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Carlo Goldoni
Ircana in Julfa

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Scena Dodicesima. Kiskia e detta

 

KISKIA Quivi Ircano è rinchiuso. Vo' superar la tema.

Fra quest'ombre terribili sento che il cor mi trema.

IRCANA Odo alcun che s'accosta. Vien, carnefice mio. (irata)

KISKIA Ohimè. (s’intimorisce)

IRCANA Parla. Chi sei?

KISKIA Oh che timor! Son io.

IRCANA Kiskia, sei tu?

KISKIA Sì, caro.

IRCANA (Caro? Mi crede Ircano). (da sé)

KISKIA Che fai tu qui?

IRCANA Tradito son da un cuore inumano

KISKIA Il ciel m'ha qui mandato.

IRCANA Santa del ciel clemenza!

No, che perir non lasci la misera innocenza.

KISKIA Presto, presto vien meco.

IRCANA Dove siete? (si cercano)

KISKIA La mano.(si trovano)

IRCANA Deggio a voi la mia vita.

KISKIA Ecco il mio caro Ircano.

Mi sarai grato almeno?

IRCANA Pietosa in questo giorno...

V'è altra gente, mi pare.

KISKIA Non ho più sangue intorno.

 




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