a
testimoniare la forza evangelica della comunione e della carità.
"Santificati in Cristo Gesù e chiamati ad essere santi, insieme
a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro
Gesù Cristo, grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore
Gesù Cristo" (1 Cor 1,2-3).
Con queste parole dell’Apostolo Paolo il Santo Padre inizia il suo
messaggio mandato alla Plenaria della congregazione per gli Istituti di vita
consacrata e le società di vita apostolica, tenutasi dal 25 al 28
settembre 2001.
La Vita Consacrata, profondamente partecipe del cammino di santità a
cui è chiamato il popolo di Dio, è chiamata a vivere insieme ai
fratelli e alle sorelle un'esperienza di responsabilità e di speranza;
di conversione e di rinnovamento con un ministero ecclesiale proprio.
«L'assiduo ascolto della Parola, la frequente lode al Padre, datore di
ogni bene e la testimonianza di una carità operosa verso i fratelli
più bisognosi, mostra a tutti la "profondità della
ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio!" (Rm 11,33) »
(Ibidem).
In questa “misura alta della vita cristiana”, che interessa la
Comunità ecclesiale nel suo insieme, le persone consacrate, assumono
un ruolo eminentemente pedagogico per l'intero Popolo di Dio. Esse sviluppano «relazioni
spirituali e apostoliche sempre più autentiche all'interno del tessuto
ordinario delle Comunità cristiane, condividendo i beni spirituali: il
cammino di fede e l'esperienza di Dio, il carisma e i doni dello Spirito che la
distinguono. Grazie a questa compartecipazione, maturerà in ogni
Comunità ecclesiale un vicendevole e più intenso sostegno.
Ciascuno diventerà responsabile e, insieme, bisognoso dell'altro,
avanzando nella vita di fede e secondo il carisma e il ministero proprio di
ciascuno » (Ibidem).
In questa visione di fedeltà quotidiana all'invito di essere santi,
la vita consacrata segue l'impegno preciso che Giovanni Paolo II ha proposto a
tutti i cristiani: "Ripartire da Cristo! ", sicuri sulla Sua
Parola: "Ecco io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del
mondo!" (Mt 28, 20).
« La vita quotidiana dei consacrati e delle consacrate, - continua il Santo
Padre - resa luminosa dall'assiduo contatto con il Signore nel silenzio e nella
preghiera, dalla gratuità dell'amore e del servizio specialmente per i
più poveri, testimonia che la libertà è frutto dell'aver
trovato la perla preziosa (cfr Mt 13,45-46), Cristo, per il quale si è
disposti ad abbandonare tutto, affetti e sicurezze terrene, dicendo con gioia:
Maestro, "Ti seguirò dovunque tu vada" (Lc 9,57). Ecco
il percorso di tanti consacrati e consacrate in molte parti della terra, che
giungono anche fino al dono supremo della vita con il martirio.
In tale profonda relazione di amore per Cristo e di spirituale cammino
sulle sue orme è racchiusa ogni speranza di futuro per la vita
consacrata, che richiede un impegno personale, cosciente, volontario, libero,
amoroso verso la santità ».
Camminare in comunione porta, anzitutto ad apprezzare di più il dono
che la vita fraterna in comunità è per la missione
ecclesiale. La vita consacrata sente tutta la responsabilità di
offrire alle comunità cristiane "luoghi di speranza e di scoperta
delle beatitudini, luoghi nei quali l'amore, attingendo alla preghiera,
sorgente della comunione, è chiamato a diventare logica di vita e fonte
di gioia" (VC 51).
Camminare nella costruzione di una vita comunitaria più
significativa, partendo dalla spiritualità di comunione, aiuta a vivere
il rinnovamento della vita di preghiera; il saper "stare" con Dio e
con “l'altro”; l'accettazione e l'amore al di là delle differenze e
fragilità; il sapere convertire i conflitti che nascono dai limiti delle
relazioni umane in un’esperienza di riconciliazione, in una fonte di crescita e
di rinnovata donazione; la collaborazione gratuita e responsabile; l'accoglienza
e il servizio. Le comunità che vivono la misericordia e la
povertà solidale, che optando per i più deboli e i più
piccoli, sono quelle che si convertono in segni e luoghi di speranza.
Segnaliamo come grazia la comunione tra le Congregazioni Religiose
Apostoliche, nelle Conferenze Nazionali, Continentali e quelle delle Unioni di
Superiori e delle Superiore Generali. Sono strutture che aiutano ad
approfondire l’identità e a sostenere la missione nella Chiesa e nel
mondo.
Le grandi sfide alla carità cristiana poste delle immani tragedie
che hanno toccato anche di recente popoli e nazioni hanno spinto a riunire le
forze nella risposta a situazioni di dolore, miserie e ingiustizia. Sono sempre
più numerosi i progetti apostolici intercongregazionali, che quasi
sempre incarnano il desiderio di vivere in comunione con i poveri, con coloro
che soffrono. E non mancano quelli che coinvolgono attivamente membri di
Congregazioni Religiose e Laici.
Sono stati fatti molti passi nel cammino di comunione con i laici. Vi
è stata una maggiore collaborazione con loro nelle opere tradizionali
degli Istituti, vi sono stati spazi più ampi di comunione nel lavoro, in
situazioni in cui ciascuno dà il suo apporto secondo la
specificità della propria vocazione e del proprio carisma. D'altra parte
aumenta anche il numero di Congregazioni che hanno laici associati alla propria
spiritualità.
Il camminare in comunione con altre Congregazioni Religiose fa ammirare la
ricchezza di ogni carisma fondazionale e porta a ringraziare Dio per
così grande fecondità. La comunione non genera uniformità,
ma piuttosto fa risplendere la bellezza della diversità di doni e di
carismi. E vivere insieme con i laici il proprio carisma apostolico rende
ciascuno più cosciente della specificità della sua vocazione
nella Chiesa (cfr. VC 55).
La Giornata della vita consacrata è per tutte le comunità cristiane
una occasione per conoscere maggiormente il dono di questo particolare stato di
vita cristiana, apprezzane il valore e l’importanza nella vita della Chiesa.
Questa giornata deve essere poi, in tutte le chiese locali un momento di
più forte annuncio vocazionale, affinché coloro che il Signore
chiama a seguirlo più da vicino possano trovare il coraggio di lasciare
tutto e, seguendo Cristo in povertà e castità, facciano della
loro vita un’offerta obbediente al Padre per la salvezza dell’umanità.
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