(39) Bisogna distinguere diversi elementi tra i fattori di fragilità che
sono all'origine delle unioni di fatto, caratterizzate dall'amore cosiddetto
"libero" che omette o esclude il legame proprio e caratteristico
dell'amore coniugale. Bisogna inoltre distinguere, come abbiamo visto in
precedenza, tra le unioni di fatto alle quali alcuni si ritengono come
obbligati a causa di situazioni difficili, e quelle che sono volute per se
stesse, in “un atteggiamento di disprezzo, di contestazione o di rigetto della
società, dell’istituto familiare, dell’ordinamento socio-politico, o di
sola ricerca del piacere” 91. Bisogna infine considerare il caso di
coloro che sono spinti a un'unione di fatto “dall’estrema ignoranza e
povertà, talvolta da condizionamenti dovuti a situazioni di vera
ingiustizia, o anche da una certa immaturità psicologica, che li rende
incerti e timorosi di contrarre un vincolo stabile e definitivo”
92.
Di conseguenza,
il discernimento etico, l'azione pastorale e l'impegno cristiano nella
realtà politica devono tener conto della molteplicità delle
situazioni che ricopre il termine generale di "unioni di fatto",
descritte prima93. Qualunque siano le cause, tali unioni comportano
“ardui problemi pastorali, per le gravi conseguenze che ne derivano, sia
religiose e morali (perdita del senso religioso del matrimonio, visto alla luce
dell’Alleanza di Dio con il suo popolo; privazione della grazia del sacramento;
grave scandalo), sia anche sociali (distruzione del concetto di famiglia;
indebolimento del senso di fedeltà anche verso la società;
possibili traumi psicologici nei figli; affermazione dell’egoismo)” 94.
Per questo la Chiesa è particolarmente sensibile al proliferare di
questi fenomeni delle unioni non matrimoniali, data la dimensione morale e
pastorale del problema.
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