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Carlo Goldoni
Ircana in Julfa

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Scena Terza. Ircana ne’ suoi abiti alla persiana e dette

 

IRCANA Che fra di voi si tenta, donne al mio ben nemiche?

KISKIA Scordati del passato. Vogliamo essere amiche.

ZULMIRA Amica non mi speri chi ha il cor di mio marito.

IRCANA Il tuo parlar, Zulmira, sempre non fiaardito.

KISKIA Dirlo vuoi a Demetrio? Deh pregoti tacere.

ZULMIRA Parla pur, se ti aggrada.

IRCANA Io farò il mio dovere.

KISKIA Veggo che hai cor pietoso; taci, se umana sei.

Odi di Kiskia i voti.

ZULMIRA Ma non sperare i miei.

IRCANA (Credea di me non fossevi donna al mondo più altera.

Consolomi veggendo donna di me più fiera.

Ma posso in tal confronto vantar per mio conforto

Ch'io con ragion mi sdegno, ch'ella si sdegna a torto). (da sé)

KISKIA Procuriam di placarla. (a Zulmira)

Donde hai spogliebelle? (a Ircana)

IRCANA Son di pietade un dono.

ZULMIRA Venuto dalle stelle.

Torni Demetrio, torni a regalar la schiava.

IRCANA Torni, e tremar vi faccia.

KISKIA (Deh non fate la brava). (piano a Zulmira)

 




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