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Carlo Goldoni
Ircana in Julfa

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Scena Quarta. Ircana e Demetrio

 

DEMETRIO Puoi, se t'aggrada, Ircana, cambiar le spoglie armene.

IRCANA Cambiar vesti non curo; cambiar vorrei di pene.

DEMETRIO Queste dal tuo bel core involerà il destino.

Per te vo' d'Ispaan riprendere il cammino.

Parlerò con chi scrisse da me ben conosciuto

Noto mi è Machmut, Alì seco ho veduto

Noti mi son tuoi casi, so il dolor che ti affanna;

Vedrò se ti lusinga chi scrisse, o se t'inganna.

Pietà per te mi muove, la merta il tuo cordoglio

Padre tuo mi proposi, qual padre esser ti voglio.

Breve le due cittadi sai che parte il sentiero;

Più breve a me lo renda un agile destriero.

Ritornerò fra poco, nunzio sper'io di bene;

Nunzio della tua pace, conforto alle tue pene.

Da me, vezzosa Ircana, spera più lieto avviso;

Calma nel sen l'affanno, torna serena in viso.

Prepara a nuove gioie l'angustiato seno,

Non far che d'allegrezza colpiscati un baleno;

Ma sgombra la mestizia dall'alma a poco a poco,

Onde piacer ritrovi agiatamente il loco;

Poiché se d'improvviso il bene al mal succede,

Soccombere la vita del misero si vede.

Vivi, respira, attendi quel che sperar ti lice.

Parto per consolarti; figlia, sarai felice.

 




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